News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Morbegno. Che succede al PLIS della Bosca?|Lettera di WWF e Orma al­l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comunale Al fine di tutelare il buon nome delle Associazioni che rappresentiamo rispetto alle affermazioni fatte dal consigliere Maurizio Pasina, delegato dal sindaco di Morbegno a presiedere il Comitato di Coordinamento del PLIS della Bosca, nel corso dell'assemblea pubblica tenuta a Campovico mercoledì 19 scorso, alleghiamo lettera consegnata brevi manu al sindaco di Morbegno nell'incontro in municipio, da lui indetto sul tema, alle ore 10:15 di lunedì 6 agosto, presenti anche l'assessore Claudio D'Agata e il responsabile dell'Ufficio Tecnico ing. Mauro Orlandi. Questo anche in vista di possibili azioni giudiziarie, qualora le autorità competenti accertassero la non liceità dell'intervento attuato. Allegate anche alcune foto scattate domenica 22 luglio. Attualmente tutto è fermo e sulla “tangenziale” della Bosca stanno spuntando decine di piantine di robinia favorite dalla massiccia opera di sbancamento e di messa a soqquadro dell'area. (Villiam Vaninetti) Alla c.a. Sign. Sindaco Sign. Assessore all'Ambiente Responsabile Ufficio tecnico M. Orlandi arch. C. Tarca Responsabile Vigilanza Urbana Oggetto: Richiesta documentazione PLIS della Bosca. Quando alcune settimane fa ci siamo trovati di fronte alla “nuova opera” abbiamo creduto di essere fra i primi testimoni di un nuovo sfregio inflitto al Parco della Bosca; la presenza del consigliere Pasina, però, ci ha persuasi che quello che vedevamo era solo una tranche del “famoso” percorso ad anello di cui lo stesso Pasina ci aveva parlato, più volte, nel corso dei vari incontri del Comitato di Coordinamento e della Consulta del PLIS della Bosca. »» L'ampio e affrettato sbancamento della lunghezza di circa 600 metri e mediamente largo 4, non si è peritato di salvaguardare vegetazione e suolo sradicando, abbattendo e gettando da parte, scavando e prelevando ghiaia e sabbia dando origine a buche e ammassi disordinati, in particolare nel tracciato che si inoltra nella zona alberata. Ci chiediamo cosa abbia a che fare un simile sfacelo con la cura, l'attenzione e la delicatezza richieste dagli art. 8/15 delle Norme Tecniche di Attuazione che “dovrebbero” regolare gli interventi da effettuare nel Parco, in merito alla viabilità. Sembra inutile affermare che sui tempi, le modalità, il tipo di percorso scelto per questa “nuova arteria di scorrimento”, praticamente parallela ad un sentiero già esistente a pochi metri di distanza in direzione nord, né il Comitato di Coordinamento né la Consulta sono stati preventivamente coinvolti, ma neppure informati. »» Nessun cartello informa sul tipo di lavoro che si sta svolgendo, sul committente, il direttore lavori, l'azienda che sta operando… insomma non sono disponibili tutte quelle informazioni richieste ad ogni privato cittadino quando esegue anche interventi minimi, ma che sono previste dalle normative comunali. Mentre stiamo riflettendo sul senso e l'utilità della nostra presenza nel Comitato di Coordinamento, svilito e reso un ferro vecchio dalla stessa persona che avrebbe il ruolo istituzionale di presiederlo, farlo funzionare e valorizzarlo: »» chiediamo a codesta Amministrazione comunale di poter visionare la pratica tecnica, il progetto, le autorizzazione rilasciate per la realizzazione della strada in oggetto. Risulta comunque sempre più difficile, per noi, non tanto condividere, ma anche solo comprendere il modo di agire del consigliere Pasina che sembra più interessato a originare sempre nuovi motivi di contraddittori e polemiche, piuttosto che cercare di risolvere le problematiche, evidenziate, elencate, documentate... negli incontri tenuti dal Comitato di Coordinamento e congiuntamente con la Consulta del Parco e a cui, ad ogni giorno, se ne aggiungono di nuove. Massimo Benazzo Villiam Vaninetti Per ORMA e WWF http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22247 Le 8 proposte di legge di iniziativa popolare del Partito Radicale|Anche in provincia di Sondrio si possono firmare È in corso la raccolta di firme su 8 proposte di legge di iniziativa popolare del Partito Radicale Nonviolento trasnazionale e transpartito; è possibile ai cittadini maggiorenni residenti in qualsiasi comune italiano, di firmare presso i comuni di Sondrio, Tirano e Morbegno. Questi, in sintesi, i contenuti delle 