News di TellusFolio http://www.tellusfolio.it Giornale web della vatellina it Copyright: RETESI Stefano Catone. Fuori dalle balle (del referendum lombardo) Come abbiamo già avuto modo di spiegare il referendum lombardo per l’autonomia è una gran farsa, a partire dal quesito stesso, col quale si chiede ai lombardi (e ai veneti) se vogliono che la Regione vada a Roma a contrattare «ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia» su oltre venti materie, che vanno dai rapporti con l’Ue all’istruzione, dall’alimentazione alla giustizia di pace. Si tratta praticamente di una delega in bianco, per contrattare di tutto e di più, tanto che alla fine non si capisce neppure per che cosa si vada a votare. Potrei – ad esempio – essere d’accordo sul fatto che la Regione abbia maggiori competenze sulle «grandi reti di trasporto», così potranno continuare a costruire grandi autostrade deserte, o sulla tutela della salute, così potranno portare a termine l’opera di costruzione dell’impero privato della sanità lombarda. Ma potrei non essere d’accordo su maggiori competenze in altre materie. Insomma, non si capisce su cosa si stia votando e viene il sospetto che non l’abbia capito nemmeno la Regione, dato che ha riempito il suo sito internet di vere e proprie balle galattiche, che – nella loro testa – dovrebbero chiarire i dubbi, e invece sono soltanto dei fake, certificati da un’istituzione. E hanno tanto il sapore di campagna elettorale anticipata. Vediamone alcune. «Già in passato, infatti, il Governo lombardo ha provato, senza successo, la strada della trattativa con lo Stato […]. In particolare, negli anni passati sono state avanzate richieste al Governo nazionale, che non hanno ottenuto risposte soddisfacenti. Per questo motivo si è deciso di ricorrere alla legittimazione popolare e democratica, per poter avere più potere negoziale». Sì, il Consiglio regionale lombardo ha già espresso questa indicazione dieci (dieci!) anni fa e bastava quella, nel senso che non è necessario alcun referendum, se non per celebrare il decennale di quella scelta al costo di 50 milioni di euro. Il governo Prodi accettò le richieste e avviò le trattative, che furono bruscamente interrotte quando al governo, nel 2008, ci andò la Lega! Racconta Roberto Formigoni: «venni convocato ad Arcore dove, presenti gli allora ministri Zaia e Maroni, mi venne posto dal premier il veto su questo argomento». Capite? Le risposte non soddisfacenti se le sono date loro, e ora vogliono la nostra “legittimazione popolare e democratica”, come se non bastasse aver vinto le regionali promettendo di mantenere il 75% delle tasse in Lombardia. Se vince il Sì, «Regione Lombardia avvierà il percorso istituzionale per ottenere maggiore autonomia, vale a dire più competenze e più risorse, nell’ambito del cosiddetto RESIDUO FISCALE, ovvero la differenza tra le tasse pagate allo Stato e quanto lo Stato restituisce sul territorio». Balle. La materia fiscale non è tra le competenze oggetto del referendum e non può neppure essere oggetto di referendum. Balle al quadrato. Col voto elettronico si ha «la garanzia della segretezza e della sicurezza del voto». Altra balla. Il voto elettronico offre scarse garanzie, che si riducono ai minimi termini se pensiamo che la società che gestirà le operazioni è la più screditata del mondo. Siccome oltre venti materie non sono abbastanza e siccome – soprattutto – bisogna metterci un pizzico di immigrati, «La Lombardia intende altresì esercitare un’energica azione politica al fine di ottenere un’ancora più ampia competenza da declinare sul proprio territorio in materia di sicurezza, immigrazione ed ordine pubblico». Falso. Sono competenze esclusive dello Stato. Da segnalare che Formigoni (ci tocca citare Formigoni, pensa te…), nel 2007, individuò dodici materie da portare al tavolo delle contrattazioni. Dopo averci spiegato che cos’è il «RESIDUO FISCALE» (lo scrivono sempre in maiuscolo), dicono che «A seguito dell’esito positivo del referendum la Regione si propone di