Diario di bordo
Matteo Mainardi. Se internet libera il sesso
02 Febbraio 2012
 

Il nesso può apparire fragile ad un primo fugace sguardo ma la scoperta della sessualità – non ultima della propria sessualità – attraverso la rete riveste un ruolo non minimale. Dai social network ai forum di dibattito, dai magazine specializzati online ai blog personali, dal porno di gratuito accesso ai siti di incontri, tutto ha portato inevitabilmente ad un impatto ed uno scontro con la sessuofobia italiana.

Sempre più spesso basta un coming-out online per innescare una catena di persone che si tolgono la maschera di dosso e si mostrano per quello che sono veramente, senza nessuna ingiustificata vergogna: il gay, la lesbica, la persona bisessuale, quella persona che si prostituisce il venerdì sera o che fa filmini porno amatoriali non si nasconde più, ma sempre più spesso esce allo scoperto grazie ad una rete di contatti che si sono precedentemente “liberati”. Contatti che messi in rete producono opinione, sensibilizzano e si mostrano per quello che sono: persone come te.

Qualche gerarchia ecclesiastica grida allo scandalo della “depravazione”, qualche perbenista si copre gli occhi con la mano ma spia tra le dita. Ma nel frattempo, pian piano, gli italiani si liberano dai pregiudizi cambiando idea sulla prostituzione, sull'industria del porno, sul mondo LGBTI.

Negli anni '70 ci fu il FUORI! a spezzare in parte la paura dei torinesi nei confronti della “trasparenza sessuale”. Angelo Pezzana, in un editoriale sul primo numero della rivista dell'associazione scriveva: «Noi oggi rifiutiamo quelli che parlano per noi. [...] Per la prima volta degli omosessuali parlano ad altri omosessuali. Apertamente, con orgoglio, si dichiarano tali. Per la prima volta l'omosessuale entra sulla scena da protagonista, gestisce in prima persona la sua storia [...]. Il grande risveglio degli omosessuali è cominciato. E' toccato a tanti altri prima di noi, ebrei, neri (ricordate?), ora tocca a noi. Ed il risveglio sarà immediato, contagioso, bellissimo».

Siamo nel 2012 e quelle parole potrebbero benissimo ripetersi per la rivoluzione che internet sta producendo. La sessualità si sta liberando, le paure si stanno spegnendo. Con orgoglio ognuno esce allo scoperto e rivendica la propria storia uccidendo la sessuofobia e l'omofobia. Gli italiani sono sempre meno spaventati dal sesso e dalle sue frange grazie alle piazze multimediali dove sul sesso si scherza, si dibatte, si chiedono consigli.

Facendo una passeggiata tra i forum si possono trovare tantissime domande sul tema. Dalle più banali “fa male masturbarsi?”, “cos'è il petting?” a quelle più complicate del tipo “ho 18 anni e non riesco a mantenere l'erezione. Da che medico devo andare?”, “datemi consiglio per dire a mio padre che sono lesbica”.

Sarà internet a cantare il requiem alla sessuofobia?

 

Matteo Mainardi

(da Notizie Radicali, 2 febbraio 2012)


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