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Peter Brun: Sesso tra uomini: fenomeno culturale?
11 Giugno 2008
 

Vi sembrerà strano signori lettori eppure la mia ricerca ha qualcosa di sensazionale. Seppur fatta attraverso riviste di settore e siti internet specializzati. Eppure la classe giornalistica e quella dirigente di questo paese non la vuol affrontare. Ma è così. Ricordate quel personaggio portavoce di Prodi fotografato in una via di Roma a contattare dall’auto dei trans? Ebbene com’è andata a finire si sa, almeno per il lato pubblico: niente di niente. È un fatto puramente privato. È vero. Ma in famiglia cosa gli avran detto la moglie e i figli? Chissà… però potete immaginare se un giorno capitasse a voi… Oppure anche recentemente un discendente Lapo di casa Agnelli e recentissimamente anche il calciatore Ronaldo beccati con tre trans in un letto: il primo single, l’altro invece sposato con figli… E tutto questo cosa significa? Perché voler provare l’ebbrezza – se così la vogliamo chiamare – di un rapporto, anche multiplo, con dei transessuali?

Su un altro fronte, sempre in ‘casa maschi’, c’è una valanga di uomini che vogliono provare l’esperienza dell’essere donna in un rapporto sessuale con un maschio attivo. Non è il classico trans da operare chirurgicamente, il dissidio interiore dell’essere uomo, ma che sente di voler essere donna. No, non è questo. È altro. Sono quei numerosissimi casi di ragazzi, fidanzati, sposati, etero che vogliono provare e desiderano, gli piace tanto provare un’esperienza omosessuale. Non solo un’esperienza con un gay, ma avere una relazione con un uomo attivo, maschio, e lui da femmina, passivo. Se voi frequentate i siti gay e quelli bisex e andate a vedere bene nelle chat e negli annunci trovate questo fenomeno, tutto da studiare… si dice in queste ricerche…

Si nota come vi siano bei ragazzi, anche giovani, che hanno una relazione eterosessuale con una ragazza, fidanzata o meno, o sposati con una moglie e anche con figli che cercano e bramano di sentirsi fisicamente nel ruolo di femmina in tutto e per tutto: fare quello che una donna fa a letto con un maschio. Ci sono anche spazi di perversione, ma non sempre sado-maso, qualcosa di simile sì. Si tratta, in realtà, di voler incontrare dei maschi con i quali avere rapporti sessuali molto forti perché vogliosi di manifestare tutta la loro sessualità, dall’una e dall’altra parte. Questo avviene molto velocemente. Si richiede sesso anche nel giro di un’ora in chat. Si cercano e si offrono – dietro un nick anonimo - anche le prestazioni più spassionate e crude. A volte queste chat sono frequentate anche da gigolò omosessuali che svolgono ruoli ‘attivi’ e ruoli ‘passivi’ e che chiedono in maniera più o meno camuffata prestazioni a pagamento: chi come regalino chi con una vera e propria tariffa. E quando il soggetto approda a qualcuno a cui richiede o offre la prestazione, si accorge che spesso, per la maggior parte, c’è dietro un passivo che cerca un attivo. Dietro a questo passivo c’è un comune ragazzo, normalissimo, senza segni gay riconoscibili in atteggiamenti o vestiario, che però vuol avere rapporti sessuali con uomini attivi per svolgere con lui ruoli da ‘femmina’. Molti di questi hanno una collocazione geografica del sud Italia.

Ed ecco la domanda cruciale: perché un ragazzo ‘normale’ va alla ricerca di un rapporto omosessuale per svolgere un ruolo passivo da femmina? Che cosa innesca nella ‘testa’ di queste persone un desiderio così opposto al suo essere etero da metterlo alla ricerca di una rapporto omosessuale? Rapporto che per certi versi potrebbe essere anche ‘attivo’: avere un gay al posto di una donna. Ed invece, no. Cerca di farsi possedere sessualmente in tutto e per tutto con rapporti anali e orali da un vero maschio. Perché? Perché un ragazzo ‘normale’ vuol sentirsi donna tanto da desiderare e godere di questo ruolo femminile? Cose che normalmente esistono nel rapporto sessuale tra uomo e donna e che a volte non hanno questa espressione totale e completa perché alcune donne non vogliono il rapporto anale, ad esempio o non amano certe posizioni scabrose o perverse come il cosiddetto “69”… Cosa cerca in quell’intimità quell’uomo, quel ragazzo ‘normali’? Cosa gli manca? Perché lo fa? Perché vuole andare a scoprire e a godere di sensazioni dell’intimità maschile? Quando non anche della più sfrenata perversione come il desiderare – lui uomo – lo sperma di un altro uomo?

Eppure molti tornano a casa – da mamma o dalla fidanzata o convivente o moglie e a volte anche con figli, regolarmente… , dopo un rapporto in un letto o in un’auto con un altro maschio. Dove anche la prestazione sessuale non è stata forse nemmeno troppo felice visto il disagio di un incontro spesso rapido in cui lo ‘svelamento’ della propria intimità è richiesta da una voglia pazzesca di contatto e sesso-subito. Trascurando anche quella prevenzione necessaria… Da queste esperienze così rubate, non viene fuori quasi niente, in genere. Alcuna amicizia, alcuna relazione stabile. Solo pochi casi richiedono e ricevono effetti ‘maturi’ di desiderio di amicizia, affetto, relazione, convivenza. Tutto si consuma per consumare sesso. Tutto si carica di pathos come nello stesso tempo si scarica e si esaurisce nell’effetto eiaculatorio di chi da e di chi riceve in un coacervo di piaceri genitali pilotati come non mai da desideri attivati e costruiti mentalmente.

