News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Ritardi Secam, ma l’Ambito assolve|Coordinamento acqua pubblica non è d’accordo Ci rivolgiamo all’opinione pubblica in generale ma con particolare riguardo ai sindaci e ai consiglieri provinciali. Nessuno ne parla. Succede che SECAM Spa dovrebbe restituire agli utenti un importo di almeno € 30,00 poiché ha emesso le fatture in ritardo rispetto a quanto previsto dalla carta della qualità dei servizi. In realtà SECAM non lo sta facendo e non vorrebbe proprio farlo. E anche l’Ufficio d’Ambito è orientato a esonerare SECAM da questo obbligo, adducendo che “le cause di mancato rispetto degli standard … (omissis) per il periodo 01/07–31/12/2017 non sono imputabili a S.Ec.Am. Spa ma a impedimenti provocati da terzi”. Ancora una volta sembra che la responsabilità maggiore sia da attribuire ai sindaci. I sindaci diranno qualcosa in proposito? La Confconsumatori (e lei sola!) ha espresso parere contrario mentre altre associazioni in difesa dei consumatori e associazioni di categoria sono favorevoli a che SECAM non debba rimborsare nulla. er quanto ci riguarda siamo fortemente contrari a “condonare” a SECAM gli indennizzi. Riteniamo che si tratterebbe dell’ennesima ingiustizia che va a danno del consumatore e come comitato non potevamo non renderla pubblica rivolgendo un esplicito invito a sindaci e consiglieri provinciali ad esprimersi in merito. La deliberazione n. 39/2018 è pubblicata all'Albo online dell'Ufficio d'Ambito. Non è invece ancora stato pubblicato il “verbale dell’incontro informativo in data 29 ottobre 2018 con le associazioni di tutela dei consumatori maggiormente rappresentative del territorio provinciale”. Il Comitato coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22317 “Occhi sul Pian di Spagna”. Mobilità ciclopedonale interprovinciale e attraversamento dell'Adda|Proposte degli ambientalisti presentate agli enti gestori Come associazioni ambientaliste, Legambiente, WWF, Cros Varenna, Orma, riunite nel gruppo “OCCHI SUL PIAN DI SPAGNA” abbiamo inviato una lettera agli enti (C.M. Montana Valtellina di Morbegno, Comune di Colico, Riserva naturale Pian di Spagna - Lago Mezzola, Comune di Gera Lario) che hanno sottoscritto l’Accordo per il “Programma interventi strutturali a sostegno mobilità ciclopedonale: realizzazione di passerella ciclo-pedonale sul fiume Adda nei Comuni di Colico (Lc) e Gera Lario (Co) per il collegamento del Sentiero Valtellina alla Riserva naturale Pian di Spagna - Lago Mezzola”, per richiamare la loro attenzione sulla necessità, prevista dal Piano di gestione, di proteggere quest’area da un attraversamento, specie nelle fasce più delicate, di numerosi camminatori e ciclisti che non siano specificamente interessati ad una visita consapevole. Riteniamo utile favorire una mobilità ecosostenibile di collegamento interprovinciale e ci pare più appropriato parlare non di collegamento alla Riserva Naturale, ma di collegamento tra il Sentiero Valtellina e i percorsi esistenti nella Valchiavenna e verso il ponte del Passo, attraverso il completamento della ciclo-pedonale dal ponte sull’Adda lungo i segmenti della SS 36 e della SS 340 che ne sono sprovvisti. La nostra presenza attiva in Pian di Spagna da vari anni ci ha permesso di conoscere a fondo la qualità di questa riserva naturale, la più grande dell’arco alpino e la sua vulnerabilità come pure la scarsa sensibilità delle popolazioni e di alcune amministrazioni per il rispetto e la sua valorizzazione. Siamo favorevoli all’ipotesi, di cui siamo venuti a conoscenza, di due ciclabili, una che affianca la SS 340 per collegare il ponte del Passo al ponte sull’Adda, e l’altra lungo la SS 36 dal ponte dell’Adda fino a Verceia. Ci piacerebbe averne conferma e di conoscere una previsione dei tempi di realizzazione, in particolare della prima opera che riteniamo prioritaria. Se così sarà, le aree naturali verranno preservate dai collegamenti ciclopedonali diffusi. Resta da definire l’attraversamento del fiume Adda. Pensiamo che possa essere condivisa la convinzione che è bene risparmiare risorse pubbliche ed evitare la costruzione di manufatti impattanti sul paesaggio della foce e sui voli degli uccelli migratori. Di conseguenza il progetto, che persegue il semplice obiettivo di