News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Mauro Del Barba. Una scelta scellerata che toglie soldi ai nostri Comuni Nel giorno in cui l’Ocse abbassa le previsioni di crescita del Pil con ragioni tutte legate all’azione e ai pasticci di questo Governo, il Senato trasforma in legge il furto alle periferie. Si tratta di un fatto gravissimo sia nel merito che nel metodo che giustifica pienamente la posizione dell’Anci di sospendere le relazioni istituzionali con il Governo. Queste le parole di Antonio Decaro, Presidente nazionale dell’Anci: «Non si possono stracciare contratti. L'Anci riprenderà le relazioni istituzionali con il governo quando ci sarà l'impegno del Presidente del consiglio e quando ritroveremo in un decreto le risorse che sono state tolte ai comuni». Dopo cinque anni di intenso lavoro per riformare questo paese e portare sul territorio risorse importanti con il “Progetto periferie” con amarezza ci tocca osservare come un governo arrogante e populista non si faccia scrupoli nello stracciare accordi con le istituzioni e nel privare soldi, progetti e speranze ai luoghi più fragili delle nostre città. Il Partito Democratico è in prima linea nel denunciare questa gravissima situazione e invita le forze locali ad alzare senza paura la propria voce per richiedere indietro quello che con un atto insensato gli viene sottratto. Da questo momento vengono privati soldi già destinati ai comuni. Dovevano cambiare il Paese e invece bloccano gli investimenti. I nostri cittadini e le nostre periferie pagheranno il danno di questa scellerata scelta di governo. Mauro Del Barba http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=161&cmd=v&id=22246 Carlo Forin. Pallavolo Benedetta la follia della pallavolo! Stasera avremo la quarta partita del mondiale di pallavolo: Italia-Slovenia. Commenterà Andrea Lucchetta, da Gaiarine, campione mondiale nel ’90, oggi 55 anni (“L’azoto e i carciofi le mie metafore per la Nazionale”).1 È stato un creativo in campo e lo è per affascinare gli ascolti, oggi, costruendo immagini mentali. – Racconto la tecnica con sillogismi. Eccedo per coinvolgere tutti. Ma sono solo lo strumento che enfatizza e traduce questa Italia dolce. Alessandra Roncato gli chiede: – A chi dice che esagera che risponde? – Che cerco di coinvolgere quelli che la pallavolo non la masticano. Penso al divano di casa popolato da bimbi, genitori e nonni: devo trovare soluzioni che intrattengano tutti spiegando il gesto tecnico. Fallo di palleggio perché le dita sono troppo rigide? Hai la mani di carciofo. L’attacco all’azoto liquido dello Zar (Ivan Zaytsev, ndr)? Attacca, cristallizza e sbriciola le dita del muto avversario. E Osmany Juantorena quanto legna? Ho sottolineato il nome della cittadina di Gaiarine, vicina all’azienda agricola della famiglia Lucchetta, di Andrea, dove suppongo sia nato. L’intento comunicativo del campione di pallavolo deve esser mosso da una specie di genius loci che muove anche me, vittoriese lontano una ventina di chilometri, che navigo con nomi di dèi e parole comuni. Io giocai a pallavolo al liceo, col maestro di ginnastica Bottegal. Ero capace come centro ed alzatore. Il B. poteva darmi un 8 per una schiacciata ed un quattro per una disattenzione. Smisi quando la pancia mi trattenne a terra. Stasera tiferò Italia, assieme a due milioni di italiani. Carlo Forin 1 Re.: La Repubblica, 18/09/2018: 55. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=153&cmd=v&id=22244 Il Centro studi storici a Livo|Alla scoperta di un pittore di Piuro del Cinquecento Sabato 22 settembre il Centro di studi storici valchiavennaschi e il Museo della Valchiavenna terranno una visita guidata alla chiesa di San Giacomo vecchia a Livo sul lago di Como, con ritrovo direttamente di fronte alla chiesa alle ore 14:30. La località è raggiungibile comodamente in automobile in una quindicina di minuti da Gravedona. La chiesa è ricca di affreschi, tra i quali quelli eseguiti nel 1517 dal pittore valchiavennasco Sebastiano da Piuro. L’antica chiesa, posta oltre l’abitato di Livo in prossimità del cimitero e documentata per la prima volta nel 1297, divenne parrocchiale nel 1446. A questo periodo risalgono la ristrutturazione con navata ad archi traversi ogivali dipinti a fasce bianche e nere, presbiterio rettangolare e abside semicircolare del più antico edificio e l’elegante campanile. Fu consacrata nell’agosto del 1514 da monsignor Galeazzo de Baldis, vescovo titolare di Tiberiade e suffraganeo nella città e diocesi di Como. Chi volesse avere informazioni sulla visita o sul Centro di studi storici valchiavennaschi, avente per scopo lo studio della storia del territorio valchiavennasco e la salvaguardia delle sue opere d’arte, può visitare il sito internet www.clavenna.it, telefonare al numero 0343 35382 o recarsi direttamente in sede, aperta il venerdì dalle ore 15 alle 18, al primo piano del palazzo Pestalozzi-Luna in via Carlo Pedretti 2 a Chiavenna. Tutti coloro che vorranno iscriversi all’associazione, la cui quota annuale è di soli 20 euro, riceveranno in giugno il bollettino annuale Clavenna, volume di oltre 300 pagine spettante gratuitamente ai soci, contenente una quindicina di articoli di storia locale e l’attività svolta dal Centro di studi storici valchiavennaschi durante l’anno precedente. Centro di studi storici valchiavennaschi http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=104&cmd=v&id=22241 Mauro Del Barba. Mille proroghe e molte fregature Il decreto votato poco fa con la fiducia alla Camera contiene ad avviso dei parlamentari del Partito Democratico molteplici provvedimenti che danneggiano la cittadinanza italiana, mina credibilità e fiducia nell’azione di governo da parte delle istituzioni ed enti di questo paese. In primo luogo sui vaccini crea confusione, è un provvedimento vigliacco perché mantiene gli obblighi giustamente previsti dal nostro governo, ma strizza l’occhio a chi è contro la scienza avallando comportamenti pericolosi per la salute, caotici per l’ordinato inizio dell’anno scolastico, ingiusti nei confronti dei bambini e dei dirigenti scolastici, a cui viene scaricata una vicenda piena di insidie e contraddizioni. La nostra protesta, in agosto nelle commissioni e negli ultimi giorni in aula, fino all’occupazione a seguito dell’apposizione della fiducia (peraltro con atto del cdm del 24 luglio, prima che il decreto fosse firmato dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale) si è appuntata negli ultimi tre giorni sull’emendamento inserito al Senato (laddove venne votato all’unanimità a seguito di garanzie prestate dal governo in seguito rivelatesi false) che sottrae alle periferie delle città soldi già stanziati dai nostri governi e già inseriti dai comuni in apposite convenzioni con lo stato e successivi cronoprogrammi di attuazione. La gravità di questo provvedimento è triplice: 1. Toglie soldi alla sicurezza e al diritto di vivere bene nelle periferie, luoghi da noi individuati per operare una “ricucitura” sociale, ristabilire eguali diritti tra i cittadini, operare condizioni di integrazione con gli immigrati di varia natura che spesso in quelle zone si stabiliscono. 