News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI La poesia dello sport|di Mauro Raimondi «Ecco lo sport celebrato dai versi di Alberto Figliolia, versi di un autore che conosce il segreto profondo della narrazione; una narrazione che sorprende, illumina, tra tenerezza e saudade». Non ci sono parole migliori di quelle scritte da Darwin Pastorin per inquadrare il bellissimo libro di Alberto Figliolia, Cieli di gloria, recentemente pubblicato dalle Edizioni Il Foglio (12 euro). A tredici anni dal fortunato Una curva nel cielo (Apollo e Dioniso Editori), il giornalista free lance, scrittore, animatore insieme a Silvana Ceruti del laboratorio di scrittura creativa del carcere di Opera, accantona per un momento gli haiku, la poesia civile e metropolitana. E ritorna ad una delle sue tante passioni, lo sport, con una raccolta di vecchie e nuove poesie. Trentatré, in cui celebra altrettanti protagonisti italiani e non delle più svariate discipline come alpinismo (Messner), ginnastica (Jury Chechi), automobilismo (Arcari), ciclismo (Binda e Girardengo, Gimondi e Merckx, Coppi e Bartali), atletica (Bikila, Zàtopek, Mennea…), pugilato (Muhammad Ali, Primo Carnera…). Senza dimenticare l’amata pallacanestro, che l’ha visto anche allenare squadre della periferia milanese “unendo – parole sue – la passione dell’insegnante con i concetti di agonismo, democrazia e solidarietà”. La parte del leone, comunque, la fa il calcio, con i ritratti di campioni che, con la magia dei versi, assumono vesti inedite, si illuminano di squarci di verità insospettabili. Combi diventa così “il padre di tutti i portieri”; Sandro Mazzola ha un dribbling come lo “zigzagare di un fulmine… lo scorgi un attimo e nulla più”; Meazza è il “Balilla, vecchio ragazzo di ricordi in dialetto brillanti e corrosi”; Cruijff assume le sembianze di Gaudì, Rembrandt, van Gogh, Vermeer; il brasiliano Rivelino è un “gatto divino, i tuoi adoratori ardevano allorché palleggiavi a piedi nudi, solo in mezzo al prato, con due nuvole a vagare nel cielo sterminato”. E poi Benito Veleno Lorenzi, Valentino Mazzola, Gigi Meroni, la lunga poesia dedicata all’altrettanto quasi interminabile carriera di Gianni Rivera: “Golden Boy, Mandrogno, Nato a Betlemme, Abatino... In mille modi ti hanno definito, Gianni, ma come si può inquadrare la fantasia? Quali sono i suoi confini?” Per finire con un giocatore forse minore ma che per Figliolia ha rappresentato un vero idolo adolescenziale, l’interista Renato Cappellini: “Rincorrevo i sassi per strada e li calciavo come pensavo solo tu sapessi fare. La tua figurina tenevo perennemente in tasca o attaccata alle bretelle, strano e giocoso residuo di un tempo andato, come un santino, di giallo bordata, per avere sempre il tuo sorriso sullo sfondo azzurro di un cielo lontano”. Ogni poesia è seguita da una scheda che, pur nella sua sintesi, esalta anche le qualità di un narratore sempre fantasioso, spesso divertente, generoso, dal vocabolario ricco e seducente. Per concludere, ripartiamo dall’inizio, dalla prefazione di Pastorin: «Ci voleva un poeta vero, ardente, capace di cesellare parole e ricordi, per mettere in versi quei nomi che ci fanno esaltare, commuovere, recuperare, ancora appassionare: un poeta come Alberto Figliolia. Queste poesie sportive, con ogni protagonista accompagnato da una biografia sentimentale, rappresentano un conforto per la mente e per il cuore, scandiscono il tempo della nostalgia». Saludi. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21682 www. radiorossonera.it|di Mauro Raimondi Da qualche mese, i tifosi rossoneri hanno una radio con cui commentare le partite, discutere di attualità e calcio mercato, rivivere la loro gloriosa storia. Se avete sottomano un computer, uno smartphone o qualche altro di quegli aggeggi che ormai ci fanno più compagnia degli amici, digitate www.radiorossonera.it e andate subito a scoprire il progetto di questa web radio, a cui ci si può associare diventandone quindi uno dei proprietari. Una splendida idea che è venuta ai fratelli Filippo e Giuseppe La Scala, quelli che – per intenderci – quando c’era l’Assemblea dei Soci del Milan avevano la competenza di fare le pulci al “signore con la cravatta gialla”, alias Adriano Galliani. Per saperne di più, abbiamo pensato di intervistare proprio l’Avv. Giuseppe La Scala, Presidente di Milanisti 1899 e uno degli editori della radio. – Come è nata Radio Rossonera? L'idea e le motivazioni nascono da una analisi precisa: il giornalismo sportivo è in crisi e gran parte di esso ha deciso di