Domenica , 09 Agosto 2020
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Spettacolo > In tutta libertà
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Gianfranco Cercone. “La pelle che abito” di Pedro Almodóvar e i film “disturbanti”
12 Ottobre 2011
 

Aurelio Grimaldi – regista cinematografico e scrittore (suo il libro Mery per sempre) – in un articolo che scrisse per la rivista Cinemasessanta, si inventò la categoria dei film “disturbanti”. Sono quei film in cui l’autore rivela alcune sgradevoli verità, in primo luogo su se stesso. Così sgradevoli che lo spettatore tende a prendere le distanze dal suo film; forse proprio perché teme di riconoscere in se stesso almeno una “dose” della verità confessata. Così i film “disturbanti” hanno una doppia caratteristica: sono sinceri, estremamente sinceri; e sono in genere rifiutati dal pubblico.

Non so se il pubblico italiano abbia amato o rifiutato l’ultimo film di Pedro Almodóvar, La pelle che abito. Ma certo, al centro del film, c’è una di quelle sgradevoli verità. Chi conosce almeno un po’ il cinema dell’autore, sa che le sue storie sono maledettamente complicate, fanno il verso ai romanzoni d’appendice: forse parodisticamente, o forse somigliandogli proprio. Dunque, non sono rapidamente riassumibili.

Se però sfrondiamo il racconto di tutte le circonvoluzioni narrative; dei giochi di stile, per i quali non è mai del tutto chiaro se l’autore prenda la sua storia sul serio o invece ci scherzi sopra; se andiamo insomma al nocciolo del film, ecco cosa troviamo. Un uomo maturo sequestra un ragazzo. Lo castra. O più precisamente: essendo lui un chirurgo plastico, lo trasforma in una donna. Tale donna in un primo tempo gli si ribella. Non riuscendo ad aggredirlo e a fuggire, gli oppone alcune forme di resistenza psicologica. Ma poi, come effetto del progressivo annullamento della sua personalità, si innamora di lui.

Parlavo di verità. Mi si potrà obiettare che è una storia alquanto inverosimile. Ma io mi riferivo ovviamente a verità psicologiche. E i moventi dei personaggi – in questo racconto, ripeto, ridotto all’osso, prescindendo quindi dalle giustificazioni che il chirurgo si dà – sono facilmente riconoscibili: il piacere del dominio, da un lato; e il piacere di essere dominati dall’altro.

Insomma, si tratta né più né meno che di una relazione sadomasochista; spinta quasi all’assoluto, o al paradosso. Ma per paradossale che sia, Almodóvar, dopo aver estratto da sé il fantasma di questa perversione, lo ha rifinito pazientemente, nei minimi particolari, per dargli consistenza di realtà. Il difetto dell’operazione è che l’autore, per essere popolare e sempre facilmente comprensibile, semplifica i personaggi, rende elementari proprio le loro psicologie.

Comunque, abbiamo da un lato un chirurgo di grido, che dietro i modi professionali, disinvolti ed eleganti, maschera una totale aridità affettiva. Dall’altra, un ragazzo gentile, aperto, ma fragile; forse già in partenza incline a cedere alla manipolazione. E la donna che sorge da lui – fresca, felice del suo amore – fa intravedere, dietro la sua apparenza florida, il male di una libertà mostruosamente distrutta.

La pelle che abito è un film che sa di confessione, o di psicoterapia. Vi si adattano alcune parole che François Truffaut dedicò ad Alfred Hitchcock, un autore certamente molto amato da Almodòvar (il suo film ricorda un “classico” di Hitchcock: Vertigo – La donna che visse due volte).

Truffaut apparentava Hitchcock a certi artisti inquieti la cui missione «è dividere con noi le loro ossessioni. Con questo, anche ed eventualmente senza volerlo, ci aiutano a conoscerci meglio, il che costituisce un obiettivo fondamentale di ogni opera d’arte».

 

Gianfranco Cercone

(da Notizie Radicali, 11 ottobre 2011)


Articoli correlati

 
 
 
Commenti
Lascia un commentoNessun commento da leggere
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 74.2%
NO
 25.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy