News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Aduc/ Osservatorio Firenze. Cani che non possono bere alle fontane pubbliche: autodenuncia La notizia della multa di 160 euro inflitta al proprietario di un cane che si era abbeverato ai bordi della fontana del Biancone in piazza Signoria a Firenze, è sintomatica per due aspetti: - l'ignoranza del vigile rispetto al regolamento comunale. L'Ufficio diritti degli animali del Comune, interpellato da chi ha ricevuto la multa, ha consigliato di presentare ricorso perché non esiste un divieto per quel che ha specificamente fatto il cane, ma un divieto di «far bere gli animali direttamente all'erogatore di fontane pubbliche ad uso potabile» (art. 15 comma J del Regolamento di Polizia Municipale), che sembra non sia il caso del motivo della multa. Chi rimborserà il multato per tutto il tempo e denaro che avrà dovuto perdere per far valere i propri diritti? - la scoperta dell'esistenza di questo articolo del Regolamento in un Comune che ha anche l'Ufficio dei diritti degli animali. Ufficio che evidentemente non si è posto il problema di come i cani possano bere quando sono in giro coi loro proprietari. Probabilmente il divieto è stato concepito in temi andati quando, per esempio, i cavalli in circolazione non erano solo quelli dei pochi fiaccherai che ora trasportano i turisti, e quindi aveva un intento igienico. Ma sta di fatto che al tempo d'oggi i cavalli non si abbeverano nelle rarissime fontanelle pubbliche e le vittime maggiori di questa anacronistica situazione sono i cani. Colgo l'occasione per autodenunciarmi. Ho un cane che spesso porto in giro anche in centro città, tra la zona di piazza San Marco e il quartiere di San Lorenzo. Quando Leon (il nome del mio cane di otto anni) ha sete e trovo una fontanella di quelle grigie col pommello da roteare (piazza San Marco o piazza SS Annunziata o piazza D'Azeglio per esempio), io faccio scorrere l'acqua e Leon beve direttamente slinguacciando nella parte bassa del fiotto d'acqua che cala dal rubinetto. Devo riconoscere che Leon ha fatto virtù da necessità e, quando slinguaccia abbeverandosi, è uno spettacolo che attira tutti i passanti facendoli teneramente sorridere e chiedermi di accarezzare il cane. Ora apprendo che questo è illegale, mentre non sarebbe illegale far soffrire la sete ad un cane. Mi autodenuncio e aspetto due diverse e contrapposte reazioni: - una multa da un vigile -questa volta- informato sul Regolamento. Multa a cui farò opposizione nel nome dei diritti degli animali, disposto a trascinare il Comune fino alla Cassazione e alla Corte Costituzionale; - la promessa e conseguente iniziativa di un amministratore della città che chieda e ottenga una modifica di questo articolo del Regolamento, sì che i cani non debbano soffrire la sete. Vincenzo Donvito, presidente Aduc http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11525 Zoo di Poppi (Ar). Da chiudere|Denuncia della senatrice radicale Donatella Poretti Se volete fare una scampagnata in Casentino (provincia di Arezzo) e mostrare ai vostri bambini la fauna europea, evitate di visitare lo zoo di Poppi (Ar). Subito all'ingresso vi vendono sacchetti con delle crocchette di cibo da dare agli animali (tutti mangiano la stessa cosa? A base di cosa sono queste crocchette? Ma di solito non si deve evitare di dare del cibo agli animali?). La prima immagine è un cortile di cemento dove un orso bruno guarda chi lo osserva e sembra chiedere perché è finito lì e non nella foresta intorno che è enorme. Poi si prosegue un percorso fatto di gabbie piccole, recinti mal messi, animali soli e intontiti... Infine un prato con animali liberi, asinelli bianchi dell'Asinara e cervi: i bambini li imbottiscono di cibo vario e di mele. Davanti ancora gabbie con scimmie, tacchini e altro. Quindi un piccolo parco giochi non in sicurezza per bambini. Ancora, un circuito di moto elettriche per bambini dove, acquistato il gettone al bar, i piccoli le montano senza casco e senza un qualche addetto che sorvegli il circuito. Gli unici addetti dell'intera struttura sono intenti, al bar e al ristorante, a preparare cibo per i visitatori. Una bambina stamane è caduta spinta da un asinello, un altro gli cammina sopra e lascia il segno dello zoccolo nella spina dorsale. Inutile chiedere aiuto, gli addetti sono impegnati al bar e al ristorante. Con fatica si ottiene del ghiaccio, con urla e minacce del disinfettante. Ma la cassetta del pronto soccorso non è obbligatoria nei locali pubblici? Possibile che non ci sia un responsabile che vigili sui bambini e sugli animali? Possibile che nessuno si interessi se una bambina viene ferita da un animale? Allo zoo di Poppi questo è possibile. Passata la paura per la bambina, dopo oltre due ore al Pronto soccorso dell'ospedale di Bibbiena, ecografie e analisi varie, resta solo da denunciare la vicenda e chiedere l'intervento delle guardie zoofile per le condizioni degli animali e per l'Asl per la mancata assistenza sanitaria. La soluzione migliore: la chiusura. Sen. Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11500 LEAL Sondrio. Linee guida USA a favore della dieta vegetariana Le linee guida alimentari ufficiali degli USA sottolineano i benefici della dieta vegetariana. Il PCRM (Comitato di Medici per una Medicina Responsabile) ha accolto con favore i dati forniti nel giugno 2010 dal Comitato consultivo americano sulle linee guida dietetiche (Dietary Guidelines Advisory Committee), che ha sottolineato l'importanza dell'alimentazione vegetariana per gli americani. Nonostante le diete vegetariane siano considerate da qualcuno solo come una “moda”, si sono ora affermate pienamente come un metodo efficace per prevenire l'obesità, il diabete e i problemi legati al colesterolo. Altri gruppi di esperti avevano già rimarcato il valore e l'utilità delle diete vegetariane senza però che queste venissero mai consigliate all'interno di linee guida, le quali sono influenzate spesso della politica. I recenti studi parlano sicuramente molto chiaro: la dieta vegetariana è correlata ad un basso indice di massa corporea, a pressione arteriosa più bassa e a migliori condizioni di salute. Chi fa a meno della carne corre meno rischi di avere problemi di salute, mentre coloro che eliminano anche i latticini e le uova (seguendo una dieta vegana) sono i più sani di tutti. Ad esempio, le diete vegetariane e vegane riducono il rischio di diabete e le diete basate sui vegetali possono addirittura aiutare chi già è affetto da diabete di tipo 2 a controllarne i disturbi e a ridurre la dipendenza dei farmaci. «Le diete vegetariane possono ridurre sensibilmente il rischio di obesità, di diabete e di altri problemi», afferma Susan Levin (foto), specialista in nutrizione, dietista riconosciuta e direttrice del dipartimento di educazione alimentare del PCRM. «L'America spende 100 miliardi di dollari l'anno in assistenza sanitaria per problemi legati all'obesità ed è palese che dei pasti senza carne ci aiuterebbero a rimanere in forma e in buona salute e a ridurre le nostre spese sanitarie». I consigli alimentari del PCRM, rappresentati graficamente nel “The Power Plate” (www.thepowerplate.org), si focalizzano nel presentare cereali integrali, frutta, verdura e legumi come le basi della dieta. Il “Power Plate” si rifà a decine di studi scientifici che dimostrano come le abitudini alimentari vegetariane siano associate ad un più basso tasso di obesità, un minor rischio di malattie cardiache, ipertensione e diabete di tipo 2. Fondato nel 1985, il PCRM è un'organizzazione non-profit che promuove la medicina preventiva, conduce studi clinici e incoraggia ad adottare standard più etici e scientificamente efficaci nella ricerca medica. (fonte: PCRM News and Media Center, 15/06/2010 Traduzione a cura di Benedetta Tagliabue) Per informazioni e adesioni: michele.mottini@cheapnet.it LEAL Sezione di Sondrio (da 'l Gazetin, agosto 2010) ABBÓNATI! http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11472 Cani Basilicata. Presidente Regione fermi deportazione ancora in atto La vicenda che riguarda i trasferimenti dei cani dal canile della comunità Alto Agri di Potenza si sta risolvendo in una presa in giro di chi, tra singoli e associazioni, da tutta Italia, si è mobilitato per impedire l’inutile ed assurdo sradicamento dei vecchi cani, ben ospitati nei canili di Potenza, verso altre strutture: una deportazione che, invece, sta continuando all’interno della regione, e che si vuole far continuare con qualsiasi modalità. Si tratta di un trasferimento forzato, dapprima addirittura fuori regione, che da tempo è al centro di una grande polemica su vari media in tutta Italia. Ciò che è grave è la recente dichiarazione, del presidente della Regione Basilicata, del lieto fine della vicenda, che invece non è: la “deportazione” continua tuttora, anche se non in Calabria. In totale sono stati portati via dal canile “Eco” di Potenza 52 cani, di cui 27 sono attualmente a Cassano allo Jonio e il restante al canile di Viggiano. Sappiamo che verranno prelevati in questi giorni anche i cani del canile “Pippo” di Potenza. La vicenda, quindi, non si è affatto chiusa, perché quello che cittadini, specialisti, veterinari e istituzioni – compresa la stessa ASL di Potenza – contestano, è lo sradicamento in sé, che è causa di inutili sofferenze