Diario di bordo
Rita Bernardini. Messaggio alle associazioni promotrici della II Marcia per l'Amnistia, la Giustizia e la Libertà
18 Aprile 2012
 

Carissimi, a pochi giorni dalla tenuta della II Marcia per l'amnistia, la giustizia e la libertà, sento l'urgenza di rappresentarvi la situazione politica, gravissima, in cui ci troviamo che, a mio avviso, richiede prese di posizione impellenti che ne rilancino i contenuti. Ormai si tratta di questione di ore, più che di giorni.

Tutti possono oggi constatare che dalle attuali posizioni assunte dal Governo e dalle grandi maggioranze parlamentari, nulla di quanto da trent'anni ci viene formalmente ingiunto dalle giurisdizioni internazionali, nulla di quanto sostenuto dalle stesse dichiarazioni del Presidente della Repubblica e dal Primo Presidente della Corte di Cassazione, nulla di quanto manifestamente e tassativamente è previsto dalla Costituzione italiana, nulla viene assicurato per interrompere la flagranza letteralmente criminale nella quale Stato e Repubblica italiana si trovano.

Per il quinto anno consecutivo l'Italia ha conquistato tre giorni fa il poco invidiabile primato del Paese con il maggior numero di sentenze della Corte europea per i diritti dell'uomo rimaste inapplicate. Un fenomeno legato alla irragionevole durata dei processi che fa del nostro Paese un “sorvegliato speciale” in sede europea che si comporta peggio di Turchia, Russia, Polonia e Ucraina. Un mese fa il Comitato dei Ministri ha chiesto alle autorità italiane di «presentare un piano d'azione che oltre a proposte concrete su come risolvere la questione contenga anche un calendario che permetta di monitorare attentamente gli effetti delle riforme già introdotte e la tempistica per le misure ancora da introdurre».

D'altra parte, lo stesso Governo, per bocca del sottosegretario Salvatore Mazzamuto, ha ammesso che le depenalizzazioni previste nel disegno di legge Severino in discussione in Commissione Giustizia della Camera hanno una portata minima e sicuramente «non adeguata rispetto agli obiettivi deflattivi che si pone il Governo». Presentando i dati di uno studio realizzato dall'Ufficio statistiche del Ministero della Giustizia, Mazzamuto ha riferito che l'incidenza delle depenalizzazioni previste nel disegno di legge governativo sarebbe dello 0,5% rispetto ai processi iscritti in primo grado con rito monocratico (366.000 nel 2010).

A questo punto riteniamo che, insieme, ci si debba rivolgere a tutte le giurisdizioni superiori documentando come la proposta dell'amnistia immediatamente realizzerebbe quanto ci viene da decenni ingiunto, innescando processi convergenti sia sul piano dell'ottenimento della ragionevole durata dei processi penali e civili sia su quello della pressoché immediata soluzione strutturale e normativa della conseguente criminale condizione penitenziaria italiana.

Più avanti troverete un punto della gravissima situazione quale sta manifestandosi in particolare in Commissione Giustizia sul disegno di legge delega del Governo (Relatori Costa Pdl e Ferranti Pd): quello che mi sembra clamoroso, è non solo quanto riferito dallo stesso Governo sulla portata minima delle depenalizzazioni previste, ma il rifiuto di abbinare le proposte di legge che come radicali avevamo depositato e che riguardavano le vere depenalizzazioni da fare, oltre che a significativi interventi sulla ex-Cirielli e sulle pene alternative.

Insomma, nei convegni si dice “no all'amnistia perché occorrono riforme strutturali sulla Fini-Giovanardi, sulla Bossi-Fini e sulla ex-Cirielli”, nei fatti si propone il nulla, tanto più che qualora fosse approvato (in quali tempi?) il disegno di legge Severino, il Governo si è dato il tempo di un anno per emanare i relativi decreti attuativi!

Ahimè, tutti possono constatare che, avendo la legislatura meno di un anno di vita, la “prepotente urgenza” dei problemi della giustizia, del diritto, dei diritti umani e della situazione penitenziaria è, a questo punto, cancellata dalla politica e dai politici ufficiali, sotto la patente e potente regia - spiace molto constatarlo - del Supremo Garante della Costituzione e della legalità, il Presidente della Repubblica. Vi prego di farci pervenire i vostri commenti, le vostre riflessioni che, sicuramente, ci aiuteranno a rilanciare la mobilitazione del 25 aprile che, al momento, conta il sostegno dei promotori in questo link.

