News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Morbegno. Mostra Piante guerriere|Sabato, ore 18:00, l'inaugurazione Si inaugura sabato 16 dicembre alle 18:00 (ingresso gratuito) la mostra “Piante guerriere” ospitata nella sala Perego del Museo di Storia naturale di Morbegno. Prima, nei due turni delle 15:00 e delle 16:30 di Museo in famiglia, i partecipanti (costo 1 euro, prenotazione 338 1702694) saranno guidati dai curatori della mostra a una visita, mentre gli operatori museali svolgeranno un laboratorio a tema. La mostra, curata da Francesco Tomasinelli e Associazione Pithekos, è un viaggio tra le piante che credono di essere animali, ovvero quei vegetali che hanno sviluppato una serie di armi di difesa e attacco. Sono piante guerriere perché in grado di aggredire e mangiare gli animali come fanno molte specie carnivore, oppure perché riescono a spostarsi in modi del tutto imprevedibili, con semi simili ad alianti o uncini con i quali aderiscono ai grandi animali. L’esposizione presenta dal vivo alcune delle piante più sorprendenti del mondo vegetale, le cui caratteristiche sono illustrate da didascalie e da grandi pannelli fotografici, che svelano gli aspetti meno noti delle specie protagoniste. Oltre alle piante anche alcune teche con animali vivi, come nella mostra “Predatori del microcosmo”, ospitata lo scorso anno sempre al Museo e che ha riscosso notevole interesse. La mostra sarà aperta fino al 18 febbraio 2018, il sabato e la domenica dalle 14:30 alle 17:30 e il mercoledì dalle 19:30 alle 22:00. L'ingresso è gratuito per i bambini fino a cinque anni, il biglietto per gli studenti fino alle superiori costa tre euro, mentre per gli adulti cinque. Le scolaresche possono prenotare la visita guidata di un'ora (Francesca 338 1702694) al costo di tre euro a studente, dal lunedì al sabato. Museo civico di Storia naturale Morbegno http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21725 Poesiabambina/ Guerra e pace due cose distinte|Lavori degli alunni di Scuola primaria di Cosio V. e di Talamona SOLIDARIETÀ Sono morte tante persone tra cui i miei cari. I ricordi sono brevi mangiati dalla guerra. Fratelli, mariti e le persone più vicine… ora sono dimenticate, ma nel mio cuore resterà sempre l’amore per le persone più care. Emma Della Mina, Matteo Gambetta, Rachele Vaninetti PACE Pace orgogliosa di ogni motivo, ma odi la guerra più di Dio. Sei nella natura e anche in casa quando senti una dolce chiacchierata. Gli uccellini sono figli tuoi e li farai cantar in armonia finchè puoi. Tommaso Milani DUE COSE DISTINTE La guerra e la pace sono due cose distinte, come l’estate e l’inverno. L’estate è calda come la pace, l’inverno è freddo come la guerra. La guerra arriva senza avvisare invece la pace ti bussa alla porta, se credi che la guerra possa finire non smettere mai di crederci. Matilde Gherbi, Matilde Pianta PACE BELLISSIMA La pace è quando due persone si conoscono, come quando esce il sole. La pace non è trincee, fucili, pistole, mitra e sangue. La pace è dire buongiorno e grazie. Sorrisi. La pace vuol dire non litigare collaborare. La pace è amicizia. Karol Curtoni http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21719 “Sessantotto”. Oggi l'inaugurazione|Mostra collettiva alla Galleria del Carbone di Ferrara, fino alla Befana Sabato 9 dicembre, ore 18:00 sessantotto opere degli anni ‘60/‘70 di: Riccardo Biavati, Maurizio Bonora, Paola Bonora, Gianni Cestari, Renzo Crociara, Gianfranco Goberti, Claudio Gualandi, Gianni Guidi, Marco Pellizzola, Giuliano Trombini, Paolo Volta, Sergio Zanni. Ferrara - Galleria “del carbone” Via del Carbone, 18/a Sabato 9 Dicembre alle ore 18:00 alla Galleria del Carbone inaugura la mostra collettiva con opere realizzate tra la fine degli anni ‘60 inizio anni ‘70 dal titolo “sessantotto” per la presentazione di Lucio Scardino. La rassegna propone opere di: Riccardo Biavati, Maurizio Bonora, Paola Bonora, Gianni Cestari, Renzo Crociara, Gianfranco Goberti, Claudio Gualandi, Gianni Guidi, Marco Pellizzola, Giuliano Trombini, Paolo Volta, Sergio Zanni. Nel testo di introduzione che accompagna la pubblicazione, Lucio Scardino scrive: «...