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Gianni Baget Bozzo - Piero Cappelli: "Due lettere sul Vaticano II e l’attuale papato"
24 Aprile 2008
 

Caro Piero

 

dovresti capire perché la storia dopo il Vaticano II è andata contro il Vaticano II. Le grandi Chiese protestanti, luterana, anglicana, calvinista, sono state surclassate dai gruppi evangelici pentecostali e carismatici che hanno inciso anche fortemente nella Chiesa cattolica del Brasile, la più impegnata nella teologia della liberazione. L'esperienza spirituale ha vinto sulla teologia compromessa con il marxismo. Le Chiese ortodosse sono tornate al centro della storia dopo la fine del comunismo e sono oggi Chiese delle nazioni e degli Stati in cui esprimono l'identità storica. Ed esse certamente non sono inclini alla secolarizzazione del linguaggio cristiano che nasce dal Vaticano II.

Nella Chiesa cattolica il primato papale è divenuto più di prima la forma del cattolicesimo, l'aggiornamento è stato riaggiornato e certo Giovanni XXIII non voleva la dissoluzione del cattolicesimo che avvenne non Concilio e nel postconcilio. Ora devi dirmi se tu pensi che questo processo sia un processo sbagliato e che il secolarismo conciliare, oggi totalmente emarginato se non come memoria storica e residuo linguistico, sia invece il processo giusto.

È possibile che tu viva ancora con la nostalgia di ciò che non è più? E ti dia linguaggio solo con le parole del processo che non è avvenuto? Devi domandarti: perché non è avvenuto? Io non dico che tutte le espressioni del Vaticano II e del postconcilio siano fasulle ma è certo che esse conducevano le Chiese oltre la realtà ecclesiale.

 

con affetto

 

                        Gianni Baget Bozzo 

 

***

 

Caro Gianni,

 

ho cercato di capire perché la storia dopo il Vaticano II è andata contro il Vaticano II: perché la casta ecclesiastica ha avuto tanta PAURA di fare della Chiesa clerico-gerarchico-piramidale, una Chiesa di Popolo. E questa paura ha ridotto la Chiesa Cattolica istituzionale a quello che è oggi: un ‘castello dottrinale’ dove al posto dell’AMORE ha scelto la difesa, la condanna, la minaccia, il potere.

I gruppi evangelici pentecostali e carismatici hanno preso il sopravvento non solo in America del sud, ma stanno dilagando un po’ ovunque perché le Chiese istituzionali non hanno saputo e non sanno rispondere con l’autentica testimonianza alle grandi domande dell’esistenza e della storia. Hanno solo saputo trincerarsi e difendersi, sempre per paura, dietro definizioni, dogmi, strutture, potere. Il Popolo chiede senso e le Chiese hanno dato i riti liturgici. Il Popolo ha chiesto condivisione e comunione e le Chiese hanno dato la gerarchia, una casta dipinta di tradizione. L’esperienza spirituale non è certo quella dei movimenti e delle sette pentecostali e carismatiche protestanti né cattoliche: queste sono il rifugio miracolistico di un popolo abbandonato a se stesso e disperato per le contraddizioni che invadono l’esistente privato e pubblico, laico e credente, con una Chiesa che ha scelto – torno a ripetere - la paura e l’arroccamento invece dell’AMORE.

La TdL non è stata distrutta da nessuno se non dal potere ecclesiastico supportato dall’altro potere civile e militare (Usa+Regimi di destra) che tra arcivescovi e nunzi hanno saputo creare un vuoto ‘spirituale’ nell’America del sud riempito da quel mondo pseudo-spiritualista e astorico come le sette che fa comodo a molti. E la Chiesa ha preferito questo anziché la TdL. La TdL portava e porta senso e significato all’essere cristiano e al Popolo ecclesiale con la condivisione della condizione umana e con la difesa dei diritti umani, come del resto ha sempre fatto la Chiesa istituzionale se non altro almeno a parole, fatte salve, sempre, le eccezioni: da O.A. Romero, ai Gesuiti massacrati… La condanna di marxismo alla TdL è stata facile pronunciarla e praticarla da parte di un potere ecclesiastico occientale-romano e da un potere politico-militare autoctono e confacente ai disegni strategici degli Usa. La sconfitta della TdL è stata voluta dalla Chiesa di Roma non perchè marxista, ma perché stava praticando i principi del discorso Conciliare: dalla Chiesa gerarchica, alla Chiesa di Popolo, dal potere alla condivisione.

