News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Indomita selvatica accogliente: il bello della natura Ormai ha raggiunto i vent'anni la collaborazione con Indomita River nel circuito “FuoriPorta” promosso da Anffas, Coni Sondrio e diverse altre realtà sportive e sociali del territorio. Benedetto Del Zoppo con il suo gruppo anche quest'anno ha permesso di assaporare il contesto naturale e meravigliarsi della Valtellina attraverso la discesa sull'Adda con il rafting. Selvaticità che si può assaporare così anche nel fondo valle dove il fiume eccheggia una bellezza naturale veramente consistente. Bellezza naturale esperibile anche dal punto di vista sociale e umano grazie alla disponibilità e alla gentilezza di tutte le persone che hanno reso possibile il vivere queste esperienze significative che sicuramente tracceranno buoni ricordi nella memoria di tutti i partecipanti. Sono state effettuati tre incontri e relative discese da fine luglio fino a fine agosto a cui hanno partecipato quasi cento persone provenienti da tutto il territorio della provincia di Sondrio partendo da Livigno. Indomita ha inoltre avviato una sperimentazione con incontri periodici con alcuni atleti a nome della Federazione Nazionale Rafting per verificare la possibilità di promuovere momenti agonistici specifici. La prossima tappa in previsione per il campionato FuoriPorta è quella relativa alla sfida sui campi da golf mentre, a seguire, vi sarà l'ultima tappa competitiva dedicata alla pallavolo. È inoltre in fase di organizzazione un possibile incontro dedicato al calcetto. Il progetto “Più FuoriPorta” sostenuto anche dalla Fondazione Decathlon allarga inoltre i confini collaborando anche con il Centro Autismo di Mossini, l'Associazione H2P di Morbegno (acquaticità e nuoto), i gruppi Gasp della Pallavolo di Sondrio e Morbegno e diverse altre realtà. La prospettiva è quella di permettere a sempre più persone con disabilità di praticare attività sportive nonché quella di promuovere nuovi gruppi che, sulla traccia delle esperienze ormai ventennali, possano garantire sport e relazioni in maniera continuativa anche in altre discipline sportive che sarebbero particolarmente adatte a garantire incontri, emozioni e divertemento a tutti grazie alla pratica dello sport integrato. Un'attenzione particolare, in questa fase, è dedicata al mondo delle bocce dove alcune sperimentazioni effettuate recentemente hanno dato risultati molto positivi. Già alcune persone di Sondrio e di Morbegno hanno manifestato l'intenzione di promuovere dei gruppi per la pratica periodica dello sport delle bocce. Quindi dopo i Gasp, “Gruppi Amici Sport della Pallavolo”, potrebbero arrivare i Gasb: “Gruppi Amici Sport delle Bocce”! (Emilio Ciapponi) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21439 Gustavo Vitali. Deltaplano azzurro per la nona volta sul tetto del mondo La nazionale italiana di deltaplano vince il suo nono titolo mondiale e quinto consecutivo. Accrescono l’impresa degli azzurri la medaglia d’argento di Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) ed il bronzo di Christian Ciech, nato in Trentino e varesino d’adozione, nell’individuale. Il nuovo campione del mondo è Petr Benes, pilota della Repubblica Ceca che raccoglie il testimone dal nostro Alessandro Ploner e solo nel corso dell’ultima giornata. Infatti, Ploner ha quasi ininterrottamente tenuto la testa della graduatoria nei nove giorni di gara e il divario tra i due nella classifica finale è assolutamente esiguo. Quarto un altro pilota della Repubblica Ceca, Dan Vyhnalik e quinto Filippo Oppici, pilota di Parma. Ottime le prestazioni del ciociaro ed esordiente Marco Laurenzi e del resto del team azzurro, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e il padovano Valentino Bau che hanno contribuito al successo collettivo. Dirigeva la nazionale Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). La supremazia degli azzurri come squadra non è mai stata in discussione. Ha iniziato e chiuso in testa davanti alle nazionali della Repubblica Ceca, Germania, USA, Australia, Brasile, e Giappone. 