è ora la volta di un calendario edito in occasione del cinquantenario del 1968, anno fatale per più versi, a cominciare da quelli rivoluzionari ed eversivi. La politica e la società da allora sono mutate, come lo sono state le diverse arti...». Sarà interessante vedere opere “superate” per traguardare prospetticamente diverse sensibilità artistiche. L’iniziativa culturale, che gode del Patrocinio del Comune di Ferrara, rimarrà in parete fino al 7 Gennaio 2018 con i seguenti orari: dal mercoledì al venerdì 17:00-20:00; sabato e festivi: 11:00-12:30 e 17:00-20:00; chiuso il lunedì e martedì. (Lucia Boni) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21715 Ferrara. “Le arti dell'illusione”|Per iniziativa del Dipartimento di Studi Umanistici Le arti dell'illusione II Convegno di studi organizzato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara presso l'Auditorium Universitario Complesso di S. Lucia via L. Ariosto, 35 – Ferrara 13-14 dicembre 2017 Mercoledì 13 dicembre Ore 10:30 Saluto del Prorettore delegato alla Didattica, prof. Paolo Tanganelli Presiede Arrigo Manfredini (Università di Ferrara) Edda Bresciani (Università di Pisa) Antico Egitto. Far bella la morte Patrizia Castelli (Università di Ferrara) «Chi è la più bella del reame?». L’illusione della bellezza: artifici e arti occulte tra Medioevo ed Età moderna Carlo Riberti (Università di Ferrara) Chirurgia estetica. Esaltazione e trasgressione delle norme del bello Discussione Mercoledì 13 dicembre Ore 15:00 Presiede Carlo Bergamini (Università di Ferrara) Monica Longobardi (Università di Ferrara) Le Metamorfosi. Apuleio: illusioni della magia, magia della lingua, illusioni della traduzione Fabrizio Lelli (Università del Salento) L’illusorietà della Qabbalà nella speculazione cattolica del tardo Rinascimento Chiara Crisciani (Università di Pavia) Illusi e delusi: gli alchimisti di Nicola Eymeric, inquisitore Franco Cardini (Scuola Normale Superiore, Istituto di Scienze Umane e Sociali) Il racconto del Graal. Storia, leggenda, mito Discussione Giovedì 14 dicembre Ore 9:00 Presiede Silvana Vecchio (Università di Ferrara) Francesco Tateo (Università di Bari) «Homines sperato vivunt». Il topos umanistico dell’illusione Marco Mangani (Università di Ferrara) Il topos dell’incantesimo nella musica strumentale del Settecento Salvatore Geruzzi (Università di Ferrara) L’illusione della ragione: Enrico Castelli e il ‘demoniaco’ dei «pittori-teologi» Andrea Gatti (Università di Ferrara) Le illusioni ritrovate. Per un’estetica della percezione artistica Antonio Natali (Direttore della Galleria degli Uffizi dal 2006 al 2015) Feticci e poesia. Memorie di una stagione agli Uffizi Discussione http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21705 Milano. Lasciare il segno|Percorsi di integrazione attraverso il fumetto Gli studenti del Liceo Artistico “Caravaggio” e le matite di 8 giovani fumettisti milanesi contro il razzismo Mercoledì 13 dicembre, dalle ore 17 FABBRICA DEL VAPORE Sala delle Colonne Via Procaccini, 4 – Milano = ingresso libero = BJCEM-Biennale dei giovani artisti dell’Europa e del Mediterraneo, insieme all’Associazione Africa e Mediterraneo, presentano mercoledì 13 dicembre “Lasciare il segno”, un progetto che coniuga intercultura e fumetti, realizzato con il contributo del Comune di Milano. L’evento sarà ospitato negli spazi della Fabbrica del Vapore, che nel 2015 sono stati la casa dell’edizione milanese della Biennale dei giovani artisti – Mediterranea 17 