Arte e dintorni
Alberto Figliolia. Hans Erni in mostra a Casa Rusca, Locarno
'Laocoonte', 1977 
13 Aprile 2014
 

105 anni. Hans Erni ha 105 anni e ancora lavora. Hans Erni, il grande visionario della pittura svizzera. A Erni, lucernese di vocazione cosmopolita, la Pinacoteca comunale di Casa Rusca e la Città di Locarno dedicano un'importante personale. Eclettico e versatile quant'altri mai, impossibile da catalogare o etichettare, Erni ha attraversato tutto il XX secolo confrontandosi con ogni avanguardia trovando una cifra sempre originale, un marchio stilistico univoco: nella sua arte, moderna e popolare, sono confluiti la riflessione dell'astrattismo, il surrealismo, lo stesso iper-realismo, l'impegno civile e sociale. «Il cubismo è stato per me una scuola fondamentale. Tutti gli artisti che si sono lasciati influenzare da questo stile hanno conservato una propria originalità. Ciò ha consentito di dare risposta agli interrogativi che andavano ponendosi», una sua dichiarazione.

Definito il “Picasso elvetico”, Erni è andato oltre quella iniziale lezione. Kandinsky, Mondrian, Gris, Brancusi, Calder, Moore, Arp, ma anche il pensiero scientifico e un attentissimo studio della società hanno saputo forgiare l'opera di questo gigante dell'arte, che ha rischiato, stante la propria combattività idealistica, un certo ostracismo istituzionale. Maestro di fama internazionale, i suoi lavori sono stati presentati e sono presenti in ogni dove del globo (vedi l'affresco murale Dedalo e Icaro a Bombay) e per le strade del pianeta ha fecondamente viaggiato (Londra, Rotterdam, Stoccolma, l'Africa, New York, Seattle, Chicago, Cina, Giappone, Australia) seminando arte colori immagini concetti idee. E, terzogenito di otto figli, aveva cominciato come topografo e disegnatore del genio civile... Divenuto allievo dell’Accademia Julian a Parigi e della Scuola di Arti Applicate a Berlino, ha frequentato molti artisti e ha aderito al gruppo di costruttivisti e surrealisti Abstraction-Création. L'opera che lo renderà noto al grande pubblico sarà Die Schweiz, das Ferienland der Völker (La Svizzera, terra di vacanza dei popoli), eseguito per l'Esposizione Nazionale Svizzera del 1939: monumentale, 100 metri x 5!

Nella mostra locarnese – curata da Rudy Chiappini con la collaborazione di Riccardo Carazzetti, direttore dei Servizi culturali della Città di Locarno, e visitabile sino al 17 agosto – si possono ammirare una settantina di opere, in ordine cronologico, dagli anni Trenta sino ai giorni nostri. Dal postcubismo di Stilleben mit Wasserkrug e dal surrealismo di Komposition 15 e Neue Satelliten sino al realismo magico. Un itinerario esistenziale e artistico oltremodo ricco e affascinante, carico di suggestioni principi spirito. Si diceva peraltro della sua poliedricità: quadri di cavalletto, affreschi manifesti e litografie, scenografie e illustrazioni di libri specializzati, enciclopedie e opere letterarie, ceramiche, arazzi e sculture. Non vi è nulla che non abbia tentato, e sempre con splendidi esiti formali.

«Ad interessarlo» recita un'acuta nota critica «sono gli effetti del progresso sul nostro spazio vitale, con uno sguardo attento ai temi sociali e ambientali. Di qui la scelta delle tematiche predilette dall’artista: i miti classici, il corpo, lo sport, la musica, le scienze, i dualismi uomo-tecnica, tecnologia-natura, economia-ecologia. Con un messaggio chiaro: è possibile restare umani in un mondo di uomini. Pur non avendo mai fatto parte di un partito, Erni è sempre stato un artista politico. L'aver vissuto due guerre lo ha portato ad acquisire una peculiare sensibilità per i temi della pace e dei diritti sociali. Ha dato il suo contributo artistico, ad esempio, a campagne elettorali a sostegno del diritto di voto alle donne e contro le armi nucleari». Esemplare in proposito la serie di sei opere realizzate per Il lavoro dell'uomo attraverso i secoli, un libro di Guglielmo Canevascini (1886-1965), leader del socialismo ticinese e artefice della legge cantonale sul lavoro: tempere su carta su Preistoria, Antichità, Medioevo, Rinascimento, Era Borghese ed Era Moderna.