e che compromette inutilmente il benessere psico-fisico dei cani. Mi preme ricordare che gli animali ospitati nei canili Eco e Pippo sono ormai anziani e, a maggior ragione, ottimamente adattati. A riguardo ho presentato ben quattro interrogazioni al Governo. Mi appello al presidente della Regione Basilicata affinché non deluda le aspettative dei cittadini: fermi subito ogni trasferimento dei cani o, altrimenti, motivi l’utilità di strappare dalle loro “case” questi animali per spostarli in altre strutture. Necessità che, se esistesse, non potrebbe essere certo dettata da puri criteri di “risparmio” economico, a danno dei cani: gli animali non sono oggetti da “rivendere” al massimo ribasso possibile. Qui il testo delle interrogazioni: 1 • 2 • 3 • 4 Donatella Poretti http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11378 LEAL Sondrio. Abolizione della vivisezione didattica Dopo l'ennesimo esempio di mancato rispetto per le poche norme a tutela degli animali, accaduto a inizio giugno con la vivisezione didattica effettuata da AIMS Academy presso l'ospedale Niguarda di Milano, che ha visto migliaia di persone prendere posizione contro la sperimentazione didattica su animali e una grande eco sui media, l'associazione I-CARE Europe Onlus e AgireOra Network lanciano una iniziativa a livello nazionale che chiede l'abolizione totale dell'uso di animali nella didattica pre e post laurea e l'istituzione di un Osservatorio Nazionale che vigili sulla corretta applicazione della normativa a tutela degli animali utilizzati nella sperimentazione. Usare animali vivi, oppure uccisi subito prima dell'esperimento, è una pratica che, oltre a essere assolutamente non al passo coi tempi, è anche in contrasto con quanto richiesto dalla normativa nazionale. Infatti la legge italiana (decreto legislativo n. 116/92) prevede che nella sperimentazione “didattica” in cui si usano animali per “insegnare” agli studenti (all'università o in corsi post-laurea come quello tenuto al Niguarda) vi sia un'autorizzazione specifica e recita: «In deroga all'art. 3, comma 1, il Ministro della sanità autorizza gli esperimenti a semplice scopo didattico soltanto in caso di inderogabile necessità e non sia possibile ricorrere ad altri sistemi dimostrativi». Invece i metodi alternativi esistono, sono metodi moderni ed efficaci, basati su simulatori elettronici, manichini, software all'avanguardia, e quindi non esiste alcuna “inderogabile necessità”. Il problema è che, nonostante esista questa contraddizione giuridica, il Ministero della Salute continua a rilasciare in molti casi autorizzazioni in situazioni in cui, di fatto, la normativa nazionale non lo permetterebbe, venendo così meno al suo compito di controllo, e consentendo un mancato rispetto della lettera e dello spirito della legge. Per questo, l'iniziativa “Abolizione della vivisezione didattica” si prefigge da una parte di ottenere una situazione chiara di divieto totale e senza deroghe perché, esistendo sempre i metodi alternativi, le deroghe non hanno ragione di esistere, e dall'altra parte richiede l'istituzione di un 'Osservatorio Nazionale' che possa coadiuvare il Ministero nel far rispettare la legge, perché quello che accade adesso è un rilascio indiscriminato di autorizzazioni. Abbiamo avuto modo di verificare negli ultimi due anni diversi casi in cui venivano usati animali in corsi post-laurea pur esistendo metodi alternativi, e in alcuni di questi casi siamo riusciti tramite diffide a bloccare l'utilizzo di animali, anche se il Ministero aveva rilasciato un'autorizzazione. Riteniamo vergognoso che in uno dei pochissimi casi in cui la legge protegge gli animali, quello della sperimentazione didattica, le norme vengano disattese in modo così grossolano. Si può firmare on line oppure scaricare un modulo da stampare e far firmare. Inoltre sono in corso dei presidi di protesta davanti al Niguarda. Maggiori info sul sito della LEAL www.leal.it. Per informazioni e adesioni: michele.mottini@cheapnet.it LEAL Sezione di Sondrio (da 'l Gazetin, luglio 2010) ABBÓNATI! http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11353 Cani Basilicata. Una vittoria Alla fine la mobilitazione di associazioni animaliste, singole persone e personalità famose che su Internet hanno fatto partire email per segnalare lo scandalo, media che hanno acceso i riflettori su una vicenda che rischiava di restare nascosta, è stata premiata. Le interrogazioni, le lettere anche alla Procura che abbiamo fatto e la mobilitazione anche del ministero della Salute (sottosegretaria Martini) si sono dimostrate fondate: una Regione non può liberarsi dei cani come fossero spazzatura, al