Young Artists Biennale – e di altri progetti che hanno coinvolto i giovani artisti del circuito internazionale BJCEM. L’arte, quella più fresca, innovativa e sperimentale del fumetto, diventa medium ideale per incoraggiare il dialogo interculturale e promuovere una cultura antirazzista fra le giovani generazioni di studenti milanesi, in un percorso coinvolgente che stimola una lettura critica e informata dei fenomeni migratori che sta vivendo l’Italia, promuovendo al contempo una nuova generazione di fumettisti interessati ad affrontare i temi del contrasto al razzismo e alle discriminazioni. Alla Fabbrica del Vapore si presenta dunque un percorso complesso, articolato in tre fasi: dapprima un laboratorio, che ha visto protagonisti 24 studenti del Liceo Artistico “Caravaggio di Milano”, che hanno prodotto alcune tavole originali guidati dal fumettista cuneese Federico Manzone e dall’operatrice interculturale Flore Thoreau La Salle. La seconda fase è stata un laboratorio extrascolastico, rivolto a giovani artisti del territorio Milanese under-35, selezionati attraverso un bando. Sono stati scelti, fra le candidature arrivate: Lamine Diop, Claudia Elisabetta Ferrari, SirSkape, Giulia Ratti, Marta Mariano, Alberto Wolfango Amedeo D’Asaro, Marta Lucia Sosio ed Eugenia Erba. Saranno proprio i risultati di questo processo ad essere presentati alla Fabbrica Del Vapore di Milano, mercoledì 13 dicembre, presso la Sala delle Colonne, dalle ore 17. In una giornata a ingresso libero, sarà possibile incontrare i giovani artisti selezionati e gli studenti coinvolti e apprezzare le opere realizzate, presentate in una piccola mostra. Ad arricchire la giornata, un dibattito che affronterà il tema del “fumetto come strumento per raccontare la migrazione e il contemporaneo” e, più in generale, il tema della comunicazione del presente tramite il fumetto. Al dibattito partecipano due interessanti fumettisti italiani, Federico Manzone e Gianluca Costantini, capaci nelle loro opere di coniugare graphic journalism e attivismo sociale. Il progetto “Lasciare il segno”, è realizzato con il contributo del Comune di Milano. Info BJCEM www.bjcem.org http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21702 Poesiabambina/ La pace, la pace, la pace, la pace, la pace...|Lavori degli alunni di Scuola primaria di Cosio V. e di Talamona LA PACE Nessuno è capace di allontanare l’orrore delle guerre. Le guerra sono litigi tra stati e continenti. La guerra serve per conquistare e ti toglie la libertà. Giorgio Rovedatti, Alessio Vaninetti La pace La pace è arrivata la guerra è svanita sarà dimenticata sotto i nostri piedi. Esploderà il cuore di tutti i bambini e la pace conquista il mondo. Dopo il giorno grigio viene il giorno azzurro dal camino esce il fumo e la casa si riscalda di felicità. Ilaria Barolo, Ester Codega, Stefano Petrelli LA PACE Fuori dalla finestra c’è la guerra i bambini sperano che fuori arrivi la pace. Invece fuori ci sono uomini stesi al suolo, morti. Allora i bambini non escono più dalla casa. Fuori dalla finestra ci sono nuvole nere e pioggia. Giulia Introini LA PACE La pace è una cosa bella tutti sono in sintonia e stanno bene insieme. In un prato a meditare in un silenzio glorioso. Luca Rasica LA PACE La pace è un insieme di colori vivaci: giallo come il sole azzurro come il cielo rosso come il cuore verde come il prato. La pace è tante persone che si tengono per mano. Daniele Bettiga, Soufiane Naji http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21678 Stefano Bardi. La nascita della Letteratura Femminile in Italia|“Una donna” e “Amo dunque sono” di Sibilla Aleramo Quando si parla di Letteratura Femminile in Italia, subito ci vengono in mente grandi nomi come per esempio Dolores Prato, Dacia Maraini, Isabella Santacroce, e tante altre ancora. Grandi firme queste