8 proposte: 1. Modifica dell’articolo 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto. L’amnistia e l’indulto sono necessari per riportare l’Italia nella legalità della sua Costituzione e davanti all’Europa. Il quorum di 2/3 del Parlamento dal 1992 rende impossibili l’adozione di provvedimenti necessari al funzionamento della giustizia. Con l’amnistia il legislatore può sgombrare il tavolo dei magistrati da centinaia di migliaia di processi per i reati di minor allarme sociale contrastando il subdolo colpo di spugna determinato dalla prescrizione che riguarda spesso anche reati gravi e gravissimi. Inoltre nessuna seria riforma della giustizia può innestarsi sul corpo malato di una amministrazione gravata da milioni di processi in corso. 2. Revisione del sistema delle misure di prevenzione e delle informazioni interdittive antimafia di cui al D.lgs. n. 159 del 6 settembre 2011. Per impedire le infiltrazioni della criminalità organizzata nel sistema economico senza distruggerlo, per salvaguardare la continuità aziendale e i posti di lavoro, per prevenire il crimine senza distruggere le vite delle persone, per combattere la mafia senza minare i principi dello Stato di Diritto e i diritti umani fondamentali. 3. Abolizione della possibilità di assunzione di incarichi extragiudiziari da parte dei magistrati. Per impedire ai magistrati di assumere incarichi incompatibili con l’esercizio efficiente e imparziale delle loro funzioni principali e ordinarie, ovvero quello di amministrare la giustizia «in nome del popolo italiano». 4. Introduzione del sistema elettorale uninominale per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Elezione del parlamento italiano con il sistema elettorale uninominale secco come quello anglosassone: piccoli collegi per assicurare la relazione tra l’eletto e il territorio; chi prende più voti è eletto. 5. Disposizioni in materia di libertà e diritto di informazione e di servizio pubblico radiotelevisivo. Il servizio radiotelevisivo pubblico assicura il diritto alla conoscenza dei cittadini. Cancellazione del monopolio della Rai e sua messa all’asta con gare distinte nazionali e locali, anche per rilancio emittenza locale. Effettiva privatizzazione della RAI e abolizione della Commissione parlamentare di Vigilanza. 6. Revisione delle procedure di scioglimento dei Comuni per mafia previste dal T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali di cui al D.lgs. n.267/2000. Per favorire una sana partecipazione popolare alla vita amministrativa delle comunità quale unico antidoto al controllo mafioso sui comuni, per sbarrare davvero le porte dei nostri comuni alle mafie, per una efficace politica antimafia. Accade peraltro che problemi di collusione riguardino funzionari e dipendenti comunali che restano al loro posto e continuano la loro azione anche col commissariamento, che diventa in questi casi arma ideologica spuntata e inefficace. 7. Riforma del sistema di ergastolo ostativo, del regime del 4 bis e abolizione dell’isolamento diurno. Come diceva Leonardo Sciascia, la mafia non si combatte con la terribilità delle pene, ma con il diritto. E l’art. 27 della nostra Costituzione afferma che la pena non può essere contraria al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato. 8. Riforma del sistema elettorale per l’elezione dei membri italiani al Parlamento europeo. Elezione del Parlamento europeo con un collegio unico nazionale con sistema proporzionale puro per garantire la rappresentanza di tutte le forze politiche e un dibattito nazionale sulle istituzioni europee. (g.g.) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22239 Tellusfolio 2018: abbonarsi... ricordando Patrizia|Aggiornamento delle adesioni di com-par­te­ci­pa­zio­ne alla Rivista Web per l'anno in corso Aperto “a furor di popolo” (non esageriamo!) l'abbonamento a Tellusfolio per il 2018. Ad aprire le linee sono questa volta Maria Lanciotti, da Velletri; Silvia Comoglio, dal Torinese; Sandra Chistolini, da Roma, e Maria Paola Forlani, da Ferrara. Nel 2017 non sono state soddisfatte le 'ambizioni' della Direzione, che indicava la necessità – a fronte dei bisogni – di quintuplicare la ventina di adesioni precedenti, ma il dato finale registra pur sempre un incremento del 50% (-1, per verità), come attestato in calce alla precedente comunicazione. Se riuscissimo, tutti insieme, a proseguire con questo trend “consolidare l'esistente”, se non “avviare un