agevolare l’attraversamento sicuro del fiume a pedoni e ciclisti, deve esplorare tutte le soluzioni possibili, compreso l’utilizzo delle strutture esistenti, opportunamente adeguate. Tuttavia l’eventuale costruzione di un nuovo ponte-passerella, qualora fossero escluse con valide documentate motivazioni le alternative, dovrà, a nostro parere: A) collocarsi il più vicino possibile all’attuale ponte stradale/ferroviario; B) avere una struttura lineare senza stralli, considerato che il corso dell’Adda rappresenta un percorso privilegiato dell’avifauna nelle migrazioni; C) evitare in prospettiva di attirare un flusso massiccio di persone con incidenza negativa sulla biodiversità e complessità naturalistica, sulla Flora e Avifauna selvatica, sulle aree ora tutelate dal Piano della Riserva e sull’agricoltura; cosa che sarà possibile se saranno realizzate nel frattempo le ciclopedonali lungo la SS 340 e lungo la SS 36; D) fare i conti con il fatto che gli interventi ricadrebbero in parte in fascia A di deflusso di piena (alveo fino alle arginature) ed in fascia B di esondazione del PAI; E) rispettare tutte le norme che tutelano la Riserva Naturale; F) collegarsi agli strumenti di pianificazione del territorio (PTR, PIANO RISERVA, PTCP, PGT). Legambiente, WWF, Cros Varenna, Orma http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22310 Morbegno. Assemblea annuale della Gioventà federalista europea|Sabato pomeriggio, Chiostro complesso di S. Antonio (G.M.) Ad un anno di distanza dalla sua costituzione ufficiale, torna a riunirsi in assemblea la Gioventù federalista europea, affiliata alla sezione “Ezio Vedovelli” del Movimento federalista europeo. Oltre al rinnovo delle cariche e al tesseramento, temi di discussione saranno l'attuale situazione politica e le prospettive in vista delle cruciali elezioni europee del 2019. A questo proposito la Gfe è intenzionata ad intensificare i contatti con le forze autenticamente europeiste presenti in provincia di Sondrio, per dare vita ad un vasto schieramento da contrapporre ai populisti e sovranisti euroscettici, in sintonia col Comitato provinciale per l'Europa attivo da tempo. Pertanto l'incontro in programma sabato 10 novembre a Morbegno, nella sala degli studenti del chiostro di S.Antonio, con inizio alle 15, è aperto a tutti i giovani interessati a partecipare a sostegno dell'integrazione europea. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22308 Roberto Malini. “Cari nomi” Joyce Feinberg, Richard Gottfried, Daniel Leger, Rose Mallinger, i fratelli David Rosenthal e Cecil Rosenthal, Jerry Rabinowitz, i coniugi Bernice e Sylvan Simon, Daniel Stein, Melvin Wax, Irving Younger: sono i nomi degli undici ebrei assassinati sabato 27 ottobre nella sinagoga “Tree of Life” di Pittsburgh (Pennsylvania), per mano dall'estremista di destra ultranazionalista Robert Bowers. Quando l’omicida antisemita è entrato nel luogo di culto e ha fatto fuoco, circa sessanta persone stavano celebrando lo Shabbat. La Anti-Defamation League ha definito la strage nella sinagoga di Pittsburgh come “l’attacco più sanguinoso contro la comunità ebraica nella storia degli Stati Uniti, con il maggior numero di vittime”. Cari nomi In ricordo delle 11 vittime dell'attentato alla sinagoga di Pittsburgh Sono morti durante la vita nella pace dello Shabbat. Ricordiamo i loro nomi benedetti, spenti dalla bestialità dell’odio ancora una volta. Cari nomi, com’è avvelenato questo mondo che accoglie così fragili esistenze! Solo la fede nella terra che verrà rinnovata ci dà conforto, adesso. E solo se potremo amare in voi ogni vita passata, presente e futura saremo sollevati dalla crudeltà. Roberto Malini http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22303 Ritiro del contingente militare italiano in Afghanistan|Una proposta di Michele Usuelli per il Congresso di Radicali italiani “In vista del congresso di Radicali Italiani, chiedo che la mia famiglia politica discuta, a partire da una posizione nonviolenta gandhiana e non pacifista ad ogni costo, la richiesta al governo italiano di dare un segnale di graduale disimpegno militare in quella guerra, spostando una piccola ma significativa parte del nostro budget militare in iniziative a sostegno della salute sessuale riproduttiva delle donne