26 i paesi presenti per un totale di 131 piloti. Le classifiche sono stilate in base ai risultati di ogni volo con assegnazione di un punteggio a ciascun pilota secondo l’ordine di arrivo al traguardo. La somma dei punteggi di tutti i voli determina la graduatoria individuale e quella di tutti i voli dei piloti di ogni nazionale quella a squadre. Teatro dell’impresa, avvenuta nel corso de 21° Campionato del Mondo volato sotto l’egida della FAI (Fédération Aéronautique Internationale), la Valle di Paraná in Brasile. Dalle sue pendici a circa 1000 metri di quota, nelle vicinanze di Formosa, comune dello Stato del Goiàs a 92 km dalla capitale federale, per nove giorni sono decollati i volatori alla volta dell’atterraggio nella Esplanada dos Ministérios a Brasilia. La valle gode di un clima secco e vento costante, ma talvolta i piloti hanno incontrato anche condizioni difficili. I percorsi assegnati dalla direzione di gara misuravano tra i 100 ed i 135 chilometri e contrassegnati da boe aeree in corrispondenza di punti salienti del territorio che i piloti dovevano obbligatoriamente aggirare prima di raggiungere la meta. Il tempo impiegato mediamente dai migliori è stato tra poco meno delle due ore e le tre ore e mezza, secondo le condizioni meteo della giornata. Alle stesse si sono subordinate le velocità medie, aggirate tra i 35 ed i 53 km/h, ma questi mezzi sono idonei a raggiungere velocità massime oltre i 100 km/h. Il tutto sfruttando un motore che non consuma e non emette nulla, vale a dire quello dell’irraggiamento solare del territorio e le correnti ascensionali che esso provoca. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21418 Dall'Umbria e dal Friuli i nuovi campioni di volo in deltaplano e parapendio Si sono chiusi i campionati italiani di volo in parapendio e deltaplano con l'assegnazione dei rispettivi titoli. Teatri delle competizioni Gemona del Friuli (Udine) per i primi, ed il tradizionale Monte Cucco sopra Sigillo (Perugia) per il deltaplano. A Gemona, dopo sei giornate di gara su percorsi tra i 45 e gli 83 chilometri, si laurea Campione d'Italia 2017 il catanese Marco Busetta, seguito dal pilota di casa Alessio Voltan, da Federico Nevastro (Padova), dai bolognesi Paolo Facchini e Alberto Vitale e da Marco Littamé (Torino). Reduce da una medaglia di bronzo ai mondiali, è campionessa d'Italia la milanese Silvia Buzzi Ferraris (foto) dopo aver vinto in campo femminile tutte e sei le manche. Dietro di lei l'ungherese Katalin Juhász e Sandra Antony (Francia), perché la formula open dei campionati apre le porte ai piloti stranieri, accorsi da 18 nazioni. Presenti in tutto 110 volatori dei quali 56 italiani. Classifica Sport: Stan Radzikowski (Polonia), poi gli alto atesini Martin Stecher e Heinz Senoner. Migliore nella categoria serial il milanese Alberto Castagna. L'evento è stato organizzato da Aero Club Blue Phoenix in collaborazione con il Volo Libero Friuli. Utilizzati il Monte Cuarman come decollo e l'atterraggio di Gemona Godo. Per i campionati nazionali di deltaplano, a Sigillo si sono ritrovati 50 piloti dei quali 14 provenienti da 10 nazioni estere. Organizzazione a cura di AeC Lega Piloti in collaborazione con il Volo Libero Monte Cucco, nome preso dallo storico rilievo, tra i primi spettatori dei cimenti in cielo di questi mezzi che, come i parapendio, si reggono in aria sfruttando le correnti ascensionali. Dallo stesso monte sono avvenuti i decolli dei partecipanti all'evento. Per il forte vento e sovrasviluppi di nubi con minaccia di temporali, si sono dovute cancellare tre delle cinque task previste. Deltaplani in aria solo per la prima ed ultima prova, sulle distanze di 103 e 124 km. Le vince entrambi Alessandro Ploner, pilota di San Cassiano (Bolzano), che si laurea per la quinta volta Campione d'Italia, medaglia da aggiungere alle numerose vinte in campo internazionale. Seguono Christian Ciech, trentino trapiantato a Varese, Davide Guiducci di Villa Minoprio (Reggio Emilia) e Valentino Bau di Padova. Tutti questi piloti volano con deltaplani detti ala flessibile e fanno parte del team azzurro, campione del mondo in carica. Ciech detiene anche il titolo individuale. Dal prossimo 9 agosto in Brasile costoro, più Filippo Oppici di Parma ed il ciociaro Marco Laurenzi, saranno impegnati a difendere il titolo iridato. Luca Comino di Mondovì (Cuneo) è stato il migliore a volare con deltaplani ad ala rigida durante il campionato del Monte Cucco. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21384 Gustavo Vitali. Parapendio, stagione amara per l'Italia|Nuovo campione il francese Pierre Remy, titolo femminile difeso dalla nippo-francese Seiko Fukuoka Naville Un indiscusso successo di pubblico e visibilità ha contrassegnato il 15° Campionato del Mondo di parapendio, chiuso dopo due settimane alle pendici del Monte Avena, vicino Feltre (Belluno). Valutato in oltre 30.000 presenze il pubblico che ha seguito i piloti in lizza e le decine di vele a colorare il cielo sopra un'area di circa 5.000 kmq, uno spettacolo unico e mozzafiato. Alla cerimonia inaugurale satura la grande piazza di Feltre e limiti di capienza superati anche per quella maestosa di chiusura a Pedavena, non lontano dal quartier generale della manifestazione, il nuovo Centro del Volo in località Boscherai. Una ricaduta benefica in termini di promozione del territorio. Gli organizzatori dell'Aero Club Feltre e Para & Delta Club Feltre, possono vantare anche un favoloso successo di partecipazione con ben 149 piloti presenti per 47 nazioni, record assoluto quest'ultimo nella storia del mondiale. Undici le gare disputate su percorsi che vanno dai 45,3 ai 117,2 km, utilizzando decolli ed atterraggi anche fuori provincia. Domina ovunque la Francia, insidiata dalle ottime prestazioni dei piloti sloveni, un'altalena estenuante sia nel singolo, che a squadre. Il nuovo campione del mondo è Pierre Remy (foto) che raccoglie il testimone dal connazionale Honorin Hamard, terzo classificato alla pari con lo sloveno Jurij Vidic. Medaglia d'argento al britannico Guy Anderson. Il miglior azzurro è l'alto atesino di Termeno Joachim Oberhauser, undicesimo. Ha difeso con successo il titolo femminile la nippo-francese Seiko Fukuoka Naville, in testa alla classifica dall'inizio alla fine, seguita dalla rivelazione Kari Ellis (Australia) e da Silvia Buzzi Ferraris, unica consolazione azzurra in un campionato che prometteva ben altri allori. Classifica a squadre: Francia, Slovenia, Svizzera, Gran Bretagna, Austria e Italia. Sapore amaro per l'Italia pure nella Red Bull X-Alps, maratona biennale di volo in parapendio ed escursionismo lunga 1138 km, da Salisburgo a Montecarlo, aggirando sette turn point nelle sette nazioni attraversate: Austria, Slovenia, Germania, Italia, Svizzera, Francia e Monaco. In due parole le regole: o voli o cammini. Due gli italiani in gara, il veterano Aaron Durogati, già sesto nel 2015, e l'esordiente Tobias Grossrubatscher, che si è ben comportato. Il primo si è dovuto ritirare per guai al menisco, mentre il secondo non è andato oltre il 10° posto. Solo due piloti sono riusciti a raggiungere il Mediterraneo: lo svizzero Christian Maurer, che vince la X-Alps per la quinta volta consecutiva in 10 giorni e 23 ore, ed il francese Benoit Outters che ci ha piegato due ore in più. Terzo l'austriaco Paul Guschlbauer fermo a 5 km dal traguardo, perché le regole vogliono che la gara finisca 24 ore dopo l'arrivo del primo pilota. In quel momento dei 32 piloti decollati da Salisburgo, in rappresentanza di 21 nazioni, ne restavano in lizza 19. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21376 Gustavo Vitali. Le Alpi protagoniste della stagione di volo in parapendio Le vette della catena alpina sono le protagoniste della stagione di volo in parapendio. Due eventi d'importanza internazionale procedono appaiati lungo le Alpi nei giorni a cavallo tra fine giugno e metà luglio: la Red Bull X-Alps, corsa biennale di hike & fly, cioè volo ed escursionismo, e il campionato mondiale di parapendio. La prima si snoderà per 1138 km, da Salisburgo a Montecarlo. Partenza il 2 luglio dalla piazza dedicata a Mozart. Non si sa quando arriveranno alle sponde del Mediterraneo i 32 atleti di 21 nazioni scelti dall'organizzazione. L'Italia sarà presente con due piloti di Bolzano, Aaron Durogati, vincitore di due coppe del mondo, e Tobias Grossrubatscher (foto). Nell'edizione 2015 il pilota svizzero Christian Maurer ce la fece in 8 giorni, 4 ore e mezza sui 1030 km di allora, la sua quarta vittoria consecutiva in otto edizioni. Il tragitto va percorso volando, oppure a piedi lungo strade e sentieri, scalando i monti per trovare un buon punto di decollo e spiccare il volo verso uno dei sette punti che i piloti sono obbligati a toccare. Volare, se la meteo lo consente, è più veloce e meno faticoso che arrancare. I turnpoint sono disposti nei sette paesi che la maratona attraverserà: il monte Gaisberg in Austria, il Triglav in Slovenia, Aschau sopra il lago di Chiemsee in Germania, il monte Lermoos in Austria, il monte Baldo sul lago di Garda, il versante svizzero del Cervino ed infine Peille in Francia, dove il tempo si ferma. L'ultimo tratto verso la zattera galleggiante al largo del Principato di Monaco è per la gioia dei fotografi. Tra un punto d'aggiramento e l'altro distanze tra i 150 ed i 250 km. Prima di tutto ciò, il 29 giugno, prologo alla maratona alpina lungo un percorso sui monti attorno a Fuschl am See, in Austria, per stabilire chi avrà due permessi per camminare anche di notte invece che uno. Di norma si cammina solo di giorno. Nel frattempo al Monte Avena (Feltre - Belluno) tutto è pronto per il 15.th FAI Paraglinging Word Championship. Il 28 giugno presentazione pubblica del programma a Feltre con il sorvolo della cittadina delle Frecce Tricolori. Il 2 luglio cerimonia di apertura e dal 4 una gara al giorno fino alla chiusura, il 15, meteo permettendo. Delle 59 nazioni che hanno chiesto di partecipare ne sono state scelte 48 per un totale di 150 piloti, un successo di partecipazione per gli organizzatori, AeC Feltre e Para & Delta Club Feltre. L'Italia sarà rappresentata da Silvia Buzzi Ferraris (Milano), Joachim Oberhauser (Termeno, Bolzano), Luca Donini (Molveno, Trento), Biagio Alberto Vitale (Bologna), Christian Biasi (Rovereto, Trento) e dal CT della nazionale, Alberto Castagna (Cologno Monzese, Milano). Tra gli eventi di contorno concerti, serate gastronomiche ed altro ancora. In particolare, l'1 e il 2 luglio presso il Centro del Volo in località Boscherai a Pedavena, si terrà la MonteAvena Dolomiti Expo, esposizione dedicata al volo libero ed agli sport outdoor. Durante tutto il periodo qualunque pilota può decollare da un qualunque sito di volo ed atterrare a Boscherai, una prova di distanza libera per fare del mondiale una festa aperta a tutti. Nel frattempo nelle storiche stanze di palazzo Guarnieri in Feltre è stata inaugurata la mostra ad ingresso libero “Leonardo da Vinci. Il Genio e l'Ingegno”. Si chiuderà il 10 agosto. Le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 95 centesimi, che consegna questo mondiale, il primo disputato in Italia, alla storia ed agli appassionati di filatelia di tutto il mondo. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21309 Vizzolo. Due argenti per GASP|Ai Giochi Regionali Special Olympics di Pallavolo Unificata Lunga e calda trasferta per gli atleti di Gasp Anffas Sondrio impegnati nei Giochi Regionali di Vizzolo il 2-3-4 giugno 2017 con due formazioni. Seconda e fruttuosa partecipazione all'evento regionale promosso da Special Olympics che ha visto la presenza di 17 valtellinesi tra atleti e coach. Partenza il venerdì pomeriggio per presenziare alla cerimonia di apertura dei giochi e di accensione della fiamma olimpica. A seguire cena curata e offerta dall'associazione sportiva New Volley per poi pernottare tutti assieme nella palestra di Crespiatica allestita ad hoc dagli organizzatori. Il sabato è stato teatro di numerosi confronti necessari per le qualificazioni e la definizione dei gironi di pallavolo unificata; disciplina che si basa sul regolamento previsto dagli special Olympics. Numerose partite giocate con molta fatica visto le alte temperature presenti in palestra; fin dall'inizio i due gruppi Gasp hanno dato filo da torcere alle squadre avversarie, provenienti prevalentemente dall'area di Milano, mostrando una capacità nel palleggio e in difesa che ha permesso di raccogliere ottimi risultati. Tre successi consecutivi su cinque per la prima squadra mentre la seconda si è dovuta accontentare di due vittorie. Dopo la cena presso l'oratorio di Vizzolo e le delusioni (da parte di alcuni atleti) per i risultati di un importante incontro calcistico, si rientra nella “casa-palestra” per riposare in vista delle finali previste per la domenica. Nel primo girone Gasp 2 riesce ad ottenere un ottimo risultato con una rivincita netta sulla squadra di casa No Limits portando a casa un “tre a zero”. La stanchezza si fa sentire e ha pesato sul successivo incontro per il primo e il secondo posto di fronte alla compagine di Agrate che ha sbagliato pochissimo ed è riuscita a ottenere il massimo risultato nonostante le differenze punti siano state risicate. Alcune assenze