Eppoi, caro Gianni, dov’è quella Chiesa d’Oriente che avrebbe trovato dopo il comunismo la sua identità storica con il suo popolo? Io vedo solo una grande trasformazione sociale del mondo ex-sovietico dove il potere economico e mafioso è devastante e fa da contraltare al nostro: da una Chiesa sotto il potere politico, ad una Chiesa sotto il potere economico. Quando invece, da noi, la Chiesa sta volentieri a braccetto con il potere. La Chiesa Ortodossa non era libera ieri e non è libera oggi: due regimi, due schiavitù. La Chiesa Ortodossa richiede una verifica sul senso del suo ruolo dentro e oltre la scena storica in cui vive. Perché non un Concilio delle diverse Chiese d’Oriente? Certo non sono inclini alla secolarizzazione del linguaggio cristiano, perché in realtà non hanno mai avuto un linguaggio cristiano, hanno e hanno solo un linguaggio del rito, della liturgia e attraverso di questi continuano a parlare al proprio popolo...

Il primato papale è diventato più di prima la forma del cattolicesimo: è vero. Ma per le ragioni sopra esposte. Perché la Chiesa gerarchica ha avuto e ha tuttora paura e si arrocca dentro le mura delle sue certezze, delle sue sicurezze, della sua auto-legittimazione. E il ri-aggiornamento è avvenuto per bloccare le deviazioni teologiche, dottrinali ed ecclesiali: da GPII a oggi con papa Ratzinger. Una vera restaurazione ecclesiale.

Il secolarismo è un termine negativizzante di una realtà incontrovertibile: la Chiesa è parte del mondo, fatta di uomini sempre più peccatori che debbono ricercare di condividere con tutti gli altri uomini la storia esistenziale soprattutto degli Ultimi, come Lui si è fatto Ultimo per essere parte a tutti a partire dagli Ultimi. È in questa dimensione di AMORE che riprende senso e significato l’essere Chiesa a servizio dell’Uomo e delle Donne di questo mondo. Partendo da qui allora la rilettura di tutta la storia ecclesiale diventa una cartina al tornasole di come sia stato possibile bloccare e scardinare un'Altra Chiesa Cattolica che già in nuce è sempre esistita e non morirà mai perchè è l’Anima del suo Signore, secondo la ‘cultura della Croce’. Sì solo con questa scelta, del ‘perdersi per ritrovarsi’, del morire per salvare anche il proprio nemico, dell’accettare la Croce come unica via di Salvezza, sarà possibile riconquistare il senso e il significato dell’essere cristiani-cattolici oggi nel mondo. Tutte le altre ‘culture cattoliche’ da quella della presenza, della mediazione, del potere, del dominio e dell’oppressione possono anche avere successo e stima nel e dal mondo, ma “voi non siete del mondo” – non tanto e non solo perché si lotta contro l’aborto, il divorzio, l’eutanasia e così via – quanto perché si è a condividere la sofferenza dei sopraffatti, degli emarginati, contro il sopruso e la violenza. Farsi Ultimo con gli Ultimi è questo il messaggio, è questo il senso.

E se oggi la Chiesa istituzionale cattolica non ha saputo andare oltre la realtà ecclesiale è perché ancora ha avuto paura di perdere la propria identità, il proprio potere, le proprie sicurezze. Sono questi quelli che oggi potremmo chiamare gli ‘idoli cattolici’ che stanno a cuore della gerarchia più del Vero e Unico Signore, Gesù Cristo: Hanno “paura di perdere”, ecco il significato di una Chiesa in-incidente nella Storia perché la Storia umana è storia del divino nell’umano, è manifestazione, epifania del Santo nel profano... sta a noi saper riscoprire la Comunione di fondo che lega insieme uomini e donne, cioè i Figli di Dio, di ogni popolo, cultura, etnia.

Questo voleva il Concilio, ma la Chiesa istituzionale l’ha bloccato e ora siamo ai punti in cui siamo: tra restaurazione, smarrimento e dispersione: lo ‘scisma silenzioso’ strisciante che stiamo vivendo oggi e non sappiamo a cosa domani porterà...

 

Un abbraccio dal tuo caro amico, con affetto, Piero Cappelli


  
DUE LETTERE COME COMMENTO A "L'OPINIONE PUBBLICA E LA CHIESA"  (I Care... communication - 31 marzo 2008)




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