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Arvangia, Donato Bosca. I dispetti di fine e di inizio d'anno
04 Gennaio 2012
 

Cari amici dell'Arvangia, della rivista Langhe e della cultura piemontese, se mi permettete, insieme agli auguri di Buona Epifania, trasmetto tre spunti di riflessione su quanto accade in casa arvangia, definita da un periodico locale “terra di incontri”.

 

Il primo spunto riguarda quanto segnalato attraverso face book dal socio Giacomo Ganza che ha ricordato a tutti noi l'usanza dei “dispetti” di fine anno. Era l'usanza del 31 Dicembre della zona di Tirano (Sondrio). Si scardinavano cancelli e porte, si trascinavano carri agricoli lontano, si spingevano grossi tronchi in mezzo alla strada, anche sotto la neve. Infatti il tutto si faceva anche se quella sera nevicava. La chiassata durava fino alle prime ore del nuovo anno. La manifestazione che voleva “impedire”, simbolicamente, l'arrivo del nuovo anno si chiamava, in dialetto lombardo, 'Ntraversà l'ann: i protagonisti erano i giovani del paese.

Leggendo l'allegato, qui sotto riportato, che abbiamo intitolato Dispetti di fine anno capirete che per fortuna quell'usanza primitiva è stata sostituita da tante altre iniziative che vanno ad incanalare nella giusta direzione energie e valori.

 

Il secondo spunto nasce dal grande interesse suscitato dall'esperimento di Quaderno di memorie con edizione fuori commercio presentato dall'Associazione Arvangia venerdì 30 dicembre alle ore 20 presso la Trattoria del Mulino di Walter Berruto, a Gallo di Grinzane Cavour, nel corso di un incontro che ha fatto registrare il tutto esaurito.

A presentare il quaderno, con testi e immagini, dedicato alla maestra Maria Laneri in Revello, l'insegnante originaria di Verduno che per prima con i suoi scolari di Trezzo Tinella operò per la tutela della lingua piemontese, sono stati Oscar Barile, Clara Nervi, Pierluigi Vaira, Mario Bruna, Beppe Fenocchio, Primo Culasso e il figlio della maestra, Dr Giovanni Revello.

A questa prima presentazione che ha avuto il merito di far conoscere iniziative ed esperienze scolastiche che hanno avuto come protagonisti gli alunni della scuola elementare di Trezzo Tinella guidati dalla loro insegnante a leggere, scrivere, cantare e raccontare nella loro parlata dialettale, ne seguiranno altre due mercoledì 18 presso l'Utea di Asti e venerdì 20 a Santo Stefano Belbo presso il Centro Studi Cesare Pavese. Argomento dei due incontri le poesie in lingua piemontese che la maestra Maria amava, le favole che aveva recuperato dalla tradizione orale, i modi di dire, i proverbi, le tiritere, le preghiere che ha insegnato ai suoi alunni.

Nel corso dei due incontri si parlerà anche di un'idea concorso dal titolo: “Raccontaci come hai scoperto le Langhe e se ti sono rimaste nel cuore”, un'iniziativa pensata per promuovere cultura e territorio nei paesi delle Langhe. Il concorso (info ad arvangia@casamemorie.it) premierà non solo l'aspetto formale dei testi ma anche l'autenticità dei sentimenti, le storie di amore a prima vista che hanno coinvolto tante persone, italiani e stranieri, che si sentono attratti dal paesaggio delle Langhe.

 

Il terzo spunto me lo offre l'arrivo in Libreria della befana, domani pomeriggio, giovedì 5 gennaio, alle ore 16, presso la Libreria L'Incontro in via Mandelli 13, ad Alba. Come molti sanno la Libreria (tel. 0173 293288 - lib.incontro@tiscali.it) svolge da diversi anni la funzione di punto-incontro per il tesseramento arvangia e ogni anno sono centinaia le persone che da ogni paese entrano in libreria per versare la quota e ritirare la ricca strenna editoriale omaggio. La presenza di una befana in libreria è davvero una bella idea e va incoraggiata in ogni modo. Grazie alle Libreria L'Incontro stiamo lavorando al programma dei “Giorni della Memoria”, una serie di eventi che inizieranno proprio dalla sala conferenze della Libreria (via Mandelli) sabato 21 gennaio, ore 17, con la presentazione del libro curato da Maria Teresa Milano, dal titolo Terezín. La fortezza della resistenza non armata dove si parla di un ghetto “modello” che vide morire 14.900 bambini.