hanno sicuramente fatto la differenza lasciando buone chances per il prossimo anno dove si punterà al gradino più alto del podio. Maggiore fatica nel secondo girone per raggiungere la finale: Gasp 1 riesce con un risultato di 3 a 2 a prevalere ma dopo cinque partite consecutive le energie erano ormai agli sgoccioli e la finale, pur con un ottimo gioco, soprattutto nel terzo set, non ha lasciato intravedere forti possibilità per guadagnare la medaglia d'oro. Niente comunque da recriminare: tutte le atlete e tutti gli atleti hanno mostrato una buona preparazione atletica e un'ottima padronanza delle tecniche pallavolistiche e i due argenti sono stati fonte di soddisfazione per tutta la squadra. Sarebbe interessante vedere Gasp in azione anche nella prossima manifestazione nazionale prevista a Biella in luglio: purtroppo non sarà possibile partecipare per la compagine valtellinese in quanto troppo impegnativa – durerà cinque giornate – e programmata in un periodo dove molti atleti saranno in trasferta marittima per riposare e allenarsi con il beach volley. Emilio Ciapponi per GASP Anfass Onlus Sondrio www.anffasonlussondrio.it http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21254 Il Club Alpino Italiano contro il raduno dei quad a Passo San Pellegrino Il Presidente generale Vincenzo Torti ricorda le disposizioni dell'art. 2 del Codice della Strada, secondo il quale i mezzi motorizzati non possono circolare su itinerari non classificati come strade. Il raduno è in programma i prossimi 10 e 11 giugno Milano – La sede centrale del Club alpino italiano conferma il pieno appoggio alle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica nell'esprimere la più netta contrarietà alla 2ª edizione del raduno “Quad in quota”, prevista i prossimi 10 e 11 giugno in zona Falcade - Passo San Pellegrino, tra le province di Belluno e Trento. La manifestazione dovrebbe riguardare oltre 50 di questi veicoli con partenza dall'Agordino, per percorrere quasi 100 km, dei quali ben 70 su sterrati in area dolomitica, utilizzando strade per lo più forestali, piste boschive, pascoli, e affrontare, infine, la salita a Col Margherita lungo le pista da sci del comprensorio di Falcade e Moena. CAI Veneto, Società degli alpinisti tridentini, CAI Alto Adige, CAI Friuli Venezia Giulia e Alpenverein Südtirol rilevano che si tratta di una iniziativa manifestamente dannosa per l’ambiente e culturalmente inaccettabile, per l'impatto che ne deriverà in termini di rumore, di emissione di gas di scarico, di rottura della cotica erbosa delle piste da sci, a causa del passaggio di tanti mezzi su strade dedicate all’uso forestale e sulle piste da sci. Il Presidente generale del CAI Vincenzo Torti, oltre a condividere tale pieno appoggio e le sue motivazioni, ribadisce quanto più volte ricordato e cioè che i mezzi motorizzati, già in forza delle attuali disposizioni del Codice della Strada, in particolare dell’art. 2, non possono circolare su itinerari che non sono classificati come strade per la percorrenza di mezzi a motore. Con invito alle autorità competenti a fare rispettare tali normative. Club Alpino Italiano http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21233 Parapendio in volo sul Monte Grappa per il trofeo inter­na­zio­nale di Pasqua Come tradizione, nel periodo di Pasqua, torna il Trofeo Montegrappa, trentennale appuntamento di volo libero, tra i più importanti del calendario internazionale. I cieli sopra il comprensorio del Massiccio del Grappa e della Pedemontana Veneta, tra i più amati dai praticanti di questa disciplina, saranno lo splendido scenario di gara dal 13 al 17 aprile. Per ragioni organizzative e di sicurezza, la partecipazione è limitata a 150 piloti di parapendio, tra i più forti al mondo, posti presto esauriti con una lista di attesa di oltre 200. Circa 70 gli Italiani in lizza. In zona Paradiso a Semonzo del Grappa (Treviso) l'atterraggio ufficiale, mentre per il decollo si deciderà, secondo le condizioni meteorologiche, tra gli spazi cosiddetti delle Antenne Rubbio, oppure del Panettone poco sotto Cima Grappa. Da qui il nugolo di vele multicolori dilagherà lungo percorsi contrassegnati da punti salienti del territorio, in gergo detti “boe”, che i piloti dovranno obbligatoriamente aggirare prima di tagliare il traguardo di Semonzo. In caso di condizioni