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Poesia d’autore/ Sylvia Plath. Fauno
26 Dicembre 2020
 

Faunesco nei lombi, bubolò

da un folto di barbagli lunari e gelo di palude

finché tutti i gufi dell’irta selva

vennero con un nero batter d’ali

a meditare sul richiamo di quest’uomo.

 

Non un suono, se non di una folaga ebbra

che barcollava verso il nido lungo il fiume.

C’erano stelle sospese in fondo all’acqua

una fila di doppi occhi stellati illuminava

i rami dove posavano quei gufi.

 

Un’arena di occhi gialli

osservò l’uomo che mutava forma.

Vide il piede farsi ungulato, e spuntare

come di capro. Vide un dio che si levava

e galoppava verso il bosco in quella guisa.

 

 

Trad. Anna Ravano


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