miglior offerente! La legge sul randagismo affida agli enti locali la responsabilità di cura dei cani randagi e di ricerca di nuove proprietari che li ospitino. La Regione Basilicata che voleva disfarsene e spedirli in Calabria sarebbe stato un precedente pericoloso anche per altri. Nonostante il muro di gomma degli enti locali lucani, alla fine la legge ha prevalso e l’operazione di smaltimento cani è stata fermata! Donatella Poretti http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11232 LEAL Sondrio. I filosofi e gli animali È da poco uscito per AgireOra Edizioni il volume I filosofi e gli animali. L'animale buono da pensare, a cura del prof. Gino Ditadi che documenta, nelle sue 288 pagine, la posizione rispetto alla “questione animale” di molti filosofi, noti e meno noti, esaminati in ordine cronologico da Zarathustra, Anassimandro, Pitagora fino ad arrivare ai nostri giorni con Tom Regan, Claude Levi-Strauss e L.L. Vallauri. Il volume contiene 475 note filosofiche e storico-critiche e testi inediti, rari o di difficile reperibilità, ed è uno strumento indispensabile e documentatissimo per comprendere la genesi dello scontro uomo-natura e per individuare le possibili vie di uscita da una situazione insostenibile, senza precedenti. Gino Ditadi è autore di numerosi saggi filosofici sulla questione animale. Con quest'opera fondamentale ha riportato alla luce scritti di cui si ignorava perfino l'esistenza. Un messaggio antico ma al contempo sorprendentemente moderno che può aiutare a comprendere meglio l'epoca del vuoto in cui viviamo, un'epoca senza precedenti, caratterizzata da continue emergenze su scala planetaria: emergenze climatiche, sanitarie, ambientali, sociali, ecc. Tutto ciò affonda le proprie radici in una concezione del mondo che ha posto l'uomo al Centro del Creato, dimenticandosi di tutto il resto, a discapito del mondo naturale e di tutti i suoi abitanti. Per capire come e perché siamo giunti a questo, e per uscirne, può aiutare ripercorrere il cammino del pensiero filosofico nella storia che ha così fortemente influenzato la nostra civiltà. Questo è ciò che fa il libro, il suo intento. Ma possiamo scoprire che ci sono state anche altre letture del mondo, forse deliberatamente rinchiuse nel “dimenticatoio”, che parlano di un rapporto ingentilito con la natura e gli animali, in cui tutta la vita è posta al Centro, e non solo una sua parte, la nostra. Oggi, queste letture, sono portatrici di un massaggio di speranza, una via di uscita dall'epoca del vuoto. Il volume contiene una sintetica, ma profonda ed affilata Introduzione di circa 50 pagine e 240 pagine di scritti di grande rilevanza, presentati e meticolosamente chiosati. Si tratta di una importante raccolta di testi antichi, medievali, moderni e contemporanei, inediti, rari, di difficile reperimento, straordinariamente utile al dibattito sul rapporto uomo-animale e sul senso della civiltà. Un testo ben documentato, utilissimo per docenti (e studenti) della scuola superiore, per sviluppare un programma innovativo, interdisciplinare, per riportare dinamicità e flessibilità al sapere, per porre in relazione la propria disciplina e il suo codice linguistico con altre aree disciplinari e con l’ambiente extrascolastico. Un testo importante e utile per l’Università. Si può acquistare dal sito www.agireoraedizioni.org al prezzo di 12 euro. Per informazioni e adesioni: michele.mottini@cheapnet.it LEAL Sezione di Sondrio (per 'l Gazetin, giugno 2010) PRENOTA IL NUMERO IN STAMPA. ABBÓNATI! http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11144 Cani Randagi Basilicata. Bene stop a trasferimenti in Calabria Apprendo con soddisfazione del sequestro, da parte della Polizia Provinciale, dei cani lucani destinati alla deportazione in Calabria: si tratta di un provvedimento importante, necessario per tutelare la salute ed il benessere degli animali, fondamentale per garantire il rispetto della legge. Una vicenda che da oltre un anno è divenuta di rilevanza nazionale, un simbolo della mancata applicazione della normativa a tutela degli animali da affezione e di prevenzione del randagismo. Adesso è necessario applicare in tutti i comuni del Nord e del Sud Italia la legge 281, sulla prevenzione del randagismo, affinché situazioni di questo tipo non debbano più capitare. Qui il testo dell'interrogazione che presentai su questo stesso caso. Sen. Donatella Poretti parlamentare Radicali/Pd http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11089 Animali da compagnia. Possibile che l'Italia non riesca a ratificare una Convenzione europea da 13 anni? La Convenzione europea relativa alla protezione degli animali da