combatterla rinunciando alla qualità, all'approfondimento e all'inchiesta. A questo punto le risorse – anche amatoriali – che a questo riguardo già svolgono una funzione suppletiva sul web e sui social, possono e devono fare un ulteriore passo avanti verso la disintermediazione da quella parte del giornalismo che non serve più a nulla. I tifosi milanisti poi, in questo quadro, meritavano qualcosa di dedicato essenzialmente a loro. – Dopo più di quattro mesi dall'inizio di questa avventura è soddisfatto? Molto. Non solo per i tantissimi contatti (veri e propri record per una radio web), ma anche per la loro qualità (l'interazione è a livelli altissimi: durante le trasmissioni riceviamo in media un messaggio ogni 15 secondi) e la relazione che abbiamo creato con la gran parte dei nostri ascoltatori. Più di 1.000 dei quali sono soci della radio attraverso una associazione che possiede la maggior parte del capitale. – Un esperimento di successo, quindi? Senza dubbio, che vogliamo coltivare e far crescere. Il palinsesto si va allargando e arriveremo presto a coprire più di 8 ore di trasmissione al giorno. Anche la redazione entro la fine dell'anno raddoppierà. Non siamo una radio di semplici chiacchiere: ogni programma viene preparato bene e lo sarà sempre di più. – Come sono i rapporti con la nuova dirigenza del Milan? Sono di reciproco rispetto e attenzione. Abbiamo molto apprezzato la svolta comunicativa del nuovo management e ci piacerebbe essere anche un canale attraverso il quale i tifosi possono far sentire la loro voce alla società. Un’altra voce che abbiamo voluto sentire è quella di Pietro Balzano Prota, Direttore Editoriale nonché una delle “anime” della web radio milanista. – Come è l'aria che si respira in Radio? Siamo diventati una grande famiglia, sia tra di noi della redazione, sia con i nostri ascoltatori e credo sia proprio questo il nostro punto di forza. Non c'è voglia di mettersi su un piedistallo e pontificare, ma di confrontarsi e parlare di Milan con un approccio spontaneo ma professionale. – Chi è l'ascoltatore tipo? Ci sono sia giovani che persone più adulte, un bel mix di milanisti. C'è l'amante del “cazzeggio”, colui che vuole dire la sua, quello che ci chiede notizie, chi impazzisce per il calciomercato e chi vuole commentare le partite insieme a noi. Il bello è che gli ascoltatori condividono pezzi di loro vita con noi, e molti associati ci hanno portato dei regali incredibili: dalla sciarpa del Gruppo Convinto (dedicato a un ragazzo che non c'è più), fino a Claus da Genova che ci ha portato in un quadretto un pezzo della rete tagliata da San Siro alla festa scudetto del 1998/99. – Quali sono le trasmissioni più seguite? Sicuramente il Talk, anche dovuto all'orario (il drive time serale, 18-20), ma ogni singola trasmissione ha il suo seguito, come ad esempio l'analisi tattica che facciamo con mister Emanuele Bottoni, preparatissimo. E poi come dimenticare Meno male che l'Inter c'è, la trasmissione dell'Avvocato La Scala e Leo Spillo che ci raccontano le disgrazie interiste... Poi c'è Cantera Rossonera sulle giovanili, c'è il Vero/Falso, c'è Casciavit in cui si racconta in pillole la storia del Milan. – Un primo bilancio? La partenza è stata oltre ogni più rosea aspettativa, a partire dal giorno della presentazione con un auditorium Calamandrei stracolmo fino ad oggi, dove in soli 4 mesi, siamo arrivati a 700mila ascolti e puntiamo al milione. Del resto, abbiamo una redazione fantastica con Simone Cristao, Matteo Vismara e Salvatore Noel, il nostro fonico. E un amministratore delegato che guida tutto sapientemente, Pierangelo Rigattieri. – Come vedi il futuro di Radio Rossonera? A tinte Rossonere. Scherzi a parte, c'è la volontà di crescere e trasformare questa avventura in un qualcosa che un giorno diventerà case history. Abbiamo messo in piedi un progetto editoriale, “costruito” una web radio e un nuovo polo Rossonero. E poi, abbiamo sempre delle sorprese, come #ACenaCon, dove abbiamo portato 10 nostri associati estratti a sorte, a cena con il ds del Milan Massimiliano Mirabelli. E stiamo già pensando al secondo episodio. In più inizieremo nuove collaborazioni con parecchie realtà, perciò invito tutti i milanisti a seguirci. Sperando di tornare a gioire anche per i risultati del nostro Milan. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21638 Alberto Figliolia. “L'attimo vincente” di Davide Grassi Quando lo sport diventa leggenda... Un sottotitolo che spiega benissimo i contenuti dell'ultimo libro di Davide Grassi: L'attimo vincente (2017, Edizioni della Sera, pp. 236, euro 15). Un meraviglioso viaggio, quello compiuto dall'autore milanese, dentro e fra storie sedimentate nell'immaginario collettivo o sepolte nelle cantine della memoria, fra luci della ribalta e oblio. Una galleria preziosa di di volti, gesti e gesta nelle più svariate discipline sportive: dal maratoneta Dorando Pietri, che a Londra 1908 perse a tavolino un oro già vinto (e quella sconfitta lo consegnò all'immortalità), a Tazio Nuvolari, il mantovano volante, motociclista e pilota d'auto spericolatissimo e immenso, uno che poteva guidare con le ossa rotte, tutto fasciato, senza freni, senza cofano; da Jesse Owens, il castigatore di Hitler, a Cartavelina Sindelar, centravanti della nazionale austriaca di calcio, giocatore raffinato dalla indomita volontà, che non volle piegarsi al nazismo e all'idea dell'Anschluss, la cui morte, con la moglie, un'ebrea italiana, è circondata di mistero; da Ferdinando Valletti, calciatore del Milan, finito a Mauthausen prima e a Gusen II dopo e salvatosi per la sua abilità nel gioco del pallone; dal duo sui pedali Coppi-Bartali alla Grande Ungheria di calcio, la squadra d'oro, “scippata” del Mondiale '54 e definitivamente cancellata dai tragici fatti di Budapest '56, quando i carri armati sovietici uccisero i sogni di libertà e di un socialismo dal volto umano del popolo magiaro; da Muhammad Ali, pugile emblema del rinascimento afroamericano e icona dei diritti umani, al maratoneta scalzo Abebe Bikila, capace a piedi nudi di sbaragliare la concorrenza a Roma '60 (forse la più grande impresa sportiva di tutti i tempi); da Garrincha dalla stessa e imprevedibile finta, gioia della gente brasiliana, bicampione del mondo di football, a Gigi Meroni, la farfalla granata, morto a soli 24 anni, quando ancora si pensava che la fantasia potesse andare al potere; dal talento smisurato di George Best, il quinto dei Beatles, perduto nell'alcool, al trio sul podio dei 200 metri piani a Messico '68 Smith-Norman-Carlos, i pugni guantati di nero, il capo chino, per protestare contro le discriminazioni razziali e per questo da allora ostracizzati dall'ipocrisia ufficiale, a Franco Bitossi cuore matto, che seppe perdere un mondiale di ciclismo bruciato sul filo da un'imprevista rimonta del connazionale Marino Basso; dalla splendida coreografia offerta dall'Olanda degli anni Settanta, dirompente con la sua idea di calcio totale – tecnica + immaginazione creativa + forza fisica + versatilità estrema – ai balzi in alto eleganti e potenti di Sara Simeoni. E, ancora, fra gli altri... Costante Girardengo, il Camponissimo, l'omino di Novi, e il suo incredibile intreccio con le vicende del “bandito libertario” Sante Pollastri... Gilles Villeneuve, uno dei più eccitanti per stile di guida piloti di tutti i tempi: come capita ad alcuni eroi dello sport, tragicamente morto in ancora giovane età... Pietro Mennea, la freccia del Sud, campione olimpico, già recordman mondiale dei 200 metri, quattro lauree, un uomo che aveva imparato ad allenare il suo talento e la sua intelligenza con feroce tenacia, nello sport e nella vita... Marco Pantani, la cui parabola è stata gloria pura e una oscura solitaria morte… Claudio Ranieri e la favola del Leicester City che sbanca la miliardaria Premier League (mai nella storia dei campionati nazionali si era verificata una sorpresa del genere)... A corredo delle tantissime storie, scritte con uno stile sempre scorrevole e oltremodo gradevole, chiaro e lineare, che non esclude affatto il necessario approfondimento storico e psicologico, una serie d'interviste: a Mario Andretti, Paolo Bertolucci, Paolo De Chiesa, Pierluigi Marzorati, Pierino Prati, Gustavo Thoeni, Manuela Valletti, Valentina Vezzali. A proposito di questo volume bene ha scritto Andrea Scanzi nella introduzione: «In questo libro sincopato, dalla tendenza rapsodica e dai capitoli brevi, Grassi pilucca dal calcio e dalla Formula 1, dall'atletica leggera e dal tennis, dal ciclismo e dalla boxe. È un cacciatore di ricordi celebri, spesso dolorosi, come pure – e oserei dire soprattutto – di istantanee a forte rischio di dimenticanza. Davide Grassi è una sorta di rabdomante dell'epifania sportiva, a suo agio tanto con Messi quanto con Mennea, è evidente come il suo cuore batta anzitutto per i sognatori che non hanno mai barattato l'utopia con la razionalità. […] Davide Grassi insegue lacrime ed emozioni. Memoria e leggenda, Tragedia e redenzione. Insegue tutto questo e lo trova, trascrivendolo col gusto antico del sognatore indefesso». Alberto Figliolia