trattenere almeno la metà del RESIDUO FISCALE (vale a dire 27 miliardi) per finanziare le nuove competenze oggetto di trattativa con il Governo». Il «RESIDUO FISCALE» non c’entra nulla, l’abbiamo già spiegato. Altra balla al quadrato. Come si dice a queste latitudini, föra di ball, cara Regione Lombardia. Il referendum è uno strumento che deve stare saldamente nelle mani del popolo, perché questo possa rivendicare la propria sovranità, temporaneamente delegata. Se diventa uno strumento nelle mani del potere, allora il fine diventa plebiscitario, snaturando la natura stessa dell’istituto e svilendo l’importanza del voto. Non partecipiamo alla farsa, lasciamoli alle loro balle. Stefano Catone (da Possibile.com, 20 settembre 2017) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21564 Migranti a Multedo. Esposto alla Prefettura|Presentato da EveryOne Group nei confronti del gruppo di cittadini che inneggia all'intolleranza Genova – A nome di EveryOne Group (di cui è co-presidente) e del Comitato Genova Solidale, costituitosi ieri pomeriggio a Sestri Ponente in un’assemblea pubblica al Teatro Verdi, Roberto Malini ha presentato al Prefetto di Genova, Dr. Fiamma Spena, un esposto perché le autorità assumano le dovute misure per arginare gli atteggiamenti di razzismo, discriminazione e intimidazione che un gruppo di cittadini di Multedo sta procrastinando nei confronti dei primi dieci giovani migranti arrivati nell’ex scuola materna Govone. Gli episodi segnalati nell'esposto sono due in particolare. Il primo è avvenuto durante il pomeriggio del 19 ottobre, quando i profughi – provenienti per la maggior parte da nazioni dell’Africa Subsahariana in cui sono in corso gravi conflitti e crisi umanitarie – sono giunti nella struttura deputata ad accoglierli, accompagnati da Monsignor Giacomo Martino, direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale Migrantes, e da altri addetti alla loro accoglienza. Dopo il loro ingresso, un capannello composto da oltre venti persone si è riunito davanti all’ex asilo e ha iniziato a rivolgere urla e insulti nei confronti dei ragazzi. Il secondo episodio, simile al primo, si è svolto il mattino successivo, quando un gruppo, in cui si distinguevano alcuni elementi già radunatisi il pomeriggio e la sera prima, ha ricominciato con le urla, gli insulti, le imprecazioni, gli atteggiamenti discriminatori. L’esposto al Prefetto si basa su testimonianze raccolte presso l’ex asilo e gli addetti della Curia, nonché su quanto riportano alcuni articoli pubblicati oggi, 20 ottobre 2017, riguardanti l’arrivo dei migranti a Multedo e le loro prime ore di permanenza. Nel testo si elencano le offese, alcune delle quali apertamente razziste, gridate dal gruppo contro i giovani migranti. I ragazzi sono molto turbati da queste manifestazioni di rifiuto e manifesto sentimento di ostilità, che a opinione della società civile travalicano la semplice avversione o antipatia, sfociando in odio verso le persone discriminate. Nell’esposto si chiede che l’autorità intervenga tempestivamente, attuando le opportune misure che possano garantire la serenità, la dignità e la sicurezza personale ai giovani richiedenti protezione internazionale, alcuni dei quali soffrono di disturbo da stress post-traumatico a causa delle drammatiche vicissitudini che li hanno condotti a fuggire dai paesi d’origine per cercare protezione in Italia. (EveryOne Group) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21566 Vincenzo Donvito. Cannabis terapeu­ti­ca e non solo. Quan­to tempo perso… Firenze – La Camera ha approvato le norme sulla cannabis terapeutica, ed ora il testo passa al Senato. Non è una novità particolare, visto che la materia era già regolamentata da uno specifico decreto ministeriale aggiornato nel 2015, e poi ci sono diverse Regioni che si sono già dotate di una propria legge. Ma è un mettere dei paletti nazionali in modo più chiaro e preciso rispetto a quanto possa fare una disposizione ministeriale che, tra l’altro non è stata fin ad oggi