Pianeta jazz e satelliti
I Festival dell'Estate: gratis o a pagamento?
22 Giugno 2010
 

Arriva l'estate e con essa una ventata di concerti e festivals che impazzeranno in moltissimi borghi e città della penisola, dall'Alto Adige alla Sicilia. L'offerta è quanto mai variegata, si va dalle realtà storiche a quelle che sono in via di consolidamento fino a serate ed iniziative che durano lo spazio di una stagione. Anche l'aspetto economico è significativo ed importante: la maggior parte dei festival è ovviamente a pagamento, ma non mancano iniziative di segno opposto.

Personalmente sono contrario ai festival gratuiti, soprattutto se tenuti nelle piazze principali. Il traffico di persone interessate a tutto fuorché alla musica è tale da scoraggiare e disturbare coloro che invece sono accorsi per ascoltare. Esempio eclatante è Estival Jazz a Lugano: una piazza bellissima, ma per ascoltare musica bisogna avere un udito da pipistrello ed una tolleranza da monaco buddista. Rumori di piatti e bicchieri provenienti dai ristoranti attigui, gente che chiacchiera ad alta voce con sommo disprezzo verso musicisti e spettatori: sconsiglio caldamente chiunque dal provarci, ma il mio invito è comunque superfluo perché se poi si va a vedere il programma anche per quest'anno cadono i motivi per andare a Lugano.

D'altro canto ci sono invece iniziative gratuite che mantenendo lo spirito originale, cioè un programma rigoroso dal quale è bandita ogni tentazione pop, riescono a convivere senza grossi problemi con il movimento della piazza. Penso a Monza ed al festival Brianza Open, oppure ai molti concerti del Clusone Jazz prima delle serate finali. Sicuramente un biglietto anche ad un costo contenuto, scoraggia maleducati, curiosi e traffici più o meno leciti intorno alla piazza.

Diverso invece il discorso riguardante il concerto di richiamo. E qui si apre un capitolo difficile: leggo di prezzi che non hanno riscontro con la realtà, ne quella economica del nostro martoriato paese, ne quella più propriamente artistica. Ma se pagare più di 60 euro per Mario Biondi (Milano Jazzin' Festival) è assolutamente ridicolo per qualsiasi jazzofilo di buon senso, bisognerà pure dire qualcosa anche sui biglietti in vendita per il concerto del Pat Metheny Group alla Villa Reale di Monza. Con una semplice ricerca in rete si scopre che in base al posto e all'agenzia di vendita il prezzo per chi vuole prenotare in rete va dai 60 ai 190 euro. Credo che il cachet di Pat abbia poca relazione con il prezzo, il sospetto più che fondato è che qualcuno ci stia ricavando una sensazionale crestina.

Da appassionato me ne guarderò bene dal partecipare a concerti dai prezzi da top-manager e spero che lo stesso faccia la maggioranza dei milanesi. La cultura, musicale e non, non può essere un lusso appannaggio solo delle classi abbienti.

 

Roberto Dell'Ava


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