OblÚ cubano
I poveri, la tessera del razionamento e il lavoro privato 
Fidel Castro lascerebbe il posto di Segretario del PCC
03 Marzo 2011
 

I consumatori temono di dover pagare prezzi esorbitanti quando sarà eliminata la tessera del razionamento

 

 

Brutte notizie inarrivo da Cuba. Si lamentano le persone che dispongono di bassi redditi, i lavoratori privati e persino il governo.

Il processo di riforma in senso privato del sistema lavorativo cubano non si potrà compiere prima della fine di marzo, ma non è questo il problema più grave. Tra le riforme si parla di avvicendare mezzo milione di dipendenti statali, di alzare i prezzi dei generi di prima necessità e soprattutto di liberalizzare (eliminare la vendita razionata) i prodotti che fino a oggi venivano venduti a prezzi sovvenzionati.

Alejandro Tur Valladares, giornalista indipendente di Cienfuegos, informa che la vendita libera di alimenti che tradizionalmente si potevano ottenere con la famosa libreta, preoccupa i consumatori che dispongono di un reddito basso. Sono apparsi sul mercato prodotti come pasta dentifricia, piccole confezioni di caffè macinato, piselli e zucchero in grani, ma venduti a prezzi esorbitanti. Il riso costa 5 pesos per libbra, lo zucchero 8 pesos. I consumatori cubani non possono permettersi di pagare queste cifre disponendo degli attuali stipendi. Per questo esiste un diffuso timore intorno alle insistenti voci di una prossima eliminazione della tessera del razionamento alimentare.

Al tempo stesso, da Santa Clara giunge notizia di lavoratori privati vessati da multe e controlli. Gli ispettori esigono le fatture delle materie prime che i piccoli imprenditori utilizzano per l’elaborazione dei prodotti. Il giornalista indipendente Joel Espinosa Medrano afferma che spesso la richiesta è assurda, perché i centri statali che forniscono le materie prime non rilasciano ricevute di acquisto.

Intanto la Prava ha diffuso una notizia interessante che potrebbe cambiare la geografia del potere cubano per i prossimi anni. Fidel Castro lascerebbe la carica di Segretario del Partito Comunista Cubano nelle mani del fratello Raúl. In ogni caso Fidel resterebbe come voce fuori campo, nel solito ruolo di opinionista autorevole sul periodico Granma e nessuno potrebbe togliergli il simbolico posto di Padre della Patria. Al tempo stesso, Raúl potrebbe sentirsi più libero nel continuare sulla strada delle riforme intraprese.

 

Gordiano Lupi


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