afghane, incluso il servizio di contraccezione, in collaborazione con UNFPA e con il dipartimento di salute materno riproduttiva del governo Afghano”. (Michele Usuelli) Nelle province di Kabul e del Panshir ho lasciato alcuni tra i medici e gli infermieri più talentuosi che abbia mai conosciuto. Ho lasciato amici che hanno scelto di rimanere in Afghanistan, di resistere o di morire nella propria terra; alcuni altri si sono poi trasferiti con un visto umanitario, ma non passa giorno che il senso di colpa o la nostalgia per quelle montagne li lasci in pace. All’indomani delle elezioni del 20 e 21 ottobre, dove la metà degli 8.8 milioni di afgani aventi diritto a votare ha deciso di sfidare la paura dei 193 attentati nei pressi dei seggi elettorali e di recarsi alle urne. 67 di questi sono deceduti e 120 sono rimasti feriti nell’intendo di esercitare il diritto ad esprimere il voto, il diritto inalienabile dei cittadini alla democrazia rappresentativa. La Shura talebana di Quetta duella con il debole Governo di Kabul facendo strage del suo popolo, facendo strage di diritto. Ciononostante finisce per perdere perché il desiderio di riappropriarsi della sovranità di cittadini è più forte rispetto al timore di finire in brandelli per le strade del Paese, vittime di un’autobomba costruita dai talebani con il preciso intendo di annientare la democrazia. Gli amici afgani che vivono da espatriati hanno pianto e sorriso nei giorni delle elezioni, con la fierezza che li contraddistingue, per l’emozione di una rivoluzione silenziosa. Perché è così che sono gli afgani, fieri e testardi, pronti a resistere anche in silenzio fino al giorno in cui l’ultimo dei veti talebani non decadrà. Gli italiani hanno una grande responsabilità nei confronti degli afgani, essendo il nostro contingente militare a Herat tra i più grandi del Paese, e questa responsabilità non può fermarsi alle attività di formazione e consulenza fornita alla polizia afgana nel contesto della missione NATO Resolute Support. Anzi, è proprio questo il punto: è arrivato i momento di lasciare che le forze di sicurezza afgane prendano il pieno controllo delle operazioni militari ed investigative perché fare empowerment delle forze locali non vuol dire controllare una parte del Paese. Gli afgani sono finalmente pronti a gestire la risoluzione del conflitto: il compromesso tra attori internazionali, islamisti, clan tribali e parlamentari è sempre più vicino. L’ultima responsabilità demandata agli italiani è quella di favorire il processo di pacificazione ed il ritiro del contingente militare dal Paese può essere il primo esercizio di tutela di una democrazia rappresentativa pagata con il sangue. La Cina e gli Stati Uniti, promotori dei negoziati di Kabul, hanno già espresso in passato l’intenzione di procedere con una progressiva riduzione del loro contingente militare. Le Shure vicine a Haibatullah Akhundzada, leader talebano che più spinge verso gli accordi di pace, hanno partecipato ai negoziati, nonché rispettato i tre giorni di cessate il fuoco promosso dal Presidente Ashraf Ghana in occasione delle festività di Eid Fitr. Una tregua che si aspettava dal 2001, da quando l’amministrazione Bush ha invaso il Paese in rappresaglia all’attentato di Al Qaeda del 09/11. A uno degli scorsi comitati ho presentato una raccomandazione che impegna Radicali Italiani a prodigarsi per il ritiro del contingente militare in Afghanistan, proposta che troverebbe l’appoggio parlamentare di Liberi e Uguali e del Movimento Cinque Stelle. Abbiamo gli argomenti e una storia antimilitarista per prodigarci affinché una campagna nata in seno a Radicali Italiani diventi una priorità nell’agenda di Governo. Non si tratta solo di ridare dignità al popolo afgano, ma di chiedere conto delle scelte geopolitiche del Parlamento Italiano degli ultimi due decenni; di contribuire a porre fine a un conflitto che ha provocato almeno 35.000 vittime tra i civili afgani per poi azionare, finalmente, le giurisdizioni internazionali che dovranno accertare le responsabilità dei massacri compiuti da Al Qaeda, ISIS e dalle forze statunitensi a partire dall’Operazione Enduring Freedom, delle torture praticate nel Camp X-Ray della prigione di Guantanamo e di tutte le violazioni della Convenzione di Ginevra. Michele