compagnia, firmata a Strasburgo il 13 novembre 1987, già ratificata da 13 Stati Europei, prevede all’articolo 10 come gli interventi chirurgici destinati a modificare l’aspetto di un animale da compagnia, o finalizzati ad altri scopi non curativi, debbono essere vietati. In particolare vieta: a) il taglio della coda; b) il taglio delle orecchie; c) la recisione delle corde vocali; d) l’esportazione delle unghie e dei denti. La Convenzione ammette eccezioni al divieto solamente se un veterinario considera un intervento non curativo necessario sia per ragioni di medicina veterinaria, sia nell’interesse di un determinato animale, nonché per impedirne la riproduzione. Il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 2 ottobre 2009 il disegno di legge di ratifica prevedendo come tali mutilazioni, non motivate da esigenze terapeutiche, divenissero reati penali attraverso la modifica dell’art. 544 ter del Codice Penale. Dopo l'approvazione della Camera, il testo giace al Senato da mesi. Era in aula alla vigilia di Natale 2009, poi è scomparso dal calendario. Poi è tornato in aula ad aprile solo per rimandarlo in commissione perché meglio venisse amputato dalla modifica del codice penale grazie ad un emendamento del relatore. Siamo a maggio e ogni settimana sembra esser quella buona per la ratifica che poi non avviene. Oggi era in calendario, ma la seduta che era convocata per le 9:30 slitta per i funerali di Stato ai militari italiani morti in Afghanistan alle ore 12. Sarebbe stata comunque utile come convocazione per approvare la ratifica, ma l'aula invece che in sede legislativa sarà convocata in sede celebrativa per i 40 anni dello Statuto dei lavoratori. La prossima settimana tra decreti e altro riuscirà il Senato a ratificare la Convenzione? Per parte nostra abbiamo presentato emendamenti per ripristinare il reato penale e un ordine del giorno (1) che ricorda come le mutilazioni siano attualmente regolate e vietate dall’Ordinanza 3 marzo 2009 “sino all’emanazione di una legge di divieto generale specifica in materia” e con cui si impegna il Governo: a prevedere un sistema di monitoraggio dell’applicazione di tale divieto, avvalendosi della collaborazione dei Servizi Veterinari delle regioni, delle ASL, dell’Ordine dei Medici Veterinari e del Comitato Bioetico per la Veterinaria per ottenere dati anche numerici sugli interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia di un cane che vengono fatti e con quali scopi, curativi e non. Donatella Poretti (1) A questo link l'Ordine del Giorno AS ddl 1908 dei senatori Donatella Poretti, Marco Perduca, Franca Chiaromonte, Francesco Ferrante, Silvana Amati, Roberto Della Seta. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=11068 Caccia/Provincia Arezzo. Sconti per i tesserini degli ultra75enni?|Si promuove il rispetto per gli animali non la loro uccisione! Lettera al presidente Roberto Vasai Gentile Presidente Vasai, Apprendo dalle agenzie di una iniziativa della sua Giunta per dimezzare il costo del tesserino venatorio ai cacciatori ultra 75enni. Una misura dannosa e di retroguardia. I soldi che derivano dalla quota di iscrizione agli Ambiti Territoriali di Caccia vengono utilizzati per ripagare i danni all'agricoltura provocati dai cacciatori, ed essendo ormai i cacciatori anziani, si ridurranno molto le entrate per le casse della Provincia, che alla fine dovrà sottrarre fondi ad altri settori. Per l'esattezza, e stando ai conti resi pubblici, 24.450 euro (sui 978 cacciatori ultra 75enni) che verranno pagati dai non cacciatori e anche da chi è contrario alla caccia. Il numero complessivo dei cacciatori in Toscana è di circa 110.000 (il 3,5% della popolazione sopra i 18 anni), con una riduzione media dell’1,5-2,5% all’anno e con una tendenza alla crescita dell’età media: attualmente il 70% dei cacciatori ha più di 50 anni e quasi il 20% è ultra settantenne. Con una battuta si potrebbe dire... una specie in via di estinzione, che la Provincia con afflato protezionista decide non solo di proteggere e tutelare, ma di incentivare! Il sondaggio Ipsos su ‘Le opinioni degli italiani sulla caccia’ (commissionato da Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia) non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini italiani considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). In Toscana il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario a candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’89% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura, con un 93% degli elettori Pdl-Lega e 87% Pd-Idv. Ogni anno l’Associazione vittime della caccia rende noto un dossier nazionale sulla stagione venatoria