Diario di bordo
Vincenzo Donvito. Contro il Parlamento dei nominati dal potere. Non mollare!
28 Maggio 2012
 

È ormai evidente che la tanto decantata riforma del sistema elettorale non si farà e il rinnovo del Parlamento -anticipato od ordinario che sia- si farà con l'attuale legge, quella che uno dei suoi stessi proponenti (l'ex-ministro leghista Roberto Calderoli) ha chiamato il porcellum: i capi dei partiti (quelli che si sono confermati l'altro giorno il finanziamento pubblico a se stessi) decidono chi deve essere messo in lista (talvolta con primarie in cui vince chi riesce a meglio organizzare e comprare i voti) e fanno elenchi in cui gli eletti risultano dalla gerarchia numerica in cui sono collocati (il primo è sicuro, l'ultimo impossibile); ovviamente questa gerarchia non risponde agli elettori ma a chi li ha fatti eleggere; avremo quindi un Parlamento come quello attuale, con mediamente deputati di qualità pessima, rappresentativo dei capi di partito e non degli elettori, a cui è stato consentito solo di scegliere il partito (e quindi sempre meno votano).

Noi, che siamo dei sognatori, vorremmo un sistema elettorale uninominale come in Usa (ogni piccolo collegio ha il suo rappresentante che vince sugli sfidanti, e quindi rappresenta gli elettori di quel collegio all'interno delle istituzioni, gli sfidanti a casa e basta). Ma siamo per l'appunto dei sognatori perché, quand'anche qualche influsso stellare facesse modificare l'attuale legge elettorale, garantito che sarà solo per favorire gli attuali partiti e l'attuale sistema di potere, non certo per portare in Parlamento i rappresentanti scelti dagli elettori in forma diretta.

Perché Aduc si occupa di questo? Perché se in Parlamento continueranno a sedere i padroni dei partiti, delle banche e dell'economia, l'imposta/canone della Rai, per esempio, non verrà mai abolita, così come tutti i gestori di telefonia continueranno a rubare i nostri soldi, mentre Trenitalia continuerà a consentire la concorrenza sui binari solo a chi fa il gioco del proprio monopolio (con conseguenti prezzi e servizi pendolari da incubo), e l'Enel e l'Eni faranno finta di fare concorrenza, ed Equitalia continuerà a comportarsi come un bandito, i Sindaci continueranno impunemente a mettere autovelox illegali fottendosene della sicurezza stradale, sempre i Comuni continueranno a rubare i soldi ai ricoverati nelle Residenze Sanitarie Assistenziali, la Giustizia continuerà ad essere ridicola per tempi e modi e le carceri saranno sempre più stracolme di disgraziati, etc. etc.

Nell'attuale contesto e assetto parlamentare manca proprio una minima possibilità di riforme radicali, che possano risolvere le anomalie ataviche del nostro sistema corrotto e corruttore. Ci vorrebbe una rivoluzione a 360 gradi che mandi a casa tutti i responsabili. E questo è impossibile allo stato. La situazione della riforma della legge elettorale è solo una delle tante alla base del marcio.

Certamente saremo in prima linea quando e se verranno lanciate iniziative sul nostro sogno di riforma elettorale e sugli altri sogni di un Paese che rispetti gli amministrati e funzioni senza rubare. Ma non ci facciamo grandi illusioni. Tanti sono stati i tentativi in passato e abbiamo visto, anche direttamente, stuoli di persone che da oneste si sono adeguate e sono diventate disoneste e ladre (soprattutto di verità), confermando e legittimando gli attuali padroni dei partiti e del Parlamento perché continuino a fare ciò che credono. L'importante è non-mollare, sopravvivere alle vessazioni e ai furti, costruire con chi è disponibile, a partire dalle teste di coloro che domani potrebbero amministrarci non come quelli di oggi.

 

Vincenzo Donvito, presidente Aduc


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