miglioramento”, dovrebbe ragionevolmente risultare possibile. La quota “ordinaria”, con ciò intendendo che son sempre bene accolte le donazioni d'importo superiore, rimane e 30,00€ e come gadget/ricevuta offre la raccolta Girasoli di mare di Patrizia Garofalo, Blu di Prussia 2016 (cfr. letture e recensioni di Eugenio Rebecchi, Giuseppina Rando, Flavio Ermini, Marisa Cecchetti, Annagloria Del Piano, Luciano Nanni, Flavia Buldrini, Asmae Dachan, Antonio Barbuto, Stefano Valentini, Nicoletta Corsalini), che Patrizia ha voluto lasciarci, in quantitativo adeguato e fiducioso a questo preciso scopo, in occasione del suo ultimo soggiorno a Morbegno. Per chi già disponesse della silloge potrà invece essere fornito L'Almanaccone impertinente, con il quale Tellus rende omaggio alla stessa autrice, fervente sostenitrice della Rivista anche quale animatrice di queste campagne di adesione, che ci ha lasciato nel giugno scorso. Oppure, e basterà sempre indicarne l'opzione al momento della sottoscrizione, qualsiasi altro prodotto editoriale Labos. In calce trovate la pratica modalità per il versamento immediato on line (con Pay Pal o carta di credito). Per chi lo preferisce, il bonifico bancario potrà sempre essere effettuato, on line o allo sportello, sul c/c intestato a LABOS Morbegno con IBAN: IT63 C030 6952 2311 0000 0004 138 (e BIC: BCITITMM per gli accrediti dall'estero). Augurandoci che prenda piede questa buona abitudine per restare in contatto e com-partecipare alla conduzione e allo svilppo del nostro giornale Web, auguriamo altresì un Buon 2018 a tutti. Morbegno, 20 dicembre 2017 Labos Editrice ABBONAMENTI ON LINE Abbonamento Tf € 30,00 Abbonamento Tf importo libero Adesioni (aggiornamento 13/09/2018 per un grazie a tutte/i e a ciascuna/o): • Maria L., Velletri (RM) • Silvia C., Verrua Savoia (TO) • Sandra C., Roma • Maria Paola F., Ferrara • Roberto M., Genova • Paola Mara D.M., Cosio Valtellino (SO) • Giuseppina R., Barcellona Pozzo di Gotto (ME) • Michele T., Morbegno (SO) • Anna R., Traona (SO) • Alfredo M., Traona (SO) • Martina S., Piateda (SO) • Anna L., Firenze • Vanna M., Sondrio • Marisa C., Lucca • Suliman B., Paderno Dugnano (MI) • Giovanni S., Sondrio • Alessandra B.V., Firenze • Carlo F., Vittorio Veneto (TV) • Asmae D., Angeli di Rosora (AN) • Enea S., Morbegno (SO) • Ambrogio S., Morbegno (SO) Inserzionisti: • COALCA Service Srl, Cosio Valtellino (SO) • Falegnameria Sansi, Cosio Valtellino (SO) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21744 Michele Usuelli. Tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali in Lombardia L’analisi delle 169 pagine del rapporto Polis Lombardia “Tempi di attesa per le prestazioni ambulatoriali in Lombardia” presentato oggi in commissione sanità e i provvedimenti che sapremo prendere in Consiglio Regionale, impatteranno sulla qualità di vita dei cittadini e pongono ineludibile la domanda “se l’ospedale è un azienda, come le aziende ospedaliere in competizione tra loro possano collaborare per il bene comune?” La risposta è affidata al governo della politica sanitaria. Non esiste un metodo per cui tutti i pazienti escano dalla struttura sanitaria con l’appuntamento già fissato e i problemi si verificano in sede di prenotazione, spingendo inevitabilmente verso la libera professione. Gli ospedali diventati aziende competono tra loro e solo la politica regionale può, nell’interesse dei pazienti, unificare il sistema. Il Centro Unificato di Prenotazione (CUP) unificato resta un miraggio: gli ospedali usano sistemi operativi diversi tra loro; nessuna azienda fornisce al Call Center Regionale (CCR) tutte le agende di prenotazione, mantenendo propri canali di prenotazione, soprattutto per le prestazioni più remunerate; le risorse non sono integrate: nessun operatore ha visione di tutta l’offerta: il CUP non è in grado proporre davvero la prima data utile o concordare con il paziente la prima data utile nel luogo gradito al paziente. Ciò viola equità di accesso, universalità nell’applicazione delle norme, trasparenza nell’accesso ai servizi. Il CUP Non è in grado di controllare le prenotazioni multiple, il fenomeno delle “agende ombra”. Alla luce di queste difficoltà della Regione a governare i fenomeni, di cui le liste di attesa sono un importante indicatore, desta preoccupazione la nuova normativa sulla gestione separata del paziente cronico. Infatti, secondo i criteri di inclusione prescelti riguarderebbe addirittura 3,5 milioni di cittadini lombardi, mole che comporta una ulteriore frammentazione delle agende di prenotazione e che potrebbe avere un impatto negativo sui tempi di attesa. Regione Lombardia può finalmente incidere sulla messa a regime del sistema favorendo l’interesse dei cittadini con la creazione di meccanismi di premialità o penalità per le aziende, prevedendo l’obbligo di adeguamento a pena della revoca della convenzione con il sistema sanitario nazionale e con una valutazione dei Direttori Generali che tenga in considerazione la gestione delle liste di attesa. Mi auguro si possa aprire un confronto pubblico, nel merito, con medici, personale del CUP e associazioni dei malati. Nel rapporto, purtroppo, sono intervistati solo i direttori generali. Michele Usuelli http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22236 Governo. Lega e i 49 milioni|Lettera dell’ADUC al ministro Salvini Roma – In merito alle dichiarazioni del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, sul sequestro preventivo di 49 milioni, disposto dal tribunale di Genova, il segretario dell'Aduc, Primo Mastrantoni, ha scritto una lettera al ministro. Ecco Il testo. Signor Ministro, a proposito del sequestro preventivo dei fondi della Lega, disposto dal tribunale di Genova, per una presunta truffa che sarebbe stata perpetrata nei confronti dello Stato da Umberto Bossi (e altri), allora segretario della Lega Nord, abbiamo sentito alcune Sue dichiarazioni che ci hanno lasciato perplessi. Come può leggere, abbiamo usato un aggettivo e il condizionale, perché riteniamo ogni cittadino innocente fino a sentenza definitiva, come dispone la nostra Costituzione; disposizione che riteniamo troverà la Sua adesione, tant'è che Lei ha candidato Umberto Bossi alle ultime elezioni e, oggi, eletto, siede in Parlamento, come senatore della Repubblica Italiana. Per inciso, ricordiamo che Umberto Bossi è stato condannato, in primo grado, lo scorso anno dal Tribunale di Milano perché avrebbe usato i soldi del partito per usi privati. Altro aspetto, invece, è la condanna, in primo grado, del tribunale di Genova, per presunte false rendicontazioni al Parlamento. Comunque, il senatore Bossi è da ritenersi innocente fino a prova definitiva del contrario. “È una vicenda del passato”, “un processo che riguarda fatti di 8-9-10-11 anni fa”, “i processi alla storia non mi affascinano”, “abbiamo gli italiani con noi”, Lei ha dichiarato. Sorge spontanea una domanda: i reati del passato non sono più tali? Si autoeliminano o autoprescrivono? I reati di 10 anni fa sono storia? Vorremmo ricordarLe che alle ultime elezioni politiche la Lega ha ottenuto il 17% dei voti espressi dai cittadini, il che vuol dire che l'altro 83% non è con la Lega, se, poi, vogliamo attenerci alle previsioni elettorali, la Lega è al 32%, il che significa che l'altro 68% è da una altra parte. Insomma, evocare che una parte dei cittadini è con la Lega, in risposta alle sentenze dei magistrati, che senso ha? Si ha comunque ragione perché si rappresenta una parte della popolazione? L'invito ai magistrati di Genova ad occuparsi della tragedia del ponte crollato, cosa significa? Che devono accantonare le indagini sui 49 milioni? Tra l'altro del ponte crollato se ne occupa la procura, quindi si è nella fase delle indagini, invece, per i 49 milioni c'è stata una sentenza: sono due aspetti della attività dei magistrati completamente diversi. Nell'augurare che le vicende giudiziarie si chiariscano quanto prima, cogliamo l'occasione per augurarLe buon lavoro. Primo Mastrantoni, segretario Aduc http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22232 Incontro Orbŕn – Salvini a Milano Nella mattinata del 28 agosto 2018 una delegazione di Radicali ha presidiato la sede del Parlamento e della Commissione Europea di via Magenta. Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni dichiara: «Il premier Orbàn viola i diritti civili e politici dei suoi cittadini. Se il governo italiano propone di sospendere i nostri finanziamenti all’Unione Europea, noi chiediamo che la Ue sospenda i finziamenti a Orbàn, che lui usa per violare i diritti dei cittadini ungheresi». Con Cappato c’è anche Michele Usuelli, consigliere regionale della Lombardia di +Europa con Emma Bonino che aggiunge: «L’Europa che vogliamo è un’Europa in cui gli stati membri siano vincolati al rispetto degli standard minimi. Questo vale per l’Ungheria tanto quanto per l’Italia». Il presidio radicale nasce per porre l’attenzione rispetto all’efficacia di manifestare a favore di qualcosa e non contro qualcuno, il contenuto politico non deve appiattirsi alla sterile contrapposizione tra urlatori. Cappato continua: «Noi non manifestiamo contro Salvini, ma a favore dei diritti di tutti gli europei». Barbara Bonvicini, segretaria dell’Associazione Enzo Tortora Radicali Milano conclude: «Milano ha già dimostrato di essere la Milano dell’accoglienza, ora deve fare un passo in avanti, deve essere l’alternativa politica all’opposizione che contrappone odio all’odio». Associazione Enzo Tortora Radicali Milano http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22219 Sandra Chistolini. La mobilitazione sociale intorno alla Nave Diciotti|Nuovo umanesimo e rivincita del pensiero cosciente La Nave Diciotti ferma da oltre una settimana al porto di Catania ha sollevato un intenso dibattito politico interno ed estero, ancora molto vivace, con effetti disgreganti, rispetto alle azioni più opportune da promuovere per salvare uomini, donne e bambini. Trattandosi di proteggere persone da sofferenze, epidemie, promiscuità, sembrerebbe che la risposta umanamente più plausibile debba essere quella dell’accoglienza senza condizioni. Eppure questa logica dei fatti non si sta avverando, o almeno si constata come gli impedimenti all’accoglienza siano politicamente superiori alla missione umanitaria tante volte citata in casi analoghi. Tra i leader preposti alle decisioni che contano, non si parla di buon senso, ma solo di protezione di chi è già protetto e che non dovrebbe sentirsi minacciato da un centinaio di nuovi arrivi, numero sparuto rispetto ai numerosi precedenti sbarchi e al numero di chi ha già fatto il proprio ingresso nel continente. Altri Paesi europei, pur con le porte semiaperte, non lanciano messaggi di intolleranza come quelli che si stanno registrando in Italia. La mobilitazione sociale intorno ai migranti ospiti della Nave è comunque alta e rappresenta una seria e sostenuta forma di consapevolezza delle priorità da rispettare. Il 21 agosto 2018 l’AIMMF, Associazione Italiana dei Magistrati per i Minorenni e per la Famiglia, diffondeva il comunicato stampa con cui esprimeva preoccupazione per le 177 persone a bordo già salvate dalla Guardia Costiera e richiamando ai doveri internazionali verso i soggetti vulnerabili, tra i quali i minori, i minori non accompagnati, i genitori singoli con figli minori sottolineava come i minori della Diciotti andassero accolti secondo i procedimenti propri dei Tribunali per i minorenni, evitando ritardi e nuovi traumi. Il 22 agosto 2018, Terre des Hommes, tra molti altri organi associativi e di stampa, allarmava sulla situazione dei minori e ne chiedeva lo sbarco immediato. Gli appelli da parte dell’Autorità Nazionale per l’Infanzia e Adolescenza, dei magistrati per i minori, del Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute sono uniti in una sola voce perché si rispettino la legge italiana e le convenzioni internazionali sulla protezione dell’infanzia. Il 23 agosto 2018 il Garante per l'Infanzia e l’Adolescenza del Lazio segnalava la disponibilità di famiglie e tutori in grado di prendersi cura dei minori della Diciotti. Su facebook il gruppo di Tutori volontari del Lazio per i MSNA confermava la necessità di attuare la legge 47/2017 e rinnovava il proprio coinvolgimento immediato. Mentre i No Border manifestavano per lo sbarco di tutti i migranti, il video della psicologa di Medici senza frontiere trasferiva a tutti l’esperienza del viaggio ed il significato del rifiuto vissuto dai bambini migranti. Il 24 agosto 2018 un nuovo rapporto del Garante per i diritti dei detenuti elencava le condizioni inaccettabili dei migranti, l’informativa su quanto visto sulla Nave è inviata alle Procure di Agrigento e di Catania per le opportune valutazioni; parallelamente le associazioni del Tavolo Asilo indirizzavano una lettera al Governo italiano affinché venisse autorizzato lo sbarco delle 150 persone ancora sulla Nave. La cronistoria della Diciotti dimostra come la distanza tra i politici e la popolazione stia diventando abissale. Le ragioni del “no” all’accoglienza scivolano come acqua sulla roccia di cui è fatto il pensiero cosciente della società civile, capace di offrire alternative credibili e concrete, testimonianza di quel nuovo umanesimo che conduce alla liberazione da ogni forma di schiavitù. Sandra