Usuelli http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22298 “Niente Città alpina senza Pronto soccorso alpino”|Morbegno, 28 ottobre 2018 È stata preannunciata e giustamente ci si attende, per Domenica 28 ottobre, una giornata di festa popolare, con biciclettata e camminata popolare, di rallegramenti e felicitazioni per l'inaugurazione della Variante SS 38 di Morbegno. Una giornata che si vuol rendere storica, per la soluzione a un effettivamente storico, o più propriamente atavico problema: quello della viabilità e della comunicazione. Un sospiro di sollievo che diviene al contempo un caloroso invito, un magnifico biglietto d'ingresso alla “Morbegno Città alpina 2019” che già si presenta e si manifesta in questo rito augurale. Quale stupefacente mistificazione, se ci pensiamo un attimo, per uno spazio che proprio per passeggiate e biciclette diverrà perenne tabù a partire esattamente dal giorno dopo! E se riuscissimo a sottrarci a questo festoso stordimento potremmo forse riuscire a chiederci quale Città “alpina” sia mai possibile, senza un Pronto soccorso “alpino”... Senza cioè quel fondamento di sicurezza che può venire soltanto da basilari qualificati servizi sanitari. Da oltre un anno il territorio che anima e sostanzia l'erigenda Città alpina, nel corale concorso di cittadinanza e sua espressione istituzionale, ha definito una concreta e puntuale piattaforma di intenti che non rappresenta campanilistiche rivendicazioni ma semplicemente e con dignità esige il soddisfacimento del diritto alla salute costituzionalmente garantito. E di certo non serviva il tremendo monito che oggi purtuttavia viene dalla tragedia chiavennasca per rendere pregnante, esiziale e irrinunciabile l'impegno per una sua tempestiva attuazione. Quale Città alpina, dunque, senza P.S. alpino? La Regione Lombardia, mentre partecipa agli odierni festeggiamenti stradali, dal tandem Gallera-Sertori fa sberluccicare il miraggio dell'ennesimo “Super-Piano Risolutivo” per distrarre l'attenzione dalla quotidiana, deficitaria e fallimentare erogazione dei servizi sanitari. La “campagna lariana” (vera mission affidata alla più recente direzione strategica), ovvero il dirottamento di risorse dalla montagna al lago, con spolpamento dei già malnutriti Morbegno e Chiavenna e il lascito della struttura privata accreditata (Gravedona) alla provincia di Sondrio, sta per essere gloriosamente portata a termine, con ultima vittima lasciata sul campo il punto nascita di Chiavenna, l'ormai prossimo 20 novembre. Sertori, mandato in Regione consigliere per, finalmente!, “portare la voce” della comunità provinciale si trasforma, da assessore, in piede di porco del centralismo regionale per definitivamente piegare una già tentennante, sempre distratta ma altrettanto compiacente compagine di sindaci. Ci piace allora immaginare che la festosa occupazione del tratto nuovo della Variante Morbegno, con biciclette, carrozzine e passeggini, con pensionati peripatetici e consapevoli, con ragazzi e ragazze a rincorrere i loro palloni ed aquiloni, potesse proseguire oltre domenica, ad oltranza, fin quando la Città abbia quanto le serve per effettivamente essere Alpina. Salviamo la nostra sanità http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22294 Giovanni Curti. Per la razionalizzazione delle linee ad alta tensione in Valtellina|Pieno sostegno al Comitato Pieno sostegno ed un ringraziamento ai membri del Comitato per la razionalizzazione linee alta tensione in Valtellina che hanno acceso il dibattito su un tema importante per il territorio. La realizzazione della linea San Fiorano-Robbia (2005), l’autostrada dell’energia, ha permesso di risolvere una criticità energetica a livello nazionale. La San Fiorano – Robbia si presenta come uno dei più grandi snodi di collegamento fra le linee italiane e quelle del resto d’Europa. Un’infrastruttura fondamentale per il Paese che lascia sul territorio un grande impatto ambientale e che va mitigato e compensato con interventi non solo economici. Gli impegni del 2003 prevedevano una fase B, seguita alla realizzazione della linea, per portare a conclusione la dismissione delle linee di alta tensione a 132 KV e 220 KV. Purtroppo poco è stato fatto in questi anni, è mancato l’impegno deciso della provincia a portare