Prodotti e confezioni [08-20]
Vetrina/ Alberto Figliolia. Inno al Sessantotto
20 Maggio 2018
 

 

 

 

 

 

 

 

Occhi caleidoscopici vorrei avere

e un'aura elettrica

intorno al corpo scarificato.

E un verde psichedelico pigiama vorrei indossare

con alamari arancioni e bottoni con incisioni

di calamari oceanico-abissali

e guanti di seta nero-tenebra.

E in un letto a quattro piazze vorrei saltare e danzare

con lenzuola argentate come luna sospesa

su un lussureggiante e sospirante giardino d'oriente

per fare l'amore e non la guerra

con tutte le bajadere del pensiero.

E un giradischi dei ricordi vorrei accendere

sul cui piatto far girare le pagine

di Narciso e Boccadoro, le canzoni

di Jimi e quelle di John e Ringo e Paul e George,

dei Rolling Stones, e le sinfonie dei Pink Floyd,

le litanie elettroniche dei Soft Machine

e l'onirico urticante velluto dei Vanilla Fudge.

E i capelli come rami impazziti vorrei catturare

di Angela Davis e sentirli frusciare

negli irraggiungibili meandri della mia anima graffiata.

E la voce di MLK vorrei riudire per un altro sogno

e le declamazioni dalla lunga veste di Allen

e quelle esplosive di Gregory e alonate di Lawrence,

E la nuvola di fumo dal sigaro del Che vorrei annusare

e vederla sorvolare le pianure del disonore bastardo.

E una donna in forma di farfalla vorrei riconoscere

nelle mie pupille allo specchio e vorrei volasse

nei miei devastati interni togliendo loro

ogni maschera deturpante.

E infine vorrei assopirmi a una brezza soave,

a una brezza soave

dal mare,

dal mare...

e ridestarmi,

   ridestarmi

in quello che sarei potuto divenire.

 

Alberto Figliolia


TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
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