http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21609 Indomita selvatica accogliente: il bello della natura Ormai ha raggiunto i vent'anni la collaborazione con Indomita River nel circuito “FuoriPorta” promosso da Anffas, Coni Sondrio e diverse altre realtà sportive e sociali del territorio. Benedetto Del Zoppo con il suo gruppo anche quest'anno ha permesso di assaporare il contesto naturale e meravigliarsi della Valtellina attraverso la discesa sull'Adda con il rafting. Selvaticità che si può assaporare così anche nel fondo valle dove il fiume eccheggia una bellezza naturale veramente consistente. Bellezza naturale esperibile anche dal punto di vista sociale e umano grazie alla disponibilità e alla gentilezza di tutte le persone che hanno reso possibile il vivere queste esperienze significative che sicuramente tracceranno buoni ricordi nella memoria di tutti i partecipanti. Sono state effettuati tre incontri e relative discese da fine luglio fino a fine agosto a cui hanno partecipato quasi cento persone provenienti da tutto il territorio della provincia di Sondrio partendo da Livigno. Indomita ha inoltre avviato una sperimentazione con incontri periodici con alcuni atleti a nome della Federazione Nazionale Rafting per verificare la possibilità di promuovere momenti agonistici specifici. La prossima tappa in previsione per il campionato FuoriPorta è quella relativa alla sfida sui campi da golf mentre, a seguire, vi sarà l'ultima tappa competitiva dedicata alla pallavolo. È inoltre in fase di organizzazione un possibile incontro dedicato al calcetto. Il progetto “Più FuoriPorta” sostenuto anche dalla Fondazione Decathlon allarga inoltre i confini collaborando anche con il Centro Autismo di Mossini, l'Associazione H2P di Morbegno (acquaticità e nuoto), i gruppi Gasp della Pallavolo di Sondrio e Morbegno e diverse altre realtà. La prospettiva è quella di permettere a sempre più persone con disabilità di praticare attività sportive nonché quella di promuovere nuovi gruppi che, sulla traccia delle esperienze ormai ventennali, possano garantire sport e relazioni in maniera continuativa anche in altre discipline sportive che sarebbero particolarmente adatte a garantire incontri, emozioni e divertemento a tutti grazie alla pratica dello sport integrato. Un'attenzione particolare, in questa fase, è dedicata al mondo delle bocce dove alcune sperimentazioni effettuate recentemente hanno dato risultati molto positivi. Già alcune persone di Sondrio e di Morbegno hanno manifestato l'intenzione di promuovere dei gruppi per la pratica periodica dello sport delle bocce. Quindi dopo i Gasp, “Gruppi Amici Sport della Pallavolo”, potrebbero arrivare i Gasb: “Gruppi Amici Sport delle Bocce”! (Emilio Ciapponi) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21439 Gustavo Vitali. Deltaplano azzurro per la nona volta sul tetto del mondo La nazionale italiana di deltaplano vince il suo nono titolo mondiale e quinto consecutivo. Accrescono l’impresa degli azzurri la medaglia d’argento di Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) ed il bronzo di Christian Ciech, nato in Trentino e varesino d’adozione, nell’individuale. Il nuovo campione del mondo è Petr Benes, pilota della Repubblica Ceca che raccoglie il testimone dal nostro Alessandro Ploner e solo nel corso dell’ultima giornata. Infatti, Ploner ha quasi ininterrottamente tenuto la testa della graduatoria nei nove giorni di gara e il divario tra i due nella classifica finale è assolutamente esiguo. Quarto un altro pilota della Repubblica Ceca, Dan Vyhnalik e quinto Filippo Oppici, pilota di Parma. Ottime le prestazioni del ciociaro ed esordiente Marco Laurenzi e del resto del team azzurro, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e il padovano Valentino Bau che hanno contribuito al successo collettivo. Dirigeva la nazionale Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). La supremazia degli azzurri come squadra non è mai stata in discussione. Ha iniziato e chiuso in testa davanti alle nazionali della Repubblica Ceca, Germania, USA, Australia, Brasile, e Giappone. 