ottimali del tempo una task potrebbe superare i 100 km. Vince chi impiega meno tempo e la classifica finale è data dalla somma dei risultati delle cinque giornate di gara o da quelle che la meteo consentirà di volare. Folla di appassionati e curiosi attorno alla manifestazione, visto il quasi contemporaneo Testival con le con le migliori marche del settore. Testival, non festival (la T non è un refuso grammaticale), significa che chi pratica il volo libero dal 15 aprile troverà esposte e potrà provare le novità che il mercato di settore propone in tema di volo senza motore: parapendio, deltaplani, imbraghi, strumentazione, abbigliamento tecnico ed altro ancora. La gara è organizzata dall'Aero Club Blue Phoenix con la collaborazione del Consorzio Turistico Vivere il Grappa e del Volo Libero Montegrappa, associazione che come numero di iscritti si colloca tra le più grandi d¹Italia, e che fornirà le braccia per accogliere, organizzare e seguire i piloti in gara. Gustavo Vitali http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21092 Gordiano Lupi. “La versione di Gipo” di Alberto Facchinetti Alberto Facchinetti La versione di Gipo Edizioni Incontropiede, pp. 170, € 16,50 In Italia il calcio è lo sport più popolare, ma sia in letteratura che al cinema non ha mai riscosso grandi successi, nonostante buone opere come Azzurro tenebra di Arpino e Ultimo minuto di Avati. Vogliamo peccare di immodestia e metterci anche il mio Calcio e acciaio, selezionato al Premio Strega nel 2014? Facciamolo. Tanto non costa niente. Aggiungo che il calcio ha dato vita a gustose parodie cinematografiche come Il presidente del Borgorosso con Sordi, I due maghi del pallone con Franco & Ciccio, L'allenatore nel pallone interpretato da Banfi e Mezzo destro e mezzo sinistro con Gigi & Andrea. L'elenco non sarebbe finito, anche se di successi veri e propri – se non in ambito comico – non ce ne sono mai stati. Come dice Pupi Avati, la gente il calcio lo vuol vedere allo stadio, partecipando al rito collettivo della gara calcistica, non leggerlo tra le pagine di un libro o guardarlo in un film. Forse ha ragione il grande regista bolognese, ma per me cresciuto a pane, calcio e fumetti (educazione postmoderna!) il calcio resta affascinante anche da leggere, da scrivere e da vedere nella sala di un cinema di periferia (ce ne sono ancora?). Alberto Facchinetti deve pensarla come me, se ha messo su una casa editrice che pubblica solo libri di calcio e se scrive quasi esclusivamente biografie romanzate, affascinanti come quelle su Julio Libonatti e Vittorio Scantamburlo (lo scopritore di Del Piero), documentate ed esaustive come la sua ultima fatica: La versione di Gipo. Titolo azzeccatissimo, che ricorda un romanzo di successo, ma che in realtà nasconde la vita avventurosa del grande Gipo Viani. Certo, ai ragazzini che seguono il calcio artefatto dei nostri tristi anni Duemila – che a me interessa zero, dico la verità – è un nome che non dirà niente, ché non si faceva tatuaggi e non si scopava le veline, ma era soltanto uno capace di lavorare sodo. Facchinetti ripercorre l'epopea di un calciatore di buon mestiere, ma soprattutto di un grande allenatore, inventore di nuove tattiche e schemi, vero e proprio punto di non ritorno tra il calcio del passato e quello degli anni Sessanta, dove sono cresciuto anch'io, prima modesto calciatore poi arbitro della vecchia Lega Semiprofessionisti. Viani si racconta, come in un'immaginaria intervista, come se stesse scrivendo brani di diario della sua vita, tracciando brandelli di un'esistenza che attraversa tutto il calcio italiano degli anni Sessanta. Un libro che fa tornare alla memoria nomi troppo amati da un bambino che collezionava figurine Panini e che ci giocava nel tinello componendo formazioni e inventando immaginarie partite: Rocco, Rivera, Janich, Brera, Pascutti, Carniglia, Nicolè, Pelé... e poi si parla del Milan, del Bologna, della Nazionale, della coppa dei Campioni dei tempi in cui si fremeva nell'attesa di vedere la partita televisiva del mercoledì. Insomma, La versione di Gipo è un libro che profuma di tempo perduto per noi che siamo nati negli anni Sessanta (io nell'anno zero!), che fa commuovere mentre pensiamo a quanto eravamo ingenui e a quanto fosse genuino il calcio d'allora. Tornare indietro è impossibile, quel bambino non può