Per il momento, abbiamo ricevuto solamente le reazioni di Patrizio Gonnella, Presidente dell'Associazione Antigone e di Elisabetta Laganà attualmente Garante dei diritti dei detenuti del comune di Bologna.

 

Resoconto situazione in Commissione Giustizia alla camera dei deputati

Dopo il convegno del Senato del 27 luglio 2011 mi pare opportuno fare il punto su cosa sia stato fatto da Governo e Parlamento per far rientrare nella legalità e quindi contrastare in modo drastico ed efficace sia il sovraffollamento delle carceri sia quello dei procedimenti penali e civili pendenti.

Dopo l'approvazione del decreto Severino (inopinatamente definito svuota carceri) sul quale non mi soffermo, l'altra gamba avrebbe dovuto essere il disegno di legge (delega al Governo) sulle depenalizzazioni e la de-carcerizzazione.

Il provvedimento C. 5019 Governo, ha iniziato il suo iter in Commissione il 29 marzo, due giorni dopo l'incontro che con Marco Pannella abbiamo avuto con il Presidente della Repubblica Napolitano, al quale avevamo fatto presente che il disegno di legge non era ancora all'ordine del giorno dei lavori di Commissione.

Dal 29 marzo ad oggi si è discusso dei provvedimenti da abbinare al disegno di legge del Governo. Viste le finalità del disegno di legge, ho chiesto di abbinare 5 nostre proposte di legge: 2 sulla custodia cautelare, 2 sulle pene alternative cioè l'affidamento al servizio sociale tra le pene principali previste per i delitti e il “patto per il reinserimento e la sicurezza sociale” (proposta elaborata insieme a Ristretti Orizzonti) e la proposta di tutte le Associazioni “per la riduzione del sovraffollamento carcerario” (incide sulla ex-Cirielli, la Fini-Giovanardi e la Bossi-Fini).

Come leggerete dal resoconto (purtroppo, sommario: in Commissione è l'unico previsto) che riporto più avanti, a parte la nostra proposta di legge sulla depenalizzazione della coltivazione domestica per uso personale di cannabis, è stata accettata solo quella sull'affidamento al servizio sociale.

Quanto alla proposta del Governo, si tratta di un disegno di legge delega: i relativi decreti legislativi previsti «sono adottati entro il termine di dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge». Ho fatto notare che mancando un anno alla fine della legislatura, è molto probabile che il tutto si risolva con un nulla di fatto.

Avendo poi rotto le scatole sulla custodia cautelare, sono almeno riuscita a far dire ufficialmente in commissione che le relative proposte di legge inizieranno il loro iter - in sede separata dal dl del Governo - tra due settimane.

Infine, in occasione dell'ultima riunione della Commissione, il sottosegretario Mazzamuto ha ammesso che quanto alle “depenalizzazioni” previste dal Governo, la portata è minima e sicuramente «non adeguata rispetto agli obiettivi deflattivi che si pone il Governo».

Infatti, Mazzamuto ha presentato uno studio dal quale risulta che: nel 2010 sono stati 366.000 i processi iscritti in primo grado con rito monocratico e che essendo 1.940 i reati oggetto della possibile depenalizzazione l'incidenza sarebbe dello 0,5% (!).

 

Ultima nota: dallo studio presentato in Commissione si evince che il Servizio Generale di Statistica del Ministero della Giustizia ha carenze impressionanti. Si legge, infatti:

«Il Ministero di Giustizia è in grado di rilevare quantitativamente i flussi di domanda e offerta di giustizia in Italia, sia nel settore civile sia nel settore penale. Tuttavia, i registri informatizzati attualmente in uso, e specificatamente quelli del settore penale, non consentono una rilevazione statistica completa e qualitativamente affidabile dei reati oggetto dei processi celebrati in un anno».

 

Resoconti

Delega al Governo in materia di depenalizzazione, pene detentive non carcerarie, sospensione del procedimento per messa alla prova e nei confronti degli irreperibili.

