Diario di bordo
Maria Lanciotti. Capannori e i dieci passi verso ‘Rifiuti zero’ 
L’assessore all’Ambiente Alessio Ciacci a Genzano di Roma per la terza e ultima assemblea pubblica di “Progetto Riciclo”
07 Gennaio 2013
 

‘Progetto Riciclo’, iniziativa a cura dell’Associazione Differenzia-ti in collaborazione con il Comune di Genzano di Roma, si concluderà il prossimo 19 gennaio alle ore 17:00 in aula consiliare con il terzo e ultimo incontro che avrà come ospite Alessio Ciacci (foto), assessore all’Ambiente di Capannori (Lucca) primo comune in Italia ad aver aderito alla ‘Strategia Rifiuti Zero’. Si sta assistendo tramite questi incontri a un vero stravolgimento culturale, che fa apparire ancora più retrograda e indegna la gestione dei rifiuti così come viene ancora concepita e praticata nel Lazio, nonostante le risapute gravissime alterazioni ambientali che ne conseguono. Anche stavolta, come per i precedenti ospiti – Ezio Orzes, assessore all’Ambiente di Ponte nelle Alpi, il comune più Riciclone d’Italia, e la Dottoressa Patrizia Gentilini, Presidente ISDE Italia, impegnata su più fronti nella lotta contro l’inquinamento e assolutamente avversa a discariche e inceneritori – vorremmo anticipare qualcosa sulle sfide e le alternative che il comune di Capannori propone in tema di smaltimento dei rifiuti, ponendo una serie di domande all’assessore Ciacci.

 

Partiamo dalla fine: il Ministero dell’Ambiente ha convocato il comune di Capannori per redigere il Piano Nazionale sulla riduzione dei rifiuti. Ciò significa che Capannori rappresenta l’eccellenza in Italia nella ‘Strategia Rifiuti Zero’. In che cosa consiste tale strategia? Come si è potuti giungere a un simile traguardo? E quali sono i prossimi obiettivi?

“Rifiuti Zero” è una strategia che punta, in genere oltre il 2020, all’eliminazione dei rifiuti a smaltimento, quelli che generano il maggior impatto ambientale ed il peggior spreco economico. Il nostro modello di consumo sta logorando il pianeta oltre la sostenibilità e non possiamo permetterci più di estrarre preziose materie prime per poi, post-consumo, sotterrarle in discariche regalate ai nostri figli e nipoti come problemi che loro dovranno gestire.

Attraverso politiche di riciclo di tutti gli scarti e di riduzione della produzione di rifiuti è possibile raggiungere l’obiettivo con vantaggi economici, occupazionali, sociali e ambientali. Hanno fatto questa scelta città come San Francisco con oltre un milione di abitanti, dunque è una questione di volontà politica non certo di impossibilità tecnica.

Solo a Capannori (46 mila abitanti) abbiamo costruito oltre 50 posti di lavoro con un risparmio annuo di oltre un milione di euro di mancati costi di smaltimento, riciclo all’80% e una riduzione complessiva dei rifiuti in sei anni di oltre il 30%. Dall’inizio del 2013 abbiamo avviato la tariffa puntuale, per calibrare la tariffa ai cittadini direttamente sul rifiuto prodotto e questo spinge ancora più in alto la raccolta differenziata e diminuisce ulteriormente la produzione di scarti.

 

Ci vuol esporre quali sono i vantaggi ambientali, economici e sanitari derivanti da tale rivoluzionaria gestione dei rifiuti?

La strategia “Rifiuti Zero” si costruisce con un percorso di ‘dieci passi’ che è stato costruito a livello internazionale da tutti i movimenti e le amministrazioni che hanno fatto proprio questo obiettivo (vedi scheda in calce, ndr). Il primo passo indispensabile è l’eliminazione del sistema di raccolta a cassonetto e l’avvio di un sistema di raccolta domiciliare intrapreso con metodi partecipativi e di massiccia informazione alla cittadinanza. Ci sono esperienze anche in Italia di grandi città come Salerno che hanno superato il 75% di differenziata, così come contesti montani, turistici, rurali, in cui esistono le possibilità di strutturare percorsi specifici e personalizzati che possano raggiungere l’obiettivo.

 

Si punta dunque al massimo risparmio energetico e di materie prime: può, secondo lei, la cultura dell’‘usa e getta’ riconvertirsi al sano rapporto uomo-ambiente che le ultime generazioni non hanno affatto conosciuto?