2. Non opera un taglio, aspetto sgradevole e criticabile, ma che rientra nelle prerogative delle maggioranze: sottrae fondi già destinati e necessari per sostenere l’esecuzione di progetti spesso già avviati. È un vero e proprio furto ai territori, in particolare alle zone più deboli: le periferie 3. Avviene con l’introduzione di un emendamento spiegato al Senato con un effetto e che ha rivelato velenosamente la sua efficacia nelle ore successive, spalancando la polemica infuocata dei sindaci. È un atto probabilmente illegittimo (alcuni sindaci vi hanno già ricorso) e sicuramente decisivo nel minare la lealtà tra le istituzioni e la fiducia dei cittadini nell’operato della pubblica amministrazione. Sono state fatte promesse, varie e mutevoli in questi ultimi giorni. Come facciamo a credere a queste parole quando in aula, durante il dibattito sul decreto “Di Maio” il governo si impegnò ad introdurre precise norme di proroga sulle zone terremotate e anche in questa circostanza tutti gli emendamenti presentati sono stati bocciati? Per questo motivo da settimane siamo impegnati a ristabilire la legalità con proteste molto forti. In settimana ho ricevuto la lettera firmata dai sindaci lombardi, tra cui il sindaco di Sondrio, che ringrazio per la fiducia accordatami, che invitava a «modificare la parte del Decreto che riguarda i fondi del “Bando periferie”, per poter così dare certezza operativa alle Amministrazioni comunali e sia preservata la possibilità di dare un futuro migliore alle nostre comunità e ai nostri cittadini». Questo appello, giunto a sostegno della nostra azione in corso come dicevo da settimane, ha dato ulteriore impulso e visibilità a quanto fatto in commissione ed aula e restituito forza all’azione dei sindaci, che hanno ottenuto, sul filo di lana, una nuova promessa, ancora vaga nei tempi e nei modi, rispetto alla quale i sindaci hanno reagito con dichiarazioni dure e promessa di interrompere le relazioni istituzionali qualora anche questa volta non vengano mantenute. L’azione fin qua compiuta non è stata ascoltata (il decreto, con la fiducia, rimane immutato in questo punto), ma ha quantomeno portato a riformulare le proposte di rimborso parziale al rialzo. Vigileremo anche dopo l’approvazione affinché ogni euro sia restituito. Quanto all’appoggio locale, se ho già riferito della richiesta e della fiducia accordataci dal Sindaco di Sondrio, spiace considerare che analogo appoggio non sia arrivato, né direttamente né indirettamente, dai rappresentanti politici locali, Lega in testa. Al contrario, autorevoli amministratori della città di Sondrio targati Lega, hanno ritenuto prioritario minimizzare la sottrazione dei fondi al comune di Sondrio ed attaccare (ne sentivamo la mancanza) il Partito Democratico, piuttosto che portare il loro sostegno. Temo che la parola “territorio”, come ho già avuto modo di dire, sia stata da molti anni presa in ostaggio: il territorio è lì, nella valle, quando serve a riflettere la vanità della Lega. È accantonato, sussurrato, addormentato, quando potrebbe mostrarne gli errori e le brutture. La dialettica politica è importante, fondamentale per i territori: proprio per questo motivo divenga libera e rispettosa. Capita a tutti i governi di operare provvedimenti che a volte penalizzano una zona e ne favoriscono un’altra, a volte per errori, a volte per scelta. In questo caso il provvedimento è ingiustificabile sotto ogni profilo: serve una condanna unanime senza se e senza ma. Mauro Del Barba http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=161&cmd=v&id=22237 Con il Centro di studi storici ad Avero|Visita guidata Sabato 8 Settembre Sabato 8 settembre il Centro di studi storici valchiavennaschi e il Museo della Valchiavenna terranno una visita guidata ad Avero in Val San Giacomo. Il ritrovo è fissato