26 i paesi presenti per un totale di 131 piloti. Le classifiche sono stilate in base ai risultati di ogni volo con assegnazione di un punteggio a ciascun pilota secondo l’ordine di arrivo al traguardo. La somma dei punteggi di tutti i voli determina la graduatoria individuale e quella di tutti i voli dei piloti di ogni nazionale quella a squadre. Teatro dell’impresa, avvenuta nel corso de 21° Campionato del Mondo volato sotto l’egida della FAI (Fédération Aéronautique Internationale), la Valle di Paraná in Brasile. Dalle sue pendici a circa 1000 metri di quota, nelle vicinanze di Formosa, comune dello Stato del Goiàs a 92 km dalla capitale federale, per nove giorni sono decollati i volatori alla volta dell’atterraggio nella Esplanada dos Ministérios a Brasilia. La valle gode di un clima secco e vento costante, ma talvolta i piloti hanno incontrato anche condizioni difficili. I percorsi assegnati dalla direzione di gara misuravano tra i 100 ed i 135 chilometri e contrassegnati da boe aeree in corrispondenza di punti salienti del territorio che i piloti dovevano obbligatoriamente aggirare prima di raggiungere la meta. Il tempo impiegato mediamente dai migliori è stato tra poco meno delle due ore e le tre ore e mezza, secondo le condizioni meteo della giornata. Alle stesse si sono subordinate le velocità medie, aggirate tra i 35 ed i 53 km/h, ma questi mezzi sono idonei a raggiungere velocità massime oltre i 100 km/h. Il tutto sfruttando un motore che non consuma e non emette nulla, vale a dire quello dell’irraggiamento solare del territorio e le correnti ascensionali che esso provoca. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21418 Dall'Umbria e dal Friuli i nuovi campioni di volo in deltaplano e parapendio Si sono chiusi i campionati italiani di volo in parapendio e deltaplano con l'assegnazione dei rispettivi titoli. Teatri delle competizioni Gemona del Friuli (Udine) per i primi, ed il tradizionale Monte Cucco sopra Sigillo (Perugia) per il deltaplano. A Gemona, dopo sei giornate di gara su percorsi tra i 45 e gli 83 chilometri, si laurea Campione d'Italia 2017 il catanese Marco Busetta, seguito dal pilota di casa Alessio Voltan, da Federico Nevastro (Padova), dai bolognesi Paolo Facchini e Alberto Vitale e da Marco Littamé (Torino). Reduce da una medaglia di bronzo ai mondiali, è campionessa d'Italia la milanese Silvia Buzzi Ferraris (foto) dopo aver vinto in campo femminile tutte e sei le manche. Dietro di lei l'ungherese Katalin Juhász e Sandra Antony (Francia), perché la formula open dei campionati apre le porte ai piloti stranieri, accorsi da 18 nazioni. Presenti in tutto 110 volatori dei quali 56 italiani. Classifica Sport: Stan Radzikowski (Polonia), poi gli alto atesini Martin Stecher e Heinz Senoner. Migliore nella categoria serial il milanese Alberto Castagna. L'evento è stato organizzato da Aero Club Blue Phoenix in collaborazione con il Volo Libero Friuli. Utilizzati il Monte Cuarman come decollo e l'atterraggio di Gemona Godo. Per i campionati nazionali di deltaplano, a Sigillo si sono ritrovati 50 piloti dei quali 14 provenienti da 10 nazioni estere. Organizzazione a cura di AeC Lega Piloti in collaborazione con il Volo Libero Monte Cucco, nome preso dallo storico rilievo, tra i primi spettatori dei cimenti in cielo di questi mezzi che, come i parapendio, si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Dallo stesso monte sono avvenuti i decolli dei partecipanti all'evento. Per il forte vento e sovrasviluppi di nubi con minaccia di temporali, si sono dovute cancellare tre delle cinque task previste. Deltaplani in aria solo per la prima ed ultima prova, sulle distanze di 103 e 124 km. Le vince entrambi Alessandro Ploner, pilota di San Cassiano (Bolzano), che si laurea per la quinta volta Campione d'Italia, medaglia da aggiungere alle numerose vinte in campo internazionale. Seguono Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, Davide Guiducci di Villa Minoprio (Reggio Emilia) e Valentino Bau di Padova. Tutti questi piloti volano con deltaplani detti ala flessibile e fanno parte del team azzurro, campione del mondo in carica. Ciech detiene anche il titolo individuale. Dal prossimo 9 agosto in Brasile costoro, più Filippo Oppici di Parma ed il ciociaro Marco Laurenzi, saranno impegnati a difendere il titolo iridato. Luca Comino di Mondovì (Cuneo) è stato il migliore a volare con deltaplani ad ala rigida durante il campionato del Monte Cucco. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21384 Gustavo Vitali. Parapendio, stagione amara per l'Italia|Nuovo campione il francese Pierre Remy, titolo femminile difeso dalla nippo-francese Seiko Fukuoka Naville Un indiscusso successo di pubblico e visibilità ha contrassegnato il 15° Campionato del Mondo di parapendio, chiuso dopo due settimane alle pendici del Monte Avena, vicino Feltre (Belluno). Valutato in oltre 30.000 presenze il pubblico che ha seguito i piloti in lizza e le decine di vele a colorare il cielo sopra un'area di circa 5.000 kmq, uno spettacolo unico e mozzafiato. Alla cerimonia inaugurale satura la grande piazza di Feltre e limiti di capienza superati anche per quella maestosa di chiusura a Pedavena, non lontano dal quartier generale della manifestazione, il nuovo Centro del Volo in località Boscherai. Una ricaduta benefica in termini di promozione del territorio. Gli organizzatori dell'Aero Club Feltre e Para & Delta Club Feltre, possono vantare anche un favoloso successo di partecipazione con ben 149 piloti presenti per 47 nazioni, record assoluto quest'ultimo nella storia del mondiale. Undici le gare disputate su percorsi che vanno dai 45,3 ai 117,2 km, utilizzando decolli ed atterraggi anche fuori provincia. Domina ovunque la Francia, insidiata dalle ottime prestazioni dei piloti sloveni, un'altalena estenuante sia nel singolo, che a squadre. Il nuovo campione del mondo è Pierre Remy (foto) che raccoglie il testimone dal connazionale Honorin Hamard, terzo classificato alla pari con lo sloveno Jurij Vidic. Medaglia d'argento al britannico Guy Anderson. Il miglior azzurro è l'alto atesino di Termeno Joachim Oberhauser, undicesimo. Ha difeso con successo il titolo femminile la nippo-francese Seiko Fukuoka Naville, in testa alla classifica dall'inizio alla fine, seguita dalla rivelazione Kari Ellis (Australia) e da Silvia Buzzi Ferraris, unica consolazione azzurra in un campionato che prometteva ben altri allori. Classifica a squadre: Francia, Slovenia, Svizzera, Gran Bretagna, Austria e Italia. Sapore amaro per l'Italia pure nella Red Bull X-Alps, maratona biennale di volo in parapendio ed escursionismo lunga 1138 km, da Salisburgo a Montecarlo, aggirando sette turn point nelle sette nazioni attraversate: Austria, Slovenia, Germania, Italia, Svizzera, Francia e Monaco. In due parole le regole: o voli o cammini. Due gli italiani in gara, il veterano Aaron Durogati, già sesto nel 2015, e l'esordiente Tobias Grossrubatscher, che si è ben comportato. Il primo si è dovuto ritirare per guai al menisco, mentre il secondo non è andato oltre il 10° posto. Solo due piloti sono riusciti a raggiungere il Mediterraneo: lo svizzero Christian Maurer, che vince la X-Alps per la quinta volta consecutiva in 10 giorni e 23 ore, ed il francese Benoit Outters che ci ha piegato due ore in più. Terzo l'austriaco Paul Guschlbauer fermo a 5 km dal traguardo, perché le regole vogliono che la gara finisca 24 ore dopo l'arrivo del primo pilota. In quel momento dei 32 piloti decollati da Salisburgo, in rappresentanza di 21 nazioni, ne restavano in lizza 19. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21376 Gustavo Vitali. Le Alpi protagoniste della stagione di volo in parapendio Le vette della catena alpina sono le protagoniste della stagione di volo in parapendio. Due eventi d'importanza internazionale procedono appaiati lungo le Alpi nei giorni a cavallo tra fine giugno e metà luglio: la Red Bull X-Alps, corsa biennale di hike & fly, cioè volo ed escursionismo, e il campionato mondiale di parapendio. La prima si snoderà per 1138 km, da Salisburgo a Montecarlo. Partenza il 2 luglio dalla piazza dedicata a Mozart. Non si sa quando arriveranno alle sponde del Mediterraneo i 32 atleti di 21 nazioni scelti dall'organizzazione. L'Italia sarà presente con due piloti di Bolzano, Aaron Durogati, vincitore di due coppe del mondo, e Tobias Grossrubatscher (foto). Nell'edizione 2015 il pilota svizzero Christian Maurer ce la fece in 8 giorni, 4 ore e mezza sui 1030 km di allora, la sua quarta vittoria consecutiva in otto edizioni. Il tragitto va percorso volando, oppure a piedi lungo strade e sentieri, scalando i monti per trovare un buon punto di decollo e spiccare il volo verso uno dei sette punti che i piloti sono obbligati a toccare. Volare, se la meteo lo consente, è più veloce e meno faticoso che arrancare. I turnpoint sono disposti nei sette paesi che la maratona attraverserà: il monte Gaisberg in Austria, il Triglav in Slovenia, Aschau sopra il lago di Chiemsee in Germania, il monte Lermoos in Austria, il monte Baldo sul lago di Garda, il versante svizzero del Cervino ed infine Peille in Francia, dove il tempo si ferma. L'ultimo tratto verso la zattera galleggiante al largo del Principato di Monaco è per la gioia dei fotografi. Tra un punto d'aggiramento e l'altro distanze tra i 150 ed i 250 km. Prima di tutto ciò, il 29 giugno, prologo alla maratona alpina lungo un percorso sui monti attorno a Fuschl am See, in Austria, per stabilire chi avrà due permessi per camminare anche di notte invece che