La civiltà contadina era chiaramente molto meno “sprecona” della nostra ma questi temi stanno attirando sempre più l’interesse di tantissimi, anche giovani, che capiscono che altrimenti non c’è futuro per il nostro pianeta e speranza di una vita migliore. Ogni anno gli effetti dei cambiamenti climatici sono denunciati da scienziati e ricercatori, la strada della sostenibilità è sempre più una strada obbligata dalla matematica.

 

La politica ambientale adottata dal comune di Capannori poggia su due punti fondamentali: Sostenibilità e Partecipazione. Vorrebbe sviluppare in breve tali concetti? Come si è riusciti a convincere la cittadinanza a essere parte integrante del progetto?

In questi anni a Capannori non abbiamo adottato il sistema di prendere decisioni obbligando poi la cittadinanza a seguirci, bensì abbiamo costruito queste scelte in modo partecipato, condividendo in decine e decine di assemblee pubbliche queste progettualità, lavorando con le associazioni territoriali, andando nei bar, nelle parrocchie, a volte anche nei condomini a costruire il modello che vogliamo migliorare sempre per costruire sostenibilità. Non parlo soltanto di raccolta differenziata ma anche di filiera corta, produzione locale, vendita alla spina, compostaggio domestico e decine di altre attività in corso o in fase di progettazione. Inoltre ogni anno adottiamo il Bilancio partecipativo per far decidere ai cittadini come utilizzare una parte consistente, 500 mila euro, del bilancio comunale inerente le opere pubbliche.

 

L’Ascit Spa (Azienda Speciale Consortile per l’Igiene del Territorio), completamente pubblica, su cosa fonda l’evidente successo della sperimentazione del Porta a Porta?

I successi sono stati costruiti negli anni, passo dopo passo, con tanta determinazione, voglia di migliorarsi sempre e di imparare da chi fa meglio. Non ci consideriamo mai arrivati e ci teniamo a mantenere la società interamente pubblica, perché è un servizio per noi strategico e non crediamo sia corretto farlo gestire da logiche diverse, dall’orientamento alla qualità dei servizi.

 

Ci vuole illustrare i metodi di tale Azienda Speciale nella selezione e riciclo dei materiali, e come avviene il trattamento dell’organico?

La nostra azienda non ha ancora purtroppo una propria impiantistica del riciclo (anche se ci stiamo lavorando), ma nel raggio di 20/30 chilometri c’è una rete impiantistica a cui conferiamo i materiali per avviarli a riciclo. La carta rimane a Capannori, e viene trasformata dalle nostre cartiere in cartone o carta riciclata.

 

Trattamento aerobico e anaerobico dell’umido dei rifiuti urbani: vuole spiegarci la differenza fra i diversi sistemi di trattamento e cosa determina la scelta dell’uno o dell’altro? Quale dei due trattamenti è da ritenersi il più ‘ecologico’? E quale il più ‘vantaggioso’?

Le valutazioni sono complesse da un punto di vista tecnico. Noi abbiamo chiesto assistenza alla Scuola Agraria Parco di Monza, nella figura di uno dei massimi esperti in materia a livello nazionale, Enzo Favoino, per l’elaborazione del progetto. Nel nostro piano provinciale abbiamo una previsione impiantistica per un impianto di compostaggio da 50 mila tonnellate annue che pensiamo di realizzare con tecnologia anaerobica. Ovvero la materia organica in questo modo viene utilizzata, oltre che per la produzione del compost, anche per la produzione del biogas. E’ un processo assolutamente naturale e che permette di produrre anche energia, dunque i maggiori costi di produzione si recuperano con i ricavi energetici. Attualmente conferiamo l'organico ad un impianto a circa 20 chilometri da Capannori con tecnologia aerobica, e cerchiamo di spingere i nostri agricoltori all'utilizzo dell'ottimo compost in uscita.

 

Ecologico e vantaggioso: termini compatibili o in conflitto?

Dobbiamo entrare nella concezione per cui ciò che non è ecologico si sta scontrando sempre più evidentemente con la nostra possibilità di “utilizzare” in questo modo il pianeta. Dunque possiamo dire: ecologico è vantaggioso!

 

Capannori punta a raggiungere entro il 2020 il traguardo dei ‘Rifiuti Zero’: come si pensa di arrivare a ‘scarti zero’?

Attraverso i dieci passi della strategia “Rifiuti Zero”. Per la minima parte che rimane di indifferenziato stiamo lavorando con tecnologie impiantistiche in grado di poter recuperare anche quei materiali in processi produttivi. In questo modo è possibile trasformare un costo in una risorsa e un inquinamento in un risparmio di materia prima.