Chistolini http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22213 Barbara Bonvicini. Cannabis Terapeutica in Lombardia|La delibera approvata il 2 agosto dalla Giunta regionale dona speranza a migliaia di malati Il “nuovo” governo della Lombardia sembra essersi accorto che siamo nel 2018 e, dal momento dell’insediamento, ha lavorato “alacremente” aprendo un tavolo con il governo e confezionando una delibera che, proprio perché in ritardo, avrebbe dovuto essere la migliore di tutta Italia. L’argomento? La Cannabis Terapeutica. Stesso Assessore alla Sanità della scorsa legislatura, stessi funzionari, stessa maggioranza (inferiore a quella di Fontana), stessa opposizione, che peraltro aveva presentato due proposte di legge per la regolamentazione dei farmaci cannabinoidi, stesso De Corato che, ora come allora, sbucava dai vicoli bui spaventandoti con storie in cui i bambini mangiano un’infiorescenza e muoiono. Cosa manca rispetto allo scorso quinquennio? La proposta di legge popolare, con obbligo di discussione mai rispettato dal consiglio, firmata da oltre 6.000 cittadini. Dopo due anni di silenzio, il 9 gennaio 2018, in piena campagna elettorale, è stata votata, dalla III Commissione prima e dal Consiglio regionale poi, la NON discussione degli articoli della proposta, rendendo carta straccia la legge e i diritti politici dei cittadini. Se in due anni l’avessero almeno letta, si sarebbero resi conto che conteneva il coinvolgimento dei centri per le cure palliative e un programma definito sul monitoraggio delle richieste e del fabbisogno lombardo di farmaco, che la “delibera più bella d’Italia” non prevede. Ad ogni modo, meglio tardi che mai, la delibera approvata il 2 agosto scorso dona speranza alle migliaia di malati che prima potevano contare su solo 20 medici prescrittori in tutta la regione, sulle famiglie per i soldi necessari a pagare i piani terapeutici, sui Santi e sugli spaccini. Dopo 10 anni di ritardi è il caso di festeggiare. Noi invece torniamo subito al lavoro con accessi agli atti e raccolte dati, perché finalmente la Lombardia può giocare il ruolo chiave che avrebbe sempre dovuto avere, nel condizionare la quantità di Cannabis prodotta e importata a livello nazionale. Quindi “in canna”, che sarà un autunno impegnativo. Barbara Bonvicini Associazione Enzo Tortora – Radicali Milano Ps. A tutti coloro che al freddo e al caldo hanno raccolto le firme va il merito di avere, per primi, aperto un varco di discussione, di informazione e di riforma. Se non ci foste stati, chissà quanto tempo ancora sarebbe servito. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22210 Crollo ponte Morandi. Aduc al Governo: Festina lente! Firenze – Festina lente! “Affrettati lentamente”, dice la saggezza latina, cioè agisci senza indugi, ma con cautela. A questo importante richiamo non si stanno attenendo in questo tragico momento i membri del governo in carica. Si era appena verificato il crollo del ponte Morandi a Genova che tutti, da Toninelli a Di Maio e poi anche a Conte, passando da Salvini, impegnato in terra di ‘ndrangheta, hanno iniziato a far volare parole grosse contro la Società Autostrade, promettendo sia di comminarle una sanzione pecuniaria sia di revocarle la concessione. Subito, seduta stante. Ancora prima che si siano stabilite le responsabilità da parte della Magistratura, perché lor signori dicono: “Non possiamo aspettare i tempi della giustizia”. Il che detto da chi è al governo fa rabbrividire. Ora, è chiaro che la Società Autostrade ha delle responsabilità e sicuramente gravi, anche più pesanti di tutto quel calcestruzzo che è precipitato su fabbriche, case, vie della città, portando con sé morte e distruzione inenarrabile. Però è anche vero che, a mio avviso, un governo non può agire sull’onda emotiva e della rivalsa (nota dolente che connota diversi membri di questo governo) contro questo o quel gruppo a esso inviso, perché è possibile che, dopo qualche tempo, esso debba risarcire il presunto colpevole, riconosciuto un domani non così responsabile come oggi appare. Ma con quali soldi un governo risarcisce chi è stato ingiustamente punito? Con i soldi dello Stato, cioè di tutti i cittadini, e quindi, agendo in modo avventato, questo governo può causare un grave danno a tutto il Paese. Molto più grave, probabilmente, del danno economico causato dal crollo del ponte Morandi. Ma c’è di più, cioè un pericolo ancora più imminente di dilapidazione