il massimo per funzionalità e uso di terapie a base di cannabis. Rimane, grosso come un macigno, il problema della legalizzazione della cannabis in assoluto (quindi anche a scopo ricreativo) e quello di tutte le altre droghe illegali. Un mercato che oggi è libero non secondo le leggi di una comunità civica, ma secondo le leggi della giungla. Ovunque si possono acquistare queste sostanze, senza nessuna garanzia che i prodotti rispondano a determinate caratteristiche di sicurezza sanitaria e più in generale; e i profitti sono della malavita piccola e grossa. Profitti che altrimenti andrebbero allo Stato e a tutti i diversi cicli produttivi e commerciali che, dove queste sostanze sono legali, sono diventate uno dei motori delle economie locali, oltre che contenere, circoscrivere, prevedere e disciplinare gli aspetti sanitari. Sarà per un’altra volta? Ce lo auspichiamo. Ma per ora siamo in alto mare. Anche perché il faro politico mondiale in materia (Usa) non è ancora unanime a livello federale, mentre è a macchia di leopardo per i livelli statali. Alto mare che comporta tutta una serie di problemi che, pur se affrontati in maniera sistematica, rispondono a caratteristiche di intervento che non hanno fatto altro che peggiorare la situazione politica, sanitaria, economica, commerciale e umana.* Eppur si continua. Come, per l’appunto, ha voluto fare oggi la nostra Camera dei deputati, non consentendo l’approvazione di proposte che, pur nella limitatezza di quanto consentito dai trattati internazionali proibizionisti siglati anche dal nostro Stato, avrebbero quantomeno aperto il percorso a pratiche più civili, sanitarie ed umane. Per capirci. Un Paese come il Canada è proprio in questi giorni impegnato a trovare migliori soluzioni per rendere pratica la propria decisione di legalizzazione della cannabis e per affrontare l’emergenza oppiacei che, pur se dilagante nel territorio del suo vicino Usa, ha toccato anche loro. Per farlo, il ministro federale e i ministri delle singole province si incontrano. Il nostro ministro della Salute, invece, cosa fa? È stato in prima fila per contrastare tutte le iniziative parlamentari che andavano oltre la mera legalizzazione terapeutica e, rispetto alle Regioni, non ci risulta che ci siano iniziative prese di concerto. Sempre per capirci. Stiamo parlando di una sostanza, la cannabis, consumata da percentuali gigantesche di italiani, e i cui effetti primari e secondari sono – come riconosciuto da qualunque studio a qualunque livello – molto minori rispetto alla più diffusa droga legale del nostro Paese, l’alcool. Non sveliamo nulla. E non ci dimostriamo avventuristi nel credere che la gestione legale dei fenomeni di massa (ed è innegabile che il consumo di droghe illegali sia un fenomeno tale) sia molto più fruttuosa sanitariamente, economicamente, socialmente ed umanamente. Oggi si preferisce dedicarvi solo una piccolissima parte – a mo’ di tampone casuale – delle risorse sanitarie ed una gigantesca parte di quelle per l’ordine pubblico. Continuiamo a farci male. Vincenzo Donvito, presidente Aduc * Aduc redige quotidianamente uno specifico notiziario: https://droghe.aduc.it http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21562 Ferrara. Lucia Boni per Azione Nonviolenta Ferrara – Oggi, Domenica 15 ottobre alle 17, in Galleria del Carbone, (Via del Carbone, davanti al cinema Apollo), incontro volentieri amiche ed amici per presentare l’ultimo numero di Azione nonviolenta, dedicato a Pietro Pinna. Penso che questo nostro concittadino, scomparso l’anno passato, meriti di essere più conosciuto per il suo grande e costante impegno per la pace e la nonviolenza. Avremo con noi diverse copie dell’ultimo numero della rivista, della quale è stato fino alla morte direttore responsabile, e una video intervista di circa 15’ che avvicinerà Piero a chi non lo ha conosciuto, e sarà caro a quanti lo hanno incontrato. Nell’occasione sarà anche possibile sottoscrivere l’abbonamento ad Azione nonviolenta. (l.b.) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21553 Genova, Multedo: fiaccole di rifiuto, fiaccole di accoglienza|di Roberto Malini Il 17 ottobre è la Giornata Mondiale per l’eliminazione della povertà. Ogni anno in quella data il Consiglio d’Europa celebra una cerimonia a Strasburgo, sulla piazza del Palais de l’Europe, davanti alla riproduzione della pietra commemorativa, simbolo del rifiuto della povertà. Contemporaneamente, gli stati membri dell’Unioine sono invitati a lavorare per l’accoglienza, la solidarietà e la lotta contro l’indigenza e l’emarginazione. A Multedo, quartiere del ponente genovese, un gruppo di cittadini ha scelto proprio quella data per scendere in piazza e manifestare, con una fiaccolata, contro gli stessi valori che la Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà promuove. È un segnale di disagio, ma anche di come l’intolleranza si affermi ormai anche presso le comunità operaie, che fino a qualche anno fa si sentivano unite ai poveri, ai senzatetto, ai profughi. Così, scandendo slogan che si pongono in antitesi ai principali valori civili, una parte di Multedo cercherà di opporsi all’arrivo dei giovani profughi che la prefettura ha assegnato al quartiere, dove abiteranno presso l’ex asilo Govone e passeranno le giornate a studiare presso il Campus di Coronata: lingua italiana, scienze e cultura generale, discipline professionali dall’agraria alla falegnameria, dall’idraulica all’informatica. È quel comparto della cittadinanza che non si è ancora liberato dalle paure irrazionali e continua a temere l’arrivo dei giovani migranti come se si trattasse di un’invasione barbarica e non di un’opportunità per crescere in pace tutti insieme. La fiaccolata è stata indetta per martedì 17 ottobre alle 19:30. Sarà un evento pacifico e limitato, ma crediamo che un giorno il quartiere proverà una certa vergogna, ripensando a quelle fiaccole innalzate verso il cielo non con un significato di fratellanza, ma di fobìa. Nella cultura e nelle tradizioni umane, la fiaccola è simbolo di amicizia, solidarietà e unione. Portando loro la fiaccola, Prometeo fece agli esseri umani il dono del fuoco, principio di civiltà. La fiaccola era anche simbolo di un momento di pace fra i popoli, quando nell’antica Grecia iniziavano le Olimpiadi e le armi venivano – almeno temporaneamente – riposte. Fra i simboli più moderni, la Statua della Libertà rappresenta la fiamma della civiltà che non deve mai spegnersi. Sul piedistallo del monumento è inciso un sonetto della poetessa Emma Lazarus, che recita fra l’altro: “Mandatemi loro, i senzatetto, gli scossi dalle tempeste e io solleverò la mia fiaccola accanto alla porta dorata”. Fiaccola uguale solidarietà: questo è il linguaggio dei simboli. Ecco perché fa bene al cuore rivedere le immagini di un’altra fiaccolata, svoltasi martedì 6 dicembre 2016 a Trento: una manifestazione spontanea della gente a favore di un Trentino solidale e accogliente con migranti e profughi. Nella foto, da sinistra, operatori umanitari di EveryOne Group – che fa parte del Comitato accoglienza migranti Multedo e del Comitato GenovaSolidale – insieme a don Giacomo Martino, direttore dell’ufficio Migrantes, che cura con altre realtà sociali il progetto di accoglienza: Daniela Malini, don Giacomo Martino, Steed Gamero, Roberto Malini, Fabio Patronelli, Dario Picciau. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21552 Tellusfolio 2017: abbonarsi all'informazione libera e al dialogo|Aggiornamenti al 13 ottobre Apriamo l'abbonamento a Tellusfolio per il 2017. La parola, abbonamento, l'abbiamo presa in prestito dalla nostra storia, per non perderne il suono con la conclusione dell'esperienza 'cartacea' del Gazetin. La sua sperimentazione nel 2016 è nata dalla 'lettera di Sandra' e dalla piccola discussione che ne è sorta su queste pagine, rimaste -l'una come l'altra- linkate al banner di testata “Avviso ai naviganti” fino ad oggi (da oggi invece lo stesso link porterà a questo post). Sono 20 i collaboratori e sostenitori che hanno