C. 5019 Governo, C. 879 Pecorella, C. 4824 Ferranti, C. 92 Stucchi, C. 2641 Bernardini e C. 3291 - ter Governo.

Seduta del 3 aprile

Rita Bernardini (Pd), dopo aver ricordato che il disegno di legge del Governo ha l'obiettivo di ridurre sia il carico dei processi che il sovraffollamento delle carceri al fine di riportare ad una condizione di legalità l'Italia, evidenzia come vi sia un altissimo rischio, se non addirittura la probabilità, che le importanti deleghe contenute nel disegno di legge del Governo non possano trovare attuazione considerato che manca circa un anno al termine della legislatura. Si domanda quindi se vi sia la consapevolezza di tale rischio da parte del Governo e del Parlamento.

Seduta del 4 aprile

Rita Bernardini (Pd) ritiene che, per affrontare adeguatamente i gravi problemi della giustizia e delle carceri italiane, si debba provvedere alla calendarizzazione anche delle proposte di legge che riguardano le misure cautelari in carcere.

Giulia Bongiorno, presidente, assicura che ogni proposta di abbinamento sarà adeguatamente valutata e, ove non sussistessero i presupposti per disporre l'abbinamento d'ufficio, potrà essere posta in votazione. Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Seduta dell'11 aprile

Giulia Bongiorno, presidente, ricorda che nell'ultima seduta è stato chiesto dall'onorevole Bernardini l'abbinamento delle proposte di legge in materia di misure cautelari detentive, alle quali ha poi aggiunto altre proposte di legge accomunate dalla finalità di deflazionare il sovraffollamento delle carceri. Si tratta in particolare delle seguenti proposte di legge: 1) modifiche all'articolo 303 del codice di procedura penale, per la riduzione dei termini di durata massima della custodia cautelare, e all'articolo 54 della legge 26 luglio 1975, n. 354, in materia di semplificazione delle procedure per la liberazione anticipata (C. 255); 2) modifiche al codice penale, concernenti l'introduzione dell'affidamento al servizio sociale tra le pene principali previste per i delitti (C. 2798); 3) modifiche alla legge 26 luglio 1975, n. 354, concernenti l'introduzione di una misura alternativa alla detenzione denominata “patto per il reinserimento e la sicurezza sociale” (C. 3093); 4) modifiche agli articoli 274, 275, 284 e 308 del codice di procedura penale, in materia di misure cautelari personali (C. 4616); 5) modifiche al codice penale e al codice di procedura penale e altre disposizioni, nonché delega al Governo, per la riduzione del sovraffollamento degli istituti di pena (C. 4798).

Ricorda inoltre che l'onorevole Follegot (Lega) ha chiesto l'abbinamento della proposta di legge C. 4644 Lussana, recante “Disposizioni concernenti lo svolgimento di lavoro civico non retribuito da parte dei detenuti ai fini della riduzione della pena”.

L'onorevole Cavallaro (Pd) ha chiesto l'abbinamento della sua proposta di legge C. 4871, recante modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, in materia di “sanzioni per la produzione, il traffico e la detenzione illeciti di stupefacenti e sostanze psicotrope, di misure cautelari, di concorso di circostanze e recidiva, nonché di esecuzione della pena e di affidamento in prova, nei confronti dei tossicodipendenti o alcool dipendenti che abbiano in corso programmi terapeutici”.

Rileva che si tratta di proposte di legge che non intervengono sulle materie oggetto del disegno di legge, quanto piuttosto su materie ad esse connesse, ampliando quindi l'ambito di esame della Commissione. Spetta ora alla Commissione stabilire se procedere o meno a tale ampliamento.

Manlio Contento (Pdl), pur non conoscendo in dettaglio l'articolato delle proposte di legge delle quali si chiede l'abbinamento, ritiene che, almeno in base ai rispettivi titoli, l'unica proposta di legge che potrebbe essere abbinata, essendo strettamente attinente ad una delle materie del disegno di legge, sia la proposta di legge C. 2798 (Bernardini) volta ad introdurre l'affidamento al servizio sociale tra le pene principali previste per i delitti.