e quello 2009/2010 è stato un bollettino rosso di sangue, non solo degli animali ma anche degli uomini uccisi. In soli 5 mesi (dal 2 settembre 2009 al 31 gennaio 2010) sono stati registrati 30 morti e 87 feriti per armi da caccia. In particolare gli incidenti verificatesi strettamente in ambito venatorio vedono 23 morti e 72 feriti. Se chi esce armato mette in conto il rischio che il fucile possa provocare vittime, o essere a sua volta vittima dei suoi compagni di caccia, lo stesso non si può dire per chi si affaccia al balcone di casa sua o fa il giardiniere. Tra le vittime della gente comune infatti, in tutto 1 morto e 18 feriti, si registrano 5 donne ferite tra cui alcune con il volto devastato, 2 guardie venatorie, 2 fungaioli, 2 operai, 1 giardiniere, 1 ciclista, 1 passeggiatore. Di questi 7 colpiti nelle immediate pertinenze di casa, riportando l’attenzione sull’assurda norma che prevede come per i soli cacciatori non esista la proprietà privata (art. 842 del codice civile, già oggetto di referendum dei radicali per chiederne l’abrogazione, di raccolta firme di cittadini e tradotte in proposte di legge). Armare, come vuole il centrodestra in Senato, i ragazzi di 16 anni e incentivare l'uscita armata degli ultra 75enni, non sembrano misure utili e di sicurezza alla cittadinanza, ma solo alla sparuta lobby di cacciatori e a quella potente delle industrie delle armi. Confido che queste riflessioni la aiutino a ripensare e rivedere una decisione che non va nella direzione in cui va la società, ossia sempre più nel rispetto degli animali e dei loro diritti. Queste sono le passioni che una istituzione, quale la Provincia, deve incentivare e promuovere e non l'uccisione di esseri viventi! Cordiali saluti, Sen. Donatella Poretti Parlamentare Radicali -Partito Democratico http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=10986 Francesco Pullia. Animalismo e vegetarianesimo, il nuovo possibile Ha ragione Guido Ceronetti a constatare che, ahinoi, siamo una civiltà cartesiana in cui l'animale, l'altro di noi (non da noi), è considerato né più né meno che come un orologio, puro movimento automatico, privo di anima.(1) Cartesio, si sa, è espressione emblematica di quel pensiero dell'arroganza antropocentrica che, esaltando la specie umana, ha progressivamente condotto alla nientificazione dell'animale (si pensi a Paolo di Tarso, ad Agostino di Ippona, a Tommaso d'Aquino), fornendo giustificazione alla tetra teologia del mattatoio,(2) alla cultura imperante, ritrovandosi persino nell'abominevole tesi heideggeriana secondo cui l'animale sarebbe povero di mondo (Weltarm) e vivrebbe in uno stato di ebetudine (Benommenheit). Certo è che, come ha osservato nel 1981 Marguerite Yourcenar, «se non avessimo accettato, nel corso delle generazioni, di veder soffocare gli animali nei vagoni-bestiame, dove si spezzano le zampe, come succede a tante mucche e cavalli mandati al mattatoio in condizioni assolutamente infernali, nessuno avrebbe sopportato i vagoni piombati degli anni 1940-1945, neppure i soldati addetti alla scorta».(3) Il mattatoio ci insegue come un'ombra, incombe come un incubo sulle nostre coscienze e, come saggiamente afferma Ceronetti, ci maledice tutti.(4) Tuttavia, non è che il tragico esito di un percorso infernale costituito dalla catena degli allevamenti intensivi. È vero, è proprio vero, che, come ha scritto Isaac Bashevis Singer, nei confronti degli animali tutti siamo nazisti, Treblinka dura in eterno.(5) Dovremmo vergognarcene profondamente e, invece, eccoci pronti, condizionati dal martellamento pubblicitario, a trangugiare hamburger, bistecche, würstel, prosciutti, salsicce, cosciotti di pollo o di tacchino, scatolette di tonno e chi più ne ha ne metta in una voracità fomentata ad arte che incide, eccome, nella distruzione dell'ecosistema. Continuiamo a tollerare l'esistenza di planetari luoghi di tortura e degrado trincerandoci dietro un'ipocrita dimenticanza e mangiamo, mangiamo, gonfiamo sconsideratamente le guance sino a rendere i cavi orali impregnati d'alitosi e le pance devastate dall'obesità. Solo per restare in Italia, nel nostro paese ci sono circa cinque milioni di obesi con un costo sociale annuo di 8,3 miliardi di euro, pari a circa il 6,7% della spesa sanitaria pubblica. Coloro che sono affetti da questa patologia sono, nel mondo, oltre 250 milioni ed il trend è in crescita. Si tratta di dati allarmanti soprattutto per la popolazione giovanile. Secondo la Fao entro il 2050 i consumi mondiali di carne raddoppieranno. Oggi si calcola che gli animali allevati sulla Terra superino di circa dieci volte gli umani: 1.300.000.000 di bovini, 1.000.000.000 di