alle ore 14:30 a Gualdera di Campodolcino. Grazie alla disponibilità del Consorzio di Avero e del Consorzio di Bondeno, da Gualdera si procederà gratuitamente in auto percorrendo la strada consorziale per Bondeno, dove si visiterà la chiesetta di San Giacomo costruita nel 1803. Subito dopo si raggiungerà a piedi in mezz’ora l’alpeggio di Avero, con carden ben conservati e una chiesa settecentesca dedicata ai santi Domenico, Camillo de Lellis e Vincenzo de Paoli. In caso di cattivo tempo la visita guidata sarà rimandata a sabato 15 settembre, alla stessa ora. Centro di studi storici valchiavennaschi http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=104&cmd=v&id=22230 Carlo Forin. Santa Rosalia È tragicomico che dopo 27 anni di ricerca monotematica di Anthares io veda solo oggi completamente il nome zumero di Rushalia = ‘seme (a) gioioso (li) -di- Dio (il) -dall’- utero (sha) sacro (ru)’ che sta sotto a it. Rosalia, santa (1130-1166) di Palermo (cfr. Giornale di Sicilia di ieri). Chiedo scusa ai Palermitani della durezza della mia cervice: Ogni giorno della vita, salvaci Signore. Ovvero: am-En = ‘che venga (am) -il- Signore (En)’. En.na = ‘generati (na) -dal- Signore (En)’. Poiché non sono ipocrita, avverto: tutte le parole vanno in sillabe, ed ogni syllaba si fa leggere in zumero: syl.la.ba sui grafi syl.ba.la. syl = sul = zul = sol: shi+il. Così, Sicilia: (lu2) ki-sikil young woman; maiden; virgin (‘place’ + pure).1 Ia (luogo) diventa ‘luogo di purezza’, grazie al sole syl/sol. Il fatto è comico, per me, che ho fatto l’alpino con Eliseo Toniello che sposò Lia a quei tempi. Avrei potuto coniugare prima il nome della sua sposa col nome di Rosa. Ru.sha = ‘sacro. utero’ sia in zumero stretto, come vidi dopo, sia in zumero-accado. Qua, in Terra, un critico come me vede prima l’aspetto tragico, poi quello comico. Mi conforta l’esempio di Eduardo de Filippo che compose e recitò Natale in casa Cupiello. Come ogni grande comico vedeva prima l’aspetto tragico (del figlio che non ama il Natale) e poi l’aspetto comico del voler fare il presepe a tutti i costi per celebrare la famiglia. È tragica la vita di ogni giorno. La riflessione fa risaltar subito l’aspetto comico. Domani verrà giudicata la Lega per Quell’inchiesta sui 49 milioni spariti spesi (anche) per la famiglia Bossi. “Lega” per Salvini il nome non si tocca. Ma è già pronto “Prima gli italiani”.2 Il nome di un partito dovrebbe venir disciplinato con la legge sui partiti, che io attendo da 70 anni in applicazione del cuore della Costituzione (Art. 49). È tragica l’assenza della legge. È comica l’Italia che applaude il ministro degli Interni. Uno che ha torto soprattutto quando pare aver ragione (Libia, i ribelli avanzano a Tripoli. Salvini: la colpa è dei francesi). Certo, la colpa è dei francesi a cominciare da Sarkozy, che scatenò la guerra a Gheddafy; ma io pretendo che il governo italiano risolva il problema chiedendo all’Europa di dichiarare la cittadinanza unica europea. Chiedo all’Europa di non regalare l’Africa alla Cina, come sta facendo: Xi Jinping apre il “Forum on China-Africa Cooperation” e incontra oltre 50 leader di Paesi africani con 60 miliardi da dar loro. È una gioia mondiale l’iniziativa cinese. Una tragedia il silenzio europeo. Carlo Forin 1 John Alan Halloran, Sumerian lexicon, Logogram Publishing, Los Angeles, 2006: 141. 2 Re.: la Repubblica, 03/09/18: 11. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=153&cmd=v&id=22224 Viaggiando tra i tesori d’Italia: San Giovanni Theristis|di Anna Lanzetta Ogni luogo d’Italia affascina ed emoziona e nella Locride, terra di Calabria, definita preziosa per memoria, cultura e storia, si scoprono perle tra le più rare. Basta avventurarsi per strade scoscese, su per i monti, ammantati di fichi d’india lussureggianti, per imbattersi all’improvviso in tesori che rubano il cuore per bellezza, maestosità e misticismo. Siamo nelle campagne del Comune di Bivongi, in provincia di Reggio Calabria, in una vallata sovrastata dalle ripide pareti del monte Consolino, denominata Vallata bizantina dello Stilaro, luogo di insediamenti ascetici, posti sulle pendici del monte e delle colline circostanti, abitati da monaci forniti di grande cultura e spiritualità. Si viaggia spinti dalla curiosità di conoscere, di vedere e di godere di ogni bellezza che il territorio che si visita ci regala e nella Locride ogni pietra diventa depositaria di una storia che ad ogni passo si disvela. Il profumo è intenso lungo la riviera dei gelsomini, il silenzio ammanta e nessun rumore lo infrange. Si raggiunge un ristretto pianoro compreso tra le fiumare dello Stilaro e dell’Assi. La vista è incantevole e il paesaggio ammalia ad ogni passo mentre l’occhio curioso si spinge in lontananza e si appaga di una bellezza incontaminata. Si resta rapiti e trasportati in un altro tempo e in un luogo dove ogni ciottolo racconta una scheggia di vita. Ed ecco apparire a un tratto, quasi come in un sogno, un monumento dall’architettura che richiama in alcuni elementi lo stile bizantino e in altri quello normanno, un complesso monastico pregevole, dedicato a San Giovanni Theristis, vissuto intorno al 1100, l’unico in Italia fondato dai monaci del monte Athos. Si racconta che nell’XI secolo, in questo territorio sia vissuto un giovane monaco nato a Palermo, al quale si attribuiscono vari miracoli come quello di un’improvvisa mietitura del grano a Maroni, da cui l’appellativo di Theristis, che significa appunto “mietitore”. Il complesso risale alla fine dell’XI secolo e fu gestito da monaci che, scampati tra il secolo X e XI alle invasioni arabe di Sicilia, si rifugiarono in Calabria. Così ne parla Fulvio Calabrese: Il crescere della potenza islamica e la sua progressiva espansione nel bacino del Mediterraneo, costrinsero monaci ed eremiti ad abbandonare, nel corso del secolo VII, l’Oriente cristiano ed a trovare rifugio nella vicina Calabria, che per le caratteristiche geomorfologiche, ricordava loro le terre d’origine. Grazie alla venuta di questi asceti, moltissimi furono i monasteri e gli oratori edificati in tutto il thema, considerato un nuovo punto d’irradiazione della cristianità, e numerosi quelli costruiti nella stessa vallata dello Stilaro, dove, fra il secolo X ed il XII, vennero fondati ben 44 luoghi di culto tra laure, cenobi e monasteri. Tali insediamenti erano abitati da diversi monaci così forniti di cultura, spiritualità e ascetismo, da far definire questa zona la Terrasanta del monachesimo greco–ortodosso in Calabria. La lettura è affascinante, le distanze si accorciano, mentre si associa al luogo, non senza emozione,il ricordo della Cappadocia. L’edificio, un tempo splendido per ricchezze e famoso per cultura, con la costituzione dell’Ordine Basiliano, da Basilio Magno, suo fondatore, divenne uno dei maggiori cenobi della congregazione religiosa greco-ortodossa “uniate” fornito di reliquie e di una vasta biblioteca con manoscritti di grande pregio. Nel XVII secolo, a causa delle scorrerie dei briganti, fu abbandonato e decadde completamente, fino a lasciare solo ruderi alle intemperie. L’Italia meridionale è come un’ostrica che cela bellissime perle di cultura, di arte e di storia, che aspetta di essere aperta con rispetto e cautela per godere dei tesori del suo importante patrimonio. Negli anni venti