 

Capannori, con una serie di iniziative innovative e meritorie, si aggiudica numerosi riconoscimenti tra cui il ‘Premio Toscana Ecofficiente 2010’ avendo adottato il sistema degli Acquisti Verdi (Green Public Procurement): vuol dirci di cosa si tratta?

In questi anni abbiamo ricevuto almeno una decina e più premi in campo ambientale. Questo ci dà soddisfazione e ci motiva a fare sempre più e meglio. Vogliamo puntare alto e dimostrare al contempo che le nostre idee non sono campate in aria, ma hanno le gambe per camminare e correre sempre di più. Acquisti Verdi significa vincolare tutti gli acquisti comunali non soltanto all’economicità ma soprattutto all’ecologicità: carta assolutamente riciclata od ecologica, toner ricaricabili, mobilia sostenibile, ecc.

 

Capannori vince nel 2008 anche il Premio ‘Comune Riutilizzatore’ per il recupero dei Rifiuti Speciali: ci vorrebbe indicare come avviene questo recupero?

Attraverso le Isole Ecologiche sul territorio (ne abbiamo tre) raccogliamo rifiuti dalla cittadinanza che è incentivata ad utilizzare queste strutture attraverso un sistema di premio in bolletta. Ma in questi centri possono accedere anche le aziende, conferendo rifiuti poi avviati a recupero.

 

– ‘La via della Buona Acqua’. Sembra il titolo di una bella favola ed è invece un percorso: ce lo vuole illustrare?

Sì, è un percorso che collega 15 fonti sorgive presenti sul territorio comunale. In ognuna di queste fonti abbiamo installato una tecnologia a raggi ultravioletti che elimina la carica batterica, dà dunque la massima garanzia di potabilità al pari dell’acquedotto ma senza alcuna aggiunta di cloro. In questo modo incentiviamo tutti a prendere gratuitamente l’acqua in questi bei luoghi, invece di acquistarla al supermercato dove si paga 1000 volte di più rispetto al rubinetto, per avere un’acqua meno controllata, in genere più scadente e con un enorme impatto ambientale.

 

Acqua pubblica, distributore automatico del latte, detersivi alla spina. Guerra dichiarata agli acquisti al supermercato: nessuno ha cercato di mettervi i bastoni tra le ruote?

Certo, non sono mancati e non mancano, ma la forza della nostra volontà politica è stata più determinante.

 

Anche ‘Ecosagra’ fra le iniziative per cui siete stati premiati: di cosa si tratta?

Abbiamo vincolato la possibilità di realizzare sagre sul territorio con la certificazione da parte degli organizzatori di eliminare le stoviglie in plastica usa e getta, adottando in alternativa il materiale biodegradabile o lavabile per il quale abbiamo dato dei contributi per l’acquisto.

 

Il 13 ottobre 2012 nasce a Capannori l’Associazione Nazionale ‘Comunità Rifiuti Zero’: intenti e prerogative?

È stata un’occasione storica, un giorno memorabile per tutti. In quell’occasione abbiamo scritto, a centinaia di mani, lo statuto della costituenda Associazione Rifiuti Zero che raccoglierà le ormai più di 120 amministrazioni comunali che hanno adottato questa scelta, le tante associazioni sul territorio nazionale che promuovono questo obiettivo con l’intento di lavorare ancor più sinergicamente e con sempre più forza a questa valida alternativa alle discariche e agli inceneritori.

 

Gli scarti non più un problema, ma una risorsa: una provocazione o una sfida?

Una necessità improrogabile.

 

Come guardano a Capannori gli altri comuni della Provincia di Lucca? Si fanno coinvolgere nell’avventura?

Assolutamente sì. In pochi anni la Provincia di Lucca è balzata al primo posto in Toscana per la raccolta differenziata, proprio grazie al coinvolgimento in questo percorso di tanti comuni nella nostra provincia, ma sempre più anche in Regione. A livello nazionale purtroppo la strada è ancora lunga, visto che oltre il 60% degli scarti finisce in discariche o negli inceneritori, ma la forza delle alternative sta crescendo sempre più e credo che il 2013 sarà un anno ricco di grandi risultati.

 

Quale il punto di forza di questa travolgente rivoluzione? C’è qualcuno in particolare che vorrebbe pubblicamente ringraziare?

Volontà e determinazione i punti di forza. Solo una grande squadra può centrare grandi risultati.

