Prodotti e confezioni [08-20]
Vetrina – In libreria/ Maria Lanciotti. Al tempo ti rubo
22 Settembre 2013
 

Al tempo ti rubo*

 

 

Fa presto buio

 

Non c’è ragione

Per non amarti:

Fa presto buio.

 

 

Spiraglio

 

Ti guardo non vista

Dalla porta

Accostata.

Tu sei il mio ragazzo

Con gli occhi di velluto

E i capelli di seta nera

A coprirti i pensieri.

Ti guardo

E al tempo ti rubo

Che su noi ricama sentieri.

 

 

Non ti avvedi

 

Tu che mi rimetti l’orologio.

Tu che mi ripari

Ombrello e scarpe.

Tu che accorto sei

Ad ogni mio bisogno

(m’accendi il fuoco

mi procuri l’acqua

chiudi la sera il portone)

Non ti avvedi

Che muoio

Fra le tue braccia

Inerti.

 

 

Dolcezza

 

Oh mio caro!

Ti ho qui accanto

E mi sento eterna

Nell’attimo

Della compiutezza.

Ti laverò il capo

Come a un bambino

E tu

Asciugherai lacrime.

 

 

Crosta

 

Rimugina la crosta

Di pane nero

Amore affamato.

Te la rendo

Per quella focaccia

Speziata di erbe amare

E drogata

Che mi desti

Nel tempo

Dell’aureo appetito.

 

 

Ho lottato per due

 

Ho lottato per due:

Contro la mia disperazione

Contro la tua inerzia.

 

 

Duello

 

Dov’è il mio

duellante

leale?

 

Chi è quest’uomo

Di ghiaccio

Ch’io non conosco?

 

 

Assillo

 

Non chiedermi

Se ho mangiato,

Se ho latte e pane

Di riserva

Se ho bisogno

Di chi mi aggiusti

Qualsiasi cosa rotta.

Non chiedermi

Se ho dormito stanotte:

Anche a occhi aperti

Continuo a sognarti.

 

 

Meccano

 

Se tu mi amassi al punto

D’annientare l’avverso ch’è in te

E piegarti verso il mio cuore

Riarso

Mi troveresti intenta

A digerire i pezzi del meccano

Con cui ti rivesti.

 

 

Olé

 

E ancora parlo di te.

E ogni parola che dico

È una picca che tento di mettere

A segno

Per farti inferocire

E aggredire il volteggiare

D’una cappa rossa.

Ma tu impassibile e fermo

Ti fai trafiggere

Da picche e banderillas

E altro non opponi

Che la tua schiena dritta.

 

 

Silenzi

 

Grazie per i tuoi silenzi

Che mi hanno costretta a parlare.

 

 

Ensemble

 

Amore danza

Danza amore.

Non corpi avvinghiati

Nel tango passionale

Al ritmo dell’habanera

mosse studiate e tese –

Ma sciolti e briosi

Nell’abbraccio

Presa di un momento

E complice distacco.

 

 

Dannazione

 

Adesso so chi sono.

Più non mi cerco

Dove essere

Non posso

Più non mi sfuggo.

Ma dannazione

Stanca di masticare

La mia coda

Vorrei mordere

In baci di fuoco

La tua gola!

 

 

Al bar della Pace

 

Al bar della Pace

Sedemmo in quell’agosto

Infuocato

Per parlare ancora un poco

Di noi:

Dei ragazzi ch’eravamo stati

Del mare che non ci aveva visti

Mai insieme

Di quel giro nel vento

In cui mi avresti portata.

 

 

Promessa

 

Fiato dei tuoi polmoni

Polline lascerò nella tua bocca.

 

Cervo azzoppato

Con ali azzurre ti farò volare.

 

Senza più voce

Da vette di silenzi richiamerò l’aurora.

 

 

Saline

 

Sul candore di saline

Non si posano ali:

 

Dove tu sei

Io non sarò.

 

 

Diamante

 

Nella fenditura mi calai

Della tua mente oscura.

 

Laggiù trovai – brillava –

Il diamante che mi sezionò.

 

Con esso inciderò l’amore

Sul fondo dell’abisso.

 

 

Tu

 

Tu:

Isola senza approdo

E vie di fuga.

 

 

La nostra bella stagione

 

Primavera con te

Nel roseto bianco

Che ricrea

Quello della mia infanzia

(in quale giardino hai rubato

l’introvabile talea?)

Nel caldo sole

Che carezza la terra

(la tua calda carezza)

E vederti sparire

E apparire

Dal boschetto di bambù

(invasive le canne come le tue

arterie ricche).

Primavera con te

Dopo tante stagioni d’attesa

D’un gesto semplice

D’un fiato complice

(quanto tempo rubato alla vita!)

Nell’aria di festa

(quanto ho atteso quest’aria di festa!)

Delle corolle infiammate

Degli insetti ronzanti

Nella pace di queste nostre

Mura bianche

Dorate di vecchiezza

E di fumo

(quanta legna bruciata!)

Nel tramestio della gatta

Che allatta

Dei passeri che frugano fronde.

 

 

E dirti ancora

 

E dirti ancora

Di quel cielo violetto

Che scolora

 

E di noi

 

Dorati fra le stoppie.

 

 

Maria Lanciotti

* “Al tempo ti rubo” è una sezione della raccolta poetica E dirti ancora, Ibiskos Editrice Risolo, 2012


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