Diario di bordo
Sondrio. Una sanatoria fuori dal… Comune! 
(Errare umanum est, perseverare autem diabolicum)
IL DOCUMENTO
IL DOCUMENTO 
28 Ottobre 2010
 

IL CONTESTO

Ci occupiamo di quello che è passato alla cronaca come “Caso Ronchi”. Ronchi è una frazione di Sondrio.

Lina Della Marianna, classe 1917, viveva serena gli ultimi anni della sua esistenza quando, nel 2000, si è imbattuta in questa brutta vicenda che l’ha confinata nell’amarezza, nel disgusto, nella rabbia, sino alla scomparsa avvenuta nel settembre 2008.

Una parte della sua proprietà, costata in tempi lontani decenni di duro lavoro e sacrifici, viene invasa dal vicino che da poco aveva acquistato l’appezzamento confinante e che, all’insaputa dell’ignara vittima, estirpa le viti, distrugge i muretti, sbanca il terreno, modifica i confini e vi costruisce manufatti a gradoni con basamento in calcestruzzo di circa 73 mq.

Il Comune di Sondrio per il tramite dei suoi tecnici, responsabili e dirigenti intervenuti, concederà il 10/02/2004 la sanatoria per l’opera abusiva realizzata in massima parte sul terreno dell’anziana, sulla base di un progetto falso (come da perizia della Procura) dell’Arch. Elio Della Patrona (falso addirittura rispetto ai precedenti rilievi dello stesso progettista), allora Presidente della Commissione Urbanistica del Comune, sebbene l’incaricato della Procura avesse depositato il 12/12/2003 la perizia che accertava essere il manufatto per circa ¾ sull’altrui proprietà. Ancora oggi il Comune persevera… difendendo strenuamente l’abuso davanti a TAR e Consiglio di Stato, contro la vittima.

Il documento che proponiamo presenta quella sottile, trasparente, intrinseca comicità che ne fa cosa rara, nel panorama noioso della produzione burocratica; possiamo essere certi che il suo estensore (stipendio 2008: € 103.875) ne andrà fiero ancor oggi.

 

IL FATTO

Con l’appropriato e forbito linguaggio di chi mastica leggi già dalla prima colazione il nostro Dirigente Reggente espone la granitica certezza (rara invero in materia urbanistica): «Tuttavia da un’attenta analisi delle disposizioni di legge vigente contenute nel…. Testo Unico dell’Edilizia risulta in modo inequivocabile che la sanatoria può essere ottenuta sia dal responsabile dell’abuso che dall’attuale proprietario dell’immobile. Poiché i Sigg. Giacomelli/Baggini sono i responsabili dell’abuso commesso e già sanzionato come sopraindicato, hanno pertanto titolo a chiedere e ottenere la sanatoria».

 

IL COMMENTO

Prendendo 100 persone a caso e sottoponendo loro la vicenda avremmo 99 risposte: “Eh, non ci casco… siamo su Scherzi a parte”; il solito ingenuo potrebbe invece rispondere: “Davvero esiste un caso simile? Be'… è ovvio che non si può dare la sanatoria per un’opera costruita sul terreno altrui”.

Per ragioni di spazio, chiudiamo con alcune brevi, superflue, persino stupide considerazioni:

- quando le norme citano il responsabile dell’abuso non si riferiscono certo a chi, oltre alla violazione edilizia ha commesso azioni, (invasione, danneggiamento, trasformazione e occupazione dell’altrui terreno) che il codice penale identifica tutte tra le ipotesi di reato;

- l’opera deve essere conforme alle norme edilizie/urbanistiche sia all’epoca della costruzione che all’epoca della domanda di sanatoria: qui non c’è alcuna conformità, insistendo sulla proprietà altrui;

- il “Responsabile Reggente” doveva fare quello che, a fronte di una denuncia di abuso edilizio, la legge gli impone: disporre quei semplicissimi accertamenti tecnici sui confini (che con un banale misuratore laser qualsiasi geometra è in grado di compiere) e sul progetto (falso) presentato o, quantomeno, poteva leggere la perizia della Procura.

 

Giuliano Ghilotti

CARTA CANTA Rassegna di orrori documentali”

(da 'l Gazetin, ottobre 2009)


TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - R.O.C. N. 7205 I. 5510 - ISSN 1124-1276