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21 MARZO, Giornata mondiale della poesia 
a cura di Paola Mara De Maestri
21 Marzo 2013
 

Festeggiamo il 21 marzo, primo giorno di primavera e partecipiamo alla Giornata Mondiale della Poesia, con alcuni componimenti che mi sono pervenuti da autori 'locali'. Questa importante ricorrenza legata alla poesia è stata istituita dall’Unesco nel 1999 ed è stata celebrata per la prima volta il 21 marzo dell’anno seguente. L’UNESCO così facendo riconosce all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione interculturali, della diversità linguistica e culturale, della comunicazione e della pace.

 

 

Eva e l'amore

 

Matureranno sempre le mele,

saranno succose nei ghetti mafiosi

rosse nelle tavole dei nobili

dolci nel mercato sotto casa,

aspre,

come piacciono ad Eva.

 

Si nutra Eva,

di mele acerbe,

senza guardare in faccia la realtà,

va bene così finché ci sono, ci sono.

 

Nega agli occhi,

il grigiore delle foglie d'autunno

calpestate agli angoli delle strade

mentre fanno l'elemosina,

mentre consumano l'amore.

 

Riempiti di lustrini,

annegati negli scontrini e nel vuoto.

Buffe sono le marionette

mentre percorrono l'asfalto grezzo davanti a te,

con occhi collassati e neri,

pregni di sguardi fugaci nel grigio.

Baci pieni di imbarazzo e vergogna si propagano,

mentre il sole picchia sui volti, freddi.

 

Non confonderti nell'indifferenza,

non nasconderti Eva,

non farti bastare la mela aspra,

bacia colui che ti ama,

dimentica il freddo che ti circonda,

immergiti senza tempo e sazietà nelle sue labbra,

confonditi nell'amore Eva.

 

Lara Tocalli

 

 

 

Profumo

 

Perché chiudere

il cuore all'amore?

Un vuoto nell'anima,

un tremore...

ti penso, non rispondi.

Le mie domande

senza speranza...

fanno più male

del tuo silenzio.

Scorre il tempo,

non attende risposte

ai miei perché.

Colgo un fiore,

silente ne scruto

il cuore e l'annuso:

ha il tuo profumo!

Scusa il ritardo ma non avevo capito

 

Giusy Gosparini

 

 

 

Comunione

 

Il mio tempo

non è uguale al tuo.

Il mio spazio

non è uguale al tuo.

Il mio amore

non è uguale al tuo.

Il mio Universo

non è uguale al tuo.

Solo il mio Dio

è uguale al tuo

nel tempo, nello spazio,

nell’amore, nell’Universo.

La nostra comunione sarà piena

dopo l’ultimo nostro

battito di cuore.

 

Ezio Maifrè

 

 

 

21 Marzo: Poesia

 

poesia
dormi nascosta
nelle parole
senza luce e senza suono
arriva la primavera
e spunti
quale bucaneve
vesti e canti i sentimenti
con tutti i colori
e tutte le voci della natura
spingendo il veicolo della comunicazione
verso l'infinita bellezza.

 

Giovanni De Simone

 

 

 

Deliziosa femminilità

 

La luna influenza le maree,

lo stile elegante

non affonda nel mare

galleggia in superficie

 

Una tovaglia bianca lo sfondo,

vestiti di essenze neutre

senza sapori troppo forti

meglio di mattina a digiuno

 

Percepisco onde sonore equilibrate

timpano martello incudine staffa

e un padiglione raccoglie suoni

li localizza li protegge

 

Coni e bastoncelli sulla retina

si concentrano sull'unghia

lacrime di alcol scendono

talvolta effervescenti e morbide

 

Rosso porpora di peonia

rosso rubino della ciliegia

bianco paglierino della paglia

bianco giallo dorato dell'oro

 

Bulbi olfattivi annusano

profumi primari secondari e terziari

aromi immediati fermi,

ruoto e il bouquet si espande

 

Sentori fruttati di mela

vegetali di fieno

floreali di viola

speziati di pepe

 

Papille gustative leggono

dolce acido salato e amaro

note armoniche masticate

gusti sapidi e morbidi

 

Il nervo trigemino punge e brucia,

sensibile la mente

percepisce riconosce e interagisce

viaggia la ruota della memoria

 

Piacevole limpida vivace

elegante intensa fine

vinosa nervosa corposa

calorosa persistente e femminile

 

Leonardo Manetti

 

 

 

“È la danza delle nevi a darci la velocità”

 

Erano gli occhi, anche quelli aperti, a parlare

Guardavano, sfuggivano e si nascondevano

come ballerine di giovane donna e di signora truccata

diversificati come le nuvole che scappano

Diretti, sviati, chiari, scuri

E c’erano anche quelli tristi e quelli del risveglio

e quelli assenti e quelli della notte,

quelli dell’amore e quelli del dolore

e quelli della gioia e quelli della fame,

quelli dell’abbandono e quelli dell’amicizia

e quelli del primo mattino e quelli che non riescono a trovare riposo

Diverse pennellate di azzurri, di verdi, di marroni e di neri e di bricolage vari

come quelli scialbi di Renoir e quelli stortati di Picasso, e quelli di altri meno fortunati

Facevano discorsi silenziosi e parlavano urlando il loro diametro

stavano fermi e andavano a spasso, nascondendosi nelle lenti del mistero,

[o coprendosi

Si mischiavano nella folla               e               si cercavano all’angolo della piazza

ciechi e segugi

Nella guerra e nella tregua, in coro e in solitudine

in musica e in teatro, nella danza e nel mimo

nelle fiabe e nella Bibbia, nella stanza da letto e in cucina con i piatti, è sempre stato

Nell’estate fredda e nell’inverno con il vento caldo, e in questa primavera

[con la neve

si muovono in donne colorate, ancora come ieri

Nella metropolitana e nelle strade di paese vibrano e sussultano

E dialogano con i tuoi, ogni giorno, ogni notte

si scambiano ammiccamenti, si fanno domande

e sorridendo si danno risposte

o piangendo fanno domande a se stessi

e a quelli che li incrociano vedendoli, e anche ignorandoli

Come fiocchi di neve di nuvole gravide cadono in terra e

e poi si siedono e poi guardano ancora lo scorrere di altri

diversi sguardi nelle diverse età che vedono ancora diverso

 

Allo sguardo aperto delle donne

 

Barbarah Guglielmana

 

 

 

21 marzo 2013 Giornata Mondiale della Poesia


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