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Maria Lanciotti. Il gioco del “Mai si sarebbe pensato”
22 Agosto 2014
 

Dopo l’ennesimo fallito tentativo di scrutare con la mente oltre la nebbiosità odierna, il pensiero si volge a un passato mai rimpianto e che non mi suscita alcuna nostalgia, ma credo conservi l’incanto di un’altra età e il segreto di una vita semplice da non confondersi con una vita felice.

Seguendo direttive di strana provenienza, lascio che il cielo dell’infanzia torni a farsi vivido sulla mia testa, traendo guizzi di richiami da una zona d’ombra sempre più densa e nemica di utili raffronti.

E partono le considerazioni, come piastrelle lanciate a pelo d’acqua nel corso di un ruscello. Un gioco antico e sempre da inventare che potrebbe chiamarsi “Mai si sarebbe pensato”.

 

Mai si sarebbe pensato…

 

quando sulla pagnotta si faceva il segno della croce, prima di infornarla, che un giorno il pane sarebbe andato sprecato, buttato via a quintali nei cassonetti della spazzatura, mentre in altre parti del mondo si sarebbe fatta la guerra per il pane.

quando si viveva dei prodotti dell’orto, che frutta e verdura e minestroni di legumi avrebbero rappresentato la dieta ideale per essere in linea e combattere le intolleranze alimentari che avrebbero afflitto le future generazioni.

quando si faceva merenda con pane e olio, che si sarebbe divenuti assidui consumatori dei prodotti di McDonald’s e della fitta rete di fast-food dislocati in tutta Italia.

quando la salute dei bambini era calcolata sul peso corporeo che potevano vantare, e gli adulti erano magri come fachiri, asciugati dalla fatica e dal sole, che un giorno l’obesità sarebbe esplosa come una pandemia in tutto l’occidente.

quando il viandante veniva accolto alla propria tavola, e servito per primo, che aperte un giorno le frontiere si sarebbero chiuse le porte blindate delle case, prigioni senza carità.

quando i vecchi, fra una tirata e l’altra di pipa, ragionavano sulle stagioni e facevano previsioni sul tempo aiutandosi con il calendario di Frate Indovino, dispensando a piene mani pillole di saggezza come grani di sale, che si sarebbe interrotta un giorno la comunicazione fra generazioni, col rischio di mandare perduto il distillato di un prezioso sapere accumulato nei secoli.

quando i bambini scorrazzavano per i campi come passeri canterini, sempre a caccia di cibo e di avventure, con una camiciola e senza scarpe, che un giorno sarebbero stati caricati come muletti di zaini firmati, pesanti di libri cartonati e costosissimi, prendendo posture viziate da dover poi correggere in piscina o in palestra con esercizi appropriati.

quando la giornata per un bimbo era sempre troppo breve, e il tramonto arrivava sempre troppo presto a portarsi via il sapore della polvere sollevata dalle corse e dai giochi, che un giorno i bambini si sarebbero annoiati fra mille giocattoli, pile di libri e schermi fluorescenti, cercando nel vecchio peluche o nella vaschetta dei pesci rossi la compagnia che allieta e conforta.

quando gli animali domestici avevano una funzione, ed erano rispettati per la loro natura e mai venivano confusi con gli esseri umani, che un giorno gli animali da compagnia, fra cui tante specie esotiche per cui si ricrea in casa il naturale habitat, sarebbero andati a sostituire gli affetti mancanti, ritenuti troppo impegnativi: meglio la barboncina nana da soddisfare con cento grammi di macinato al giorno, o un cucciolo di iguana coi colori dell’erba e l’imperturbabilità di un Budda, o un serpentone boa che si snodi e riannodi per suo conto, senza invischiare nessuno nelle sue contorsioni.

 

E qui s’interrompe il gioco del “Mai si sarebbe pensato”, che ognuno a suo piacimento può continuare o riprendere, lanciando le sue piastrelle nel corso fluttuante dell’esistenza.

 

Maria Lanciotti


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