riprendere la pallina del calcio balilla per giocare partite sulle mattonelle, immaginando Peirò centravanti dell'Inter e Pizzaballa portiere del Verona. Ma leggere questo libro ci fa star bene. E tanto basta. Gordiano Lupi http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=21038 CAI. La montagna come strumento di cura e inclusione|Dedicato alla montagnaterapia il numero di febbraio di “Montagne360” Sul nuovo numero della rivista del CAI anche regolamentazione della pratica dell'eliski, incontri con i lupi in montagna e storia e cultura dell'Appennino Milano – In questi ultimi anni si parla molto di inclusione sociale nei confronti di tipologie di persone più “deboli”, come i disabili, i malati, le persone affette da patologie psichiatriche. Anche il Club alpino italiano ha fatto e continuerà a fare la sua parte grazie alla Montagnaterapia, a cui è dedicato lo speciale del numero di febbraio di Montagne360. La montagna aiuta ad abbattere i pregiudizi e le differenze, si fa sociale e trova la sua funzione e il suo spazio anche in ambito sociosanitario. Questo è il concetto espresso dai quattro articoli, che raccontano i benefici di questa attività che vede impegnati molti volontari del CAI, il racconto degli utenti e singoli progetti che possono rappresentare un esempio da imitare. Dall'attualità prende spunto l'articolo sulla pratica dell'eliski: il Direttore Luca Calzolari approfondisce la buona notizia, ovvero la decisione del Ministero delle Infrastrutture di regolare tale attività, considerata pericolosa per la sicurezza e l’ambiente. Anche l'articolo “Un giorno da lupi sui monti Lessini” è attuale, in un periodo in cui si discute molto del ritorno di questi predatori sulle Alpi, con tutte le opportunità e le problematiche che ne conseguono. Il testo racconta l'appostamento nel gelo di un'alba invernale e il fortunato incontro direttamente dalle parole del protagonista. Su un tema che sta a cuore a molti Soci CAI si basa l'editoriale del Presidente generale del Club Vincenzo Torti a proposito dei rifugi e del timore, rilanciato da un articolo del Corriere della Sera, di vederli trasformati in alberghi d'alta quota: «un timore immotivato per quanto riguarda quelli di proprietà del Sodalizio». Sono due le proposte escursionistiche con gli sci e le ciaspole ai piedi in questo numero: la valle del Krems, in Alta Carinzia (otto itinerari descritti) e la Majella, in Abruzzo (quattro tracciati ad anello descritti). La dorsale appenninica, con la storia e la cultura delle sue genti, è al centro dell'articolo che ripercorre il viaggio di Gian Luca Gasca dalla Liguria alla Sicilia a piedi e con i mezzi pubblici, durato poco più di un mese: «un itinerario lento e tortuoso, lontano dal mondo del rettilineo che sfreccia ad alta velocità». Su questo numero gli appassionati di speleologia vengono accompagnati in Galles, tra le tante sfumature di nero della cava sotterranea di Moel Fferna nel Denbighshire. I suoi canyon neri, i ponti sospesi sull’abisso, le strutture fantastiche, ne fanno un luogo che non si dimentica. Un banale incidente nel massiccio degli Ecrins lo scorso settembre ha portato via Roberto Bonelli. In questo numero il ricordo di un grande scalatore dell’epoca del Nuovo Mattino, che è stato anche speleologo nei primi anni Settanta. È dedicato all’IMS Photo Contest 2016 il portfolio fotografico di questo numero, che raccoglie una selezione delle più di 2.600 immagini provenienti da oltre 100 nazioni che hanno partecipato all'ultima edizione del concorso fotografico dell'International Mountain Summit di Bressanone. Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e di spedizioni internazionali completano come sempre il numero di febbraio, in tutte le edicole a 3,90 euro. Club Alpino Italiano http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=86&cmd=v&id=20876 Alberto Figliolia. Carlo Galetti, lo scoiattolo dei Navigli Polvere e fango. Solleone e pioggia. Correre al buio, nella nebbia, fra intemperie e fame e sete. Questo era il ciclismo dei pionieri: epico, romantico, fatica e gloria. Carlo Galetti (Galletti per l'anagrafe) fu uno dei suoi più appassionati e appassionanti pionieri. Lo scoiattolo dei Navigli lo chiamavano. Difatti era nato a Corsico, tagliata in due dal Naviglio Grande, con le verdi acque dirette verso l'antico e poetico porto