Oblò cubano
Cuba. In libertà alcuni prigionieri politici 
Liberato anche Pablo Pacheco, autore di “Voce tra le sbarre”
09 Luglio 2010
 

Yoani sanchez e Oswaldo Payà salutano con soddisfazione l'annuncio della Chiesa sulla liberazione dei prigionieri politici

 

Il Coordinatore nazionale del Movimento Cristiano di liberazione, Oswaldo Payá Sardiñas, e la blogger Yoani Sánchez, hanno ricevuto con soddisfazione l'annuncio della liberazione dei prigionieri politici del Gruppo dei 75, che furono incarcerati nella Primavera Nera del 2003.

Payá ha detto: «Ci fa piacere che il governo di Cuba metta in libertà questi prigionieri, ma deve farlo senza condizioni, in maniera tale che possano decidere liberamente sul loro futuro. Questo deve essere il primo passo per arrivare alla liberazione di tutti i prigionieri politici e per dare inizio a una vera politica di cambiamenti che tutto il popolo chiede».

Secondo il vincitore del “Premio Sájarov”, creatore del “Progetto Varela” per la democratizzazione di Cuba, le Damas de Blanco e la Chiesa Cattolica sono stati due elementi fondamentali per arrivare a queste liberazioni.

Anche la nota blogger, Yoani Sánchez, ha sottolineato l'importanza delle Damas de Blanco e di tuTti gli oppositori che hanno rischiato e persino dato la loro vita per il rispetto dei diritti umani a Cuba.

«Vale la pena ricordare che gli eroi di questa giornata, le persone che hanno ottenuto queste liberazioni sono le Damas de Blanco, Coco Fariñas con il suo sciopero della fame, e purtroppo ha contribuito molto anche la disgraziata morte di Orlando Zapata Tamayo», ha detto Yoani.

Al tempo stesso ha ricordato che l'apparato repressivo di Raúl Castro è ancora intatto e continua a essere una minaccia per la piena libertà.

«Fino a quando Raúl Castro non dichiarerà pubblicamente che a Cuba non verrà più penalizzato chi esprime un'idea diversa da quella del governo, ci troveremo sempre nella stessa situazione», ha concluso.

 

 

I primi prigionieri liberati e trasferiti

Liberato Pablo Pacheco, autore di “Voz tras las rejas”!

 

L'Arcivescovo dell'Avana ha annunciato l'identità dei 5 prigionieri politici che saranno prossimamente liberati; e di altri sei che saranno trasferiti, nelle prossime ore, in carceri più vicini alle residenze dei loro familiari.

I liberati sono: Antonio Villareal Acosta, Lester González Pent, Luis Milán Fernández, José Luis García Paneque e Pablo Pacheco Ávila. Tutti membri del Gruppo dei 75 e se ne andranno in Spagna.

Sono tutti nomi di spicco della dissidenza, ma Pablo Pacheco Ávila è noto come gestore del blog Voz tras las rejas, che veniva dettato per telefono a Yoani Sanchez, la quale si incaricava di spedire i messaggi ai gestori del sito. Abbiamo spesso tradotto i suoi racconti sulla vita carceraria e sulla situazione della mancanza di diritti a Cuba per la rivista telematica Tellusfolio, con la collaborazione di Barbara La Torre e Francesca Desogus.

Per quel che riguarda i prigionieri trasferiti ecco i nomi: Nelson Molinet, da Pinar del Río a Ciudad de La Habana; Claro Sánchez Altarriba, da Camagüey a Santiago de Cuba; José Daniel Ferrer García, da Las Tunas a Santiago de Cuba; Marcelo Manuel Cano Rodríguez, da Cienfuegos a Ciudad de La Habana; Ángel Juan Moya Acosta, da La Habana a Matanzas e Luis Enrique Ferrer García, da Santiago de Cuba a Las Tunas.

Ricordiamo che i prigionieri trasferiti e non liberati sono persone detenute soltanto per aver espresso le loro idee. Pare evidente che è stato fatto solo il primo passo e che il successivo deve essere la liberazione totale dei prigionieri politici e la depenalizzazione delle divergenze ideologiche.

 

Gordiano Lupi


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