Prodotti e confezioni [08-20]
Sulla poesia/ Flavio Ermini, nel corto di Gianluca Moiser 
Voce Annalisa Piva. Immagini Patrizia Garofalo
07 Febbraio 2017
 

L’ALBATRO

 

Spesso, per divertirsi, i marinai

prendono un albatro, uno di quei grandi uccelli di mare

che seguono, indolenti compagni di viaggio, le navi

in volo sugli atroci abissi.

 

Il re dell’azzurro! Non fanno in tempo

a posarlo sulla tolda che sùbito, goffo,

impacciato, comincia a strascinare

come fossero remi le ali grandi e bianche.

 

Povero viaggiatore alato, com’è

fiacco e sinistro – e comico e brutto, lui

poco fa così bello! Uno gli mette

la pipa sotto il becco, un altro, zoppicando, fa il verso allo storpio che volava…

 

Il Poeta è come lui, principe dei nembi

che sta con l’uragano e ride degli arcieri.

In terra, fra grida di scherno, solo,

con le sue ali da gigante non riesce a camminare.

 

 

 

CORRISPONDENZE

 

La Natura è un tempio dove incerte parole

mormorano pilastri che sono vivi,

una foresta di simboli che l’uomo

attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.

 

Come echi che a lungo e da lontano

tendono a un’unità profonda e buia

grande come le tenebre o la luce

i suoni rispondono ai colori e i colori ai profumi.

 

Profumi freschi come la pelle d’un bambino,

vellutati come l’oboe e verdi come i pr ati,

altri d’una corrotta, trionfante ricchezza

 

che tende a propagarsi senza fine – così

l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino

a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

 

 

 

Da: Charles Baudelaire, I fiori del male, 1861, tr. it. Giovanni Raboni.

 

 

 


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