di Milano, ossia la Darsena. Il Carlo tracciò un'autentica epopea in quegli anni eroici della bicicletta arrivando secondo dietro Luigi Ganna nella prima edizione del Giro d'Italia (1909) e vincendo poi la seconda e la terza a livello individuale e la quarta corsa con la formula a squadre (Atala). Il Galetti – piccolo, forte, astuto – investì i suoi guadagni in una tipografia, dal cui stabilimento sarebbe uscito il volumetto, La vita sportiva di Carlo Galetti, a firma di Emilio Colombo, che celebrava le gesta del corridore del paese del Sud-Ovest milanese. A sua volta Emilio Colombo era un pioniere: calciatore nella U.S. Milanese prima, direttore poi della Gazzetta dello Sport e del Guerin Sportivo. Grazie alla sua prosa fiorita ed evocativa rivivono, in quel prezioso libro datato 1911, le avventurose gesta di Galetti e con lui quelle degli antagonisti, amici e rivali: Eberardo Pavesi, il breriano Avocatt in bicicletta; il possente varesino Luigi Ganna, quello che alla domanda su quale impressione avesse provato dopo il suo trionfo al Giro aveva risposto... “L’impressione più viva l'è che me brüsa tant 'l cü!”; l'astigiano Giovanni Gerbi, il celeberrimo Diavolo rosso, atleta da tregenda e dagli infiniti aneddoti. La bicicletta conosceva la sua prima diffusione di massa, il ciclismo assumeva da subito le vesti della leggenda (ben più del calcio) e il Bel Paese veniva percorso in lungo e in largo e conosciuto anche per merito delle due ruote e dei suoi indefessi ambasciatori, neri di polvere e imperlati di sudore, scossi da brividi di freddo o bruciati dal sole, già ammantati di epos. Galetti, il viluppo di muscoli sottili ma di acciaio, piccola maglia, carne sobria, occhi di vivacità e mani tutte nervi sui manubri... Non vi era certo bisogno della televisione per lanciare al galoppo fantasia e immaginazione. Nel 2015 è uscito sul Galetti un esaustivo libro curato da tre “tifosi” di ciclismo, e suoi storici, ricercatori e collezionisti DOC, vale a dire Paolo Migliavacca, Lorenzo Papetti e Adelelmo Portioli. Un volume che ha il merito di ricostruire per intero la carriera del ciclista corsichese, riportando tutte le gare da lui corse e il risultando conseguito, contribuendo a ricostruire l'ambiente e il clima in cui era cresciuto il nostro eroe dei pedali e corredando il tutto con la riproduzione di una splendida serie di fotografie e documenti. Si trascorre in tal modo dalla Corsico all'inizio del Novecento alle primissime gare, sempre di quegli anni, cui Galetti aveva partecipato (26 agosto 1882 la sua data di nascita), dalla Milano-Sanremo al Giro di Sicilia e al Giro d'Italia – la corsa per eccellenza – con tappe di oltre 400 km, distacchi abissali, ritiri di massa (nell'edizione del 1914 degli 81 corridori partiti da Milano i sopravvissuti dopo la prima tappa furono 37 e alla fine soltanto 8 avrebbero saputo concludere l'impegno agonistico). Poi, il bagno di sangue della Grande Guerra... Il ritorno alla vita e alle gare... Anche se il momento migliore era ormai passato. Tuttavia il piccolo e scaltro Galetti, fatto di acciaio sottile, agile e potente, resistente e tenace, si toglierà la soddisfazione di gareggiare ancora alla Milano-Sanremo alla veneranda, per un ciclista, età di 48 e di 49 anni: nel 1930 arriverà nella classica delle classiche prove di un giorno 51°, a 57' dal vincitore e lasciando a 1 h 17' l'ultimo, mentre nel 1931 giungerà 69° al traguardo. Tuttora il più anziano partecipante a quel vero campionato del mondo primaverile su strada che è la Milano-Sanremo. Senza calcoli di sorta, né economici né d'alcun altro genere, soltanto e semplicemente pura passione e gioia di correre. “... dopo Savona, mentre l'uragano imperversava sbattendo sui visi a folate rovesci d'acqua... rannicchiato sul telaio, tutto chiuso in costume nero, non ricoperto da impermeabile, Galetti apriva la strada ai due altri corridori. I piccoli e vivaci occhi fissi avanti; la bocca chiusa come quella di un nuotatore; il viso lucido e gocciolante, il piccolo superstite della vecchia guardia spingeva senza posa, irrigidendo i muscoli delle gambe nerborute ad ogni colpo di pedale...”, la prosa immaginifica è ancora di Emilio Colombo, l'anno è il 1915, il respiro del tutto conradiano. Alberto Figliolia http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=87&cmd=v&id=20809