del ‘900 il monastero fu scoperto, in mezzo alla folta vegetazione dell’epoca, dall’archeologo Paolo Orsi, che così scrive: «A settentrione di Stilo una catena di modica elevazione separa le due contigue e parallele vallate dello Stilaro e dell’Assi. A cavallo del valico che collega i due bacini e che dovette essere attraversato da una mulattiera assai malagevole ma altrettanto frequentata nei tempi di mezzo, sorgono le ruine di S. Giovanni vecchio, quasi all’altezza di Stilo, emergenti in mezzo a macchie di neri elci e di verdi querce, e così segregate dal mondo per la profonda vallata che ben pochi degli Stiletani le conoscono, e nessuno studioso dell’arte le aveva visitate. In questa chiusa e quasi mistica solitudine assai prima del sec. X sorse un umile monastero basiliano….» «….a tanto assurse la sua fama, da esser proclamato «caput monasterium ordinis S. Basilii in Calabria». La compresenza di Arabi, Bizantini e Longobardi in questi luoghi tra il IV e il X secolo realizzò uno scambio culturale ed economico tra le popolazioni ancora oggi riscontrabile in monumenti riportati alla luce con accurati restauri. Il monastero di San Giovanni Thirestis è uno di questi. Esso vanta un passato glorioso. Ridotto nel tempo a rudere è rinato nel 1994 e dal 2008 è retto da monaci della Diocesi Romena Ortodossa d’Italia. Il luogo è mistico e il silenzio e il rispetto sono d’obbligo. Tutto rapisce e come un’eco che si propaga da lontano, se ne può ascoltare la storia dagli stessi monaci, provenienti dal monte Atos, che ne curano la vita. Nel 1990 cominciarono i lavori di ristrutturazione e oggi il complesso si può ammirare in tutta la sua bellezza, quale esempio di architettura monastica dell’XI secolo. L'interno è pura armonia, ricco di icone, pitture, affreschi e pregevoli arredi sacri come l'iconostasi e lo splendido lampadario in oro nella navata centrale, con una grande base di dodici lati, su ognuno dei quali è raffigurato un apostolo, vero gioiello di arte eccelsa. All'esterno, alcune porzioni di intonaco affrescate ci dicono che un tempo tutto l'esterno era dipinto, a testimoniare l’unicità della costruzione. Il centro è diventato attivo con la celebrazione della Divina Liturgia secondo il rito ortodosso e molti sono i pellegrini dell’Europa dell’Est che vengono per visitarlo e ammirare le montagne ricche di grotte, di eremi e di vallate che invitano alla meditazione. La Calabria ha sempre qualcosa da offrire all’attento viaggiatore che curioso, si accinge a visitarla, pronta a regalargli conoscenze, scoperte ed emozioni con uno sguardo costante alla Magna Grecia e con il fascino di terra antica e misteriosa, custode di tesori inestimabili. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=104&cmd=v&id=22225 Rafael Alcides. Recado a mi hijo Rafael|Nella traduzione di Gordiano Lupi Messaggio a mio figlio Rafael in quelle notti ti divertivi a nasconderti dove io non ti trovavo, e in effetti, le tue strane abilità mi impedivano di trovarti anche se stavi accanto o dietro di me. Che cosa! In quale luogo del niente si sarà riandato a ficcare? Perché di casa non è uscito! Ritornavo a cercare negli armadi, sotto i letti, persino dentro i libri mi mettevo a cercare, ma niente, mai riuscivo a trovarti. Avevi il dono di renderti invisibile. Avevi quella proprietà. Quelle notti, figlio mio, furono le mie Mille e una notte. dio le conservi in tua memoria, mio re. Che rivedendole tu riesca a scoprire le cose per cui non avevo ancora le parole per quel che avrei voluto ma non potei dirti allora, quando un giorno, ormai senza giocare, sarò io, tuo padre, a nascondermi. 