Lo scaffale di Tellus
Marisa Cecchetti. “Noi umani cerchiamo quadrature” di Dino Fiumalbi
08 Dicembre 2019
 

Dino Fiumalbi

Noi umani cerchiamo quadrature

Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2019, pp. 124, €10,00

 

Diviso in tre sezioni, Umani dal quotidiano, Umani dalla letteratura, Umani dalla Storia, il libro di Dino Fiumalbi unisce racconti già editi in antologie o in e-book ad altri nuovi e recenti. Nelle storie, in genere brevi con finale affatto scontato e talora sorprendente, si osservano le persone come sotto una lente di ingrandimento, quasi fotografando aspetto, gesti, e di conseguenza svelando anche l’anima.

Le storie sono ambientate in tempi diversi e acquistano un respiro più ampio nel recupero di personaggi di notevole rilievo storico. In questo Dino Fiumalbi dimostra ancora una volta il grande amore per la ricerca storica, la sua puntigliosità e precisione nella documentazione, con la capacità di ricostruire ambienti e situazioni all’interno di un racconto verisimile.

C’è una presenza trasversale della figura femminile su cui l’occhio si posa per fissare atteggiamenti e aspetti della donna; ma non si risparmia niente anche al genere maschile, con il maschio un po’ guardone e sempre alla ricerca di forme avvenenti su cui placare-eccitare lo sguardo. Si percepisce il divertimento stesso di chi scrive e l’occhio selezionatore.

Abbastanza inatteso il recupero di brani di autori, incastonati e riconoscibili, con il gusto di riscriverli con punti di vista diversi, come nel caso dell’incontro di don Abbondio con i bravi, in cui si dà voce al loro pensiero ed alle attese.

La motivazione del titolo si legge nella prefazione dell’autore: «Tutti i racconti contengono almeno una piccola sorpresa, un qualcosa di inaspettato: ciò che appare quadrato e stabile inevitabilmente rotola e ciò che sembra circolare prima o poi si arresta e si stabilizza. Noi umani siamo fatti così, da sempre: non siamo mai completamente cerchi o quadrati, ma ci troviamo bene in entrambe le figure nelle quali siamo stati iscritti, prima da Vitruvio a parole, poi da Leonardo nel disegno».

Il Fiumalbi manifesta un attento rispetto per la parola tendendo al registro alto, ma ama anche ripescare espressioni puramente toscane e della parlata del popolo, come in questo passo tratto da “Ei fu” dove parla un anziano contadino interrogato da un uomo di legge, a proposito di una donna: «Da quando tornò a Lucca ben vestita e con la bimba appena fori dalle fasce, la incominciarono a chiama’ la donna misteriosa… Ma le pettegole ‘un s’arrendano mai e continuano a chiacchiera’ anch’oggi. Lei va d’accordo con tutti e, nonostante sia ancora una bella donna, non ha voluto sapere di riaccasassi».

 

Marisa Cecchetti


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