Diario di bordo
Genzano. No ai bruciatori a grasso suino 
No a qualsiasi impianto di combustione. Comunicato No Inc
10 Novembre 2016
 

Genzano di Roma

Sabato 12 novembre alle ore 16

Assemblea pubblica informativa relativa alle due centrali di cogenerazione a grasso di maiale già costruite nella zona artigianale

 

 

Dopo il recente Consiglio comunale straordinario nel quale è stata votata una risoluzione di indirizzo di puri principi, priva di effetti pratici sull’iter autorizzativo, non si può escludere la messa in esercizio delle due centrali di cogenerazione a grasso di maiale, peraltro già costruite nella zona artigianale senza un straccio di autorizzazione. Tali impianti, oltreché dannosi e tecnicamente in perdita, danno un contributo trascurabilissimo alla produzione di energia elettrica di cui nessuno sente il bisogno. Sono utili solo ai proponenti che avranno modo di incassare lauti incentivi pagati con le nostre bollette.

I due cogeneratori di Genzano, qualora attivati, contribuiranno al peggioramento netto della qualità dell’aria, già abbondantemente compromessa (classe 2 della scala Arpa Lazio), visto che gli stessi progettisti dichiarano un’emissione di polveri PM10 di 47,4 mg/metro cubo, contro un limite regionale di 35 mg/mc.

Le emissioni di fumi e polveri investiranno abitazioni, aziende artigianali, scuole, impianti sportivi. Non è un’ipotesi. Il sistema di abbattimento ad acqua dei fumi è ridicolo e manifestamente insufficiente. Se n’è avuta conferma il 10 febbraio 2015 quando l’accensione di uno dei cogeneratori ha provocato una nube maleodorante che ha costretto una famiglia di residenti vicini a presentare un esposto ai vigili urbani. Esposto rimasto lettera morta. Dopo quasi due anni solo in questi giorni i solerti vigili hanno effettuato un sopralluogo.

Ma non è l’unica anomalia, la scheda tecnica del catalizzatore, a parole allegata al progetto, è di fatto introvabile sia in Comune che presso l’azienda proponente. L’istallazione dei grandi serbatoi di grasso suino si trovano a soli 3,5 metri dall’abitazione di una famiglia residente e rappresentano un oggettivo pericolo in caso di incendio. I vigili del fuoco ad oggi non hanno eccepito. La vicinanza con l’area archeologica della Villa degli Antonini non ha prodotto alcuna presa di posizione della soprintendenza competente. Carenze nel contrasto alla realizzazione emergono a carico delle due amministrazioni che si sono succedute dal novembre 2014, anno in cui i cogeneratori sono stati realizzati senza clamore né preavvisi di sorta.

In questo quadro nefasto si inseriscono le indagini epidemiologiche fornite dal sistema sanitario che attestano nel nostro territorio un'incidenza di malattie tumorali superiore alla media regionale e che non potranno che peggiorare con l’entrata in attività dei combustori.

Preso atto che le amministrazioni di tutti i tipi non sono in grado di garantire gli interessi dei cittadini né qui né altrove senza una adeguata mobilitazione popolare convochiamo per

Sabato 12 novembre alle ore 16

Assemblea pubblica informativa

in Piazza Tommaso Frasconi

a Genzano di Roma

 

Coordinamento contro l’inceneritore di Albano


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