aderito nel corso dell'anno. Pochi o tanti? Adeguati o no? Lo potremo vedere insieme... La mia impressione a caldo è che adesioni e donazioni, per riuscire a consolidare l'esistente e avviare un miglioramento, dovrebbero almeno essere quintuplicate. Nel contempo la 'produzione' è stata regolarmente assicurata per l'intero anno. Con quale qualità e quanto gradimento sarà ciascuno di voi a stabilirlo. Io, nel titolo, ho ritenuto sintetizzarlo in due concetti: informazione libera e dialogo. Vogliamo prendercene l'abitudine? I primi rinnovi già pervenuti e registrati sono quelli di Sandra Chistolini e Patrizia Garofalo. La quota di riferimento viene mantenuta a 30,00€ con facoltà di donazione d'importo superiore e qui in calce trovate modalità anche per il versamento immediato on line. Oppure, per chi lo preferisce, il bonifico bancario potrà sempre essere effettuato sul c/c intestato a LABOS Morbegno con IBAN: IT63 C030 6952 2311 0000 0004 138 e BIC: BCITITMM per gli accrediti dall'estero. Mentre invece proprio in questi giorni provvediamo a chiudere il c/c postale, per gli ormai inutili costi di gestione. Barbarah Guglielmana, 'prenotatasi' da tempo, ha messo a disposizione il necessario numero di copie del suo ultimo libro Davanti alla tenda (cfr. le recensioni di G. Rando e di P. Garofalo) che quindi verrà recapitato come gadget e 'ricevuta di versamento' a tutti i sottoscrittori. Nella personale biblioteca ciascuno di noi avrà così 'qualcosa in comune' allo scaffale di Tellus... Chi già dispone della raccolta potrà sempre optare, dietro semplice comunicazione in posta elettronica, per uno dei prodotti della cooperativa editoriale. Resta inteso che l'abbonamento, o la 'buona abitudine' qui proposta, non costituisce conditio sine qua non per restare o divenire collaboratori attivi del giornale web e nemmeno semplici fruitori del 'servizio' che lo stesso offre, ma risulterà evidente per tutti che senza un allargamento della com-partecipazione risulterà alla lunga pesante, fino a divenire insopportabile, garantirne il pieno esercizio. Buon 2017, dunque! Enea Sansi Morbegno, 13 dicembre 2016 ABBONAMENTI ON LINE Abbonamento Tf € 30,00 Abbonamento Tf importo libero Adesioni (con aggiornamento progressivo per un grazie a tutte/i e a ciascuna/o): • Sandra C., Roma • Patrizia G., Ferrara • Anna R., Traona (SO) • Alfredo M., Traona (SO) • Suliman B., Paderno Dugnano (MI) • Giuseppina R., Barcellona Pozzo di Gotto (ME) • Michele T., Morbegno (SO) • Maria Paola F., Ferrara • Asmae D., Angeli di Rosora (AN) • Maria L., Velletri (RM) • Gianluca M., Sondrio • Vanna M., Sondrio • Silvia C., Verrua Savoia (TO) • Beppino E., Lecco • Marisa C., Lucca • Paola Mara D.M., Cosio Valtellino (SO) • Roberto M., Genova • Giovanni S., Sondrio • Renato P., Macerata • Giulia P., Recanati (MC) • Alessandra B.V., Firenze • Carlo F., Vittorio Veneto (TV) • Marco P., Senigallia (AN) • Enea S., Morbegno (SO) • Anna L., Firenze • Giuseppe S., Castel di Iudica (CT) • Lucia B., Ferrara Inserzionisti: Falegnameria Sansi, Cosio Valtellino (SO) • EMMETI Snc, Morbegno (SO) • COALCA Service Srl, Cosio Valtellino (SO) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=20684 Sondrio. Superare la legge Bossi-Fini e cambiare le politiche sull’immigrazione|Ultima raccolta firme per “Ero straniero” Sabato 14 ottobre, dalle 9:30 alle 12:30, a Sondrio in piazza Campello sarà l'ultima occasione per firmare la legge di iniziativa popolare “Ero straniero – L’umanità che fa bene”. La legge “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari”, promossa da Radicali Italiani ed altri, ha visto l'adesione di centinaia di sindaci - che ogni giorno si confrontano con questioni legate all'accoglienza dei migranti sul territorio e alla loro integrazione - e di molte organizzazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes, Comunità di Sant’Egidio, CGIL, Federazione Chiese Evangeliche Italiane. Anche Papa Francesco ha espresso più volte pubblicamente il proprio sostegno alla legge di iniziativa