Insomma con questo mio terzo spunto voglio solo invitarvi a frequentare la libreria e a voler bene all'Arvangia che da venticinque anni propone cultura diffusa a denominazione d'origine.

 

Un cordiale saluto a tutti e ancora auguri.

Donato Bosca

 

 

I dispetti di fine anno

 

Giacomo Ganza. I dispetti di fine anno: Era l'usanza del 31 Dicembre della zona di Tirano (Sondrio).

Si scardinavano cancelli e porte, si trascinavano carri agricoli lontano, si spingevano grossi tronchi in mezzo alla strada. Magari anche sotto la neve. Infatti il tutto si faceva anche se quella sera nevicava. La chiassata durava fino alle prime ore del nuovo anno. La manifestazione che voleva “impedire”, simbolicamente, l'arrivo del nuovo anno si chiamava, in dialetto lombardo, 'Ntraversà l'ann: i protagonisti erano i giovani del paese.

 

Per noi dell’Arvangia, i dispetti di fine anno sono stati altri, per fortuna.

Il primo è arrivato da Edmara che ci ha inviato la fotografia che ritrae la nostra grande MEGHI mentre consegna copia della rivista Langhe a Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica. Guardate con i vostri occhi.

 

Il secondo è arrivato dagli amici della Casa Editrice Angolo Manzoni di Torino (c’è qualcuno che ricorda il bel libro di Pinuccia Giunta All’Esterel?). Ci ringraziano per la poesia di Oreste Gallina inviata come pensiero natalizio:

«Grazie per la bella poesia e per la tenacia nel far germogliare le nostre radici!

Purtroppo siamo venuti a conoscenza in ritardo, ma la prossima volta ricordateci, per svegliare i libri dormienti! Auguri affettuosi da Edizioni Angolo Manzoni»

 

Il terzo è arrivato dalla Pro Loco “La Castiglionese” che ci chiede segnalazioni per il “Premio alla tradizione piemontese”

«Caro prof. Bosca, La ringrazio a nome di tutta la proloco “La Castiglionese” (proloco di ASTI frazione Castifglione) x tutte le attività e iniziative che riesce a fare x mantenere in vita la nostra cultura e le nostre tradizioni.

A nome della nostra proloco (promotrice con altri enti del “Premio alla tradizione piemontese”) le invio in allegato una una lettera preparata dal presidente del premio per richiesta a lei, per la sua qualificata esperienza nel campo della nostra cultura piemontese, la segnalazione di nominativi di singoli o gruppi, rispondenti ai criteri di assegnazione del premio.

Colgo l'occasione per inviale i più cordiali auguri di un felice anno nuovo.

Giancarlo Valnegri»

 

Il quarto dispetto ce lo fa Rosy Volta da Arenzano raccontandoci cosa ha combinato anche grazie al premio in denaro che Le abbiamo consegnato:

sono Rosy Volta, la vincitrice (morale?) del premio Letterario REIS ENCREUSE 2011 con il libro Angoli di Luce.

Fine dicembre, momento di bilanci. È stato un grande anno, per me; prima la stampa del libro sui “miei” poveri, ricevuta in regalo dai miei familiari. Poi, grazie al vostro interessamento, la partecipazione al premio e la vittoria! Mai sperata.

Ricordo, per chi non sapesse, l’argomento.

Vivendo da cinque anni una gratificante e difficile esperienza di volontariato nel mondo della povertà, presso una mensa della mia città, avevo scritto tempo fa le storie più significative sulla gente che incontro quotidianamente…

Storie rigorosamente vere, talvolta dure come una pietra, difficili da accettare, da CREDERE!

Perché in questo mondo fatto di apparenze e di valori fittizi, di quel mondo parallelo molti non si accorgono neppure.

Ma esiste, e con i tempi bui a cui stiamo andando incontro, è destinato ad aumentare sempre più.

