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Miriam Della Croce. Un metodo intellettualmente onesto di critica costruttiva
17 Ottobre 2010
 

Riceviamo da Miriam Della Croce la lettera che di seguito pubblichiamo. Il riferimento è a una (mancata) discussione di quasi un anno fa. Non sappiamo se l'interlocutore potrà seguire, e in tal caso vorrà replicare, perché nel frattempo Marco Baldino ha deciso di cessare la rubrica di 'segnalazioni dalla rete' Esplorazioni, da lui curata nel 2009 e ora, da inizio 2010, posta 'in archivio' dietro sua esplicita richiesta.

Poiché il Web e il copioso archivio Tf anche questo consentono, che si possa leggere e intervenire a distanza di mesi o di anni, l'occasione di questo intervento ci spinge a sperimentare un nuovo spazio, trasversale alle diverse sezioni/rubriche (anche se ospitato per naturale collocazione in Critica della cultura) e specificamente destinato a ricevere e facilitare queste discussioni, che possiamo chiamare – se anche a voi piacesse e sembrasse azzeccato – Dialogo Tf. Un nuovo 'servizio' che potrebbe favorire il confronto anche fra i redattori e i molti collaboratori del giornale, contribuendone continuativamente alla gestione e amministrazione. (la Direzione)

 

 

Caro direttore di TellusFolio, solo oggi mi capita sotto gli occhi il commento (“Laicismo energumeno”, in Tf Critica della cultura > Esplorazioni in archivio, 24/11/2009) ad un mio pezzo intitolato “La festa di Cristo Re contro la peste del laicismo” (Tf Diario di bordo, 22/11/2009). Il commento, del 24 novembre 2009, è firmato con la sigla mb. Ne trascrivo un brano:

«Pio XI era un volgare anti-laicista, si sa. Benedetto XVI sembrerebbe più equilibrato ma, se si legge il suo Gesù di Nazaret, si resta fulminati dal fatto che questo papa “non ha affatto abbandonato l’idea che chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di realtà e può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive”. Così Miriam Della Croce, nemica della festa del Cristo Re. E c’è di che ridere, perché come potrebbe il papa affermare, per esempio, che è meglio abbandonare l’idea di Dio e che solo abbandonando l’idea di Dio si potrebbe raggiungere una più sicura comprensione della realtà? e magari che il bene si trova al di là di Dio? Strana pretesa».

 

L'autore del commento non ha capito nulla del mio ragionamento, e, beato lui, ride, e tenta di fare lo spiritoso. Io non ho indicato che cosa Benedetto XVI avrebbe dovuto dire, bensì che cosa c'è di errato nel suo ragionamento, che cosa avrebbe dovuto non dire.

Nel maggio del 2007, Benedetto XVI, durante il viaggio in Brasile, ebbe a dichiarare: «Chi esclude Dio dal suo orizzonte, falsifica il concetto di 'realtà' e, in conseguenza, può finire solo in strade sbagliate e con ricette distruttive». Ora, la storia, e le persone che ci circondano, dimostrano chiaramente che l'affermazione è priva di fondamento. Non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte falsifichi la realtà, così come non è dimostrabile che chi esclude Dio dal suo orizzonte finisca in strade sbagliate e con ricette distruttive. Abbiamo assistito a nefadezze inimmaginabili, e a fallimenti, in ogni parte del mondo, a prescindere dalla fede in Dio. Inoltre possiamo costatare che intorno a noi esistono «moltissime bravissime persone che, pur non avendo fede, si adoperano per il bene della società, per la giustizia, per la libertà. In qualche modo sono con Dio. Per contro, esistono persone che credono in Dio, e fanno ciò che gli pare, e mandano il mondo in rovina» (ho citato dal mio pezzo del 22 novembre).

 

Ed ora vorrei consigliare al mio commentatore un metodo intellettualmente onesto di critica costruttiva. Innanzi tutto evitare spiritosaggini (“volgare anti-laicista”; “più equilibrato”; “si resta fulminati”; “Miriam Della Croce, nemica...”).

Poi: quando non si è d'accordo su alcune affermazioni, occorre confutare punto per punto le stesse, con validi chiari concisi argomenti.

Ma io queste cose le insegnavo ai miei ragazzi a scuola, e dispiace doverle ripetere a mb”, che certamente un ragazzo non è.

 

Miriam Della Croce


 
 
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