di denaro pubblico, se si insiste a battere la via della disdetta della concessione a Autostrade. Perché, la concessione scade nel 2038 (o 2042?) e quindi la società dovrebbe essere risarcita dei mancati introiti da qui ad allora. Io spero fortemente che, di fronte alla realtà, che certamente saggi consiglieri vicini al governo (ce ne saranno, mi auguro) metteranno in rilievo, e di fronte alla complessità e alla pericolosità delle operazioni da mettere in atto per fare quanto proclamato, i ministri e il presidente del consiglio, agiscano in modo più ponderato di quanto vogliano far credere adesso. Un atteggiamento obbligato, questo della ponderatezza, per un governo, perché a esso non è consentito lasciarsi andare a reazioni scomposte dettate dall’emozione e dalla rabbia, che possono essere invece ammissibili per i comuni mortali. Di conseguenza, determinazione, sì, ma anche, di pari passo, ponderazione. Festina lente, appunto. Fai quello che devi fare, che è giusto fare, che è necessario fare, guardando bene però dove metti i piedi e le mani, perché tu non debba fare errori madornali e, poi, tornare sui tuoi passi, drammaticamente scornato e, in questo caso, avendo rotto le ossa a un’intera Nazione. Per il bene di tutti, questo è l’augurio che oggi faccio a questo esecutivo che purtroppo non riesce ancora a capire che, avendo il potere, non deve continuare a lanciare proclami, ma esercitare detto potere con sobrietà e fermezza, nei limiti delle leggi vigenti, che possono anche essere cambiate se appaiono carenti. Ma sempre con calma e con lungimiranza, che sono le virtù di chi è forte per davvero. ULTIM'ORA – L'improvvida foga governativa sta facendo crollare in borsa il titolo di Atlantia (-15%), e in un articolo su Repubblica si legge che la società fa notare che l'annuncio della revoca della concessione «è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell'accaduto» e aggiunge: «Le modalità di tale annuncio possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti». E infine ribadisce che, «anche nell'ipotesi di revoca o decadenza della concessione - secondo le norme e procedure nella stessa disciplinate - spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se ed in quanto applicabili». Da qui a una causa per danni contro il governo o singoli esponenti di esso il passo è breve. Purtroppo: Come Volevasi Dimostrare. Annapaola Laldi, per Aduc http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22203 Remo Valsecchi. Azione di classe della Valtellina: La sentenza del TAR Qualche giorno fa è stata notificata la sentenza del TAR Lombardia che rigettava il ricorso presentato da Confconsumatori, in nome e per conto di parecchi cittadini valtellinesi, per una questione di forma e non di merito. Personalmente, avendo redatto la perizia, di merito, che accompagnava il ricorso, mi sento, quasi, di ringraziare il TAR perché, dopo il deposito del ricorso, l'Autorità, ha emanato più deliberazioni, nel settembre 2017 e nei primi mesi del 2018, che offrono alcuni spunti per rafforzare le tesi dei cittadini-utenti. Purtroppo il periodo agostano non consente un confronto con i legali che hanno patrocinato l'azione e, solo i primi giorni di settembre, sarà possibile un approfondimento e chiarimento. Non è un grosso problema poiché nel mese di agosto scatta la sospensione dei termini, e l'eventuale opposizione alla sentenza potrà essere proposto entro 60gg dal 31/08 e, quindi, entro il 30/10. C'è tutto il tempo necessario. Però non ci si può esimere da qualche considerazione, non sulla sentenza perché è una questione tecnica sulla quale solo i legali potranno esprimersi. Se l'Ufficio d'Ambito diffonde, immediatamente, un comunicato stampa che termina con «La sentenza, avversa ai ricorrenti, costituisce l’ultimo atto della c.d. “class action” o “azione di classe pubblica” iniziata diversi anni fa», dimenticando o ignorando che dopo il TAR, esistono, ancora due gradi di giudizio cui ricorrere, salvo che voglia impedirlo, incorre in nuovo errore. Siamo, comunque, abituati agli errori, più o meno voluti dell'Ufficio d'Ambito. La preoccupazione maggiore, però, è il tono utilizzato da un ente pubblico, e non privato. Non è accettabile chiamare “ricorrenti”, anche se è un termine tecnico giuridico, i cittadini che non sono degli estranei ma coloro, che hanno conferito un mandato per la gestione del territorio e dei servizi nel loro interesse, anche all'Ufficio d'Ambito, pur