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Alberto Figliolia. Hard Candy di Brian Nelson
08 Dicembre 2015
 

Urticante. Disturbante, fors'anche discutibile. Un cazzotto in pieno stomaco, anzi nella coscienza e nell'anima. Hard Candy di Brian Nelson, sconsigliabile ai minori di 14 anni, spiazza la platea rovesciando il topos: la vittima, Hailey, che diviene aguzzino, anzi aguzzina, in quanto la quindicenne, contattata via chat da Jeff, trentaduenne fotografo di moda, si rivelerà abile manipolatrice e crudele torturatrice psicologica (in primis).

L'ambiguità regna sovrana; i confini sono labili, liquidi, magmatici. Chi è chi nel ribaltamento dei ruoli? Fino a che punto si confondono e s'intrecciano realtà e menzogna? E la verità dove dimora? Il gioco è strenuo ed estremo.

Il lupo viene fagocitato da Cappuccetto Rosso: chi è l'orco (o l'orchessa)? E quali abiti indossa il diavolo? A tratti gli scenari si fanno disgustosi – la presunta castrazione, l'impiccagione-non impiccagione – sino allo splatter puro, alla visione morbosa (vedi la lezione cinematografica di Michael Haneke: echi di Funny Games e di Niente da nascondere, nel segno della virtualità e della gratuità della violenza).

Se voleva suscitare disgusto e ripulsa verso pulsioni poco nobili e perversioni, contro violenza e sadismo, verso i pozzi oscuri dell'io, Hard Candy centra alla perfezione il bersaglio. Un po' come accade dopo la vista di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini – un film che, come pochi o forse più che qualunque altro, ha saputo rappresentare il male assoluto (ed è difficile guardarlo una seconda volta) – o dopo l'Arancia Meccanica kubrickiana. L'impatto a teatro è, però, abbastanza devastante.

Eppure alla fine della rappresentazione, quando sei uscito, una folla di domande si affastella nel cervello. Per cercare di capire, ammesso che capire sia mai possibile. Non vi è dubbio, in ogni caso, che Hard Candy, seppure ad altissimo prezzo e sofferenza, faccia riflettere...

 

Alberto Figliolia

 

 

Hard Candy. Regia di Corrado D'Elia, con Alessandro Castellucci e Désirée Giorgetti. Teatro Libero, via Savona 10, Milano. Sino al 14 dicembre. Orario spettacoli: mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e lunedì ore 21, domenica ore 16.

Info: tel. 02 8323126; biglietteria@teatrolibero.it; www.teatrolibero.it


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