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Vetrina/ Orlando Luís Pardo Lazo. Lettera del danno 2014
16 Gennaio 2014
 

Anche se la luce della libertà non ci raggiungerà per tempo.

Anche se il Male avrà la meglio sui nostri corpi e sulla nostra esausta esigenza di libertà.

Anche se Fidel e Raúl Castro non moriranno, come minacciano.

Anche se il cognome Castro continuerà a rappresentare una cicatrice crudele dopo Raúl e Fidel.

Anche se Cuba cadrà in altre mani o non uscirà mai dalla débâcle latinoamericana.

Anche se gli Stati Uniti non si ricorderanno più della nostra nazione.

Anche se l’Europa libera non smetterà mai di tradirci.

Anche se la verità era una verità eccessiva.

Anche se è già molto tardi per resuscitare l’anima distrutta del nostro popolo.

Anche se l’esilio cubano non ritornerà mai, come mai ha fatto ritorno.

Anche se la violenza ci è sempre più vicina.

Anche se la morte, sempre la morte, ci guarderà negli occhi minando l’affetto che restava nel nostro cuore.

Anche se il ricordo indebolirà la nostra voglia di vivere.

Anche se noi ci troveremo qui.

Anche se noi ce ne saremo andati.

 

Cuba, nessuno avrebbe potuto amarti più di me.

 

Orlando Luís Pardo Lazo

(da Lunes de post-revolución , 31 dicembre 2013)

Traduzione di Gordiano Lupi


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