Oblò cubano
Gordiano Lupi. Fariñas candidato favorito al Premio Sacharov 
Huber Matos prevede un cambiamento a Cuba
20 Ottobre 2010
 

La prima buona notizia proviene da Cuba. Il dissidente Guillermo Fariñas è uno dei tre finalisti al “Premio Sacharov per la Libertà di Coscienza”, assegnato dal Parlamento Europeo ai difensori dei diritti umani, delle minoranze e della democrazia. Secondo fonti parlamentari, la candidatura di Fariñas è stata la più votata dagli eurodeputati delle commissioni Affari Esteri e Sviluppo. Gli altri due finalisti sono l’organizzazione non governativa israeliana Rompendo il Silenzio e l’etiope Birtukan Mideksa. Se il premio fosse assegnato a Fariñas, sarebbe la terza volta che il Parlamento Europeo conferisce il Sacharov all’opposizione cubana, dopo i premi attribuiti a Oswaldo Payá (2002) e alle Dame in Bianco (2005).

La seconda buona notizia viene da Miami e ce la portano alcune frasi di Huber Matos (foto) - ex Comandante dell’Esercito Ribelle condannato a vent’anni di galera da Fidel Castro per non aver condiviso la scelta comunista - un uomo che non parla mai a sproposito.

«Con la scarcerazione dei prigionieri politici cubani si apre una nuova tappa dinamica per coloro che attendono un cambiamento sull’isola», ha detto Matos durante un’intervista rilasciata all’agenzia stampa francese AFP. «Una serie di fatti e di circostanze hanno obbligato il governo cubano a questo cambiamento di politica: la morte del prigioniero politico Orlando Zapata Tamayo, le marce delle Dame in Bianco, - specialmente quelle di Reyna Luisa, la madre di Zapata Tamayo - e lo sciopero della fame condotta dall’oppositore Guillermo Fariñas. A tutto questo va aggiunta la pressione internazionale e l’influenza che adesso hanno i mezzi elettronici nel mostrare questa situazione al mondo», ha aggiunto.

Huber Matos ha 91 anni e si considera il primo prigioniero politico del regime castrista. «L’esilio è molto duro, ma è anche un combustibile interiore per l’attivismo», ha dichiarato. Matos è uscito dalle galere castriste nel 1979, ma ancora oggi soffre le conseguenze di vent’anni di reclusione, perché «in ogni momento della giornata tornano alla memoria immagini orribili del carcere, ricordi che non si possono cancellare ma si portano dentro fino alla morte». Le sue ultime parole fanno ben sperare per il futuro di Cuba: «Sono certo che sarò presente al cambiamento politico. Questa è la sola cosa che mi fa vivere».

 

Gordiano Lupi


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