avanti con forza il Protocollo d’intesa del 2008 tra provincia di Sondrio e T.E.R.NA Spa, per l’applicazione dei criteri era alla razionalizzazione 380 Kv della Media Valtellina “fase B”. Siamo in ritardo sul piano di dismissione ma non è il momento delle polemiche. I cittadini rappresentati anche dal comitato chiedono il rispetto degli impegni, è necessario che TERNA e gli enti locali si mettano a tavolino per concordare il piano di rimozione delle linee ad alta tensione, ridurre gli impatti delle opere sul paesaggio, ridurre sensibilmente l’inquinamento elettromagnetico. Con le nuove tecnologie è possibile realizzare interventi virtuosi anche rispetto al recente passato, così potremmo dire che il tempo perso è servito a qualcosa. Il Comitato ha smosso le acque ottenendo un primo risultato importante, ha strappato l’impegno di TERNA sulla prosecuzione del lavoro di razionalizzazione delle linee. Dichiarazioni dovute, visti gli impegni vincolanti dell’accordo di programma stipulato nel 2003, che però da sole non bastano. È necessario arrivare alla formalizzazione di programma di intervento con tempistiche e budget certi messi sul piatto da TERNA. È necessario che gli enti interessati -comuni, CM, provincia e regioni- facciano tutti gli sforzi necessari per arrivare al traguardo, cosa che non è stata fatta forse per mancata sensibilità sul tema. Qualcuno si è accontentato di incassare i contributi. La rimozione delle linee, il miglioramento degli aspetti ambientali, paesaggistici e dell’inquinamento sono invece fondamentali e strategici per una provincia che vuol fare della qualità ambientale un aspetto qualificante del suo sviluppo. Riprendere il tema con determinazione e portarlo a conclusione è il primo impegno che dovrà assumere la prossima amministrazione provinciale che verrà eletta a fine mese. È necessario vigilare e pungolare gli attori dell’accordo di programma per evitare ulteriori lungaggini. Giovanni Curti Segretario provinciale PD http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22287 Genova. Un altro ponte è crollato|di Roberto Malini Genova – L’uomo che crea e protegge è così minuscolo di fronte all’uomo che distrugge e violenta. Se osserviamo cosa ne è stato del nostro mondo e meditiamo sullo stato attuale delle risorse naturali, sulla sofferenza dei popoli che vivono in simbiosi con la natura, sulle stragi e le persecuzioni che costellano lo spazio su cui è distribuita la nostra “civiltà”, non possiamo che sentirci parte di un'enorme razzia. Noi che godiamo i benefici riservati al più forte, siamo ladri di vita, ladri di speranza, ladri di bellezza. Assassini, sanguinari, corrotti, bugiardi, ecco cosa siamo, dietro il paravento delle nostre convenzioni, della nostra tecnologia, della nostra cultura, della nostra arte. In ogni angolo di mondo ritroviamo la nostra crudeltà belluina, la nostra arroganza, la nostra agghiacciante indifferenza. Questa mattina a Coronata, località sulla collina del quartiere genovese di Cornigliano, una ruspa ha annientato un piccolo insediamento Rom, in cui vivevano quattro famiglie indigenti e già colpite da tanti episodi di discriminazione, con nove bambini. Le autorità che hanno disposto la disumana operazione, se ne sono vantate come se avessero compiuto un atto degno di lode, come se le famiglie cacciate via dai loro poveri ripari fossero pericolosi asociali. Gli uomini in divisa che hanno messo in atto le disposizioni, l’hanno fatto di routine, come se non si trattasse di una cattiva azione, ma di un semplice dovere, un ordine da eseguire con fredda solerzia. Lo stesso sentimento che provava ruspa, passando sopra i piccoli sogni di nove bambini e facendone macerie. Nella solita indifferenza che ci circonda come un gas anestetico, chi si è accorto che a Genova un altro ponte è crollato? http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22283 Roma. Movimento Strada Libera Tutti A Roma vietata la musica nelle piazze del centro storico. Petizione e raccolta fondi per il ricorso al TAR. È in corso una manifestazione spettacolo al Teatro Furio Camillo di Roma Perché una serata di STRADA LIBERA TUTTI al TEATRO FURIO CAMILLO, con spettacoli di tanti bravissimi artisti, IN DIFESA DEL DIRITTO ALLA MUSICA? Dovete tutti sapere che, come misura per “tutelare