Immigrazione. La Polizia di Milano si comporta come un gruppo di paramilitari sudamericani? 
Presentata interrogazione al Ministro Maroni dai senatori Perduca e Poretti
17 Febbraio 2010
   

Un'inchiesta contenuta nel volume in pubblicazione “Il libro nero della Sicurezza”, un dossier sullo stato del comparto Sicurezza in Italia realizzato da Fabrizio Cassinelli, giornalista dell'Ansa, e che uscirà in settimana nelle librerie, rivela pratiche illegali e basate sul racial profiling da parte della Polizia di Milano. Parlando dei controlli casa per casa agli stranieri, un agente milanese racconta come essi avvenivano: agenti travestiti da operai del gas per entrare nelle case illegalmente, individuazione dei soggetti da controllare sulla base della sola cittadinanza e segnalazioni anonime di qualsiasi genere.

Questo racconto, se confermato, rivela una diffusa cultura dell'illegalità, del disprezzo dello Stato di diritto e dei diritti umani e civili all'interno del Corpo della Polizia di Stato. Si assiste alla violazione di numerosi principi di diritto:

- individuazione dei soggetti da controllare sulla base dell'essere o meno straniero, una pratica nota come “racial profiling” che viola i principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione e da numerosi trattati internazionali;

- controlli e perquisizioni illegali, in quanto gli agenti erano sprovvisti di qualsiasi autorizzazione (flagranza di reato, mandato di perquisizione, etc.). Tanto è vero che per entrare ingannavano le vittime facendosi passare per operai del gas e prospettando una situazione di emergenza (fuga di gas). Dalla violazione di domicilio all'abuso di potere, questo comportamento dimostra assoluto disprezzo per la legge.

Per questo, col senatore Marco Perduca, ho presentato una interrogazione al ministro dell'Interno per sapere cosa intenda fare per:

- accertare i fatti in premessa, e individuare le responsabilità degli agenti di Polizia coinvolti e dei loro superiori;

- per punire gli eventuali abusi e violazioni di legge;

- per evitare che fatti del genere possano ripetersi, anche attraverso corsi di formazione che educhino le forze dell'ordine al rispetto dei diritti civili e costituzionali della persona, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 

Donatella Poretti

 

 

Qui il testo dell'interrogazione


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