Prodotti e confezioni [08-20]
Vetrina/ R. Malini e P. Garofalo, A Simone
(foto di Patrizia Garofalo)
(foto di Patrizia Garofalo) 
07 Febbraio 2012
 

Simone, giovane studente torinese, mi ha scritto una mail: «Oggi pomeriggio qui a Torino parteciperò al Gay Pride. Essere gay, per un ragazzo come me, è molto difficile ed è ancor più difficile essere gay ed essere cristiano. Quando ascolto la messa, sembra che la Bibbia sia stata scritta contro di noi. Dammi un po’ di coraggio…»

Gli ho risposto con una poesia.

 

 

Cenacolo gay

 

Gesù ha i capelli lunghi

e un’espressione dolce.

 

Il banchetto è occasione di gioia,

anche se il mondo vuole la sua morte.

 

Quelli che mangiano con lui

lo amano, si amano

e perdonano il mondo.

 

Rendono grazie per il cibo e il vino

pregano per il pane e per la pace.

 

Giovanni guarda l’amato,

i suoi occhi di fanciulla

sono pieni di lacrime.

 

È proprio lui, il più giovane,

il più bello, il più virtuoso,

che porta nel cenacolo il mistero del dolore.

 

Non sono pronto, amore.

Non lasciarmi”

Dice a Gesù.

 

Il divino e l’umano sono nell’aria

come fragranze miste di pane e vino.

Il destino di Adonai e Dionysos

si compie.

 

Chi resta sono undici uomini stanchi,

un ragazzo che non sorriderà mai più

e tredici calici vuoti

 

Roberto Malini

 

 

 

I figli del mio ventre

 

Ed ora che ti ho sentito,

adesso sì che posso piangere,

e vedere nei tuoi occhi

tutti i figli del mio ventre,

voluti,

amati,

cercati e,

qualche volta persi.

Ravvio i capelli non per pettinarti

ma per stringerti forte

la testa sul mio seno.

Inghiotto il tuo sorriso

bagnato, pulito, mio,

nostro… Simone.

 

Patrizia Garofalo


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