Ieri ho consegnato al Presidente della Mensa SOLEUNA di Genova, Dottor Marco Girella, l’ultimo gruzzolo -120 euro- ricavato dai miei libri, da voi sponsorizzati egregiamente con il premio. Erano 100 copie; mi resta la mia e non ci sarà ristampa.

Le altre 99, regalate (DIETRO COMPENSO!!) ad amici e conoscenti, mi hanno fruttato 1.517 euro, che uniti ai 500 euro del Vostro premio, fanno 2.017.

È stato un grande orgoglio avere donato alla mia Mensa dei poveri questa cifra, ed il merito è per metà della Vostra Associazione, che si è fatta in questo caso, promotrice non solo di cultura, ma di GENEROSITÀ e di GRANDE CUORE.

Un grazie infinito, non solo per questo gesto speciale, ma per tutte le iniziative che l’Arvangia propone.

Io ed i miei poveri vi abbracciamo tutti con gratitudine.

La vostra amica - Rosy Volta ( Arenzano-Ge)

 

Il quinto è nient’altro che un augurio da parte di un Presidente impegnato a promuovere cultura come noi:

Un augurio di cuore per gli amici di Arvangia. Che il 2012 sia foriero di grandi soddisfazioni e la stima di tanti appassionati che vi seguono nel vostro cammino di cultura sia di stimolo a continuare su questa strada. Con affetto, Enrico Falco, Beinette

 

Il sesto arriva da una studentessa laureanda che ci chiede collaborazione:

Buongiorno,

sono Gaia Libertini. Vi scrivo perché sto cercando del materiale per arricchire la mia tesi di laurea; si tratta di un progetto virtuale di trasformazione di un'azienda agricola a conduzione alimentare in Factory alimentare. Vorrei quindi fare un'introduzione storica sulla vita nelle campagne piemontesi, e soprattutto sulle famiglie agricole piemontesi, per illustrare come dal 1900 ad oggi siano cambiati diversi fattori. Avete qualche suggerimento?

Per ora ho letto questi libri:

Cultura contadina in Piemonte, Bonechi.

Uomini e terra. Documenti di storia delle campagne chieresi. Studio Gaidano&Matta, Chieri, 1981,2010.

Bambini affittati. Vaché e servente: un fenomeno sociale nel vecchio Piemonte rurale e montano. Priuli & Verlucca, 2004.

Terra famiglia comunità in Piemonte. Vauda di front 1860-1928. Serenella Nonnis Vigilante, Comitato di Torino dell’Istituto per la storia del Risorgimento Italiano, 1991.

Mi manca qualche nozione storica sulla composizione della famiglia e sulla struttura della famiglia/azienda tipica piemontese.

Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti, Gaia Libertini

 

Il settimo dispetto, in lingua piemontese, è una proposta di collaborazione che accogliamo a braccia aperte:

Grassia për ël vòstri mail ch'am fann tant piasì.

Compliment për la vòstra inissiativa tant grassiosa e anteressanta.

Ant l'ani ch'a i venn, a dovreisso ancontrassi (am piasëreissa dabòn), e combinè quaicòs

ansema, tant për al Langhi che për al Monfrè.

Ancora bòn ann, pin- ëd salut e fraternitè a tucc voi.

Silvana Bèra 'd Camagna (Silvana Berra  da Camagna Monf.to)

 

L’ottavo è un’informazione che ci giunge gradita da un’artista di talento lanciata verso traguardi importanti

Gentile Donato Bosca, ci siamo visti di sfuggita pochi minuti fa in centro ad Alba... volevo solo informarla che la terza canzone-danza della suite per voce e violoncello (di cui MASCA VOLA VIA fa parte) è quasi terminata, ho seguito il suo suggerimento a proposito dell'argomento. La canzone, in dialetto piemontese, racconta di un uomo che decide di emigrare, in cerca di fortuna, in America. ..e allora alle 4 del mattino, nella piazza del paese che sembra spenta data l'ora... la corriera lo aspetta, per portarlo lontano lontano... oltre oceano!

Il titolo penso che sarà “PORTME VIA DA SI”...

Appena pronta gliela manderò in ascolto!

Un caro saluto, Simona Colonna.