la salute dei cittadini” e “combattere l'inquinamento acustico”, il Primo Municipio di Roma ha pensato bene di emettere una delibera “sperimentale” con cui proibisce qualsiasi forma di espressione musicale in alcune tra le più belle piazze del centro storico di Roma. In queste piazze nessun cittadino passeggiando può più cantare “Roma non fa la stupida stasera”. Sì, avete capito bene! Il rumore assordante delle macchine, vera minaccia alla salute e causa principale dell'inquinamento acustico, non viene nemmeno messo in discussione, ma viene cancellata completamente la MUSICA! Una follia, una barbarie. Giuseppe Verdi disse: “La MUSICA è la più bella tra le arti belle, ben a ragione detta la divina. Essa, mercé la combinazione dei suoni, produce soavissimamente il linguaggio misterioso del cuore”. Ci stanno privando di tutte le cose più belle della vita, quelle a cui non si può dare un prezzo, e la musica è una di queste! Non potranno suonare più, ovviamente, nemmeno i buskers, che ogni giorno nelle piazze donano gratuitamente la loro musica a tutti, ricevendo in cambio solo le libere ed eventuali donazioni dei passanti. Ricordiamo però che la città di Roma ha una delle tradizioni di arte e musica in strada più antiche del mondo: la prima testimonianza della presenza di artisti di strada risale alle Leggi delle XII tavole del VI secolo avanti Cristo; nel IV secolo avanti Cristo sono documentate nel foro le Farse Atellane, spettacoli musicali progenitori della commedia dell'arte, e la presenza continua di artisti di strada a Roma è testimoniata nei secoli da documenti scritti e dipinti. Nel XIX secolo pittori come Turner e Pinelli hanno descritto Roma come una città piena di musica, di spettacoli, di attrazioni, di gente che danza e canta. E oggi? Proibendo la musica di strada, che vive liberamente a contatto diretto con la gente, ci rimarrà solo lo squallore dei talent show televisivi. Qualcuno dirà: è stato fatto perché delle persone suonavano spesso in orari inopportuni, o a volume troppo alto. In tal caso questi “fracassoni” vanno certo perseguiti, sulla base di una ADEGUATA REGOLAMENTAZIONE, ma non si può buttare via anche il bambino con l'acqua sporca! Patologico è anche solo pensare di vietare completamente la MUSICA in una piazza. La buona musica nelle piazze è la cura del malessere, non la causa. STRADA LIBERA TUTTI dice NO a questa delibera votata dal I Municipio! Anzi lo grida a tutto il mondo, levando a propria voce oltre gli oceani e le montagne, perché Roma è un patrimonio non solo dei suoi cittadini ma di tutta l’umanità, e la cultura, la musica, la libertà d'espressione nella città eterna va tutelata. Per questo abbiamo attivato una petizione e una raccolta fondi per pagare le spese di un ricorso al TAR. Sostieni anche tu la nostra causa partecipando alla bellissima serata di musica e teatro che si terrà al TEATRO FURIO CAMILLO, Domenica 14 ottobre, dalle 18 alle 23. I fondi raccolti saranno devoluti interamente alla causa. Per potere ancora cantare tutti insieme a piena voce nelle piazze: “ROMA NUN FA LA STUPIDA STASERA!”. Domenica 14 ottobre 2018 al Teatro Furio Camillo a Roma in via Camilla 44, dalle ore 18 alle 23 http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22279 Usuelli (+Europa con Emma Bonino): I numeri dicono che l’eccellenza è lontana, per questo sono tenuti nascosti|Mozione per rendere noti i dati del sistema Bersaglio sulla sanità in Regione Lombardia È stata presentata questo pomeriggio in Consiglio regionale una mozione a prima firma Michele Usuelli (+Europa con Emma Bonino) per impegnare la Giunta a pubblicare e rendere noti i dati del Sistema di valutazione Bersaglio: metodo di valutazione quantitativa messo a punto dal Laboratorio di Management e Sanità della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Il sistema analizza i dati inviati da Regione Lombardia alla Scuola Superiore di Pisa. Grazie all’analisi di 300 indicatori, il Sistema Bersaglio, costituisce uno strumento affidabile, indipendente e facilmente comprensibile per i decisori pubblici, per gli attori del sistema ad ogni livello e per tutti i cittadini; fornisce dati di dettaglio sul sistema sanitario regionale nel suo complesso, di ogni Ats, Asst, Ospedale e Irccs. «Regione Lombardia, come altre 11 