Notizie e commenti
Teatro del Lemming: Amleto. A Rovigo e a Sarajevo
10 Febbraio 2013
 

AMLETO


venerdì 15 febbraio

Rovigo, Teatro Studio

ore 20:30
(prenotazione consigliata allo 0425 070643)


domenica 17 febbraio

Sarajevo (Bosnia), Teatro Nazionale
sarajevo winter festival “art of touch”

www.sarajevskazima.ba


Chi sei, Amleto? di Aleksandra Sakowska

Questa domanda è posta con urgenza e in modo suggestivo nell’adattamento italiano di Amleto del Teatro del Lemming, diretto da Massimo Munaro. Si tratta allo stesso tempo di uno spettacolo fragoroso e contenuto, sempre poetico e molto onesto. Soprattutto, esso cerca disperatamente di coinvolgere il pubblico alla ricerca di un senso nella storia di Amleto.

Il gruppo utilizza una serie di convenzioni meta-teatrali per stabilire una comunicazione con gli spettatori, scopo principale di questo Amleto. Innanzitutto, ancor prima che lo spettacolo inizi, gli attori si prendono cura del pubblico accogliendolo nella platea con del vino frizzante e dei biscottini. Tuttavia, le prime scene dello spettacolo sono indiscrete, sgradevoli e diventano sempre più frenetiche e violente. Gli attori che qualche minuto prima sfilavano in abiti eleganti servendo da bere si trasformano in esseri animaleschi, prendendo parte a orge e ad atti violenti. La maggior parte dello spettacolo si svolge in penombra, solo con l’illuminazione di qualche candela, ma a volte tutte le luci si accendono. Perciò il pubblico deve stare all’erta e non  può mai a sentirsi sicuro e rimanere passivo.

Il regista di Amleto, nella conferenza stampa di qualche giorno fa, ha detto che le parole non servono per comprendere il suo adattamento, ed è vero. L’aspetto dominante nella rappresentazione è quello visivo e aiuta a sufficienza per riconoscere l’Amleto Shakespeariano: Laerte che fa la valigia e il suo commiato a Ofelia, la promiscua Gertrude e il lascivo Claudio che se la spassano o la scena del duello.

È difficile classificare questo spettacolo effimero ed estremamente appassionato. Il Teatro del Lemming è un teatro d’avanguardia, ma nella loro rappresentazione hanno combinato molti altri elementi, tra cui elementi del teatro carnevalesco, popolare e Brechtiano. Soprattutto è un genere di teatro immersivo: gli attori recitano ovunque, di fronte, ai lati e all’interno della platea.

Le ultime parole di Amleto sono 'il resto è silenzio’ e gli attori terminano il dramma in silenzio, guardando di proposito gli spettatori, mentre, uno dopo l’altro, escono dal teatro Malarnia. Non rientrano per fare un inchino, non sono interessati agli applausi, erano venuti con uno scopo, chiedere chi sia Amleto e cosa significhi per noi oggi, e lo hanno fatto con audacia e con sincerità.


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