Oblň cubano
Yoani Sánchez. Senza pesi sulla coscienza
28 Giugno 2013
 

A lei si è rotta un'unghia per l'agitazione. Domani dovrà tornare dalla manicure per farsi sistemare lo smalto e la bandierina inglese in miniatura che si era fatta dipingere. A lui in mezzo alla confusione si è scucita la camicetta, inoltre ha il corpo madido di sudore, come se gli avessero lanciato contro un secchio d'acqua. Non è una scena erotica, non si tratta di amore, ma di illegalità. Una coppia, sotto il sole di giugno, trasporta sabbia per finire di ristrutturare una cucina. Hanno rubato l'occorrente da un teatro in corso di restauro. Hanno girato intorno fino a quando il custode non si è addormentato dopo aver pranzato. Allora hanno riempito due borse, sufficienti per edificare un piccolo pianerottolo. Hanno costruito così la loro casetta, prendendo un po' alla volta ciò che serviva, da un luogo o da un altro, sperando che nessuno si accorgesse che stavano sottraendo mattoni e mattonelle per il pavimento. La sua piccola abitazione è stata il risultato di un'attività predatoria, della tipica rapacità che tanti cubani manifestano nei confronti delle risorse statali. Prendere tutto quel che si può, portare via a quel potente padrone qualsiasi cosa, pensano... e subito passano a vie di fatto.

Tra i motivi per cui alcuni alcune costruzioni impiegano così tanto tempo per essere costruite o riparate non ci sono solo la negligenza e la mancanza d'efficienza. Il furto di cemento, acciaio e altri materiali per costruzione rallentano la realizzazione di molte opere pubbliche. In alcuni casi eclatanti, la quantità di risorse rubate ha moltiplicato per tre i preventivi dei costi di costruzione o restauro. I lavandini spariscono non appena vengono scaricati dal camion mentre le confezioni di vernice vengono riempite d'acqua per rivendere parte del prodotto sul mercato clandestino. Si narra persino di un hotel dove sono stati trafugati 36 impianti di aria condizionata, alcuni giorni prima dell'inaugurazione. Di fronte a così tanti furti, ogni oggetto o risorsa va sorvegliata con attenzione. Non solo. È necessario anche controllare chi è deputato all'attività di vigilanza.

Molti occhi attendono solo un piccolo errore. Una mattina senza controlli comporterà la sottrazione di un'ingente quantità di calcina. Durante la vacanze estive, una scuola senza custode potrà perdere alcune finestre e diverse tazze del bagno. Le lampade scompaiono, gli interruttori elettrici vengono trafugati, il saccheggio riguarda le maniglie delle porte, i corrimano delle scale, le tubazioni e persino le tegole del tetto. Senza pesi sulla coscienza, né complessi di colpa da parte di chi compie i misfatti. Proprio come il povero nullatenente che ruba al padrone un pezzo della sua succulenta merenda quando quest'ultimo guarda fuori dalla finestra. Quasi tutti coloro che sottraggono materiali per costruzione di opere statali non provano alcun rimorso per ciò che fanno. Definiscono tale attività “recuperare”, “inventare”, “lottare”, “sopravvivere”. Quando si fanno il bagno in una doccia costruita con piastrelle rubate, pensano sotto l'acqua che scorre: “quel che ti danno prendilo e quel che non ti danno... pure”.

 

Yoani Sánchez

(dal Blog Cuba Libre, El País, 25 giugno 2013)

Traduzione di Gordiano Lupi


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