suini, 1.700.000.000 di ovini e caprini, ben 52.000.000.000 di avicoli, 900.000.000 milioni di conigli, senza considerare pesci e crostacei. Raddoppiare ulteriormente questi numeri significa portare il pianeta al collasso. L'allevamento intensivo figura tra principali cause d'allarme ambientale nel pianeta dal momento che contribuisce con percentuali altissime all'inquinamento dell'aria e dell'acqua, alla deforestazione, alla perdita della biodiversità nonché al riscaldamento globale. I cittadini pagheranno sempre di più con la loro salute un metodo di produzione altamente rischioso. Eppure il sistema alimentare attuale può essere riconvertito in un sistema sostenibile iniziando dal non considerare più gli animali come cibo. Proteine, carboidrati, vitamine, sali minerali e benefici grassi sono ampiamente disponibili nel mondo vegetale. Per produrre un chilogrammo di carne sono impiegati mediamente 100 mg di antibiotico che finiscono nei nostri piatti. Un italiano medio che consuma circa 87 kg di carne ogni anno (senza considerare i prodotti ittici) ingerisce involontariamente quasi nove grammi di antibiotici, equivalenti alla somministrazione di circa quattro terapie antibiotiche all'anno. Vicini alle nostre case ci sono esseri che, solo per scopi alimentari, vengono selvaggiamente mutilati, sottoposti a inenarrabili efferatezze, sgozzati, squartati. Le loro rabbrividenti lamentazioni, le loro urla non ci raggiungono perché abbiamo ipocritamente tappato le orecchie. La nostra vista è tanto ottenebrata da passare indifferenti davanti al sangue che gronda dai banconi. Se lo scorgiamo, ci appare addirittura normale, scontato, una questione abitudinaria. Ecco, allora, che l'animalismo e il vegetarianesimo sanciscono una rottura netta con il vecchio modo di vivere e diventano una questione politica, una presa di coscienza a favore di un modello più responsabile basato sull'interdipendenza e sulla compassione, sull'estensione generalizzata dell'empatia rifkiana.(6) Quando incontro un essere senziente, diceva Capitini, non posso ammettere che «poi se ne vada nel nulla, muoia e si spenga, prima o poi, come una fiamma. Mi vengono a dire che la realtà è fatta così, ma io non accetto. E se guardo meglio, trovo anche altre ragioni per non accettare la realtà così com'è ora, perché non posso approvare che la bestia più grande divori la bestia più piccola, che dappertutto la forza, la potenza, la prepotenza prevalgano: una realtà fatta così non merita di durare. È una realtà provvisoria, insufficiente, ed io mi apro ad una sua trasformazione profonda, ad una sua liberazione dal male nelle forme del peccato, dei dolore, della morte».(7) Con il vegetarianesimo «si realizza principalmente il riconoscimento del valore dell'esistenza di quegli esseri animali contro i quali si decide di non usare l'uccisione, e, di riflesso, si realizza una maggiore persuasione che non si debba usare violenza contro gli esseri umani».(8) Il legame con l'animale, con l'altro di noi, che il delirio antropocentrico ha voluto in tutti i modi occultare, riemerge ogniqualvolta siamo chiamati a rispecchiarci nella sofferenza. È un dolore intenso quello che provava Rosa Luxemburg nell'assistere, rinchiusa nel carcere di Breslavia, alla violenza commessa su un bufalo da un soldato: «sanguinava, guardava davanti a sé e aveva nel viso nero, negli occhi scuri e mansueti, un'espressione simile a quella di un bambino che aveva pianto a lungo. Era davvero l'espressione di un bambino che è stato punito duramente e non sa per cosa né perché, non sa come sottrarsi al tormento e alla violenza bruta…gli stavo davanti e l'animale mi guardava, mi scesero le lacrime - erano le sue lacrime; per il fratello più amato non si potrebbe fremere più dolorosamente di quanto non fremessi io, inerme davanti a quella silenziosa sofferenza».(9) Scrivendo nel dicembre 1917 a Sonička Liebknecht, ammetteva di sentirsi tutt'uno con quel bufalo. Allo stesso modo, Franz Kafka ha descritto attimi di sconforto e sprofondamento nell'udire i muggiti di un bue assalito da nomadi intenti a strappare, con i denti, brandelli di carne viva(10) e Joseph Roth ci ha reso partecipi dell'orrore che si consuma al mattatoio dove «cadono buoi e vitelli sacrificati allo stomaco dell'uomo»(11) e «Dio, invisibile e sordo, si nasconde».(12) Non a caso Theodor Adorno ha sostenuto che «Auschwitz inizia ogni volta che qualcuno guarda a un mattatoio e pensa: sono soltanto animali».