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Vetrina/ Maria Lanciotti. E pensavo a te (per i Ragazzi del ’99)
17 Giugno 2015
 

E pensavo a te

(per i Ragazzi del ’99)

 

Portavo al collo la sacchetta

con le sacre reliquie e granelli di terra

e mi sentivo protetto dal male

e dalle pallottole e pensavo a te,

 

carissima madre sempre in pena,

 

alla sposa col fiore nei capelli

quando mi salutò dal vicolo di casa,

al bambino che sarebbe nato

fra la polvere d’oro e i canti della mietitura.

 

Pensavo al pane scuro al cielo chiaro

ai boschi cedui alle fonti pure

ai fuochi resinosi in mezzi ai campi

e m’avventai contro i reticolati

 

con le cesoie in pugno e l’urlo feroce,

 

e rimasi appeso a braccia spalancate

colpito come un passero fra il grano,

e dalla sacchetta usciva terra e sangue

e polvere di santuario.

 

Vidi morire il sole a poco a poco,

 

e pensavo a te carissima madre,

alla sposa, alla casa, al figlio

che porterà il mio nome (al pane scuro

al cielo chiaro) alle lacrime che non potrò asciugare.

 

Maria Lanciotti


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