Poi ci sono anche gli ‘artisti’ del sesso. Coloro i quali sanno ‘governare’ un incontro nelle dinamiche più ‘umane’: come ‘fare l’amore’ tra due maschi e trattare l’altro come una vera femmina: baciarlo, toccarlo, leccarlo e possederlo in tutti i modi e in tute le maniere più dolci dell’essere uomo-uomo/donna. La richiesta dei ‘passivi’ è spesso orientata al rapporto orale, a quello che viene chiamato comunemente ‘pompino’ o ‘bocchino’, la classica fellatio. Però questo avviene con personaggi più complicati e disadattati dal punto di vista omosex: vecchi, perversi, feticisti dell’organo maschile. Perché in realtà l’omosessuale vero cerca soprattutto il rapporto anale e gode di questa penetrazione come una donna perché ama sentire il maschio – anche molto dotato - che lo possiede e sentirli avere l’orgasmo. Dall’altra ci sono anche i neofiti del rapporto omosex e vanno dai ragazzini che cercano dei coetanei, spesso inesperti come loro, tanto da approdare a dei veterani più adulti capaci di saperli ‘lavorare’ e ‘iniziare’ all’arte dell’omosessualità passiva.

Invece i cosiddetti ‘versatili’ vogliono svolgere un ruolo sia passivo sia attivo all’interno del rapporto omosessuale scambiandosi i ruoli. In realtà questi non sono dei veri omosex, ma dei bisex che vanno anche con le donne. Poi ci sono gli indecisi che sulla chat dicono e vogliono di tutto ma poi quando si va allo scambio dei numeri di telefono o allo scambio di foto del volto o del corpo allora si ritirano per paura. Inoltre gli ‘insospettabili’ sono molto presenti. Richiedono serietà e riservatezza che trovano nelle persone mature intorno ai 40anni. E questo è uno spaccato…

Però risiamo al punto. Anni fa, succedeva questo nell’uomo? Ci saranno stati anche decenni passati uomini desiderosi di avere rapporti con i loro simili sessualmente parlando, ma fino a questo punto? O è solo la tecnologia a permettere questa conoscenza e questo scambio e questa ricerca? O è qualcosa d’altro? Eppure oggi è veramente e silenziosamente invadente questa presenza ‘nascosta’ di omosex: pub, discoteche, vacanze ad hoc, riviste, siti, rubriche, giornali, appuntamenti, annunci. Insomma un vero e proprio “atelier del sesso omosex”. C’è anche da dire che questi maschi-femmine in realtà poi non risentono di un handicap genitale, tipo la malformazione del membro oppure le sue dimensioni sotto la media, tanto da giustificare il rifiuto femminile e il rifugio nelle braccia maschili. No. Anzi quelli che sono detti passivi hanno in genere misure e prestazioni normali, pur sentendo di desiderare un corpo maschile e soprattutto sentirsi posseduti completamente dal membro maschile. È un fenomeno strano che chiede di essere studiato approfonditamente non tanto dal punto di vista sessuale, quanto da quello psicologico.

Ma perché questi uomini-femmine desiderano così tanto sentire un corpo maschile da gustare, da godere, da sentire vicino? Così come i casi all’inizio accennati: non si va con un trans o con più di uno, solo per sbaglio o perché non si ha cosa fare. Spesso i transessuali, anche molto belli esteticamente, fisicamente hanno tra le gambe dei ‘membri’ per nulla passivi… per cui a buon intenditore poche parole…! Chi ci va è perché vuol provare, con una maschio-donna, le emozioni che avrebbe voluto avere con un vero maschio-maschio. C’è la deriva inibitoria che serve a scartare il maschio-gay e approdare alla maschera del transessuale per autoconvincersi che in fin dei conti poi non è proprio un maschio, ma una specie di femmina…e così giustificarsi e autoassolversi: “non sono un gay!”, il che è tutto dire!! Avere il bisogno di sentirsi ‘anche’ donna, di provare l’amplesso sessuale con una persona dello stesso sesso è un po’ come ricercare una propria identità che barcolla, che risente di un disequilibrio socio-psicologico insinuante, leggero ma penetrante… (che meglio non si potrebbe dire, all’uopo…!). C’è qualcosa di male? È una questione morale? Cioè un fenomeno culturale dovuto all’apertura dei blocchi moralistico-costrittivi di una società governata dall’ipocrisia più nera di un mondo politico e religioso al quanto compromesso? Tutte domande lecite a cui molti potrebbero rispondere. Comunque, il desiderio di libertà dall’oppressione che le società complesse in parte stimolano, mentre dall’altra attuano percorsi di costrizione e di ‘violenza’ subdola in mille modi e mille maniere, sono alcuni dei fenomeni di spinta iniziale a cui alcuni occorre agganciarsi per sopportare quello stesso ‘mondo’ che li promette ma non li dà: successo, bellezza, soldi, piacere… Cioè, tutto questo viene poi riespresso anche sotto forma di una vera e propria ‘perversione violenta’, che le cronache registrano - sotto tante forme - in questo nostro ‘pesante’ mondo, qui e altrove… Non vi pare? E voi che ne pensate?

 

Peter Brun


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Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
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