Giovedì , 02 Dicembre 2021
VIGNETTA della SETTIMANA
Esercente l'attività editoriale
Realizzazione ed housing
BLOG
MACROLIBRARSI.IT
RICERCA
SU TUTTO IL SITO
TellusFolio > Critica della cultura > I Care... communication
 
Share on Facebook Share on Twitter Share on Linkedin Delicious
Piero Cappelli: La restaurazione della liturgia di Pio V. Messa in latino.
27 Settembre 2007
 

SEGNO ANTICONCILIARE. Occorre riscoprire i “segni dei tempi” nella storia…Restaurazione. È questo il termine con i quale fu bollata da diversi esponenti della teologia internazionale, dopo pochi mesi la sua elezione, la ‘politica’ pontificia di Giovanni Paolo II.

Oggi, cosa dovrebbero dire gli stessi teologi di quanto sta avvenendo nella Chiesa Cattolica con l’esortazione apostolica Sacramentum Caritatis? Si ripropone un ritorno al latino liturgico, per chi lo volesse... E questo sotto il nuovo pontefice Benedetto XVI ed ex prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede (ex-sant’Uffizio). Ma è solo un fatto ‘estetico’, di lingua? No. Il problema in sé, quello del latino, seppur con tutte le conseguenze che potrebbero esserci tra cui il disorientamento dei fedeli, non preoccupa. Però si può leggere come un vero e proprio ‘segnale’ che simboleggia una nuova volontà ecclesiastica di come condurre e portare avanti la Chiesa negli anni a venire.

Parlare di ‘mistero’, quando non si comprende niente – oggi come oggi – di fronte a qualcuno che parla una lingua sconosciuta non è certo un eufemismo. L’aureola che si vuol mettere alla lingua latina per darle il carisma di facile veicolo verso la divinità è semmai troppo sacralizzata.

Il realtà il sacro – come d'altronde c’indica lo stesso Rudolf Otto proprio nella sua opera Il sacro –, non passa attraverso il non senso e la mancanza di significato. Senso e significato che si acquisiscono non solo per via intellettiva, ma anche per via spirituale, ma non per questo la parola e la lingua debbono essere assenti alla propria intelligibilità. È invece con il sentirsi immersi nel senso della liturgia – comprendendone il trasporto esperienziale – che la persona riesce a far silenzio dentro di sé e ad accogliere nel suo ‘vuoto interiore’ la profondità del mistero che ‘parla’. Non si toglie niente a chi riesce a vivere questa esperienza ‘mistica’ anche durante la messa in latino. Non è assolutizzando l’una o l’altra, come esclusive esperienze del ‘mistero divino cattolico’, che si aiutano i fedeli ad incontrare la profondità della spiritualità cristiana. Infatti tutte le religioni hanno il loro spazio sacro e i loro metodi per riuscire a mettersi nella condizione di ‘visitarlo’ di farne esperienza. Una dimensione più comune è quella della meditazione profonda che trova spazi ecumenici di comunione ascetica tra i diversi fedeli anche di religioni diverse. Voler caricare sul latino la dimensione eccezionale della profondità spirituale cattolica può valere molto per il celebrante che può sentirsi in sintonia con questa espressività liturgica, ma ciò non può esserlo per chi non riesce a vivere e a comprendere un ‘ritorno al passato’ di questo genere. Certo è che il cattolico si può immergere e ‘risvegliare’ nel contesto mistico-liturgico anche se non comprende il significato della lingua, ma solo per fede si pone di fronte al mistero divino del miracolo eucaristico e lì sentirsi in comunione con i fratelli presenti e con la Chiesa. E ciò può accadere lo stesso anche nella partecipazione ad una messa cattolica in una lingua diversa dalla propria ed incomprensibile su tutto: vi potremmo partecipare solo in virtù della propria fede, certo che ciò che sta accadendo fa parte anche della comune Tradizione. Come fedele in ‘ascolto’ del mistero divino che si realizza su quella mensa, lì in quel momento.

Il fascinas ed il misterium tremendum che s’incontrano nella dimensione trans-personale in una tensione ascetico-mistica non sono unicamente propri della lingua latina liturgico-cattolica, ma spaziano oltre le formule e oltre le culture, per andarsi ad incontrare nell’esperienza inter-spirituale ed inter-religiosa delle diverse forme d’espressione del sacro e del divino.

