Caro Claudio, ti lascio anche qui il saluto ad Alivento che ho lasciato sul suo blog. Spero che non abbia mollato per qualche cattiveria, se ne vedono anche in rete. Credimi, la sento come una perdita. Ciao
Cara Ali, trovo incomprensibile questo fatto, come molti che avvengono nella vita che sono incomprensibili perché non se ne conoscono le ragioni. Qualsiasi esse siano devono essere rispettate e le rispetto, come rispettai, contro le mie regole, la tua scelta di anonimato quando volli pubblicare sul blog qualche tua poesia. Mi piace pensare quindi, al di là di questo, che tu sia persona e poetessa, cosa da cui non si possono dare dimissioni. Avrai in me sempre un amico.
Giacomo
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Caro Giacomo… è diventata una benevola occasione, per me, rispondere alle tue lettere-commento. Credo di aver confidato a te, e poi ai lettori, alcune mosse del mio essere che altrimenti sarebbero rimaste mentali. Tessere di biografia anche.
Atto saggio e coraggioso la negazione di se stessi. Bisogna assentarsi. Sparire. Di più distruggere quanto uno ha scritto. Negarsi alla pubblicazione. Alla lettura. E crearsi dentro un Everest di rimpianti, un Gobi piatto di indifferenza. E scalare e sperdersi in se stessi con allegria da disossati. L’apparizione di una pagina bianca sarà il segno per ricominciare a scrivere. Per troppa altitudine, per sete. Tornare alla pagina, alla penna, alla tastiera del pc, alla pagina telematica. Questa è stata la mia esperienza. Riassumo. Nel 1980 contribuii con il “Diario”, composto di versi apologhi racconti, ad impastare la testa del Re del carnevale di Vecchiano. Sette anni dopo gettai quasi tutto quello che avevo scritto in Serchio. Lo vedi ne “La rotta del poema”, in Tellusmostre-Poesia visiva. Mi teneva il braccio, da dietro Margherita Stein. La Musa della distruzione. Episodi raccontati in Vecchiano, un paese. Lettere a Antonio Tabucchi, Feltrinelli 1997. La presenza di Margherita però la rivelo ora. Non ero solo. Nel 1998 il mio “Bestiadiario”, anticipato su Tellus n. 3, del dicembre 1990, doveva essere pubblicato da Sellerio. Nella collana blu. All’ultimo momento bloccai tutto. Tabucchi potrebbe confermare. Nel libro compariva, in fattezze di più animali, una storia sfortunata. Mi venne chiesto di non diventare scrittore “con il sangue di un sentimento”. Accettai.
Ecco perché, caro amico poeta, chi si cancella, ha la mia simpatia. È una scelta da portare al polso come un bracciale intemerato. Che rende invincibili e ferito oltre ogni ragionevole sopportazione. Tornerò a farlo. Prima o poi. Quanto si salverà sarà soltanto sul Tellusfolio e Tellus.
Saluti all'amico tosco di Asciano, Claudio