Diario di bordo
Rosario Amico Roxas. Lo Stato biscazziere
16 Febbraio 2012
 

Il programma “Gli intoccabili” del 15 febbraio 2012 ha evidenziato una anomalia tutta italiana, dove si vede uno Stato repubblicano ordire trappole ai cittadini, stimolando, incoraggiando e sfruttando il vizio del gioco d'azzardo, specialmente nelle persone con fragili personalità e incapacità a superare i canti delle sirene che vengono emanati anche dai media nazionali.

Le cifre sono ingentissime; nel 2011 sono stati giocati ben 80 miliardi di euro; cioè sono stati sottratti al circuito economico e monetario che avrebbe migliorato la qualità della vita, per indirizzare tali sommo nelle tasche di speculatori e gaudenti di protezioni della casta. C'è anche l'aggravante, perché su tali somme, se fossero state lasciate nel loro normale circuito, lo Stato avrebbe lucrato l'IVA, mentre in questo modo ha dovuto contentarsi della miseria di una tassazione che non supera il 5% dell'importo giocato.

Viene anche organizzata la beffa che permette agli speculatori di aumentare i loro margini di guadagno, in quanto dalle somme giocate vanno detratte le vincite elargite,; ed è qui che scatta la trappola, in quanto ben il 60% delle vincite è costituito da somme che variano da un euro a due o cinque euro, fino a dieci euro; somme che nessun giocatore incassa, ma utilizza per una nuova giocata, fino alla perdita dell'intero importo. Una nazione che di dibatte nelle difficoltà economiche, con la disoccupazione galoppante, la sottooccupazione, la precarietà, la cassa integrazione, la mobilità verso la disoccupazione e il tentativo di arrivare a fine mese, per favorire pseudo imprenditori che ruotano intorno alla casta, i governi precedenti non hanno trovato di meglio che spargere autorizzazioni ad organizzare truffe, a danno delle fasce, anche psicologicamente, più deboli.

Non è un caso che lo stesso presidente del consiglio (per Grazia di Dio EX) Berlusconi, tramite la sua azienda Mondadori (cosa c'entra una casa editrice con il gioco d'azzardo?), si è buttato sul gioco d'azzardo che fornisce guadagni enormi senza alcun rischio, senza generare posti di lavoro, senza produzione, senza ricerca, ma solo un trasferimento di modeste somme dalle tasche individuali degli italiani, ma gravanti su una miriade di giocatori, alle tasche ben protette dei complici del potere. È la perversa logica del liberismo: spalmare grandi somme su grandi numeri di cittadini, in modo da riservare grandi somme di utili su piccoli, ma selezionati, componenti la casta dei profittatori.

Ribadisco che tale favoritismo riservato agli speculatori, avviene in perdita per le casse dello Stato, in quanto quegli 80 miliardi di euro hanno prodotto ben poco di tasse per lo Stato, ma avrebbero prodotto molto di più in IVA, con successiva IRPEF, servendo anche a stanare i grandi evasori fiscali.

Quando si comincia con una campagna contro il gioco d'azzardo, in modo che venga abolito su tutto il territorio nazionale? Monti faccia un po' di conti e aiuti l'Italia a liberarsi di questa ulteriore e gravissima patologia.

 

Rosario Amico Roxas



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