popolare. Questa campagna si propone di cambiare anche il racconto pubblico sull’immigrazione, ostaggio di pregiudizi, luoghi comuni e vere e proprie bugie che la politica, invece di contrastare, spesso sceglie di cavalcare per guadagnare consenso. Su 500 milioni di europei dell’Unione, solo il 6,9% è costituito da immigrati: l’Italia con una quota dell’8,2% è allineata a Germania (9,3%), Regno Unito (8,4%) e Francia (6,6%). Gli immigrati sono meno istruiti e a loro sono riservate quasi esclusivamente le mansioni meno qualificate e meno retribuite rifiutate dagli italiani, ma il loro contributo alla crescita della ricchezza nazionale è considerevole (quasi 8 punti di PIL, 100 miliardi l’anno). Per mantenere sostanzialmente inalterata la popolazione italiana dei 15-64enni nel prossimo decennio – dal momento che gli italiani diminuiranno dal 2015 al 2025 di 1,8 milioni di unità – è necessario un aumento degli immigrati di circa 1,6 milioni di persone, con un flusso d'ingressi di 157 mila in media ogni anno. È questo il fabbisogno indispensabile per garantire l’attuale capacità produttiva del Paese e per rendere sostenibile il sistema previdenziale. L’Italia sta diventando, con la chiusura dei confini degli altri paesi europei, sempre meno paese di transito e sempre più residenza finale dei richiedenti asilo. Con un aumento del numero delle domande di protezione e un tasso di non riconoscimento che è giunto, nei primi sei mesi del 2016, al 60% è altissimo il rischio che decine di migliaia di persone non lascino il nostro paese, ma vi rimangano pur impossibilitati a svolgere una regolare attività lavorativa, destinati al lavoro nero e allo sfruttamento. Gianfranco Camero per RADICALI SONDRIO http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21544 Primo Mastrantoni. Padania e referendum Roma – All'insegna di “Roma Ladrona”, 21 anni fa (1996) fu indetto un referendum per la costituzione della Repubblica Federale della Padania. 5 milioni di votanti e 97% di adesioni. Le vicende giudiziarie del segretario della Lega Nord, Umberto Bossi, hanno riempito le cronache dei media e l'attuale segretario, Matteo Salvini, ha dichiarato che nessuno ha nostalgia della Padania e che il referendum catalano è stata una forzatura estranea alla costituzione spagnola. Il referendum del 22 ottobre, promosso da Lombardia e Veneto,* è previsto dalla costituzione italiana e chiede allo Stato maggiore autonomia, ma è un referendum inutile perché la richiesta allo Stato la può fare autonomamente la Giunta regionale, infatti, l'Emilia-Romagna ne ha già fatto richiesta senza indire alcun referendum. Insomma, Lombardia e Veneto, hanno indetto un referendum inutile e costoso. A carico dei contribuenti lombardi e veneti. Il fumo di allora, il fumo di oggi. Primo Mastrantoni, segretario Aduc * «Volete voi che la Regione, nel quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse?» http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21539 Sondrio. Oltre l'Unione europea, verso gli Stati uniti d'Europa Movimento federalista europeo Sez. provinciale “Ezio Vedovelli” organizza: Sabato 14 Ottobre, ore 16:00 Sondrio, Sala “Besta” BPS Conferenza del prof. Alberto Majocchi Alberto Majocchi. Economista ed ex presidente dell'Isae - Istituto di studi e analisi economiche - è professore emerito di scienza delle finanze all'università di Pavia. La sua carriera accademica comprende un'esperienza all'ateneo di Cambridge. Ha collaborato con l'Ocse - l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - e la Commissione europea ed è stato consulente del ministero dell'ambiente dell'allora governo Dini. Inoltre è attualmente impegnato sulla questione dei migranti. È autore con Giulio Tremonti del “Libro bianco” sulla riforma fiscale del '94 ed ha pubblicato il volume Un piano per l'Europa - Sviluppo sostenibile e occupazione, edito nel 2015 da Il Mulino di Bologna, con prefazione di Romano Prodi. Fa parte del comitato centrale del Movimento federalista europeo, di cui in passato