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Vetrina, In libreria/ Nadezhda Georgieva Slavova. Da questi morti...
31 Luglio 2016
 

Da questi morti,
che dissemina la guerra,
nasceranno i vivi,
figli del tempo che si annulla.
Si sveglierà il vuoto
colmando il suo ventre di pallottole vaganti,
di urla strazianti e delle risa dei figli
nati dai morti.
Osserva, il male,
da un binocolo i giorni futuri.
Cosa vede, non so.
Ma ride.

 

Nadezhda Georgieva Slavova

(da Curvando il pensiero, Meligrana Editore, 2016)

 

 

 

Commento di Francesco Martilotto

Poderoso, icastico, ritratto odierno del male che, alto, si erge a scrutare con quel binocolo (oggetto filtro derealizzante) i giorni a venire: il male, quello della natura e quello delle deficienze umane (dal morale al metafisico) viene antropomorfizzato dal verso finale (“ride”) che assume ancora più valore con l’avversativa e stabilisce la misura e l’opposizione con la miseria umana. Se, infatti, si guarda al campo semantico del componimento ci sono in serie: morti, guerra, annullarsi, vuoto, pallottole, urla, strazianti, tutti termini che richiamano il pianto ed il dolore mentre per ossimoro gli si oppone il male che ride. In questa antinomia si gioca l’attualità: più alte si levano le grida dell’umanità tanto più l’eco delle risa si propagherà dovunque. Se ci si “svuota” continuamente della coscienza e del discernimento morale è facile “riempirsi” di illusori e pericolosi ideali: nella deriva in atto, l’umanesimo moderno ha la capacità di riconoscere il volto del male ma ha la pretesa di risolverlo travestendosi essa stessa da demone terribile ed ignoto. Il male, allora, ha ben donde di "ridere" e ci tiene in scacco.

 

 

 

Nadezhda Georgieva Slavova è nata in Bulgaria il 26 ottobre del 1976 ma vive ad Alessandria da ormai sedici anni. È sposata e mamma di due bambini. Sin da piccola ha sempre dimostrato un grande amore verso la scrittura e la letteratura in generale. Ha pubblicato quattro raccolte poetiche: L’iride della poesia, Rupe Mutevole, 2013; Destini in versi, Rupe Mutevole, 2014; Curvando il pensiero, Rupe Mutevole, 2014; Notturno, Apodiafazzi, 2015; e due romanzi: La tredicesima porta, Rupe Mutevole, 2013 e Ragnatele di silenzi, Rupe Mutevole, 2015. Ha ottenuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti in tanti concorsi letterari ed altre sue opere sono presenti in varie antologie poetiche.


 
 
 
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