(13) Non si tratta soltanto di sollevare una questione di pietà, che pure dev'esserci,(14) ma di fare un salto in avanti lungo la strada di una consapevolezza ecosofica che si regge sull'interdipendenza, sull'inter-essere, sull'oltrepassamento sul vincolo specista. In questo senso, ha fatto bene Jeremy Rifkin ad evidenziare il contrasto, anche stridente, tra animalismo e movimento ambientalista tradizionale intento a considerare la flora e la fauna in un'ottica, neanche poi tanto sotto mentite spoglie, antropocentrica, mirante cioè a soddisfare le future necessità dello sviluppo umano (15). Ciò che qui ed ora, subito, occorre è un cambiamento radicale. Un contributo nella giusta direzione ci viene da Jonathan Safran Foer con Se niente importa,(16) fondamentale testimonianza sui danni inferti al pianeta dagli allevamenti intensivi e sui livelli di follia e crudeltà originati da un sistema nutrizionale indotto dalla politica delle grandi catene alimentari. L'autore sfata, tra l'altro, anche il mito del cibo biologico che, pur fornendo maggiori garanzie di sicurezza, non garantisce affatto un trattamento migliore degli animali. Se davvero ci stanno a cuore le sorti della Terra, considerati gli effetti devastanti prodotti dagli allevamenti intensivi e la loro rilevante incidenza sul riscaldamento globale, diventa essenziale la scelta di nutrirsi o no con carne o pesce. Nel corso della sua ricerca durata quasi tre anni, Foer ha potuto verificare con visite dirette, interviste a numerosi addetti ai lavori, rischiose incursioni notturne quale inferno, ai più inimmaginabile, si cela dentro capannoni, mattatoi, stanzoni con macchinari per la confezione di alimenti destinati a finire sulla tavola di chi non vuole aprire gli occhi sugli olocausti perpetrati dall'industria della carne, dei prodotti ittici (si pensi alla tremenda pesca a strascico, a quella con il palangaro o con rete a circuizione), delle uova. È in corso una vera e propria guerra di sterminio che non esita a ricorrere alla manipolazione genetica, alle torture più efferate, all'impiego di antibiotici e dei più diversi tipi di farmaci per nutrire forzatamente e in modo innaturale gli animali in batteria. Stipati, violentati, con i becchi recisi, le code e le zampe mozzate, le branchie tagliate, coperti di sangue e di piaghe, sventrati con i figli ancora in grembo, disidratati, dissezionati senza aspettare che almeno siano morti, ridotti a oggetto, mercificati, massacrati nei campi di concentramento che ovunque pullulano nel mondo, gettati in gigantesche fosse stracolme di sterco e urina, gli animali ci interrogano, chiedono risposte che non si possono eludere. Quando alziamo la forchetta, diciamo non solo da che parte stiamo rispetto agli altri di noi, ma anche al mercato globale, alla desertificazione, alla deforestazione, alla destinazione di immensi ettari a foraggio per gli allevamenti industriali, alla sottrazione di quegli ettari, dell'acqua necessaria all'irrigazione, dei cereali ad un'umanità demograficamente esplosa in cui ogni giorno aumenta di duecentosettantamila unità il numero di chi è condannato alla fame. «Reagire», afferma Foer, e noi con lui, «esige una capacità di attenzione che va al di là delle informazioni e al di là delle contrapposizioni tra ragione e desiderio, fatto e mito, e persino umano e animale. L'allevamento intensivo cesserà prima o poi per via della sua assurdità economica. È completamente insostenibile. La terra finirà per scuoterselo via di dosso come un cane si scuote via le pulci, resta da vedere se finiremo scossi anche noi». Francesco Pullia (da Notizie radicali, 14 aprile 2010) (1) G. Ceronetti, La carta è stanca. Una scelta, Adelphi, Milano, 2000, p. 70. (2) Cfr. I filosofi e gli animali. L'animale buono da pensare, a cura di G. Ditadi, AgireOra, Torino, 2010, p. 13. (3) ivi, p. 15. (4) G. Ceronetti, op. cit., p. 69. (5) C. Patterson, Un'eterna Treblinka. Il massacro degli animali e l'Olocausto, tr. it. M. Filippi, Editori Riuniti, Roma, 2003. (6) J. Rifkin, La civiltà dell'empatia, tr.it. P. Canton, Mondadori, Milano, p. 430. (7) A. Capitini, Religione aperta, Neri Pozza, Venezia, 1964, pp. 12-13. (8) A. Capitini, Elementi di un'esperienza religiosa, Laterza, Bari, 1937, nuova ed. con introduzione di N. Bobbio, Bologna, Cappelli, 1990, p. 74. (9) R. Luxemburg, Un po' di compassione, a cura di M. Rispoli, con testi di K. Kraus, un'ignota lettrice della “Fackel”, F. Kafka, E. Canetti, J. Roth, Adelphi, Milano, 2007, p. 20. (10) ivi, p. 37. (11) ivi, p. 46. (12) ivi, p. 48. (13) C. Patterson, op. cit., p. 57. (14) Cfr. P. Martinetti, Pietà verso gli animali, Il melangolo, Genova, 1999. (15) J. Rifkin, op.cit., p. 430. (16) J.S.Foer, Se niente importa, tr.it. I. Abigail Piccinini, Guanda, Parma, 2010. (17) ivi, p. 282. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=49&cmd=v&id=10902