 

Il nono dispetto arriva da Torino e ha come protagonista un promettente regista di nuova generazione:

Caro Donato, come stai?

Ormai non ci si vede e sente da tempo... sarà più di un anno, quasi due, dall'ultima nostra chiacchierata avente come tema le Masche.

Proprio ieri dalle mie cose è sbucato fuori un vecchio regalo di Bruno Murialdo... la data riporta l'anno 2005, ma la fotografia penso risalga agli anni '80: una bellissima fotografia di un anziano a bordo della sua automobile... e per passeggera, nei posti dietro, una capra.

Riguardando quella fotografia sono riemersi un sacco di ricordi ed emozioni di cui sento un po' di nostalgia.

All'epoca del nostro ultimo incontro emersero idee bellissime, tra le quali quella di un museo dedicato alle Masche... chissà che non ci sia ancora la possibilità di sviluppare qualcosa insieme... tu e Bruno rimanete nel mio cuore come i “custodi” di una terra ricca di misteri e di fascino, a cui mi sento legato.

Un caro saluto e un augurio per il nuovo anno...che segni gioie e successi a tutti noi. Alessandro

 

Il decimo dispetto è un avviso ai naviganti sul requisito fondamentale per realizzare progetti, l’entusiasmo:

Caro Donato, ad Aprile presenteremo alla Ferrero la mia nuova commedia con la collaborazione della scuola di ballo “Al balletto” per le coreografie e le danze. La ripeteremo a Neive sempre in Aprile.

A Sinio faremo quella che hai visto “Robinsonja”. Poi dovrebbe esserci Cortemilia. Il ristorante di Diano, mi pare si chiami 'Ai tardì' o qualcosa di simile, mi ha commissionato una 'Cena con delitto' da ripetere ogni mese a partire da San Valentino. Ho scritto il testo e poi farò la regia Ho terminato un romanzo che ho inviato ad un concorso, non ha vinto, ma si è classificato e a seguito di questo, la Casa Editrice "Firenze libri" mi ha chiesto di pubblicarlo. Ho preso tempo perché potrebbe essere interessato anche Mursia Editore. Vedrò i contratti. Adesso sai tutto. Ancora auguri. Adriano

 

L’undicesimo dispetto ha come protagonista il fotografo italo-argentino Julio Berisso che ha stampato un bellissimo album fotografico dal titolo “Valle dei Berissi, origini mai dimenticate”. Il volume è accompagnato da un dvd che ci porta a conoscere la Valle dei Berissi in territorio ligure, una visita guidata ad un luogo dell’anima ritrovato grazie alla collaborazione di Nora Beatriz Di Maria, Ronan César, Julio, Aurelio e Melita Berisso, coadiuvati da Aldo Firenze e Alessandro Novello. A chi desiderasse procurarsi copia dell’opera prima di Julio Berisso suggeriamo di mettersi in contatto direttamente con l’autore mandandogli una mail all’indirizzo julioberisso@gmail.com. È un libro che emoziona e ci parla di un mondo davvero sorprendente.

 

Il dodicesimo dispetto arriva ancora da Edmara, socia arvangia di Chieri:

L'iniziativa dei “quaderni di memorie” è, secondo me, molto indovinata ed è proprio di quel tipo che prediligo. Mi piacerebbe anche partecipare a quegli scambi di idee così informali e forse per questo così sostanziosi,da cui nascono progetti originali e graditi alle persone innamorate oltre che delle Langhe della cultura genuina e spontanea.

L'Arvangia si fa notare e riscuote consensi non solo a livello locale.

Con l'occasione, porgo a tutti gli arvangisti un cordialissimo augurio per le Festività che “restano” e per un gioioso 2012! comunque, anche da lontano, io ci sono!

In passato mi sarei precipitata a scrivere qualcosa riguardo ai sentimenti che provo per le Langhe, ma, in questo periodo, difficilmente troverò il momento giusto. Sarebbe importante che lo facessero i giovani!

Un abbraccio augurale, Edmara

P.S. Non ho ancora rinnovato l'iscrizione per il 2012 perché conto di farlo di persona al più tardi a metà gennaio, quando ho in programma un giretto ad Alba!


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