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In libreria/ Pasquale Matrone. “Geometria della rosa” di Giuseppina Rando
29 Aprile 2017
 

Smarrimento, vertigine; sete di confrontarsi con un cieco e oscuro noumeno: macigno aguzzo, ostile e muto, attesa caparbia di una pur minima risposta, di uno straccio di giustificazione almeno “ai giorni disumani”, “alla voce dolente dell’umano vivente…”

C’è innanzi tutto questo in Geometria della rosa, la nuova silloge di Giuseppina Rando, artista dell’entroterra culturale di grande spessore nonché intellettuale avvezza a scandagliare pensiero e linguaggio, a estrarne linfa e segreti per farne medicina e annuncio.

I versi della raccolta sono un’ulteriore e significativa tappa di un percorso di ricerca iniziato da decenni e, insieme, una pausa di meditazione, utile a prendere fiato, a ricominciare, con un supplemento di tenacia e di energia a dialogare con l’Essere, l’esistenza e la nebbia indecifrabile e sovrumana che l’avvolge.

Il ritmo franto del pianto” fa da cupa colonna sonora alla “terra desolata” segnata dall’orrore, da detriti polverosi e “sangue d’innocenti” raggrumato. “Cresce a dismisura la morte” invisibile a chi, distratto da luci fittizie e dal frastuono di chiacchiere, non vede e non sente, e, “continuando a magnificare la Giustizia”, si fa complice ignaro dell’“ingiustizia dei giusti”. Nel prendere atto del “planetario dolore” Giuseppina Rando s’interroga sulle ragioni e sul senso del fare poetico. Serve ancora a qualcosa? Temeraria risulterebbe la risposta, priva di un supplemento di esplorazione delle risorse di cui la letteratura può ancora disporre. Per questo, di nuovo, riprende a indagare sulla parola, sulle possibilità di dare la forma adatta alla sofferenza, all’afonia dei reietti, al cancro divoratore dei sentimenti, alla crescita smisurata dell’egoismo, alla carica distruttiva della stupidità, al veleno devastante e invisibile dell’indifferenza, all’Enigma dell’inizio e della fine di un viaggio, involontario, crudele, effimero dal peso soverchiante, insopportabile…

Non s’arrende, la poetessa siciliana. Mette insieme i vocaboli; li seziona e assapora, testando nuove alchimie; ne assembla le tessere sparse, come si fa con un puzzle bizzarro, difficile da ricomporre in un disegno. Non è follia la sua. Sa che Heiddegger ha ragione : la parola “parla”: giunge da molto lontano e dice assai di più di quanto c’è nelle intenzioni di chi ne fa uso.

Rivela “messaggi nascosti” dell’Essere; va oltre i confini della ragione; sparge barbagli d’infinito e frammenti di verità, dalla sua singolare postazione liminare; conduce “nelle prossimità dei segreti dell’anima”; dimostra che «non ci sono fratture incolmabili tra il reale e l’immaginario, tra la vita e il sogno, ma soltanto una vasta gamma di forme e di fenomeni, talora strazianti, che pure danno un senso all’esistenza umana».

C’è dell’altro oltre il visibile, dunque. Non è vero che della “rosa” esiste il nome nudo. Non può e non deve essere così. Oltre il rasoio sottile della mente, l’essenza testarda, esplode e si annuncia nell’esistenza, come rosa che, nello schiudersi, svela il segreto della perfetta misura di verità, bontà e bellezza, facendosi emblema e viatico dell’ormai necessario e urgente riscatto dell’umanità.

Un libro intenso, ricco di sostanza e di musica, Geometria della rosa.

Organico come uno spartito musicale costruito con dosi sapienti di significato, poesia e formale rigore.

Un’opera da leggere piano, facendo attenzione ai semi che la poetessa sparge lungo il cammino con citazioni mirate a indicare le coordinate della sua poetica, nonché motivazioni e intenzioni sottese alla scrittura. Pagine che stimolano a riflettere sulla realtà con mente e cuore aperti alla prospettiva di dare un tributo forte e nobile alla palingenesi dell’uomo e del mondo.

Una riflessione filosofica in versi, infine, da rileggere, dopo averne interiorizzato il messaggio: per meglio gustarne l’eleganza, il ritmo e l’inconfondibile stile.

 

Pasquale Matrone

(da La Nuova Tribuna Letteraria, Anno XXVII n. 126, p. 50)

 

 

Pasquale Matrone (foto), critico letterario e critico d’arte, è il vicedirettore di La Tribuna Letteraria (Periodico di Lettere e Arte), Venilia Editrice, Lozzo Atesino (PD).

 

 

Giuseppina Rando, Geometria della rosa

Aletti Editore, 2017, pp. 100, € 12,00

In allegato locandina della presentazione della raccolta a Barcellona Pozzo di Gotto, cittadina dove abita l’autrice


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