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Vetrina/ Giuseppina Barolo. In un mondo cosė...
15 Aprile 2015
   

In un mondo così...

chi è figlio della fatica forse può comprendere

chi è figlio della propria solitudine forse

[può apprezzare l'uomo

chi è figlio della guerra può apprezzare la pace

o forse si perde nel suo dolore

nella sua fame

nel suo odio di non poter essere stato persona ma cosa

cosa...

sì perché chi gioca con la morte non può avere anima

non gli

non le

può essere permesso di perdersi nella primavera

nelle stagioni

nel tempo di un risveglio o di un assopimento nel proprio letto

[sia esso pure di foglie secche

ma una casa

un tetto.

 

Se la pelle non servisse solo al suo scopo,

ma fosse legata al cuore

e chiunque facesse proprio il dolore di un altro

di un'altra

perdersi...

dimenticare...

un mondo così arido

 

resto qui

vorrei tanto

ma sono come il vento

passo....

e non posso far niente se non amarti

 

sono così piccola

se i mie pensieri potessero come una piuma risvegliare i sensi

[di chi ha dimenticato le risate del solletico

il benessere e la semplicità

 

la bestia del potere sia dannata

 

e la storia sia quell'attimo meraviglioso

 

quel bacio

quell'abbraccio

quel saluto

una telefonata

il perdono per essermi sbagliata

 

Cercami

mi sento così

 

sola....

 

Giuseppina Barolo


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