20 gennaio 2002 Trad. di Gordiano Lupi (Da Rafael Alcides, Solo de gatos y otros poemas) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=65&cmd=v&id=22198 Carlo Forin. Ferragosto 2018 Sono arrivato al mio settantunesimo Ferragosto. Che cosa ho imparato? L’archeologia del linguaggio ha spazio in Tellusfolio > Nave Terra > Ordine di farfalla ed in ArcheoMedia, Rivista di archeologia on-line. Non ho più spazio in Agor@ magazine (per problemi legati con l’avvocato di Antonio Di Pietro che ha ottenuto dal giudice di oscurare il sito per un mio articolo). Sono felice, ma non sazio. E come potrei esser soddisfatto del mio benessere quando continuo ad essere isolato nella pratica etimologica? Mi correggo: l’etimologia è frequentata da altri. Manca l’idea dei due piani da esplorare: quello dei nomi degli dèi e quello dei nomi comuni. I nomi degli dei furono curati fino ad un mille anni fa. Adesso, nessuno li cura più di solito. Ed erano insiemi totali per gli antichi. Insiemi che mettevano ordine nelle parole comuni. I zumerologhi li hanno giudicati privi di realtà e li hanno rimossi. Così, sono incapaci anche di denominarsi in modo corretto!: sumerologhi è l’espressione accada di Sumer, zumerologhi è l’espressione zumera. Zumer = ‘vita (r) -col- nome (me) -della- luna (Zu)’. En Zu, ‘signora Luna’ è la dea che dava la conoscenza ai Zumeri, secondo loro. Non l’ha data ai sumerologhi, secondo me. Perché, come dicono loro, la dea luna non dava nessuna conoscenza perché era un satellite della Terra. E questo è vero. Ma come facciamo a tradurre correttamente il loro pensiero se non riusciamo prima a capirlo ed accettarlo? Il pensiero religioso è normalmente più complesso di quello laico. Almeno, in antico. Se il moderno è così povero da ‘ignorarlo perché gli dèi non esistono’ allora diventa poverissimo. Restiamo al ferragosto, feriae Augusti ‘festa di Agosto’. Augusto, augusta coniuga aug + usto. Aug + usta. Santo, venerato, ‘seme bruciato’ in zumero. Fu detto così l’imperatore Ottaviano Augusto. Fu detta così santa Augusta, che verrà celebrata il prossimo 22 agosto nella parrocchia di Serravalle di Vittorio Veneto, dove nacqui. Volete sapere la nota più divertente? Verrà festeggiata dopo un 700 anni dall’inizio del culto questa martire, santa Augusta, figlia dell’autocrate goto Matrùc del V secolo, senza che nessuno riconosca che questo è il suo nome cristiano; si fece battezzare Augusta perché riconobbe come cristiana la madre di Costantino il Grande, ricordata col nome della strada che univa Ceneda e Serravalle: via della regina augusta (imperatrice). Ed un re goto non amava gli augusti imperatori; mai avrebbe pensato di nominare una figlia così! La madre di Costantino andò in Palestina a cercare la croce di Cristo e ne portò i pezzi con chiodi che entrarono nella corona di ferro che incoronò i re longobardi. Volete un’altra nota curiosa? Il 15 agosto si festeggerà l’assunzione di Maria vergine in Cielo. La titolare della chiesa cattedrale di Vittorio Veneto. Nessuno dirà che sarà il 15, a metà mese, perché in antico il mese cominciava a metà, alle idi. Comprova: il 16 luglio abbiamo festeggiato la Madonna del Carmelo perché iniziava il mese che oggi finisce. La storia è maestra di vita. Gli uomini non l’ascoltano. Carlo Forin http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=153&cmd=v&id=22195 M. F. F. Racchetti. Carta por Crateús Queridos, sulla strada da Fortaleza a Crateús mimetizzato tra gli arbusti secchi e polverosi della Caatinga, timidamente sventola una piccola bandiera dei Sem Terra. Dom Ailton gira l’auto ed entra nello spazio polveroso del piccolo accampamento. sotto il sole cocente, da alcune tende alcune donne timidamente