Diario di bordo
Carlo Forin. Obbli­ga­zio­ni su­bor­di­na­te = crediti perduti
20 Dicembre 2016
 

La notizia di credito odierna è: Per le banche scudo da 20 miliardi, il governo chiede l’ok al Parlamento.

In soldoni: l’incertezza sul buon esito della raccolta di 5 miliardi per il salvataggio del Monte dei Paschi di Siena obbliga il governo a predisporre uno scudo più ampio per prevenire un effetto a cascata su tutto il sistema bancario.

Io scrivo da operatore fiduciario in pensione, preoccupato di avvertire il risparmiatore qualunque. Stia lontano dalle obbligazioni subordinate. Le consideri crediti perduti.

Le obbligazioni subordinate, come chiarito anche dalla Consob, sono:

I bond subordinati sono una speciale categoria di obbligazioni il cui rimborso – nel caso di problemi finanziari per l’emittente - avviene successivamente a quello dei creditori ordinari.

Va da sé: se il debitore che emette il titolo obbligazionario, dopo un eventuale suo fallimento, resta tenuto a rimborsare il credito solo dopo di aver rimborsato tutti gli altri creditori, il titolo obbligazionario vale meno della carta su cui è stampato.

Con ciò ho riassunto in modo semplice il valore per il risparmio di un’obbligazione subordinata. Naturalmente, il valore speculativo dovrebbe essere altissimo. Appena emesso il titolo offre un reddito superiore finché crolla improvvisamente a zero.

I crediti subordinati hanno mascherato il ricollocamento dei crediti insoluti bancari. Questi dovrebbero a fine anno subire una selezione: quelli sotto la linea di probabilità di salvezza vanno a zero; gli altri restano in sofferenza. Un bail in, un affidare in consegna per la pulizia in casa; non una pulizia nelle tasche dell’obbligazionista subordinato!

Col 1° gennaio 2016 lo Stato italiano non è più tenuto a tutelare il risparmio perché l’Europa ha tolto questa garanzia.

Dunque, Gentiloni chieda pure i 20 miliardi al Parlamento, ma si preoccupi anche di chiedere l’abolizione della legge sulle obbligazioni subordinate con una sanatoria dei disastri correnti. È il retaggio più pesante ereditato da un governo Berlusconi.

 

Carlo Forin


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