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Scuola e religione cattolica romana. Caso Firenze. Interrogazione parlamentare
13 Maggio 2015
 

Firenze, ADUC – In seguito ad un episodio accaduto in una scuola elementare di Firenze, è stata oggi depositata in Senato una interrogazione parlamentare. A seguire il testo:

 

 

Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca

 

Premesso che:

La Costituzione sancisce la pari dignità sociale di tutti i cittadini e l’eguaglianza di fronte alla legge, senza distinzione di religione (art. 3), il diritto di tutti di professare liberamente la propria fede religiosa (art. 19), l’uguale libertà di tutte le confessioni religiose (art. 8) e sancisce come lo Stato e la Chiesa cattolica siano, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani (art.7);

la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, all'articolo 3, stabilisce che in tutte le decisioni il superiore interesse del minore deve avere una considerazione preminente;

l'insegnamento della religione cattolica in Italia, comunemente chiamato ora di religione, è un'istituzione del Concordato tra Stato italiano e Chiesa cattolica. L'articolo 9, punto 2, dell'accordo con la Santa sede, ratificato con la legge 25 marzo le 1985, numero 121 sancisce il diritto per gli studenti di avvalersi o non avvalersi dell'insegnamento della religione cattolica;

il punto 2 del citato articolo 9, in particolare, recita: «Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento. All’atto dell'iscrizione gli studenti o i loro genitori eserciteranno tale diritto su richiesta dell'autorità scolastica, senza che la loro scelta possa dar luogo ad alcuna forma di discriminazione».

 

Considerato che

nel mese di maggio le chiese festeggiano le bambine e i bambini che ricevono la Prima Comunione;

come in tutte le scuole, anche nella Quarta Elementare, sezione A della Scuola Battisti di Firenze alcuni si avvalgono dell'insegnamento della religione Cattolica, mentre altri frequentano l'ora di insegnamento alternativo;

durante le ore di lezione, lo scorso 7 maggio 2015 gli insegnanti delle altre materie hanno dato un dono solo ai bambini che frequentano l’ora di religione, per festeggiare l'evento della loro Prima Comunione.

Considerato altresì che

la distribuzione dei doni, svoltasi nelle normali ore di lezione e da parte degli insegnanti delle altre materie, ha avuto l'effetto di creare due gruppi di alunni: uno composto da bambini “buoni” e uno di bambini esclusi dal regalo;

l'increscioso episodio è stato vissuto da questo secondo gruppo come un'incomprensibile esclusione, diversi bambini hanno reagito piangendo o chiedendo spiegazioni di questa discriminazione ai genitori;

il messaggio educativo trasmesso non è certamente conforme allo spirito di non discriminazione che ispira la norma sulla scelta di avvalersi o no dell'insegnamento della religione Cattolica;

il dirigente scolastico ha chiesto una relazione ai docenti sull'accaduto;

 

si chiede al Ministro di sapere

quali siano le sue valutazioni in merito all'accaduto;

quali provvedimenti intenda adottare perché il rispetto dello spirito delle norme richiamate sia osservato dalla comunità scolastica nel suo insieme.

 

Interrogazione presentata dalle senatrici:
Silvana Amati (Pd), Monica Cirinnà (Pd) e Daniela Valentini (Pd)


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