Zone d'Ombra
Pop rock d’esportazione 
Intervista agli “Ocean”, di ritorno dagli Abbey Road Studios di Londra
Gli
Gli 'Ocean' visti da Davinia Mann 
09 Novembre 2006
 

 

Questo mese Zone d’Ombra intervista gli Ocean, band pop/rock di Sondrio dal suono pulito e molto orecchiabile, affine per certi versi sia ai mostri sacri Beatles che alle ultime bands internazionali che ormai da qualche anno sono headliners dei grandi raduni estivi: Franz Ferdinand e Strokes su tutti.

Vincitori del contest europeo “Levis staytrue” e reduci dalla registrazione di un singolo presso gli osannati Abbey Road Studios di Londra, ritornano in valle consapevoli delle loro possibilità e vogliosi di esprimersi ai massimi livelli.

 

Ciao Luca, quando e come inizia l’avventura “Ocean”… quando avete iniziato a “prendervi sul serio”?

(Luca) Gli Ocean nascono nel 2004 quando il batterista Mike si unisce al gruppo formato da Marco, Massy e Luca che suonano insieme da alcuni anni. È nato subito come un progetto serio con l’intenzione da parte di tutti di raggiungere importanti obiettivi.

Ascoltando i vostri pezzi, noto molto british sound, un suono però che spazia dai sixties fino ai giorni nostri. Chi sono i vostri “ispiratori”?

(Marco) La nostra maggiore fonte di ispirazione sono i Beatles e i Led Zeppelin!

(Luca) Vorremmo creare un nostro suono, il nostro marchio di fabbrica. Dovrebbe essere un mix tra il nostro brit sound ed il cantato in italiano, qualcosa di nuovo, non certo il suono che ha il classico rock italiano.

Immagino che dopo la vittoria del contest Levi’s l’adrenalina sia salita ? A proposito com’è nata l’idea del concorso Levi’s?

(Luca) Sicuramente! Per noi è stata una grande soddisfazione e ci ha spinto ad impegnarci ancora più a fondo. Quando ho ricevuto la telefonata da Londra non potevo crederci e ho anche rischiato di andare a sbattere visto che stavo guidando! Il concorso era a livello europeo e l’abbiamo scoperto per caso, abbiamo trovato in un negozio il bando e ci siamo iscritti subito. Abbiamo vinto a pari merito con una band portoghese.

Che effetto fa mettere piede nel tempio musicale per eccellenza: gli Abbey Road Studios di Londra...? Non vi sono tremate le gambe?

(Luca) È stata una grande emozione, poi per noi ancora di più visto che eravamo negli studi resi famosi dai Beatles. Un’esperienza che ci ha fatti maturare molto perché per la prima volta siamo stati in uno studio professionale.

Il singolo che avete registrato “We’ll never change” è stato scritto per l’occasione o l’avevate nel cassetto?

(Marco) La canzone è stata composta dopo il secondo giorno di permanenza a Londra, ma una linea base era già stata fatta in Italia.

(Luca) La parte difficile e più laboriosa è stata la stesura del testo. Il fonico, che ha registrato il pezzo (Chris Bolster, al lavoro tra gli altri con Starsailor, Coldplay e Nick Cave – nda) in 4 giorni, (l’ultimo giorno è stato esclusivamente lavoro di mixaggio) non ci ha certo messi a nostro agio; forse pensava che stesse lavorando con dei professionisti… Noi eravamo un po’ intimoriti ma il suo atteggiamento nei nostri confronti è stato molto snob.

Avete intenzione di pubblicarlo?

(Marco) I diritti di quella registrazione sono della Levi’s per cui se noi volessimo pubblicare la canzone dovremmo registrarla in un altro studio ma non avrebbe senso.

(Luca) Resterà per sempre il simbolo di questa grande esperienza!

Per quanto riguarda il rapporto con le case discografiche come vi state muovendo...? Avete contatti?

(Luca) Abbiamo dato il nostro demo a diverse case discografiche e produttori ma finora non abbiamo ancora ricevuto un offerta che risponda alle nostre esigenze. Comunque qualche contatto c’è stato, non è detto che in futuro non possiamo iniziare qualche collaborazione.

Preferite/reste stare nell’ambito indipendente o entrare nel grande calderone del mainstream?

(Luca) Il nostro scopo è quello di riuscire a vivere della nostra musica e in un modo o nell’altro ci riusciremo!

(Marco) I WANT MORE!!!

Ritornando alla musica... Chi scrive i pezzi?

(Marco) Solitamente io, poi li propongo al resto del gruppo e se piacciono iniziamo a lavorarci.

Quali sono i temi più ricorrenti delle canzoni?

(Michele) Nei testi si trovano storie inventate o storie realmente accadute, inevitabilmente l’amore... essendo la sensazione più intensa che si possa provare è il tema più ricorrente così come l’amicizia.

Riguardo alle liriche, come funziona il percorso creativo... scrivete subito in inglese o partite da versioni in italiano?

(Marco) Non ci sono regole o schemi, adesso però abbiamo iniziato a comporre esclusivamente in italiano.

In questo periodo state componendo materiale nuovo?

(Marco) Sì stiamo imbastendo un nuovo repertorio di canzoni in italiano.

Parlaci dei rapporti che avete con la scena locale.

(Luca) Purtroppo la Valtellina non offre molti spazi alle band, considerando poi che la maggior parte dei gruppi suona metal e derivati, che hanno poco a che fare con il nostro genere, non siamo molto in contatto con gli altri gruppi, a parte quelli di cui conosciamo personalmente i membri.

Non pensi che tra i gruppi in provincia ci sia un po’ di gelosia? Non è controproducente questo tipo di atteggiamento?

(Luca) Non saprei, sicuramente un po’ di invidia si riscontra verso i gruppi più conosciuti ma penso che l’importante sia andare avanti per la propria strada senza guardare troppo quello che fanno gli altri. Sarebbe il caso di collaborare di più per cercare di organizzare sempre più eventi e manifestazioni che diano possibilità ai gruppi di esibirsi visto che in quanto a locali siamo messi veramente male!

C’è qualcosa che volete dire in particolare?

(Michele) No, non abbiamo niente da dire, la nostra musica parla per noi!

 

Vi ringrazio per la disponibilità.

 

 

Formazione

Marco Bettomè – voce, chitarra

Massimiliano Bettomè (Massy) – basso, cori

Luca Paganoni (Cinghio) – chitarra, cori

Michele Germi (Mike) – batteria, cori

 

Contatti

Luca Paganoni

Via Ca’ Berardi, 22/A – 23100 Albosaggia (So)

Tel. 347 6619701

gpaganoni@alice.it

www.myspace.com/oceangroup

 

Nicola Mattarucchi

(da 'l Gazetin, novembre 2006)


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