Oblò cubano
Opinione di uno scrittore cubano sulla “riforma migratoria” 
(E il vignettista Garrincha stigmatizza...)
19 Ottobre 2012
 


Te ne andasti dalla patria senza mai dimenticare il suo odore,
l’odore della patria è l’incenso che brucia nelle strade conosciute.
I soldati non hanno niente a che vedere con la patria
(sebbene la patria sia riparata da scudi, inni, soldati e bandiere)
perché la patria è l’ombra sotto una ceiba,
la bella donna che passa,
la nonna che ti offre il caffè alle tre del pomeriggio.

 

 

Félix Luis Viera, scrittore e poeta cubano, esiliato in Messico, autore de La patria è un'arancia (Il Foglio Letterario, 2011), da me tradotto, afferma: «La reforma migratoria solo rebaja los gastos de los cubanos, pero todo lo demás es igual: no hay libertad ni para salir ni para regresar». La traduzione è semplice: «La riforma migratoria serve a far spendere meno denaro ai cubani, ma tutto il resto è uguale: non esiste né la libertà di uscire dal paese né di rientrare in patria». (Gordiano Lupi)


 

 

La vignetta di Garrincha stigmatizza i limiti della nuova legge migratoria. (illustrazione allegata)

 

Raúl: – Bene, te ne puoi andare, non sei medico.

Cubano pensa: “Anche tu...”


TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276