sono, è vero, ma comunque sono tutte “figlie” del romanzo Una donna della scrittrice e poetessa Sibilla Aleramo (Alessandria, 14 agosto 1876 – Roma, 13 gennaio 1960), nome d’arte di Marta Felicina Faccio. Una scrittrice che ancora prima di essere un’intellettuale, rappresentò il simbolo ufficiale delle lotte femminili, che nel secondo Novecento furono portate avanti da tante femministe e che già dal tempo dell’Aleramo, si basavano sul diniego del maritaggio, della gravidanza, e sulla denuncia sociale della disparità lavorativa fra l’uomo e la donna. Il 1906 è l’anno per l’appunto del romanzo Una donna, che può essere considerato come un’autobiografia dell’Aleramo stessa, che è usata da essa come uno strumento per mostrarci la sua probità e come un autoritratto pubblico, che ci mostra la scrittrice nel suo più profondo intimo. Romanzo, questo, scritto dall’Aleramo in prima persona e che costituisce, ancora oggi, il punto di partenza della letteratura femminile e il punto di contatto con le scrittrici dei giorni nostri. Opera che si basa sul rifiuto dell’indipendenza come colloquio paritario con un universo di principi canonici, sulla rimarcazione e divisione della temporalità caloroso-letteraria, sul legame d’inferiorità fra l’uomo e la donna, sull’allontanamento (secondo la mentalità maschile) della donna dalle problematiche etico-carnali come l’aborto e lo stupro; e che è costruita con una lingua misera, afona, e “senza luce”. Opera, quella dell’Aleramo, che è concepita come una denuncia dell’Uomo, che è visto e concepito dalla scrittrice come un agnello sacrificale e un carnefice allo stesso tempo; e della sua brutale e selvaggia indole padronale. Denuncia che è allo stesso tempo una rivincita di Sibilla Aleramo su precisi episodi intimi che la riguardano, come per esempio il disastro coniugale dei suoi genitori, il tentato suicidio e la conseguente pazzia psichica della madre, sulle avances e sullo stupro da parte di un operaio del padre, su un matrimonio e un figlio indegni, e sulla morte spirituale di se stessa. Più nel dettaglio, l’opera è divisa in tre grandi macro-sezioni, dove nella prima vengono rappresentate le puerili immagini della scrittrice e le ombre della sua famiglia, che è composta da una madre eticamente lacerata e mentalmente instabile, da un padre follemente amato da sua famiglia ma allo stesso tempo però è un’ombra sempre lontana, dalla famiglia e infedele con la moglie; e da un marito che abuserà sessualmente di lei a diciassette ani nella fabbrica di suo padre, dal quale avrà un figlio non voluto, proprio come non fu voluto il matrimonio, con il suo stupratore e aguzzino. Matrimonio che significherà per l’Aleramo sottomissione e prigionia, dentro le sue mura casalinghe. Nella seconda sezione assistiamo invece alla nascita etica e spirituale dell’Aleramo femminista, attraverso i libri sociologici da lei letti e attraverso, la collaborazione giornalistica con la rivista Muller, che faranno nascere nella scrittrice una nuova e inedita lettura di temi sensibili come il sesso, la gravidanza, la lotta sociale, e il riconoscimento dei diritti paritari fra l’uomo e la donna. Nella terza e ultima sezione, assistiamo alle iniziative materiali dell’Aleramo attivista femminista. In particolar modo, la maternità e concepita come contemplazione e appagamento di un matrimonio insignificante, ma allo stesso tempo come prigione della sua femminilità. Romanzo, quello dell’Aleramo, in cui le uniche figure maschili da lei descritte sono quella del padre e quella di suo marito, dove il primo è concepito dalla scrittrice come un vanto supremo del sesso maschile e come una luce ispiratrice, mentre invece suo marito è visto come un essere spregevole, spiritualmente sporco, e come una creatura sessualmente depravata. Accanto a questo romanzo possiamo ricordare, seppur