Diario di bordo
Valter Vecellio. La situazione... 
Ore 22:30, “Anno Zero”: ecco la descrizione del “regime”, della Peste italiana. Su “La Stampa” invece...
19 Febbraio 2010
   

Segniamoci data e ora: 18 febbraio, ore 22:30. Va in onda “Anno zero”. Interviene un giornalista de Il Fatto, Peter Gomez (foto). Si parla dell’“Affaire Bertolaso”, di quello che sta venendo fuori a partire dall’inchiesta sugli appalti per il g8 della Maddalena poi dirottato a L’Aquila sconvolta dal terremoto. Dice Peter Gomez che era tutto noto, conosciuto, nomi, cognomi, fatti e quant’altro; e che Bertolaso non può dire di non sapere: perché nel dicembre del 2008 il settimanale L’Espresso aveva pubblicato una dettagliata inchiesta di Claudio Gatti. E aggiunge: non solo; il settimanale pubblica, e solo i parlamentari radicali reagiscono e presentano un’interrogazione. Conclusione di Gomez: accade quello che accade perché sì, c’è al potere qualcuno che si sente al di sopra di tutto, e di tutto crede di potersi permettere; ma soprattutto perché non c’è un’opposizione che controlla e denuncia; perché l’opposizione molto spesso è collusa con chi è al potere; perché, questo lo dico io, di radicali ce ne sono pochi, e quei pochi fanno tanto, ma non ce la fanno da soli a fare tutto. Insomma, grazie a Gomez con poche, semplici parole, ecco la parabola del regime, il paradigma della peste italiana.

 

Piccola consolazione. Sempre ieri La Stampa con Fabio Martini dedica una buona mezza pagina del giornale ai radicali. Titolo: “Bonino candidata, i radicali ora fanno campagna in silenzio”. Più che in silenzio, silenziati, perché se avessero la possibilità di comunicare di cose da dire e far sapere ne avrebbero. Martini viene alla sede romana dei radicali, una trentina di stanze dice, sono la metà ma non importa; zigzagando accede nel salone, a dire il vero una volta entrati basta andare a sinistra senza troppi zig-zag, pochi passi e si arriva, ma poco importa. Sente odor di fumo, e questo significa che Pannella è nei dintorni perché certi toscanelli li fuma solo lui, ma per discrezione non lo disturba; vede Sergio Stanzani che parla con qualcuno, dei ragazzi asiatici che stanno facendo qualcosa e via così. Va tutto bene, però... Pannella in digiuno, e per quale motivo? Non una parola. Rita Bernardini e Irene Testa in sciopero della fame, e per quale motivo? Non una parola. La questione della raccolta delle firme per poter presentare le liste Bonino-Pannella, con tutti i problemi che la cosa comporta, e comporta solo ai radicali? Non una parola. Pannella che domenica scorsa nella conversazione con Massimo Bordin a Radio Radicale che pone la questione – anche a noi radicali – della non democrazia in cui è precipitato questo paese, del fatto che gli abusi, le irregolarità, le illegalità sono arrivate a un punto tale che neppure ci può presentare alle elezioni che sono diventate anche quelle cosa loro, l’appello al presidente della Repubblica Napolitano, la questione di una possibile rinuncia della cittadinanza italiana e chiedere asilo politico ad altri Stati dell’Unione Europea, sostenendo che vi sono momenti nei quali accettare violenze delle istituzioni contro la loro stessa legalità, realizzerebbe non solo l’assistere inerti alla messa a morte della civiltà di un paese, ma diverrebbe vera e propria complicità in quella azione criminale, di competenza dell’ordinamento giurisdizionale internazionale e comunitario; di tutto questo: non una parola. E non una parola sulla “peste italiana”, sull’analisi radicale del regime. Una mezza pagina de La Stampa di cosiddetto colore, scritto bene e che non dice e spiega nulla. Questa la situazione, questi i fatti.

 

Valter Vecellio

(da Notizie radicali, 19 febbraio 2010)


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