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AIMC. Ancora tagli alla scuola
19 Maggio 2011
 

Ancora una volta, tagli pesanti alle risorse di personale si riversano sulla scuola, minandone l’organizzazione, l’offerta formativa, il dialogo progettuale con il territorio e, di conseguenza, il suo stesso valore istituzionale.

Quella che può sembrare una necessaria e inevitabile manovra economica di contenimento della spesa pubblica si sta configurando, nelle aule delle istituzioni scolastiche, come una situazione di emergenza. A fronte di una sempre maggiore complessità delle classi e delle difficoltà di tipo educativo e/o relazionale, si risponde con dati statistici e con raffronti nazionali e internazionali non sempre adeguatamente contestualizzati, nascondendo il grosso disagio delle comunità professionali che vedono frammentate le proposte educative a causa di orari rigidi e compressi, poco rispettosi dei tempi di apprendimento e dei ritmi di crescita di ciascun alunno.

Una comunità in grado di riconoscere gli innumerevoli bisogni delle giovani generazioni e di progettare i propri interventi per lo sviluppo di una cittadinanza sempre più consapevole, responsabile e aperta alla globalità del mondo non può condividere scelte che riducono prospettive di crescita culturale e sociale e accentuano la lontananza della scuola dai reali problemi presenti e futuri.

 

È tempo di verifiche e di valutazioni delle azioni messe in campo. L’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC), associazione professionale di docenti e dirigenti, avverte l’esigenza, a distanza di tre anni dalla riorganizzazione della rete scolastica e dalla razionalizzazione delle risorse umane, di dare avvio a un serio e puntuale monitoraggio di ciò che sta accadendo, che chiami in causa il Ministero, le Regioni e tutti quegli interlocutori istituzionali che hanno e avranno peso nella governance territoriale. Si teme, infatti, che nel rapporto Stato/Regioni sulla materia concorrente non vi sia un piano di condivisione e di progettualità. Ne è dimostrazione il procedere per piccoli passi e per frammenti: da una parte il ricorso delle singole Regioni alla Corte Costituzionale su questa o quella situazione al fine di abrogare aspetti della normativa, dall’altra l’operazione del federalismo fiscale che apre la questione dei livelli minimi di prestazione del servizio nazionale. Tale modalità rischia di minare il sistema di istruzione e formazione, producendo incongruenze e contrasti.

 

È tempo di porre mano alle modalità di attribuzione del personale. È urgente realizzare un’approfondita riflessione sui parametri con i quali costituire un organico funzionale d’istituto, capace di garantire alle scuole un livello accettabile di stabilità organizzativa e progettuale, mediante l’assegnazione di risorse che prenda in carico, oltre al tempo frontale curricolare, anche indici di progettazione scolastica e di complessità delle differenti realtà territoriali, valorizzando l’autonomia delle singole scuole.

 

È tempo di affrontare le problematiche della scuola. Occorre dare voce ai professionisti di scuola, alle loro istanze e proposte per il bene della scuola tutta.

 

La presidenza nazionale Aimc

Roma, 12 maggio 2011


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