regioni, aderisce su base volontaria a questo sistema di valutazione dal 2015, ma sul proprio sito internet non c’è traccia dei risultati che sono disponibili solo sulle piattaforme della Scuola Superiore S. Anna di Pisa», commenta il consigliere Usuelli. «Il sistema sanitario lombardo risulta essere insufficiente o negativo per 11 indicatori su 25 (44%) e oltre la metà delle aziende sanitarie e ospedaliere presentano una percentuale di indicatori insufficienti che supera il 50% (ad esempio nel governo della spesa farmaceutica la Lombardia spende 229 euro l'anno per ciascun cittadino, la provincia di Trento solo 158). È molto grave che questi dati non siano fruibili per i cittadini utenti del servizio sanitario, per gli eletti che devono controllare le politiche di governo della sanità e per gli addetti ai lavori che, avendo a disposizione numeri inconfutabili, potrebbero identificare in maniera oggettiva urgenze di intervento e priorità di governo, come si fa in ogni ciclo di progetto». Nel corso della discussione, nonostante la richiesta di voto contrario presentata dall’Assessore Gallera, tutti i gruppi consiliari, compresi quelli di maggioranza, hanno votato per il rinvio della mozione in commissione sanità. Il consigliere Usuelli ha così commentato: «Senza trasparenza la sbandierata eccellenza lombarda è solo una affermazione autoreferenziale. Se la Giunta non vuole rendere pubblici questi dati disponibili, il gruppo consiliare +Europa con Emma Bonino cerca un giornale disposto a pubblicarli sul proprio sito, in accordo con la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa». (Red.) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22273 Roberto Malini. Siamo tutti Mimmo Lucano!|I difensori dei diritti umani di EveryOne Group sono accanto al sindaco del­l’ac­co­glien­za e della Costituzione Genova – Siamo tutti Mimmo Lucano! Non deve trarre in inganno il fatto che ci siano tanti capi di imputazione per il coraggioso sindaco di Riace Mimmo Lucano; non siamo in possesso dei documenti alla base dei provvedimenti giudiziari nei suoi confronti, ma possiamo affermare al di là di ogni dubbio che in Italia la persecuzione giudiziaria esiste e noi difensori dei diritti umani di EveryOne Group ne siamo la prova lampante. Ai due link qui in calce, che portano ad articoli pubblicati sul sito di EveryOne Group, le principali traversie cui ci ha costretto il sistema giudiziario a causa di alcune delle nostre azioni nonviolente a difesa di migranti e Rom. Sono stati anni di stress, con enorme pregiudizio personale e professionale, consistenti spese legali e tanto tempo perso. Le sentenze, che ci hanno sempre visti assolti con formula piena, hanno fatto giustizia solo in parte, perché nessuno ci toglie il logorio e i danni subiti. EveryOne Group infastidiva notevolmente il “potere costituito" perché aveva ottenuto diverse procedure da parte delle Nazioni Unite e dell’Ue nei confronti del governo italiano e di istituzioni locali, per violazione dei diritti umani. A questi tre procedimenti penali vanno aggiunti altri provvedimenti assunti contro di noi da autorità locali e nazionali: ci hanno trascinati all’inferno; abbiamo resistito e continuato a impegnarci per i diritti dei migranti e dei Rom. Ne siamo usciti “illesi” grazie anche agli interventi da parte delle Nazioni Unite, del Parlamento europeo, di FrontLine Defenders e di altri organismi internazionali, che hanno rilevato la persecuzione giudiziaria, attestata anche in due Report dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (che abbiamo incontrato e ci è stato accanto negli eventi giudiziari) e hanno protestato a più riprese nei confronti della magistratura e delle istituzioni italiane. In base alla nostra esperienza, invitiamo la società civile a non abbandonare Mimmo Lucano, ma a restargli accanto, vigilando sull’operato di chi lo accusa e rivolgendo appelli agli organismi internazionali che tutelano chi difende i diritti umani affinché vigilino a propria volta su questa vicenda giudiziaria che presenta alcune similitudini con il caso di EveryOne Group. Roberto Malini »» Persecuzione giudiziaria contro i difensori dei diritti umani... »» Processo agli attivisti di EveryOne Group... http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22268