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Sulla poesia/ “Voci nella notte” (2005) 
Intervista di Andrea Margiotta, conduttore del programma sulla poesia contemporanea in onda su RaiDue – Prima parte
Sant
Sant'Apollonia, porta 1 (foto Erveda Sansi) 
01 Novembre 2011
 

La poesia negli ultimi tempi sembra essere tornata “in auge”. I grandi autori classici sono stati riproposti in versione economica da la Repubblica e Corriere della Sera, in rete si possono trovare decine e decine di siti letterari, concorsi di ogni genere e c’è in tutt’Italia un fiorire di riviste specializzate. Non sempre però, a mio avviso, ai poeti esordienti viene concesso uno spazio di qualità, che nobiliti la poesia e che susciti l’interesse verso una sana lettura.

Case editrici capaci di investire sugli scrittori emergenti a costo zero per gli autori sono quasi introvabili. In televisione assistiamo troppo spesso ad una “guerra di audience” su programmi che di culturale hanno veramente ben poco. È difficile quindi, anche per coloro che ne avrebbero le intenzioni e le possibilità, andare controcorrente e portare avanti progetti “coraggiosi”, ad esempio legati alla diffusione e alla valorizzazione della poesia.

Chi ha osato proporre ed è andato in onda con un programma sulla poesia su RaiDue è stato il poeta e sceneggiatore Andrea Margiotta, che ha scritto e condotto la rubrica “Voci nella notte”. La prima puntata è stata trasmessa domenica 24 ottobre con un’ora dedicata a Mario Luzi, neoproclamato senatore a vita “per aver illustrato la Patria con altissimi meriti nel campo letterario ed artistico”, come ha affermato il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Per conoscere Andrea Margiotta, i suoi percorsi, il suo pensiero sulla poesia proponiamo qui di seguito al prima parte dell’interessante intervista che con molta disponibilità mi ha rilasciato di recente.

 

Lei è poeta, conduttore, sceneggiatore. Come si è avvicinato alla poesia?

Durante l’adolescenza, leggevo molti libri: capitava spesso che, invece di uscire con la ragazzina di turno che mi cercava, preferissi finire il libro di qualche autore, penso per esempio a Maupassant o a tanti altri che leggevo in quel periodo… Avevo un’immaginazione e una fantasia fertili e inquiete… Naturalmente, vivevo anche la mia vita di adolescente, quindi molte feste, molte scorribande notturne soprattutto d’estate, molte discoteche e il tennis… A quell’epoca scrivevo soprattutto belle canzoni… Però il vero contatto elettrico con la poesia lo ebbi intorno ai diciott’anni dopo un incontro con il poeta Davide Rondoni che resta, ancora oggi, uno dei miei migliori amici… Poi vinsi un premio di poesia dell’Università di Bologna, pubblicai alcuni testi sulla rivista letteraria ClanDestino nel ‘91 e nel ‘94 e un libro nel 2000, Diario tra due estati (Edizioni L’Obliquo, Brescia, prefazione di Fernando Bandini), con il quale vinsi un premio di grande qualità, il Premio Città di Borgomanero, per la poesia d’amore… E fui tra i principali segnalati nell’edizione 2001 del Premio Internazionale Eugenio Montale… Ho vissuto anche lunghi periodi a Firenze incontrando spesso Mario Luzi e qualche volta Piero Bigongiari… A Roma frequento soprattutto Claudio Damiani

Le trasmissioni come la sua “Voci nella notte” sono, a mio avviso, molto coraggiose, considerando il livello qualitativo generale del panorama televisivo attuale. Ricordo un’altra trasmissione sulla poesia, che seguivo con interesse, condotta alcuni anni fa da Dacia Maraini. Come le è venuta l’idea di proporre una trasmissione sulla poesia e quali sono gli obiettivi che si prefigge?

Sono d’accordo con lei: trasmissioni come la mia sono coraggiose ma chi dovrebbe avere più coraggio sono soprattutto i dirigenti Rai… Credo che sia ora di interrogarsi sulla funzione reale del servizio pubblico senza rincorrere a tutti i costi i dati d’ascolto come una rete privata… Ad ogni modo, la trasmissione sta andando bene anche come ascolti… Una puntata ha fatto addirittura il 18% di share, e non è poco… L’idea mi è venuta perché sono un poeta e amo la poesia… L’obiettivo era solo quello di dare un buon servizio nonostante certe carenze tecniche… Ringrazio la Rai e spero che l’esperienza possa continuare.

Ritiene che sia d’interesse una trasmissione radiofonica sulla poesia?

Le trasmissioni radiofoniche sulla poesia sono importantissime: la radio è un mezzo molto più ascoltato di quel che si pensi… Ci sono state belle trasmissioni sulla poesia, penso per esempio a quella di Emanuele Trevi e a un’altra precedente… Anzi, spero che me ne venga proposta una.

Come valuta l’operazione del Corriere della Sera e della Repubblica sulla diffusione dei libri di poesia d’autore?

Le operazioni di Corriere e Repubblica sono validissime… Però la stampa, in particolare la grande stampa, dovrebbe fare molto di più che limitarsi a queste che, pur essendo meritorie, nascono come idee di marketing strategico… La stampa dovrebbe attenta alla “galassia” poesia e non solo pubblicare le notizie di una vicenda giudiziaria penosa intorno al Premio Montale o che un grande poeta come Luzi venga nominato senatore a vita… Altrimenti si continuerà a creare e ad alimentare una cultura del “cotto e mangiato”, dell’usa e getta, dell’effimero. (1. segue)

 

Paola Mara De Maestri

(dalla Bottega letteraria” n. 19'l Gazetin, gennaio 2005
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