 

Paul Connett, scienziato statunitense tra i fondatori della ‘Strategia Rifiuti Zero’, presidente in Italia del Comitato Scientifico della Commissione Rifiuti Zero di Capannori, che parte ha avuto e tuttora sostiene in questa emblematica e affascinante esperienza comunale?

Senz’altro ha avuto e continua ad avere un ruolo da protagonista.

 

Assessore Ciacci, ciò che accade in Toscana può accadere anche a Roma? E propagarsi per tutta Italia? Quanto influisce l’ordinamento politico in determinate scelte culturali?

Credo che i più grandi risultati, come nel nostro caso, si possano raggiungere quando c’è un effetto di contagio tra politica e istituzioni, tra amministrazione e movimenti, associazionismo e comitati locali. Credo che unendo le forze, a volte anche tirandosi per la giacchetta, ma condividendo mete comuni, si possano costruire obiettivi fino a poco prima considerati irraggiungibili.

 

Vuol chiudere con una sua riflessione o qualche suggerimento?

Rifiuti Zero, un’utopia a portata di mano. Sostenibilità e partecipazione l’unica strada verso un futuro possibile.

 

Maria Lanciotti

 

 

 

SCHEDA

Dieci passi verso Rifiuti Zero

 

1.separazione alla fonte: organizzare la raccolta differenziata. La gestione dei rifiuti non è un problema tecnologico ma organizzativo, dove il valore aggiunto non è quindi la tecnologia, ma il coinvolgimento della comunità chiamata a collaborare in un passaggio chiave per attuare la sostenibilità ambientale.

2.raccolta porta a porta: organizzare una raccolta differenziata “porta a porta”, che appare l’unico sistema efficace di RD in grado di raggiungere in poco tempo e su larga scala quote percentuali superiori al 70%. Quattro contenitori per organico, carta, multi materiale e residuo, il cui ritiro è previsto secondo un calendario settimanale prestabilito.

3.compostaggio: realizzazione di un impianto di compostaggio da prevedere prevalentemente in aree rurali e quindi vicine ai luoghi di utilizzo da parte degli agricoltori.

4.riciclaggio: realizzazione di piattaforme impiantistiche per il riciclaggio e il recupero dei materiali, finalizzato al reinserimento nella filiera produttiva.

5.riduzione dei rifiuti: diffusione del compostaggio domestico, sostituzione delle stoviglie e bottiglie in plastica, utilizzo dell’acqua del rubinetto (più sana e controllata di quella in bottiglia), utilizzo dei pannolini lavabili, acquisto alla spina di latte, bevande, detergenti, prodotti alimentari, sostituzione degli shopper in plastica con sporte riutilizzabili.

6.riuso e riparazione: realizzazione di centri per la riparazione, il riuso e la decostruzione degli edifici, in cui beni durevoli, mobili, vestiti, infissi, sanitari, elettrodomestici, vengono riparati, riutilizzati e venduti. Questa tipologia di materiali, che costituisce circa il 3% del totale degli scarti, riveste però un grande valore economico, che può arricchire le imprese locali, con un’ottima resa occupazionale dimostrata da molte esperienze in Nord America e in Australia.

7. tariffazione puntuale: introduzione di sistemi di tariffazione che facciano pagare le utenze sulla base della produzione effettiva di rifiuti non riciclabili da raccogliere. Questo meccanismo premia il comportamento virtuoso dei cittadini e li incoraggia ad acquisti più consapevoli.

8. recupero dei rifiuti: realizzazione di un impianto di recupero e selezione dei rifiuti, in modo da recuperare altri materiali riciclabili sfuggiti alla RD, impedire che rifiuti tossici possano essere inviati nella discarica pubblica transitoria e stabilizzare la frazione organica residua.

9. centro di ricerca e riprogettazione: chiusura del ciclo e analisi del residuo a valle di RD, recupero, riutilizzo, riparazione, riciclaggio, finalizzata alla riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili, e alla fornitura di un feedback alle imprese (realizzando la Responsabilità Estesa del Produttore) e alla promozione di buone pratiche di acquisto, produzione e consumo.

10. azzeramento rifiuti: raggiungimento entro il 2020 dell’azzeramento dei rifiuti, ricordando che la strategia Rifiuti Zero si situa oltre il riciclaggio. In questo modo Rifiuti Zero, innescato dal “trampolino” del porta a porta, diviene a sua volta “trampolino” per un vasto percorso di sostenibilità, che in modo concreto ci permette di mettere a segno scelte a difesa del pianeta.


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276