escono ad incontrarci. Timide, ma accoglienti, incoraggiano a sederci nella piccola aldeia centrale. Tutto intorno bimbi e galline si muovono a loro agio. Raccontano. Da cinque anni resistono nel piccolo accampamento. Come sempre è l´acqua ciò che più manca. La lotta e le loro rivendicazioni in questi anni sono state riconosciute. Ora i bimbi vanno nella scuola del paese più vicino e due volte alla settimana una piccola autobotte porta l´acqua. “Vale la pena resistere?” A rispondere è una giovane mamma con un bimbo di pochi giorni in braccio: “Ci sostiene la speranza”. E non si può non credere a questa speranza che sembra così naturale in questo contesto che comprende unicamente le cose più semplici e più giuste. Dom Ailton, che li appoggia e lotta con loro, commenta che è più convincente ascoltare e credere a queste persone semplici ed umili, piuttosto che alle parole sofisticate dei leaders e dei rappresentanti politici, che non vivono direttamente la loro realtà e la lotta di ogni giorno. Negli occhi di Francesca, che per la prima volta incontra questo tipo di realtà, si legge la commozione. Ripartiamo con questa speranza, che cercheremo di conservare ed accrescere nel cammino dei prossimi giorni. Per un mondo più giusto, più solidale e più vivo. Grande abraço e até logo Maria, Francesco e Francesca http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=104&cmd=v&id=22196 WWF. Progetto “Mani in pasta...”|Domenica 5 agosto prima uscita in Val Tàrtano Prima iniziativa del progetto “Mani in pasta, piedi per terra menti aperte” che si chiuderà nel novembre 2019. Come già avvenuto per il progetto “Le Opportunità dell'Agricoltura in Montagna” del 2014/15, che il WWF coordinò in veste di capofila di 8 associazioni chiavennasche, anche in questa occasione il WWF, con il prezioso supporto della rete di “C'è una valle”, mette a disposizione il proprio ruolo di capofila alla testa di un progetto che ha l'ambizione di: «generare coesione territoriale e scambi tra mondi differenti... facendo emergere quanto di buono e migliore già esprime in nostro territorio», ma non solo... Domenica 5 Agosto prima “uscita” ufficiale in Val Tàrtano con un debutto piuttosto variegato, aperto al colto e all'inclita, proprio come nelle finalità espresse nella Relazione del progetto. (Villiam Vaninetti) programma 10:00 - Ritrovo presso l’orto botanico in località Val Laur basso (m. 1461) 10:45 - Presso il cantiere forestale, a una decina di minuti dal giardino botanico, l’impresa boschiva ‘La Teleferica’ illustrerà l’organizzazione del proprio cantiere forestale, seguirà intervento della dr. Stangoni ‘La gestione del Bosco’ a cura di Vivi Orobie 11:30 - Visite guidate al giardino botanico accompagnate da guida esperta ERSAF a cura di Vivi Orobie 12:30 - Pranzo al sacco in riva al fiume 13:30 - Animazione/giochi per bambini in riva al fiume e nei dintorni dell’Orto Botanico 16:00 - Località Barbera. Merenda ‘come una volta’ ed esposizione di prodotti aziende agricole locali 17:00 - Località Barbera. Presentazione del libro Volti di un Altro Mondo, a cura di Dario Benetti 17:30 - Concerto nella piazzetta località Barbera di Alessandro Ducoli, cantautore bresciano Alessandro Ducoli. È un eclettico cantautore dallo stile imprevedibilmente originale, che mescola rock e musica d’autore in uno stile sempre pronto a sorprendere. I suoi dischi non sono semplici raccolte di canzoni, ma piuttosto sorprendenti opere concettuali, introdotte spesso da un racconto nel quale si rintracciano le varie ispirazioni e caratterizzate da suggestioni e riflessioni personali. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=104&cmd=v&id=22182