Comunque c’è altro. Perché, come si vede e come si realizzerà, non ci saranno molte comunità che chiederanno al vescovo di celebrare la messa in latino. E si potrebbero avere, da una parte, ulteriori divisioni e lacerazioni in seno alle Chiese locali. Dall’altra però si potrebbero vedere anche molti fedeli, che gravitano ancora vicino al movimento di mons. Marcel Lefevre, riavvicinarsi alla Chiesa di Roma anche solo per la messa in latino.

Quel che ci sembra possa contare invece sono e saranno i risvolti ‘ideologici’. Infatti, sembra di leggere una nuova volontà di ‘restaurare’ e correggere quanto la riforma di Paolo VI ha avuto modo di realizzare in campo liturgico come conseguenza logica di ciò che la Lumen Gentium e soprattutto la Gaudium et Spes hanno sintetizzato nella nuova dimensione dell’essere Chiesa nel mondo come Popolo di Dio. Oggi, con la nuova dirigenza ecclesiastica cattolica non si riuscirà lo stesso a fare grandi ‘correzioni’, ma sembra che si voglia ripartire per correggere il Concilio Vaticano II e la sua interpretazione. L’‘aggiornamento’ – parola tanto cara a Giovanni XXIII – vuol dire riscoprire che la presenza dell’essere Chiesa non è per se stessa, ma dell’esserlo solo perché ‘inviata’ come «segno» e «strumento» del suo Signore in seno al mondo, agli uomini e alle donne di ogni tempo. E proprio perché questa sua ‘forma’ deve, ed ha a che fare con i cambiamenti temporali e culturali, dovrà sapersi ‘aggiornare’ nella logica del “sapersi perdere, per sapersi ritrovare”, cioè con l’Amore. Altrimenti con l’arroccamento e la chiusura esclusiva si emargina da sola. Quindi, il rifugiarsi nel latino liturgico per ritornare e ritrovare un antico ed in parte illusorio spazio mistico, significa non voler accogliere il ‘nuovo’ che ci viene continuamente donato dalla Grazia come “segno dei tempi” che si realizzano nella storia degli uomini e delle donne di questo nostro mondo, nelle diverse peculiarità culturali.

Saper affrontare il ‘nuovo’ di ogni tempo sapendo coniare continuamente metodi e linguaggi aggiornati per ri-proporre ed annunciare il Messaggio evangelico è – in sintesi – l’ineludibile scommessa missionaria di ogni discepolo e della Chiesa. Saper ascoltare e saper accogliere, senza giudicare, annunciando l’Amore al mondo – quale linguaggio umano di comunione – è il punto di forza di una Fede che diventa comunicazione oltre lo spazio ed oltre il tempo.

 