uno. Di norma si cammina solo di giorno. Nel frattempo al Monte Avena (Feltre - Belluno) tutto è pronto per il 15.th FAI Paraglinging Word Championship. Il 28 giugno presentazione pubblica del programma a Feltre con il sorvolo della cittadina delle Frecce Tricolori. Il 2 luglio cerimonia di apertura e dal 4 una gara al giorno fino alla chiusura, il 15, meteo permettendo. Delle 59 nazioni che hanno chiesto di partecipare ne sono state scelte 48 per un totale di 150 piloti, un successo di partecipazione per gli organizzatori, AeC Feltre e Para & Delta Club Feltre. L'Italia sarà rappresentata da Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Joachim Oberhauser (Termeno, Bolzano), Luca Donini (Molveno, Trento), Biagio Alberto Vitale (Bologna), Christian Biasi (Rovereto, Trento) e dal CT della nazionale, Alberto Castagna (Cologno Monzese, Milano). Tra gli eventi di contorno concerti, serate gastronomiche ed altro ancora. In particolare, l'1 e il 2 luglio presso il Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena, si terrà la MonteAvena Dolomiti Expo, esposizione dedicata al volo libero ed agli sport outdoor. Durante tutto il periodo qualunque pilota può decollare da un qualunque sito di volo ed atterrare a Boscherai, una prova di distanza libera per fare del mondiale una festa aperta a tutti. Nel frattempo nelle storiche stanze di palazzo Guarnieri in Feltre è stata inaugurata la mostra ad ingresso libero “Leonardo da Vinci. Il Genio e l'Ingegno”. Si chiuderà il 10 agosto. Le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 95 centesimi, che consegna questo mondiale, il primo disputato in Italia, alla storia ed agli appassionati di filatelia di tutto il mondo. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21309 Vizzolo. Due argenti per GASP|Ai Giochi Regionali Special Olympics di Pallavolo Unificata Lunga e calda trasferta per gli atleti di Gasp Anffas Sondrio impegnati nei Giochi Regionali di Vizzolo il 2-3-4 giugno 2017 con due formazioni. Seconda e fruttuosa partecipazione all'evento regionale promosso da Special Olympics che ha visto la presenza di 17 valtellinesi tra atleti e coach. Partenza il venerdì pomeriggio per presenziare alla cerimonia di apertura dei giochi e di accensione della fiamma olimpica. A seguire cena curata e offerta dall'associazione sportiva New Volley per poi pernottare tutti assieme nella palestra di Crespiatica allestita ad hoc dagli organizzatori. Il sabato è stato teatro di numerosi confronti necessari per le qualificazioni e la definizione dei gironi di pallavolo unificata; disciplina che si basa sul regolamento previsto dagli special Olympics. Numerose partite giocate con molta fatica visto le alte temperature presenti in palestra; fin dall'inizio i due gruppi Gasp hanno dato filo da torcere alle squadre avversarie, provenienti prevalentemente dall'area di Milano, mostrando una capacità nel palleggio e in difesa che ha permesso di raccogliere ottimi risultati. Tre successi consecutivi su cinque per la prima squadra mentre la seconda si è dovuta accontentare di due vittorie. Dopo la cena presso l'oratorio di Vizzolo e le delusioni (da parte di alcuni atleti) per i risultati di un importante incontro calcistico, si rientra nella “casa-palestra” per riposare in vista delle finali previste per la domenica. Nel primo girone Gasp 2 riesce ad ottenere un ottimo risultato con una rivincita netta sulla squadra di casa No Limits portando a casa un “tre a zero”. La stanchezza si fa sentire e ha pesato sul successivo incontro per il primo e il secondo posto di fronte alla compagine di Agrate che ha sbagliato pochissimo ed è riuscita a ottenere il massimo risultato nonostante le differenze punti siano state risicate. Alcune assenze hanno sicuramente fatto la differenza lasciando buone chances per il prossimo anno dove si punterà al gradino più alto del podio. Maggiore fatica nel secondo girone per raggiungere la finale: Gasp 1 riesce con un risultato di 3 a 2 a prevalere ma dopo cinque partite consecutive le energie erano ormai agli sgoccioli e la finale, pur con un ottimo gioco, soprattutto nel terzo set, non ha lasciato intravedere forti possibilità per guadagnare la medaglia d'oro. Niente comunque da recriminare: tutte le atlete e tutti gli atleti hanno mostrato una buona preparazione atletica e un'ottima padronanza delle tecniche pallavolistiche e i due argenti sono stati fonte di soddisfazione per tutta la squadra. Sarebbe interessante vedere Gasp in azione anche nella prossima manifestazione nazionale prevista a Biella in luglio: