Cinema anni 70 & 80
Il ras del quartiere (1983)  
Abatantuono e la fine del terrunciello
27 Maggio 2010
 

Regia di Carlo Vanzina. Soggetto e sceneggiatura: Carlo Vanzina, Enrico Vanzina e Diego Abatantuono. Fotografia: Luigi Kuveiller. Montaggio: Raimondo Crociani. Musiche: I Goblin con canzoni per i titoli di testa della PFM. Produce: Paolo Infascelli per I.I.F. e Ypsilon Cinematografica. Distribuzione: I.I.F. e D.L.F.. Interpreti: Diego Abatantuono, Lino Troisi, Isabella Ferrari, Gianni Caiafa, Mauro Di Francesco, Lara Naszinsky e Daniel Ronald Stafanow.

 

 

Il ras del quartiere (1983) è un nuovo capitolo del Diego Abatantuono nei panni del terrunciello milanese ciento pe’ ciento, ma molto più fiacco dei precedenti. Il personaggio mostra la corda e per fortuna il primo ad accorgersene è proprio Abatantuono che si trasformerà in attore di ben altro spessore. Adesso che ha lavorato con Pupi Avati e Gabriele Salvatores è tornato a rivestire i panni del terrunciello, per alcune operazioni nostalgia abbastanza riuscite. Il ras del quartiere segue a breve distanza Attila di Castellano e Pipolo, film disastroso ma che si vede volentieri come mito del trash. Non ha un grande successo anche perché viene distribuito poco e male, la storia vorrebbe essere una sorta di giallo-comico condito con la solita comicità surreale di Abatantuono. Si comincia con il bancario Lino Troisi (pessimo attore cinematografico) che cerca la figlia perduta e incarica Diego - un teppista dal cuore d’oro - di compiere il lavoro. Il nostro terrunciello avverte i numerosi fan sin dalle frasi di presentazione: “Salve, animali! Sono tornato, più spietato di Rambo! Più tosto dei tosti!”. Accoglie un disperato Lino Troisi con una frase che è tutto un programma: “Cosa ci fai a quest’ora di notte vestito come Pippo Baudo?”. Abatantuono è un piccolo ras del quartiere, un teppista da quattro soldi che in una riuscita gag verbale si definisce così: “So’ Ras del quartiere, no? cioè Ras da Rasta, no da pederasta, da rasta tipo Bommallo, Pitottòsh, capito?”. La figlia perduta è la bellissima Isabella Ferrari, biondissimo mito femminile per quindicenni in calore che accorrevano al cinema solo per vedere i suoi occhi azzurri e il suo sorriso sensuale. Isabella è scappata di casa per andare a unirsi alla banda rivale del teppista Abatantuono. Il Ras non vorrebbe accettare l’incarico di ritrovare la ragazza, ma i problemi finanziari e soprattutto un debito da pagare a Orson, il capo della Banda rivale, lo spingono ad accettare una ricompensa di tre milioni e mezzo di lire. Immancabile l’ottima spalla Mauro Di Francesco che lo aiuta nella ricerca e che per citare l’originale di riferimento si fa chiamare Jena come Kurt Russell in 1997: fuga da New York.

Il ras del quartiere vorrebbe essere una versione comica del genere warrior lanciato negli Stati Uniti sulla falsariga ironica de I guerrieri della notte, 1997: fuga da New York. La pellicola è scadente, ma la musica dei Goblin e le canzoni per i titoli di testa della PFM valgono ancora oggi visione e ascolto.

L’insuccesso della pellicola significava che il pubblico era stanco del ripetitivo personaggio interpretato da Abatantuono, già punito al botteghino con Attila flagello di Dio (1982). L’attore milanese si ripresenterà al pubblico nel cast di Regalo di Natale (1986) diretto da Pupi Avati e darà il via a una seconda giovinezza da vero attore di prosa.

 

Gordiano Lupi


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