forzatamente, il romanzo del 1927 Amo dunque sono. Romanzo epistolare composto di lettere scritte dall’amata di Luciano (Giuliano Parise), e che non troveranno risposta da parte di quest’ultimo; e che espone il tema della donna innamorata, che concluderà bene la sua vicenda amorosa, nella totale falsità e irrealtà etico-spirituale. La donna rappresentata dalla scrittrice, non è qui una donna sottomessa in primis e poi una moglie ribelle come nel romanzo Una donna, ma solo e unicamente una schiava, una sottomessa, e una macchina sessuale. Anche in questo romanzo, come in quello del 1906 c’è spazio per la figura maschile che in questo caso è rappresentata da Luciano, che è visto e concepito dalla scrittrice come un essere spregevole, immaturo, bambinesco, e sessualmente depravato. Stefano Bardi Bibliografia di riferimento A. Nozzoli, Tabù e coscienza: la condizione femminile nella letteratura italiana del Novecento, La Nuova Italia, Firenze, 1978. M. Federzoni, I. Pezzini, M. Pia Pozzato, Sibilla Aleramo, La Nuova Italia, Firenze, 1980. B. Conti, A. Morino, Sibilla Aleramo e il suo tempo. Vita raccontata e illustrata, Feltrinelli, Milano, 1981. F. Contorbia, L. Melandri, A. Morino, Sibilla Aleramo. Coscienza e scrittura, Feltrinelli, Milano, 1986. M. Triglia, Letteratura al femminile: dalle origini ai giorni nostri, Sciascia Editore, Caltanissetta, 2004. C. Cretella, S. Lorenzetti, Architetture femminili: immagini domestiche nella letteratura del Novecento italiano. Sibilla Aleramo, Natalia Ginzburg, Dolores Prato, Joyce Lussu, Franco Cesati Editore, Firenze, 2008. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21669 “Donare, il più bel gesto d’amore”|3ª edizione per il Concorso figurativo–letterario rivolto agli studenti delle scuole superiori È aperta la possibilità di partecipare alla terza edizione del concorso figurativo-letterario “Donare, il più bel gesto d’amore”, iniziativa promossa dal Laboratorio Poetico di èValtellina e Aido, che ha visto la condivisione del progetto con Admo-Avis (sezione di Morbegno), rivolto in precedenza solo agli Istituti Superiori di Morbegno. «Visti i particolari i risultati ottenuti in termine di partecipazione di apprezzamenti pervenuti nelle precedenti edizioni», spiega la poetessa Paola Mara De Maestri di èValtellina, «si è deciso di estendere, da quest’anno, la possibilità di partecipazione a tutti gli Istituti Secondari di Secondo grado della provincia di Sondrio». «L’iniziativa» continua De Maestri «ha la finalità di sensibilizzare e coinvolgere attivamente i ragazzi sull’importanza del donare, come atto di estrema generosità e altruismo, ma anche come impegno sociale e verso se stessi creando l’occasione per riflettere sul valore sociale della donazione proponendo la realizzazione di opere letterarie-figurative». Il progetto è sorto nella convinzione che le arti figurative quali il disegno, la scultura o la realizzazione di opere multimediali, così come la poesia, consentono di trasformare e arricchire la percezione personale della realtà. Il titolo che specifica l’argomento è quest’anno un aforisma di Khail Gibran che recita: “Voi date poca cosa dando ciò che possedete. È quando donate voi stessi che donate veramente” scelto, tra quelli proposti da èValtellina, dai presidenti delle varie associazioni: Maurizio Leali (Aido), Rocco Acquistapace (Avis sez. di Morbegno) e Piero Pallavicini (Admo, Associazione donatori midollo osseo). Il concorso prevede tre sezioni: figurativa, letteraria e supporti multimediali. Entro la fine di marzo le opere dovranno essere trasmesse – secondo le modalità indicate nel regolamento – al Laboratorio Poetico presso la sede dell’associazione E’Valtellina, in piazza S. Antonio n. 6 a Morbegno. Ad aprile una commissione giudicante – appositamente predisposta e formata da persone