Minori condannati ad andare a messa. Se il giudice si crede Savonarola
21 Febbraio 2011
 

La notizia davvero singolare che si apprende dalla stampa nazionale di qualche giorno fa, secondo cui due ragazzi di 15 e 16 anni di Bassano del Grappa accusati di rapina ed estorsione nei confronti di alcuni coetanei sono stati condannati dal tribunale dei Minori di Mestre non solo a fare volontariato, ma anche ad andare a messa tutte le domeniche, e ad ottenere ottimi voti a scuola, crea di certo sbigottimento anche tra i cattolici che maggiormente seguono i dogmi religiosi, ma ciò che più sgomenta è il fatto che tale condanna sia con tutta probabilità anche illegittima, dato che nessuna norma lo prevede.

Inutile dire come, chi - come la sottoscritta - ritiene che laicità e libertà religiosa debbano informare ogni aspetto del rapporto tra cittadino e Stato, avverta questo fatto come un tentativo degno dei peggiori esempi da stato etico, teocratico e paternalistico, che si potessero tentare da parte dell'esercizio del potere giudiziario. Roba da Savonarola, che tutti i cittadini, cattolici per primi, dovrebbero fuggire con paura e sdegno. Insieme al collega Perduca, ho rivolto oggi un'interrogazione al Ministro della Giustizia, per sapere se non intenda verificare la regolarità di tale sentenza.

 

Donatella Poretti

 

Qui il testo dell'interrogazione


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