Toccanti poi le tempere dedicate alla maternità: tre Mamma che gioca con bambino e una Mamma con bambino, nudi di grande commozione ed empito. Stupisce non poco l'Odisseo e Nausicaa (1982, tempera su pavatex, 122 x 200 cm), un bianco-azzurro sporco-rosa carne in cui il vecchio e canuto eroe pare cristallizzato in un dialogo (di silenzi) con la giovane e pur matura figlia di Alcinoo. Di eccezionale interesse i lavori pittorici “documentaristici” – Tigre e raccoglitrice di legna, Sosta accanto a un teschio di elefante, Ragazza con langur, Pappa di miglio, Lavoro nella risaia... Una perfetta resa della realtà e, nel contempo, una fotografia emozionale... «Quando disegno a fini documentaristici, nel mio ruolo di accompagnatore dell'etnologo nei suoi viaggi, imparo a identificarmi con quanto c'è da comprendere sul piano scientifico, imparo a far mia questa conoscenza. Osservare e disegnare sul posto non vuol dire soltanto catturare la luce, le ombre e il movimento: vuol dire, nell'atto del comprendere, profondere il proprio corpo nel dar forma», la confessione.

Per chi volesse, oltre all'esposizione locarnese, ampliare la conoscenza del geniale Hans, all’interno del Museo Svizzero dei Trasporti di Lucerna vi è una sorta di “museo personale-luogo di riflessione”: in esso sono raccolte oltre 300 opere con la corona della grande pittura murale Panta Rhei a decorare l’auditorium e a raffigurare i principali scienziati e pensatori dell'Occidente. Nell'allestimento di Casa Rusca si possono ammirare i ritratti su grandi tele di Albert Einstein, Arturo Toscanini, Alexander Fleming, Guglielmo Marconi, André Bonnard, Ernest Rutherford.

Straordinari i paesaggi in Casa Rusca: Ghiacciaio che si frantuma, Ghiacciaio 12, Ghiacciaio 14, Ghiacciaio in primavera, Ghiacciaio a rischio, una sequenza che muta in maniera impressionistica, non scevra, al di là della mera osservazione naturalistica/rappresentazione artistica, di riflessioni e implicazioni sociali. Il tutto perfezionato da una poesia di Erni... «nel suo/ flusso/ di lungo/ di traverso/ il fiume di ghiaccio/ erompe/ cresce/ si restringe/ e riflette/ luce/ il latte/ sgorga/ agli orli della lingua/ che rapida/ divora».

«Il mio fine ultimo potrebbe essere riassunto in due parole: gioia e utilità. Ma è poi così facile? Per poter vivere, ho bisogno di gioia. In maniera piena e duratura gioisco solo dinanzi a ciò che esalta la dignità dell'uomo. Dignità è ciò che è utile al divenire dell'uomo. Oggi concetti semplici come “gioia” e “utilità”, se legati all'arte, generano sospetto. Proprio per la loro semplicità. La gioia noi la associamo al godimento al di là della cultura e l'arte la colleghiamo all'utilità solo quando non è libera». Esaltante anche nel pensiero.

 

Alberto Figliolia

 

 

Scheda tecnica della mostra

Hans Erni. Casa Rusca, Pinacoteca comunale. Piazza S. Antonio, CH-6600 Locarno. Tel: +41 (0)91 756 31 85. Sino al 17 agosto. Orari: da martedì a domenica 10-12/14-17, lunedì chiuso. Biglietti: intero Fr. 8.-Ragazzi, AVS e gruppi (minimo 10 persone) Fr. 5.-Ingresso gratuito per le scuole

Info e prenotazioni: Servizi culturali-Città di Locarno Casorella, Via B. Rusca 5, CH-6600 Locarno. Tel.: +41 (0)91 756 31 70; fax: +41 (0)91 751 98 71; e-mail: servizi.culturali@locarno.ch; sito Internet: www.locarno.ch

Informazioni sul Museo Hans Erni-Hans Erni Museum, Lidostrasse 5, CH-6006 Lucerna . Tel.: +41 41 370 44 44 (Museo Svizzero dei Trasporti); tel.: +41 41 372 17 50 (Fondazione Hans Erni); sito Internet: www.verkehrshaus.ch e www.hans-erni.ch


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276