Piero Cappelli


Articoli correlati

  Piero Cappelli: Quando la Vita va avanti... dopo la morte del commissario Calabresi.
  Gianni Baget Bozzo - Piero Cappelli: "Sinistra postconciliare e Chiesa Corpo Mistico"
  Piero Cappelli: Sulle elezioni, sulla sinistra da ripensare
  Piero Cappelli: Vi segnalo da Alba Magica: Rivolte per la crisi. Islanda e Svizzera.
  Piero Cappelli: La coscienza dell’occidente e le chiese nel XXI secolo post-cristiano
  Piero Cappelli – Il fallimento della morale: Cicciolina + Marrazzo + Berlusconi...
  Piero Cappelli: Nel ‘Vietnam’ afghano i morti valgono più di quelli in terra italiana?
  Gianni Baget Bozzo - Piero Cappelli: Chiesa per i giusti o per i peccatori? Due lettere.
  Piero Cappelli. Dopodomani, che futuro avremo noi italiani?
  Piero Cappelli: Ciao Gianni! AdDio… caro Amico e Padre spirituale
  Piero Cappelli – Dal Che’ al Cia’: come si evolve il kult...
  Piero Cappelli: Come salvare questo mondo?
  Piero Cappelli: Sacco & Vanzetti. Uccisi due volte, ieri e oggi.
  Piero Cappelli: Dopo 45 anni dal Concilio vaticano II ormai dimenticato...
  Piero Cappelli: Piove? No... Ma è lo stesso. Governo ladro.
  Piero Cappelli: La Chiesa del futuro.
  Piero Cappelli: Ritornando dopo aver scritto un libro sulla Chiesa-casta
  Piero Cappelli: Classe dirigente nazionale e locale
  Piero Cappelli: Poveri unitevi, anzi ribellatevi! Ma come?
  Cristina Cappellini. Di sole non ce n'è mai abbastanza
  Carlo Forin: Recuperar la pausa per tornar cittadini. Primarie e PD
  Piero Cappelli: Essere genitori ed essere figli: Quando ce ne accorgiamo? Letture per gli studenti
  Piero Cappelli: Atei alla riscossa, Chiesa in difesa. Ma dove siamo?
  Piero Cappelli – “Lo scisma silenzioso” (citato da Vito Mancuso su Repubblica) e il dialogo con il mondo del dissenso critico
  Piero Cappelli: Scuola di Barbiana. Il metodo di scrittura collettiva.
  Piero Cappelli: Come intendo "I Care... communication"
  Piero Cappelli - Anteprima: “Lo scisma silenzioso” tradotto in portoghese, in Brasile
  Gianni Baget Bozzo - Piero Cappelli: "Due lettere sul Vaticano II e l’attuale papato"
  Piero Cappelli: Una cultura del turismo in Italia
  Piero Cappelli: Lo scandalo dello scandalo: le nostre armi nel mondo
  Piero Cappelli: Chiesa e linguaggio
  Piero Cappelli al Festival di Internazionale a Ferrara (1): ottimo risultato! Ma…
  Piero Cappelli: Lamentarsi non basta più. Lavoriamo per noi... per ciascuno di noi!
  Piero Cappelli: Come costruire il dopo-Veltroni, per battere il dopo-Berlusconi?
  Piero Cappelli: oltre la morte: l’eternità ci appartiene
  Piero Cappelli: Lettera aperta al Papa-teologo Benedetto XVI
  Piero Cappelli: D’Alema e Veltroni battuti a Firenze. È l’inizio di una nuova politica?
  Piero Cappelli: Birmania, i monaci fulcro storico della liberazione.
  Piero Cappelli: La casta Ecclesiasticae, lo "scisma silenzioso" nella Chiesa
  Piero Cappelli: Persona Umana & Culture
  Piero Cappelli: È la fine di un mondo ‘capitalista’?
  Piero Cappelli: Don Milani e il cattocomunismo
  Piero Cappelli: “Cosa ne penserebbe oggi Don Milani?” Lettera aperta a Walter Veltroni
  Piero Cappelli – Internazionale a Ferrara (2). Economia e Conflitti nel mondo
  Piero Cappelli
  Don Oreste Benzi: Devozione e Rivoluzione
  Velletri. 2° Incontro Orchestrale Europeo Giovani Chitarristi
  Piero Cappelli: Crisi. Dal capitalismo alle armi, da Bankitalia a Goldman Sachs
  Piero Cappelli: Napolitano & Spinelli
  Milva Maria Cappellini. “L'ultima sposa di Palmira” di Giuseppe Lupo
  Piero Cappelli: Morale Privata & Affari Pubblici
  Piero Cappelli: La mancanza di un'alternativa. Elezioni 2008
  Piero Cappelli : L’opinione pubblica e la Chiesa
  Piero Cappelli: Pedofilia, Chiesa e censura. Perché?
 
 
 
Commenti
Lascia un commentoLeggi i commenti [ 2 commenti ]
 
Indietro      Home Page
STRUMENTI
Versione stampabile
Gli articoli più letti
Invia questo articolo
INTERVENTI dei LETTORI
Un'area interamente dedicata agli interventi dei lettori
SONDAGGIO
TURCHIA NELL'UNIONE EUROPEA?

 75.2%
NO
 24.8%

  vota
  presentazione
  altri sondaggi
RICERCA nel SITO



Agende e Calendari

Archeologia e Storia

Attualità e temi sociali

Bambini e adolescenti

Bioarchitettura

CD / Musica

Cospirazionismo e misteri

Cucina e alimentazione

Discipline orientali

Esoterismo

Fate, Gnomi, Elfi, Folletti

I nostri Amici Animali

Letture

Maestri spirituali

Massaggi e Trattamenti

Migliorare se stessi

Paranormale

Patologie & Malattie

PNL

Psicologia

Religione

Rimedi Naturali

Scienza

Sessualità

Spiritualità

UFO

Vacanze Alternative

TELLUSfolio - Supplemento telematico quotidiano di Tellus
Dir. responsabile Enea Sansi - Reg. Trib. Sondrio n. 208 del 21/12/1989 - ISSN 1124-1276 - R.O.C. N. 32755 LABOS Editrice
Sede legale: Via Fontana, 11 - 23017 MORBEGNO - Tel. +39 0342 610861 - C.F./P.IVA 01022920142 - REA SO-77208 privacy policy