purtroppo non sarà possibile partecipare per la compagine valtellinese in quanto troppo impegnativa – durerà cinque giornate – e programmata in un periodo dove molti atleti saranno in trasferta marittima per riposare e allenarsi con il beach volley. Emilio Ciapponi per GASP Anfass Onlus Sondrio www.anffasonlussondrio.it http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21254 Il Club Alpino Italiano contro il raduno dei quad a Passo San Pellegrino Il Presidente generale Vincenzo Torti ricorda le disposizioni dell'art. 2 del Codice della Strada, secondo il quale i mezzi motorizzati non possono circolare su itinerari non classificati come strade. Il raduno è in programma i prossimi 10 e 11 giugno Milano – La sede centrale del Club alpino italiano conferma il pieno appoggio alle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica nell'esprimere la più netta contrarietà alla 2ª edizione del raduno “Quad in quota”, prevista i prossimi 10 e 11 giugno in zona Falcade - Passo San Pellegrino, tra le province di Belluno e Trento. La manifestazione dovrebbe riguardare oltre 50 di questi veicoli con partenza dall'Agordino, per percorrere quasi 100 km, dei quali ben 70 su sterrati in area dolomitica, utilizzando strade per lo più forestali, piste boschive, pascoli, e affrontare, infine, la salita a Col Margherita lungo le pista da sci del comprensorio di Falcade e Moena. CAI Veneto, Società degli alpinisti tridentini, CAI Alto Adige, CAI Friuli Venezia Giulia e Alpenverein Südtirol rilevano che si tratta di una iniziativa manifestamente dannosa per l’ambiente e culturalmente inaccettabile, per l'impatto che ne deriverà in termini di rumore, di emissione di gas di scarico, di rottura della cotica erbosa delle piste da sci, a causa del passaggio di tanti mezzi su strade dedicate all’uso forestale e sulle piste da sci. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, oltre a condividere tale pieno appoggio e le sue motivazioni, ribadisce quanto più volte ricordato e cioè che i mezzi motorizzati, già in forza delle attuali disposizioni del Codice della Strada, in particolare dell’art. 2, non possono circolare su itinerari che non sono classificati come strade per la percorrenza di mezzi a motore. Con invito alle autorità competenti a fare rispettare tali normative. Club Alpino Italiano http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21233 Parapendio in volo sul Monte Grappa per il trofeo inter­na­zio­nale di Pasqua Come tradizione, nel periodo di Pasqua, torna il Trofeo Montegrappa, trentennale appuntamento di volo libero, tra i più importanti del calendario internazionale. I cieli sopra il comprensorio del Massiccio del Grappa e della Pedemontana Veneta, tra i più amati dai praticanti di questa disciplina, saranno lo splendido scenario di gara dal 13 al 17 aprile. Per ragioni organizzative e di sicurezza, la partecipazione è limitata a 150 piloti di parapendio, tra i più forti al mondo, posti presto esauriti con una lista di attesa di oltre 200. Circa 70 gli Italiani in lizza. In zona Paradiso a Semonzo del Grappa (Treviso) l'atterraggio ufficiale, mentre per il decollo si deciderà, secondo le condizioni meteorologiche, tra gli spazi cosiddetti delle Antenne Rubbio, oppure del Panettone poco sotto Cima Grappa. Da qui il nugolo di vele multicolori dilagherà lungo percorsi contrassegnati da punti salienti del territorio, in gergo detti “boe”, che i piloti dovranno obbligatoriamente aggirare prima di tagliare il traguardo di Semonzo. In caso di condizioni ottimali del tempo una task potrebbe superare i 100 km. Vince chi impiega meno tempo e la classifica finale è data dalla somma dei risultati delle cinque giornate di gara o da quelle che la meteo consentirà di volare. Folla di appassionati e curiosi attorno alla manifestazione, visto il quasi contemporaneo Testival con le con le migliori marche del settore. Testival, non festival (la T non è un refuso grammaticale), significa che chi pratica il volo libero dal 15 aprile troverà esposte e potrà provare le novità che il mercato di settore propone in tema di volo senza motore: parapendio, deltaplani, imbraghi, strumentazione, abbigliamento tecnico ed altro ancora. La gara è organizzata dall'Aero Club Blue Phoenix con la collaborazione del Consorzio Turistico Vivere il Grappa e del Volo Libero Montegrappa, associazione che come numero di iscritti si colloca tra le più grandi d¹Italia, e che fornirà le braccia per accogliere, organizzare e seguire i piloti in gara. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21092