qualificate ed impegnate nel campo sociale e culturale – esaminerà le opere pervenute, selezionando quelle ritenute meritevoli di essere premiate, dando quindi tempestiva comunicazione agli interessati per il tramite delle rispettive segreterie d’Istituto. Nel mese di maggio saranno premiati i primi tre classificati in ciascuna delle tre sezioni. Le notizie relative all’iniziativa verranno pubblicate anche sulle testate locali. Tutte le novità sull’evento verranno rese tempestivamente disponibili nel sito www.evaltellina.com èValtellina http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21668 Poesiabambina/ Ero rimasto solo io... La guerra è un tira e molla tra la vita e la morte|Lavori degli alunni di Scuola primaria di Cosio V. e di Talamona LA GUERRA È LA GUERRA La guerra è la guerra chi lo sa come funziona? È un tira e molla tra la vita e la morte. Tutti sognano la pace e la libertà. Filippo Spandrio, Gabriele Sutti, Nicolas Tangherloni PACE Durante una guerra è difficile stare bene e sopravvivere per questo dobbiamo stare in pace. La pace è una cosa buona molto bella; in pace si sta bene: non si ha paura, fame e freddo. Teodoro Acquistapace, Alessio Spandrio Colomba di pace Ero rimasto solo io nel piccolo paese c’era uno dei cieli più belli che io avessi mai visto sopra il mio giardino. Le cicale cantavano e sentivo l’odore del gelsomino, io speravo che la colomba portasse la pace a tutta la gente. Francesco Pedranzini LA MANO CHE DÀ LA VITA Fratello soldato, tu che sei ferito che hai paura del presente tieni la mia mano che ti solleverà ti proteggerà e ti farà vivere. Amico, non temere, il fucile non ti colpirà. Non avere paura sennò non c’è futuro. Giulia Di Carlo http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21648 Sul tema del contrasto alla violenza contro le donne|Premiata una valtellinese per la miglior tesi di laurea magistrale Si terrà a Roma mercoledì 22 novembre, a Palazzo Montecitorio, la cerimonia di premiazione per le migliori tesi di laurea magistrale e di dottorato sul tema del contrasto alla violenza contro le donne alla presenza del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, del Presidente della Delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Michele Nicoletti e del Presidente della Commissione Uguaglianza e non discriminazione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa Elena Centemero. A ricevere il premio quale 1ª classificata per la Tesi di Laurea Magistrale è la valtellinese Matilde Aghdasi. Con lei Elena Guidi, 1ª classificata per la Tesi di Dottorato. (Red.) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=60&cmd=v&id=21646 Poesiabambina/ La pace è una festa di mille canzoni. Come un foglio bianco...|Lavori degli alunni di Scuola primaria di Cosio V. e di Talamona LA PACE La pace è una parola piena di colori, un arcobaleno ricco di profumi. La pace è un prato fiorito dove i bambini fanno il girotondo. La pace è una colomba che va nel cielo e mette allegria nei nostri cuori. La pace è una festa di mille canzoni. Io voglio la pace! Cristian Casot Come un foglio bianco Era estate il sole caldo io non volevo scrivere una poesia preferivo andare via in un posto silenzioso dove tutto tace e io posso stare in pace. La pace è come un foglio bianco dove non scrivi niente, ma puoi abbracciare tutta la gente. Riccardo Duca PACE BAMBINI Incubi nel sonno paura di bombe. La mamma che arriva tutta di corsa La guerra è finita. Pace bambini. Viola Angelini PACE Pace è una stretta di mano tra due amici. È il volersi bene, in famiglia. È volersi bene tutti quanti È voler bene a se stessi. Ognuno è unico e speciale, non c’è nessuno di uguale. Siam in pace tutti amici e formiamo un arcobaleno di colori. Linda Martinalli, Erika Tonelli http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=125&cmd=v&id=21633