Rita Bernardini (Pd) ritiene che tutte le proposte di legge da lei richiamate ai fini dell'abbinamento attengano alle materie trattate dal disegno di legge del Governo ed in particolare alla materia della detenzione in carcere. Non comprende come possa considerarsi estranea a quest'ultima la riforma della disciplina delle misure cautelari in carcere considerato peraltro che il 42 per cento delle carcerazioni ha la propria giustificazione in una ordinanza cautelare. Invita pertanto la Commissione ad abbinare ai progetti di legge in esame le proposte di legge in materia di misure cautelari detentive.

Federico Palomba (Idv) chiede alla Presidenza se gli abbinamenti proposti dall'onorevole Bernardini siano conformi al regolamento.

Giulia Bongiorno, presidente, rileva che la materia oggetto di esame è identificata dalla Commissione, salvo nel caso in cui si esamini un disegno di legge di conversione di un decreto legge, nel qual caso non si può procedere ad alcun ampliamento dell'ambito di esame.

Donatella Ferranti (Pd), relatore, ritiene che la complessità del disegno di legge del Governo sia tale da suggerire di evitare qualsiasi ulteriore ampliamento delle materie trattate, considerato peraltro che la materia delle misure cautelari detentive dovrebbe essere esaminata in maniera esclusiva. Dichiara comunque di essere favorevole all'abbinamento della proposta di legge C. 2798 Bernardini, riservandosi in merito alla proposta di legge C. 4871 Cavallaro.

Fulvio Follegot (Lnp) ritiene che per poter assumere una decisione in merito all'abbinamento di nuove proposte di legge sia necessario acquisire preventivamente l'orientamento del Governo circa il percorso che intende dare all'esame del disegno di legge presentato.

Il sottosegretario Salvatore Mazzamuto ribadisce che a parere del Governo sarebbe opportuno approvare con celerità il disegno di legge una volta che la Commissione ne abbia approfondito adeguatamente il suo contenuto e l'impatto sull'ordinamento.

Proprio per accelerare l'entrata in vigore delle disposizioni contenute nel disegno di legge il Governo è disponibile a tramutare la delega in materia di messa alla prova di cui all'articolo 3 in una normativa di dettaglio. Il Governo è comunque ben consapevole dell'esigenza di un lavoro approfondito da parte del Parlamento che servirà anche ad ampliare l'ambito di applicazione della depenalizzazione di cui all'articolo 1, considerato che l'impatto che deriverebbe dall'approvazione senza modifiche di tale articolo potrebbe non essere adeguato rispetto agli obiettivi deflattivi che si pone il Governo. A tale proposito deposita una nota relativa ai dati statistici richiesti dall'onorevole Contento nella seduta del 29 marzo scorso.

Giulia Bongiorno, presidente, rileva, concordando la Commissione, che dal dibattito risulta evidente la condivisione ad abbinare solo la proposta di legge C. 2798 Bernardini e che le altre potranno essere esaminate separatamente in diversi procedimenti legislativi.

Rita Bernardini (Pd), preso atto che non si intende procedere all'abbinamento delle proposte di legge in materia di misure cautelari, chiede al Governo se abbia l'intenzione di intervenire su tale materia attraverso specifici disegni di legge.

Il sottosegretario Salvatore Mazzamuto, pur ritenendo personalmente che si tratti di una materia sulla cui disciplina è necessario fare delle riflessioni, replica all'onorevole Bernardini che potrà darle una risposta solo dopo aver sentito il Ministro della giustizia in merito.

Giulia Bongiorno, presidente, ricorda all'onorevole Bernardini che l'Ufficio di Presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, ha già stabilito l'inserimento nel calendario della Commissione delle proposte di legge in materia di misure cautelari detentive. Ritiene che l'esame di queste proposte possa avviarsi tra due settimane.

Nessun altro chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

Nota: si può “ricordare” ad una persona qualcosa che la stessa già sa e che ha dimenticato ma io, non facendo parte dell'Ufficio di Presidenza, non potevo sapere della decisione dello stesso di inserire in calendario, le proposte di legge riguardanti la custodia cautelare in carcere. Comunque, finalmente, la commissione ha ufficializzato la calendarizzazione... tra due settimane?

 

Rita Bernardini

(da Notizie Radicali, 18 aprile 2012)


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