nominato da un ente, la Provincia, a sua volta nominata dai Consiglieri comunali eletti direttamente dai cittadini. La triste realtà è che tutte queste istituzioni sono diventate organismi autoreferenziali a chi, in un preciso momento, è demandato a governarle. La gente, i cittadini, sono diventati solo soggetti esterni che infastidiscono con le loro lamentele. In un sistema socio-politico normale una sentenza “avversa”, che nel caso specifico non è tale, dovrebbe preoccupare gli enti pubblici locali perché una class-action, e un ricorso al TAR, sono comunque sintomo di un disagio e di una sensazione di ingiustizia. Perché non è una sentenza avversa? Semplicemente perché il TAR non ha fatto valutazioni di merito. Quando la sentenza afferma che il «ricorso proposto va dichiarato inammissibile, restando così assorbita ogni ulteriore questione», specifica proprio, assorbendolo, che il merito non è nemmeno stato considerato. Il fatto, quindi, che le lamentele dei cittadini siano illegittime, non è ancora stato sentenziato e, anche qualora il TAR decidesse in tal senso, resterebbe ancora il Consiglio di Stato e la Cassazione, eventualmente, a doversi esprimere. Stupisce anche qualche giornale che nel sottotitolo riporta «Troppo generico ed incapace di dimostrare il danno realmente subìto dai ricorrenti» ma poi, nel testo dell'articolo, scrive «I giudici amministrativi non sono entrati nel merito delle contestazioni avanzate ritenendo che queste non fossero presentate in maniera, per così dire, corretta». Come è possibile, se i giudici non sono entrati nel merito, che gli stessi possano affermare che le motivazioni sono generiche ed insufficienti? Non è un questione tecnica o di diritto, è solo una questione lessicale di cui i giornalisti dovrebbero essere maestri. I giornali dovrebbero fare informazione, questa non è una corretta informazione. I cittadini non sono dei clienti da trattare semplicemente secondo le regole commerciali ma degli utenti che, essendo il servizio gestito in regime di monopolio, devono essere garantiti e tutelati. Non è una mia affermazione ma un principio fissato dalla Costituzione e dalle leggi di settore. Concludo con un assurdo irritante. I cittadini, grazie agli amministratori da loro eletti, devono spendere soldi per difendersi da quelli che ritengono soprusi mentre le istituzioni usano i soldi dei cittadini per opporsi. Praticamente, i cittadini pagano per difendersi e pagano per opporsi alle loro legittime richieste. Sarò un paranoico, ma ho l'impressione che qualcosa non funzioni. Questa, purtroppo, è la situazione oggi grazie alla politica. Remo Valsecchi, cittadino http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22192 Sondrio. Coordinamento acqua pubblica: “Senza entrare nel merito, respinto ricorso Confconsumatori” Apprendiamo che il TAR Lombardia, con sentenza n. 1931/2018 pubblicata il 2 agosto 2018, ha dichiarato inammissibile il ricorso che la Confconsumatori nazionale ha presentato su richiesta di oltre 500 utenti/consumatori della provincia di Sondrio sul tema del Servizio Idrico Integrato. Il motivo di tale inammissibilità starebbe nella mancata legittimazione della Confconsumatori che doveva dimostrare di avere dei tesserati in provincia di Sondrio. In realtà sappiamo benissimo che i tesserati ci sono: oltre 500 e per due anni consecutivi. Ma tant’è. La tesi accolta dal TAR suona come una beffa per migliaia di utenti che nel tempo ed ancora oggi si rivolgono al Comitato Coordinamento Acqua Pubblica di Sondrio ed alla Confconsumatori per lamentare manchevolezze nella gestione del servizio o per farsi aiutare a leggere le fatture che sono incomprensibili ai più. Suona ancora più sorprendente alle centinaia di persone che hanno contribuito alla presentazione dell’azione di classe pubblica. Secam, l’Ufficio d’ambito e l’ente Provincia non hanno avuto ragione e la Confconsumatori e noi utenti non abbiamo avuto torto: semplicemente non si è entrati nel merito. I problemi di mala gestione, di irragionevoli applicazione di forfettari esorbitanti, di fatture incomprensibili e spesso errate ecc. ecc. permangono a distanza di 4 anni dall’inizio della gestione del servizio da parte di Ufficio d’Ambito e SECAM e sono sotto gli occhi di tutti. Il testo della sentenza è pubblicato sul sito Acquavaltellina. Coordinamento acqua pubblica della provincia di Sondrio http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=22189