è stato segretario generale, ed è vicepresidente del centro studi sul federalismo di Torino. http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21538 Asmae Dachan. Oltre 8mila bambini vittime dei conflitti armati nel 2016 Almeno 1.299 bambini sono rimasti coinvolti dalle violenze in Siria nel 2016. Tra questi ben 652 hanno perso la vita, mentre 647 sono rimasti mutilati e feriti. Lo denuncia un nuovo report dell’Onu diffuso nei giorni scorsi. In totale sono più di 8mila i bambini uccisi o mutilati lo scorso anno a causa di operazione belliche in diverse aree del mondo. Il dato peggiore è quello che riguarda i bambini afghani: ben 3.512 sono rimasti colpiti a causa delle violenze militari. Nello Yemen sono 1.340. In totale, riferisce il report, i bambini uccisi lo scorso anno nel mondo sono oltre 8mila, mentre il numero di quelli rimasti colpiti dai conflitti armati è di oltre 15mila. Drammatica anche la situazione in Iraq, Sud Sudan, Congo, Somalia e Iraq. Sono dati agghiaccianti, che ancora una volta riportano l’attenzione sulle drammatiche conseguenze dei civili nelle zone del mondo afflitte da guerre. Le cifre sono approssimate verso il basso. Per quanto riguarda lo specifico del dramma siriano, va ricordato che è dal 2013 che l’Onu ha smesso di contare il numero di bambini che hanno perso la vita in Siria e si teme che il numero sia quintuplicato. Il report indica il regime di al Assad e i suoi alleati come principali responsabili delle violenze ai danni di bambini, con 533 casi; all’Isis viene attribuita la responsabilità di 235 casi. Ben 851 sono i bambini reclutati o impiegati in azioni belliche, circa il doppio rispetto al 2015. Le scuole colpite lo scorso anno sono oltre 76, il 40% in più rispetto al 2015. Il report denuncia anche abusi sessuali e soprusi di vario genere. Questo report mostra ancora una volta l’orrore della guerra e le crudeltà che provocano i conflitti armati. Che donne e che uomini diventeranno, se sopravviveranno, i bambini in queste aree del mondo? C’è da biasimare i minori che tentano la fuga, anche in condizioni disperate? Fino a quando si ignorerà tanta sofferenza? Asmae Dachan (da Diario di Siria, 10/10/2017) »» Video servizio RSI, TG del 07/10/2017: “ONU e bambini vittime delle guerre” http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21536 Federica Mogherini, alta rappresentanza internazionale e cittadinanza Ue|Lettera semplice di Carlo Forin Cara Federica Mogherini, socialista e di sinistra, come ti propone Gloria Riva su la Repubblica di sabato 7 ottobre, io sono Carlo Forin, 69 enne, socialista e di sinistra. Piacere. Sono felice di venir rappresentato da te. Anche se sei una ragazzina per me. Io sono un euro-italiano desideroso di avere la cittadinanza europea. Il 22 ottobre non andrò a votare al referendum veneto col proposito di non contribuire ad alcuna fesseria simile a quella colossale iniziata dai Catalani. Vado subito al sodo: la mia priorità politica sta nel riconoscimento giuridico della cittadinanza europea a tutti i 500 milioni di abitanti dei 27 Paesi ancora uniti. Se questa realtà emergesse subito tu, Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari esteri, potresti cominciar a lavorare ‘in discesa’: -nella trattativa Brexit; -nelle politiche verso gli immigrati, sia all’accoglienza sia all’integrazione sia al respingimento (di chi non sia in regola rispetto alle regole più facili da fissare); -nella moderazione dei moti para-nazisti insorgenti; -nelle innovazioni suscitate dalle proposte integrative di unione sostenute di recente da Macron. Forse sono già un vecchietto rimbambito perché continuo a stupirmi di un dibattito politico vuoto di questa ovvietà. Una ragazzina come te, forse, mi capirà. Non so quanto merito vada a Matteo Renzi della promozione al tuo incarico. Ad ogni modo sono grato a chi ti ha favorito. Adesso, alza il tiro e traduci in politica anche la mia spinta. Ciao, Carlo Forin, Vittorio Veneto (Tv) http://www.tellusfolio.it/index.php?lev=44&cmd=v&id=21534